Howard Chaykin e l’Ossessione per la Fellatio

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Probabilmente uno dei più dotati e sicuramente il più irriverente fra gli autori della sua generazione, Howard Chaykin è uno che ha ricevuto forse meno riconoscimenti di quanto dovuto per la propria opera.
Disegnatore raffinatissimo e sceneggiatore di grandi mezzi, per esempio, Chaykin è stato uno dei precursori dell’ondata noir che oggi domina buona parte dell’immaginario fumettistico occidentale, cosa che gli viene raramente riconosciuta. È stato fra gli alfieri del fumetto seriale indipendente negli USA con American Flagg, e ha rinnovato l’approccio a numerose icone del fumetto americano, fra cui spiccano per l’ottimo lavoro Blackhawk e The Shadow. È stato uno degli eroi della diffusione dei “graphic novel” prima che fossero una moda, creandone in parte il linguaggio, almeno a livello mainstream americano, con Time2, The Stars My Destinations e Ironwolf, fra gli altri. Eppure non è il primo nome che viene in mente quando se ne parla.

Incurante di tutto ciò, e alieno alla captatio benevolentiae nei confronti dei nerd che, più o meno esplicitamente, caratterizza il lavoro di tanti suoi colleghi, Chaykin continua da una vita sulla propria strada, l’unica che conosce [1]. Quella, se non di innovatore, certamente di autore con una fortissima personalità, capace di fare discutere e incazzare, e fortemente distinguibile per i propri tic personali. Questi includono quelli che possono essere considerati i suoi marchi di fabbrica: design architettonico di ispirazione art deco, personaggi amorali, matrimoni allo sfascio, ideologia liberal, jazz, tacchi vertiginosi, calze a rete, giudaismo, logorrea invasiva, composizioni della pagina ardite e all’avanguardia, sempre lo stesso protagonista (lui, in pratica, in versione figa), lettering all’avanguardia e vagonate di sesso spinto.
Fra gli autori americani dell’ultimo quarantennio, Chaykin è quello che sicuramente si distingue come l’erotomane per eccellenza [2].  Questo viene fuori in maniera precisa nel suo lavoro, caratterizzato da un linguaggio spinto e da scene che, quando non pornografiche, risultano spesso parecchio esplicite. Detto questo, l’erotismo di Chaykin non ha solo la funzione di titillare il lettore tipico di comics: le sue donne, bellissime, vestite di frequente in modo retro e ispirate a modelli hollywoodiani classici, sono quasi sempre rappresentate come personaggi in grado di determinare con forza il proprio destino. Siamo lontani dalla piatta (questa sì) caratterizzazione di quelle maggiorate dal vitino (letteralmente) di vespa e i seni esagerati al limite del grottesco che animano le pagine di certe produzioni supereroistiche americane.

In questo senso, il richiamo al sesso (quando presente), come detto, è sempre esplicito. È interessante notare che il presupposto principale del sesso chaykiniano è quello di essere “sporco” (si veda l’esteso uso del turpiloquio) e non patinato.[3] Nonostante questo, a parte casi specifici, come la storia dichiaratamente pornografica Black Kiss, Chaykin è ben attento a non superare il limite, e ingegnandosi a trovare montaggi che raccontano l’atto sessuale (o il suo preludio) senza mostrare troppo.

La cosa è coerente sia con il fatto che Chaykin ha scelto di lavorare nel fumetto “popolare” americano, sia con il presupposto che, per Chaykin l’irriverente, il sesso è spesso il modo più appropriato per caratterizzare laidi maschi e donne opportuniste. In questo senso, la par condicio è quasi sempre assicurata, e anzi in molti casi le femmine manipolatrici risultano più simpatiche dei maschi laidi/stronzi (per citare gli attributi dati dallo stesso Chaykin ai personaggi in Power & Glory, e veicolati nel fumetto in stile carte Magic). È un gioco dei sessi che Chaykin orchestra sempre alla grande, e in cui particolare enfasi assume la fellatio, vera e propria ossessione “narrativa” del Nostro.

Non andrò a sviscerare tutta la carriera di Chaykin, ma mi limiterò a dare qualche esempio di come l’autore costruisca le sue storie, (iper)caricandole di situazioni sessuali e con particolare riferimento ai rapporti orali, che iniziano a palesarsi sin dall’inizio della carriera “mainstream” di Chaykin come autore completo.
Infatti, le donne dalla sessualità pruriginosa e ostentata iniziano ad apparire sin dal 1984. È quando Chaykin, che fino ad allora si era distinto soprattutto come illustratore per “graphic novel” ante litteram come quelle per Byron Preiss Visuals Publications e per gli adattamenti di Star Wars, delinea la seminale saga di American Flagg!, che le cose iniziano a quadrare. In American Flagg!, un mensile uscito per la First che ha rivoluzionato il modo di approcciarsi al fumetto seriale, l’autore, ormai a metà fra gli “enta” e gli “anta”, razionalizza tutte le ispirazioni narrative che lo avevano forgiato, giovanissimo, nei primi anni da professionista (quando aveva sviluppato The Scorpion, Ironwolf e Cody Starbuck, tutti personaggi cui ritornerà nel corso della carriera).

Chaykin crea un’ambientazione futuristica che fa da base a una complessa satira sociale: l’argomento, come poi è divenuto costume nel caso di Chaykin, è trattato con tono di cinica commedia (in cui non mancano momenti di dramma e riflessione, però). In questo mélange, gli elementi sboccati la fanno da padrone e le disinibite donne di Chaykin spiccano per carica sessuale, bellissime nei loro tacchi alti e abiti attillati e provocanti. Sin dal primo numero, Reuben Flagg, ex attore erotico diventato Plexus Ranger, diviene bersaglio di avances sessuali da parte di donne bellissime e spregiudicate, con sua somma soddisfazione (e qualche immancabile grattacapo). Ovviamente, i riferimenti al sesso orale non possono mancare. Già nel primo numero di American Flagg, Gretchen, inginocchiata di fronte al protagonista in posizione inequivocabile, dice: “Non era bello? La mia bocca è una leggenda del suo tempo”.

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Si noti il controcampo fra le due vignette giustapposte, che serve a creare la closure narrativa necessaria, e che mette in evidenza appunto la vignetta che prelude al rapporto orale. Chaykin è conscio del potere che le parole della donna avrebbero nei confronti del maschio medio eterosessuale e insiste con la sua caratteristica dose di doppi sensi, usando un riferimento al film Lo Squalo, in originale “Jaws” (“Mi chiamano ‘Fauci’ VIII).

Ma non basta. Giusto per essere ancora più esplicito, Chaykin regala subito un’altra scena di sesso al povero (?) Flagg. In mezzo a una griglia a nove vignettine che racconta l’estasi del rapporto sessuale, fa bella mostra di sé una fellatio che, anche se strategicamente inquadrata da dietro, è riconoscibile senza possibilità di errore [4].
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In questo caso, l’uso del close-up aiuta a nascondere e paradossalmente evidenziare gli atti dell’accoppiamento, che risultano ben chiari senza risultare strettamente pornografici.

Nel passaggio a The Shadow, di cui sforna una miniserie per la DC nel 1986, Chaykin continua il suo mondo di donne favolose e amorali quanto i personaggi maschili. Sebbene le scene eccitanti ci siano sempre, complice anche il feticcio dei soliti tacchi alti, accompagnati da fuseaux e pizzi, il tono è più abbottonato, rispetto all’indipendente American Flagg. Nonostante questo, non manca il riferimento verbale a una ciucciatina, fatto dalla cattiva della storia mentre apostrofa una rivale (“Se ti ribecco a ciucciarlo in giro attorno a Pres…”).

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Con Time2, due GN interconnesse pubblicate dalla First, Chaykin torna a raccontare storie in un universo apparentemente comune (o contiguo) a quello di American Flagg, di cui Chaykin recupera molti degli elementi fondanti, jazz e sesso in primis. Nei due episodi, le suggestioni sessuali orali non mancano, e le protagoniste sono donne – umane o robotiche – ben disinibite, come Shalimar (che anticipa la passione per i nomi esotici e improbabili). Senza rovinare nulla della trama, la seguente striscia (dal primo volume) lascia poco all’immaginazione.

Si noti la disposizione a 4 vignette con l’inquadratura fissa di lato, a evidenziare i movimenti della donna verso la patta dell’uomo, che poi Chaykin userà spesso in altre occasioni.

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Nel secondo episodio di Time2, la storia si conclude addirittura con un “servizietto” in taxi. Tutto è bene quel che finisce bene, ci sarebbe da dire.

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Se già non fosse chiaro il messaggio (“Sto per lucidarti la tua dannata candela”), Chaykin, nell’ultima pagina, ricorre al classico stratagemma del balloon fuori campo (in questo caso dal basso) per lasciare poco spazio all’immaginazione. I doppi sensi nei dialoghi e il turpiloquio, come di prammatica, completano l’opera.

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Dopo Time2, Chaykin si dedica al rilancio di Blackhawk, classico eroe di guerra DC, in una serie prestige che esce nel 1988. Il formato “elitario” gli consente una certa libertà e Chaykin si lancia in quella che probabilmente è la prima fellatio esplicita in un fumetto pubblicato dalle Big Two. Grazie a un abile gioco di montaggio e giustapposizioni, Chaykin è abile a far capire senza mostrare direttamente, ma il significato è chiarissimo, e provocherà non poco sconcerto nei lettori della Detective Comics.

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Interessante l’uso della splash page come modo di chiudere il climax sessuale appena avvenuto, con l’uomo che si aggiusta i calzoni e la donna inginocchiata.
Incidentalmente, come si vede nella splash, Blackhawk continua la serie infinita di riferimenti indiretti a filmini porno illegali, che fa da trait d’union alla maggior parte delle opere di Chaykin, da American Flagg a Batman: Dark Allegiances, da Black Kiss a Power & Glory.

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La tendenza a usare la fellatio come espediente narrativo continua, a fasi alterne, nel corso della carriera di Chaykin, e sarebbe troppo lungo andarne a cercare tutti gli esempi da parte dell’autore. È sufficiente dire che il gusto per questo tipo di rappresentazione continua per tutta la carriera, come testimoniano i due esempi successivi.

Pulp Fantastic è una miniserie del 2000 disegnata da Rich Burchett, che esplora territori usuali allo scrittore (già il titolo dice tutto), anche se in questo caso Chaykin si concede un piglio più hardboiled del solito. Certamente questa femme fatale sa aggiungere nuove frecce al suo arco.

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In questo caso, la classica inquadratura fissa vista prima in Time2 è usata in maniera leggermente diversa in Pulp Fantastic. Qui non c’è un campo medio, ma le 4 vignette, con inquadratura sempre di lato, sono invece un primo piano largo senza sfondo, in cui i colori accesi della passione la fanno da padroni. L’inquadratura va a stringersi, e quando la rossa è completamente scomparsa nella vignetta 4, si indugia sulla faccia del protagonista.

Nella storia City of Tomorrow del 2005, invece, Chaykin adopera un altro dei suoi capisaldi: la donna inginocchiata di spalle, con l’uomo seduto davanti a lei. L’inquadratura è stata spesso vista nei suoi fumetti, in situazioni analoghe, a cominciare dalla summenzionata scena con Gretchen in American Flagg.

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Come detto, nel corso degli anni Chaykin ha sempre lasciato ampio spazio alla fantasia sessuale esplicita del blow job, dall’esempio famoso di Blackhawk alle rappresentazioni pornografiche di Black Kiss. E proprio Black Kiss, di cui recentemente è uscito il seguito (adeguatamente intitolato Black Kiss II), è stato causa dell’ultima disavventura di Chaykin. Infatti, una fellatio in cui a un personaggio veniva strappato il pene ha causato l’imbarazzo della Diamond UK, che ha deciso di non importare il fumetto nel Regno Unito!

* * *

Note

[1] In una intervista per il sito Comicgate (http://www.comicgate.de/Interviews-in-English/against-pussiness-an-interview-with-howard-chaykin.html), Chaykin ha esplicitamente detto che di essere stimato dai fan non gliene sbatte un cazzo, essendo stato lui stesso un fan.

[2] Per esempio, si paragoni la sua produzione a quella dell’amico Walter Simonson, che ha iniziato la carriera nello stesso periodo e nello stesso contesto di Chaykin.

[3] Certamente, nelle produzioni di autori “noir” come Brubaker e Miller (per citare forse i più famosi) il melodramma associato al corteggiamento e all’accoppiamento non è accomunabile alle gioiose scappatelle sessuali “no strings attached” dei personaggi chaykiniani.

[4] Notare che non si rimanda a nessun cunnilingus, fra le posizioni illustrate.

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3 risposte a “Howard Chaykin e l’Ossessione per la Fellatio

  1. Reblogged this on misentopop.

  2. La difesa del presidente Clinton propose la tesi che la fellatio non fosse un rapporto sessuale ( Bill sotto giuramento aveva affermato di non aver avuto rapporti sessuali con Monica L. ) perchè , dei due, la signora non gode di appagamento sessuale. Non vi dico la faccia di un mio collega – praticamente l’Uomo Porpora nella incarnaz di Bill Everett da un vecchio Daredevil – quando ho citato lo scudo alzato da alcuni tra i più pagati legali del mondo !
    Howard non ha nulla del prez Clinton ( secondo Norman Mailer il primo presidente “nero ” americano , parecchio prima di Barack Obama ) : fisicamente è il primo Rankxerox ( quello non ancora palestrato da Liberatore ) , psicologicamente una combo di Dave Letterman e Don Rickles, ma credo che in un angolino della sua testolina scoppiettante si sia sedimentato la tesi dei Ghedini d’America ( non entro nel merito: la sfera sessuale riempirebbe tutti i multiversi DC pre e post Crisis ) e che veda nel sesso orale l’ennesima vittoria della donna ( la cui radice domina = padrona ) su di un maschietto che si può disarmare in un paio di minuti. Anche se vive nella Casa Bianca.

  3. sul tema fellatio, segnalo una scena fantastica sul volume di powers “z”.

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