Archivi del mese: luglio 2013

Simpatia por el devil – Miguel Angel Martin

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Il portale di web comics Verticalismi, in collaborazione con la Nicola Pesce Editore sta serializzando, con cadenza bisettimanale, la serie divignette Simpatia por el devil, dell’autore spagnolo Miguel Angel Martin, originariamente pubblicata in Spagna da Tam Tam Press.

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Perché andare a vedere la mostra “Guido Crepax. Ritratto di un artista”?

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Per rispondere alla domanda nel titolo di questo post potrei riassumere brevemente la questione in tre punti:

– È la prima personale che approfondisce a 360° l’opera del creatore di quell’icona di Valentina, con circa un centinaio di tavole originali di fumetti oltre che illustrazioni di libri, riviste, copertine di dischi e oggetti, come i giochi da tavolo creati in ambito familiare;

– La mostra si colloca negli ambienti splendidi dell’Appartamento di Riserva al Palazzo Reale di Milano, storici, sontuosi, prestigiosi;

– È gratis.

Sono tre validi motivi. Ma così facendo mi ridurrei banalmente a considerare tre argomenti razionali con una buona dose di pragmatismo. E io fondamentalmente sono una persona romantica. Quindi vi dico che il vero motivo per cui visitare questa mostra è l’amore.

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Di letture, workshop e critica

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Spiaggia magica

di Crockett Johnson, orecchio acerbo editore,  64 pagine pagine, € 16,00

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Ci sono alcune recensioni che scaturiscono dall’indignazione – indignazione derivante dall’attenzione eccessiva dedicata ad un’opera mediocre, dalla sua natura tronfia o spocchiosa, dalla furberia o dalla disonestà intellettuale che la contraddistingue etc.- e queste possono assumere a volte il tono di una scrittura violenta, livorosa, difficile da controllare. Una scrittura che dovrebbe contare fino a dieci, prendere fiato e se, dopo ciò non sfiata, esplodere in tutta la sua giustificata rabbia.

Altre volte, lo spunto che dà il La, è quello, spesso egocentrico, del recensore, il quale si affeziona più alla propria idea dell’opera che all’opera in sé e che quindi si esprimerà attraverso la capacità, rocambolesca e funambolica di imporre il proprio punto di vista a quella che diventerà solo un pretesto per esporre la propria capacità di ragionare, di argomentare, di citare, di creare connessioni e rimandi che, se riescono a non essere pretestuosi, avvolgono il fumetto, il disco, il film, il libro o quello che volete, in una ragnatela che connette l’oggetto dell’analisi al mondo, al passato e al presente, descrivendolo come parte di un tutto, con lo svantaggio di nasconderlo e con il vantaggio di non mostrarlo come un qualcosa al di fuori del tempo.

Poi ci sono altri tipi di recensioni, di analisi, che sono un’onesta chiacchierata intorno all’oggetto in questione, un parlare dell’opera e con l’opera, con l’intenzione di consigliarla e di sconsigliarla.

Infine ci sono gli atti di amore. Ecco, questo mio articolo su Spiaggia magica vuole essere, appunto, un atto d’amore.

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PYONGYANG di Guy Delisle

Nel marzo scorso, mentre i media seminavano il panico globale riportando le minacce nucleari di Kim Jong- Un,  col consueto tempismo (già sottolineato QUI) la Rizzoli Lizard continuava la pubblicazione dell’opera completa di Guy Delisle proprio con “Pyongyang”, opera ambientata nell’incubo dittatoriale nordocoreano . Il fumettista canadese da anni si è imposto come nome di punta del cosiddetto graphic journalism, grazie ad opere come Shenzhen,  appunto Pyongyang , Cronache Birmane e Cronache di Gerusalemme,  quest’ultimo premiato come Miglior Opera al Festival di Angoulême 2012.

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Di bene in meglio: Long Wei 2, la recensione in anteprima

Evil Monkey torna a parlarci di Long Wei, questa volta con la recensione in anteprima del secondo numero del quale grazie agli autori vi regaliamo anche una succosa preview. Long Wei #2 – L’ombra sarà in edicola il 15 Luglio. -AQ

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Copertina di Long Wei 2 – L’ombra by Lrnz

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Della realtà e delle sue interpretazioni – La percezione del fumetto italiano

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Solitamente, su questo blog, non ci occupiamo spesso delle dichiarazioni che gli autori rilasciano a riguardo del proprio lavoro, specialmente se queste sono fatte per mezzo di blog personali o altre piattaforme social, come Facebook (sulla legittimità, o meno, di operazioni come queste, si può vedere la discussione che si è sviluppata nei commenti a questo articolo).

Oggi ho deciso di fare un’eccezione per analizzare alcune conclusioni di questo pezzo  sul blog di Diego Cajelli, affermato sceneggiatore, attualmente in edicola con un volume della serie Le Storie, della Sergio Bonelli editore, e Long Wei, di cui abbiamo avuto modo di parlare QUI. Un’eccezione motivata dal fatto che questo post, a mio avviso, dice molto – forse molto più di quello che vuole dire – su come sia percepito il fumetto, in particolar modo il fumetto commerciale, in Italia (soprattutto dall’altra parte della barricata dei lettori) e, forse, anche su come si vuole che questo venga visto e letto [1].

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Visti al Crack! – Orda – IX Festival di arte disegnata e stampata

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Il Forte Prenestino, nel quartiere di Centocelle, a Roma,  è un luogo incredibilmente suggestivo, fatto di tunnel e camere, “celle” sotterranee, con le pareti in pietra viva e poi spazi aperti, un paio di edifici immersi nella vegetazione di un parco. La struttura risale alla seconda metà dell’Ottocento, compresa tra quelle 15 fortezze che furono erette a difesa della nuova Capitale del Regno d’Italia (e presto destinate al disuso). Dal 1986 è un Centro Sociale Occupato Autogestito, “il più grande e  il più antico d’Europa”, così almeno recita il comunicato stampa  dell’ultima edizione del Crack! Fumetti dirompenti, che ha avuto per tema l’Orda.

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Scienza e Coscienza nel Jimmy Olsen di Jack Kirby

di Antonio Solinas 

Il presente articolo presenta in versione estesa e rielaborata un pezzo già apparso, in versione ridotta, nel libro Jack Kirby – Tributo al re, edito da Pegasus e curato da Comicus, presentato per la prima volta alla mostra Lucca Comics & Games del novembre 2004, e successivamente sulla defunta webprozine Comics Code.

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All’inizio del Marzo 1970, con una mossa a sorpresa che sconvolse il mondo del fumetto (e soprattutto del fandom fumettistico americano, che per mesi- ovviamente- non riuscì a parlare d’altro), Jack Kirby lasciò la Marvel, per cui aveva creato praticamente tutte le icone fumettistiche più importanti, e si trasferì alla DC Comics (il cui nome, all’epoca, era National Periodics: io per comodità, però, continuerò a riferirmi sempre alla Detective Comics).

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