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Sulla Salade Niçoise di Baudoin, o prima il segno e poi la storia?!?

Insalata Nizzarda nasce dalla collaborazione del fumettista francese con la giapponese Kodasha, che volle pubblicare una serie di racconti brevi sulla rivista antologica «Morning».

L’edizione francese de L’Association – a cui si riallaccia quella pubblicata da poco dalla nostra Coconino/Fandango – è del 1999. Ben 14 anni per vedere pubblicati questi racconti, nonostante Baudoin non sia un autore totalmente sconosciuto in Italia. Senza dubbio, la sua presenza si potrebbe incrementare, come sta facendo la Coconino, recuperando opere potenti e poetiche come  Le Voyage, anch’essa pensata per il mercato nipponico.

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Dalí secondo Baudoin

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Edmond Baudoin disegna a Bilbolbul 2011

Bilbolbul 2011 Parte 2

di Andrea Queirolo

Stefano Ricci durante una dedica.

Alla fine di questo Bilbolbul ho visto come al solito poco, ma ho vissuto tante belle situazioni. L’incontro con José Muñoz, svoltosi presso la facoltà di Filosofia, è stato probabilmente il più interessante fra quelli a cui ho partecipato (pochi purtroppo). L’autore argentino non solo ha spiegato il suo lavoro, ma ha messo a nudo le sue memorie tracciando quel percorso di vita che si è riversato nei suoi fumetti. L’approccio di Muñoz è un percorso di identità, fatto di particolati esistenziali, fitti come le rughe di Alack Sinner. Spero che qualcuno abbia registrato l’audio di questo incontro così come degli altri, perché sarebbe stupido ed insensato non condividere e preservare questi momenti preziosi.

Una dedica di José Muñoz.

Parlando con Muñoz circa Alack Sinner, mi spiega scherzosamente che non è il solo a saperlo disegnare piuttosto bene e mi rivela i particolari del quadretto regalatogli da Jacques Tardi, raffigurante Alack sullo sfondo di un palazzo Newyorchese. Mi racconta che Tardi si recò a New York per documentarsi su un libro che stava realizzando (ipotizzo si tratti di Ammazzascarafaggi). Fece diverse foto della città perché il suo metodo di lavoro è molto rigoroso e inseguito gliene regalò una incastrandoci un Alack d’annata.

L’Alack Sinner di Tardì, esposto in una teca alla mostra di Muñoz.

Il film su Grant Morrison non l’ho visto, complice un orario da cena non felice per uno che, dopo tutta la giornata in piedi, non vede l’ora di mangiare un piatto di tortellacci speck, rucola e noci. Ho invece apprezzato la mostra/live painting di Alessandro Baronciani che si è tenuta alla gallery house SpazioBlu, un luogo davvero interessante.

Baronciani disegna su un muro dell0 Spazio Blu.

Una parte delle tavole esposte dal libro “Le ragazze nello sudio di Munari”.

Era presente anche Edmond Baudoin, un grande autore francese che in Italia ha da sempre faticato ad arrivare. Nell’ultimo anno sono invece usciti ben due volumi: Piero (Coconino Press) e I Quattro Fiumi (Einaudi), mentre Baudoin è stato ospite prima a Napoli e ora a Bologna. Simpatico, disponibile e coadiuvato da un talento indescrivibile per il disegno, regalava piccoli capolavori al pubblico della Sala Borsa.

Baudoin all’opera.

Non sono mancati i momenti comici dei quali il migliore spetta assolutamente ad un avventore all’oscuro della situazione che, avvicinandosi al tavolo delle dediche e indicando Vittorio Giardino, chiede insistentemente alle persone in fila chi sia il disegnatore. Alla risposta “Giardino” il tale continua a ribattere incredulo “Vauro?!” inscenando ilarità fra la gente. Credo che tutt’ora pensi si trattasse di Vauro. Quasi meglio dello scorso anno quando uno chiese a Mattotti, credendolo uno della biblioteca, dove fosse il bagno .

Giardino in attesa di dedicare i volumi.

Il resto del tempo devo averlo passato in giro per la città, probabilmente a mangiare. Ah, quasi dimenticavo, vedere Stefano Ricci disegnare è davvero emozionante, spero mi ricapiti presto.

Stefano Ricci disegna per il pubblico.

Molte altre foto del festival le potete trovare nella nostra pagina Facebook: BilBolBul 2011.

Best of 2010

di Andrea Queirolo

Breve resoconto delle letture più soddisfacenti del 2010. Pur non essendo riuscito a leggere tutto quello che avrei voluto (ho un paio di pile con fumetti selezionati) oramai è giunta l’ora di tirare le somme di un annata felice sotto molto punti di vista.

Quaderni Ucraini di Igort è assolutamente un lavoro generoso tanto quanto il suo autore. Non è comic journalism, ma “letteratura di viaggio” (“fumetto di viaggio”?), un quaderno di storia, di storie e sopratutto di preservazione della memoria.

Cinquemila Chilometri Al Secondo di Manuele Fior, premiato come Miglior Autore Unico a Lucca 2010 e per il Miglior Fumetto ad Angouleme 2011, è la riconferma della conferma.

Le Ragazze Nello Studio Di Munari di Alessandro Baronciani sta li a sottolineare il grande talento di Baronciani e le capacità del fumetto.

Nessuno Mi Farà Del Male di Giacomo Monti è un libro che aspettavo pur avendo tutti i numeri della rivista Canicola (il volume presenta comunque qualche inedito). Di queste storie, così vere da essere a tratti disturbanti (in alcune mi ci son anche ritrovato), ne vorrei leggere di più.

Le Strisce Del Post di Giacomo Nanni sono l’esempio più fulgido di quello che si può fare col fumetto.

I Quattro Fiumi di Fred Vargas & Edmond Baudoin arriva in Italia con dieci anni di ritardo, sicuramente grazie più al nome della Vargas che a quello di Baudoin (purtroppo). Quest’ultimo è un autore immenso che meriterebbe più attenzione qua da noi. Ed è il suo inchiostro a creare una perfetta armonia fra testo e disegno, un libro dall’espressività imponente.

Wilson di Daniel Clowes è un volume a cui posso trovare un solo difetto: è perfetto. Nel suo sottrarre, nel suo gioco di stili, nella sua storia avulsa Clowes non sbaglia mai e forse chiudendo il libro ho provato un po di irritazione.

L’Olmo e Altri Racconti di Jiro Taniguchi è, fra i volumi di ristampe dedicate all’autore da Panini, il libro che merita di più e quello che riesce a fotografare al meglio un’intero paese e un’intera cultura.

Cerebus – Alta Società di Dave Sim è stata la pubblicazione italiana più agognata di sempre, ma finalmente è arrivata: grosso, spaventoso e difficile, un volume che vi impegnerà per un mesetto buono.

Happy di Naoki Urasawa è spiazzante per il distaccamento dalle storie dell’autore che noi tutti conosciamo (Monster, 20th Century Boys, Pluto). Eppure Urasawa si dimostra ancora al top con questa storia che, camuffata da manga sportivo, si rivela una commedia brillante dal tono dolce-amaro. L’ennesima prova di poliedricità.

Mumin & I Briganti di Tove Jansson, finalmente in Italia grazie a Black Velvet, questo libro è il primo in assoluto a presentarci le storie di Tove Jansson in una collana completa e ragionata. Un must have del fumetto europeo.

Maledetti Fumetti! di David Hajdu è il saggio imprescindibile sulla storia del fumetto in america. Steso con grande perizia, ricco di fonti e citazioni, scritto in modo semplice e scorrevole, è una lettura storicamente appagante.

Dante’s Divine Comedy di Seymour Chwast è la Divina Commedia in stile noir. Una sapiente rivisitazione disegnata in maniera scarna e personale da uno dei principali grafici e illustratori viventi.

The Wrong Place di Brecht Evens, ammetto di aver avuto qualche difficoltà a leggerlo: lo stile dell’autore è claustrofobico, le pagine sono spesso disegnate in maniera confusionale, si fa fatica a leggere i dialoghi e i personaggi si confondono. Eppure, pian piano la storia ti assorbe e ti ritrovi ad assecondare i meccanismi di questo giovane autore che sul finale riesce anche a emozionarti. Evens sarà ospite a Bilbolbul, non mancatelo.

X’ed Out di Charles Burns è il nuovo fumetto di Charles Burns e uscirà in Italia quest’anno per Lizard. Non c’è altro da aggiungere.

Acme Novelty Library #20 di Chris Ware narra la vita di Jordan Lint, dalla nascita alla morte. E’ l’ennesima prova di sapienza da parte di quello che reputo il miglior fumettista al mondo (e non fatemene una croce).

Palookaville #20 di Seth è forse il fumetto più importante di quest’anno. Lo è per diverse ragioni che trascendono le storie contenute in esso, ma l’argomento ha un certo peso e ho deciso di dedicargli un post prossimamente.

Alec: The Years Have Pants di Eddie Campbell raccoglie tutte le storie autobiografiche dell’autore. E’ ostico, complesso a tratti illeggibile, ma è genuino, schietto e diretto, pieno di intuizioni importanti e significativo per una parte di storia del fumetto. Mi riesce davvero difficile non chiamarlo capolavoro.

The Zabime Sisters di Aristophane Boulon di cui ho già parlato, è un’opera potentissima, di quelle che ti rimane impresse e ti ritorna in mente nel dormiveglia.

Black Blizzard di Yoshihiro Tatsumi è il manuale di un linguaggio e, se non vi piace questa parola, di un metodo. L’esplosiva potenzialità di un giovane autore che si sprigiona in scelte ancora acerbe ma innovative.

Wednesday Comics di A.V. è un cartonato gigantesco che raccoglie le pubblicazioni a mo’ di quotidiano che la DC aveva sperimento un annetto prima. Una lettura “diversa” con spunti interessanti e grossi autori.

Captain Easy, Soldeir of Fortune: The Complete Sunday Newspaper Strips 1933-1935 (Vol.1) di Roy Crane. Grazie Fantagraphics che ci ridai alcune fra le pagine domenicali più belle di sempre, nonché uno degli autori più influenti del panorama americano.

Nipper 1963-1964 di Doug Wright (editata da Seth) è il clamoroso ripescaggio delle strisce del Maestro canadese Doug Wright. La striscia è incentrata su una famiglia borghese ed in particolare sui figli. Semplice ed ironica, mostra una grandissima capacità di sintesi sia narrativa che grafica.

The Complete Milt Gross Comics Stories di Milt Gross (editata da Craig Yoe). Questo volume ha alcune incongruenze, ma sopratutto ha una pretesa che non può essere accettabile. Infatti sulla copertina campeggia la scritta “Complete”, ma il libro non raccoglie che la minima parte della produzione di Milt Gross. Però a Yoe gli si vuol bene lo stesso, perché queste storie sono fra le più belle e le più ispirate che abbia mai letto.

AX (Vol 1): a collection of alternative manga di A.V. è un’antologia di racconti apparsi su AX, celebre rivista giapponese che propone storie sperimentali di grandi autori nipponici contemporanei. Nomi come Yoshihiro Tatsumi (A Drifting Life), Imiri Sakabashira (The Box Man), Kazuichi Hanawa (In Prigione) dovrebbero bastare per convincervi.

Daniel Clowes: Conversation di Ken Parille & Isaac Cates è un testo che raccoglie diverse interviste rare ed inedite a Dan Clowes, ripercorrendone la carriera. Ovviamente interessante.

Lucky di Gabrielle Bell è stato il web-comic che ho letto con più piacere. Gabrielle è molto brava nel ritrarre se stessa e la sua vita in maniera disincantata e autoironica. Da seguire.