Di bene in meglio: Long Wei 2, la recensione in anteprima

Evil Monkey torna a parlarci di Long Wei, questa volta con la recensione in anteprima del secondo numero del quale grazie agli autori vi regaliamo anche una succosa preview. Long Wei #2 – L’ombra sarà in edicola il 15 Luglio. -AQ

long wei

Copertina di Long Wei 2 – L’ombra by Lrnz

Come definire il primo numero di Long Wei? Senza ombra di dubbio una piacevole conferma di quanto di buono ci si aspettava da questa nuova serie.

Magari la centratura non era ancora perfetta, ma le potenzialità del progetto si avvertivano tutte. Anche se qualcuno avrebbe potuto storcere un pochino il naso, magari in virtù dell’eccessiva linearità della storia, c’era comunque abbastanza carne al fuoco per farci attendere con ansia una nuova uscita.

Ecco, con il secondo numero non siete più giustificati ad avere dubbi. Se il livello qualitativo si attestasse sempre su questi livelli – e io scommetto che non siamo così lontani dalla realtà – potremmo avere tra le mani una serie in grado di competere in tutta tranquillità con il fumetto popolare delle altre grandi industrie dell’intrattenimento.

Ma perché tutto questo entusiasmo? Semplice: mille idee, umorismo, azione, grandi dialoghi e un’adesione perfetta all’idea alla base della serie.
Senza scherzi, non sfoglierete più di due pagine senza incappare in qualche trovata capace di catalizzare l’attenzione. E per una volta senza cercare un puerile e stantio gioco al rialzo. Anzi, la cosa che rende tutto l’albo qualcosa di assolutamente speciale è la familiarità e il senso di vicinanza tra chi legge e gli eventi narrati tra le pagine. Proprio quello che mancava al primo numero.
Su Long Wei non c’è spazio per spacconate o eccessive stilizzazioni. Si parla pur sempre di un attore fallito che viene a vivere nella Chinatown milanese, non di un qualche campione dal misterioso passato costretto a fuggire a NY (esempio a caso).

Il senso di provincialità italiana permea ogni pagina di questo numero, dal feroce picchiatore che ordina il caffè con la sambuca al bar ai confronti tra dialetti. Senza considerare il rapporto guascone in cui vediamo i due protagonisti sempre più coinvolti. Due outsider alla provincia dell’impero. Tanto per sfoderare ancora qualche anglicismo d’accatto, direi che più che dalle parti del bromance tipico del “buddy movie” qui siamo più in zona dei compari del baretto sotto casa, impegnati a vestire ruoli che hanno visto un sacco di volte in vecchi film trasmessi da emittenti regionali (Odeon per noi lombardi). Così ogni volta che si sparano qualche posa troppo clamorosa si è sempre sospesi tra il lasciarsi andare a un genuino entusiasmo o lo scoppiare a ridere.

A questi ingredienti, già abbastanza gustosi, aggiungiamo una trama piuttosto (forse troppo?) tortuosa e un sacco di personaggi interessanti. Oltre che una vagonata di riferimenti cinematografici per una volta non gratuiti, scontati o pretestuosi. Qualche esempio. Il look della banda di criminali cinesi richiama il filone dello school rumble, genere cinematografico molto diffuso tra Korea, HK e Giappone, e l’inserto cinematografico ricorda una sorta di Django (cimitero + mitragliatrice) in chiave cantonese. L’unico riferimento pensato proprio per tutti è un’intera pagina dedicata al Piccolo Drago, giocata con classe assoluta.
Long Wei è prima di tutto una serie pop e come tale deve attingere a una serie di ingredienti codificati. Naturale che più lo spettro da cui attingere è vasto più il risultato sarà saporito. Da questo punto di vista il salto avanti rispetto al numero uno è enorme, restituendoci un mosaico così ricco da guadagnarsi identità propria. Pur risultando immediatamente riconoscibile in ogni suo aspetto.

Come nel primo volume le tavole sono perfette, nel giusto equilibrio tra tradizione italiana, gusto orientale e grafismi underground. Mai come in questo caso disegnatori dal tratto impeccabile sarebbero stati fuori tema. Piuttosto si è preferito premiare irruenza, dinamismo e sfacciataggine. Il risultato è frizzante, energico e in linea con i nostri tempi. In più questa volta la sceneggiatura si presta a un sacco di vezzi e svolazzi. Opportunità che Maconi non si è certo lasciato sfuggire.

Un’uscita perfetta, quindi? No, naturalmente. Ci si incarta un pochino sul finale e l’intreccio rimane leggermente sospeso. Ma sono le cose minuscole a rendere queste pagine gigantesche. Questionare su altri aspetti sarebbe gratuito. Anche perché siamo solo al secondo numero.

Di seguito l’anteprima in esclusiva.

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3 risposte a “Di bene in meglio: Long Wei 2, la recensione in anteprima

  1. Dopo il primo numero ho deciso di non provare l’acquisto, ora credo che farò una prova invece.
    Complimenti per il blog!

  2. evilmonkey, aldilà di tutta la pappardella che hai scritto…ma sei sicuro che tu c’entri qualcosa con questo sito?

  3. In che senso scusa?

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