Archivio dell'autore: Antonio Solinas

Howard Chaykin e l’Ossessione per la Fellatio

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Probabilmente uno dei più dotati e sicuramente il più irriverente fra gli autori della sua generazione, Howard Chaykin è uno che ha ricevuto forse meno riconoscimenti di quanto dovuto per la propria opera.
Disegnatore raffinatissimo e sceneggiatore di grandi mezzi, per esempio, Chaykin è stato uno dei precursori dell’ondata noir che oggi domina buona parte dell’immaginario fumettistico occidentale, cosa che gli viene raramente riconosciuta. È stato fra gli alfieri del fumetto seriale indipendente negli USA con American Flagg, e ha rinnovato l’approccio a numerose icone del fumetto americano, fra cui spiccano per l’ottimo lavoro Blackhawk e The Shadow. È stato uno degli eroi della diffusione dei “graphic novel” prima che fossero una moda, creandone in parte il linguaggio, almeno a livello mainstream americano, con Time2, The Stars My Destinations e Ironwolf, fra gli altri. Eppure non è il primo nome che viene in mente quando se ne parla.

Incurante di tutto ciò, e alieno alla captatio benevolentiae nei confronti dei nerd che, più o meno esplicitamente, caratterizza il lavoro di tanti suoi colleghi, Chaykin continua da una vita sulla propria strada, l’unica che conosce [1]. Quella, se non di innovatore, certamente di autore con una fortissima personalità, capace di fare discutere e incazzare, e fortemente distinguibile per i propri tic personali. Questi includono quelli che possono essere considerati i suoi marchi di fabbrica: design architettonico di ispirazione art deco, personaggi amorali, matrimoni allo sfascio, ideologia liberal, jazz, tacchi vertiginosi, calze a rete, giudaismo, logorrea invasiva, composizioni della pagina ardite e all’avanguardia, sempre lo stesso protagonista (lui, in pratica, in versione figa), lettering all’avanguardia e vagonate di sesso spinto. Continua a leggere

Infinito: Ascesa e Declino di un Fenomeno della Rete

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Esclusiva: The Nao of Brown, in Italia per Bao Publishing

E’ con immenso piacere e onore che vi annunciamo in anteprima assoluta la pubblicazione italiana da parte di Bao Publishing di The Nao of Brown, uno dei libri a fumetti più interessanti e discussi dell’anno. Un albo che ha incontrato il favore del pubblico e il plauso della critica, che ci preme supportare e che è pronto ad arrivare sul suolo italico. Di seguito per voi, un sunto dell’entusiasmo che lo staff della Bao sta riversando nel progetto e tutte le notizie relative alla pubblicazione:

Era da un po’ che BAO Publishing aveva voglia di collaborare con Self Made Hero. L’etichetta inglese diretta da Emma Hayley sforna da qualche anno titoli interessanti, dall’appeal quasi universale, dei piccoli classici istantanei. Era questione di trovare il progetto adatto. Quando Glyn Dillon ha cominciato a consegnare le pagine di The Nao of Brown tutti abbiamo avuto subito il sentore che stesse per arrivare un capolavoro.

«Non potevamo farcelo scappare» ha detto Francesco Savino, Special Projects Editor di BAO. «Dillon tratta i temi del disagio psichico in maniera splendida, non sembra possibile provare una così forte empatia nei confronti di un personaggio tanto disturbato, eppure succede.»

A giugno 2013, dunque, BAO Publishing metterà nelle mani dei lettori italiani Il Nao di Brown, un volume cartonato di grandi dimensioni e di impeccabile fattura, che verrà realizzato contemporaneamente all’edizione spagnola, da Norma Editorial. «Lavoriamo da anni in sinergia con Norma» ha aggiunto Leonardo Favia, Executive Editor, «perché abbiamo essenzialmente gli stessi gusti. I loro valori produttivi rispecchiano i nostri e sono diventati un partner strategico nei nostri piani di produzione.»

A inizio 2013, i lettori di Conversazioni sul Fumetto potranno godersi una extended preview esclusiva di questo nuovo, attesissimo romanzo grafico, mentre per la sua uscita verrà proposta un’intervista approfondita all’autore.
Nell’attesa eccovi una interessante recensione del fumetto a cura di Antonio Solinas. -AQ

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Disegnare Gente al Pub: Un’Analisi

Ci sono cose che sembrano facili e invece non lo sono per niente. Prendete disegnare un tizio in un pub: sembra una cazzata, vero?
E invece non è così.

Da quando si sono moltiplicati esponenzialmente i fumetti con location britanniche, la cosa è diventata problematica. È come la pallacanestro negli anni ’80: ci potevano pure provare in tanti, ma l’eccellenza era da ricercare solamente in un paese. Nel caso delle rappresentazioni dei pub, è facile capire che stiamo parlando della Gran Bretagna. Prevedibilmente, sono i disegnatori UK a rendere al meglio quando si tratta di rappresentare l’atmosfera pesante dei pub.[1]

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“La realtà è solo una storia che ha preso vita, salute”, da Hellblazer #120, testi di Paul Jenkis e disegni di Sean Phillips

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Cinquant’anni di storia del fumetto americano analizzati tramite lo studio delle pettinature

La storia del fumetto americano degli ultimi 50 anni è, in realtà, la cronaca della lotta dell’uomo contro la calvizie. Se ci pensate bene, il fatto è ben documentato: dagli effervescenti trapianti/parrucchini di Stan Lee all’iconica calvizie di Eisner, dalla capigliatura selvaggia di Alan Moore alla rasatura completa di Grant Morrison (passando per le stravaganti pettinature dei ragazzacci Image e delle loro controparti Vertigo), il movimento fumettistico americano, nell’ultimo mezzo secolo, si è diviso fra la voglia di crescita in senso contenutistico e l’eterna lotta contro l’incipiente caduta dei capelli.

In questo senso, ogni decade dell’industria mainstream del fumetto è rappresentabile da uno stile diverso di pettinatura.

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Speciale 50 anni di Spider-Man – Spidey, Gil ed io

 

Il nostro speciale sul Ragno (QUA tutti i post) continua con un articolo di Antonio Solinas dedicato a Gil Kane.

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Lo stato dell’arte

di Antonio Solinas

Continuiamo a parlare della critica del fumetto (tutti gli articoli che abbiamo dedicato a questo argomento li potete trovare QUI). -AQ

Milton Caniff legge Milton Caniff

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