Crowdfunding, intervista doppia: fumetto e animazione

Mammaiuto e Mr like, intervista doppia

Mammaiuto e Mr like, intervista doppia

La scorsa settimana ho notato due nuovi progetti di crowdfunding, che riguardano il fumetto e l’ animazione. Il  primo è frutto dell’esperienza  del gruppo Mammaiuto,  che vuole portare i suoi webcomics su carta, con l’operazione “Dal Web alla carta: I diari della Nuke e Mooned – L’amore immobile” ; il secondo invece è una serie animata per il web, “The true story of Mr Like” (il progetto comprende anche la realizzazione di un fumetto dedicato), degli autori Massimo Colella e Giacomo Nanni.

Crowdfunding è una parola entrata nel vocabolario comune da qualche anno, e per molti creativi (e non solo) ha cominciato a significare quella “parolina magica” che fa da ponte tra il dire e il fare, tra avere un progetto e vederlo diventare realtà.

Consiste in pratica nella ricerca di un finanziamento “dal basso”, quindi si chiede lo sforzo (economico) della gente per sostenere il processo di sviluppo e realizzazione di un prodotto (di qualsiasi genere). Di solito, visto che bisogna radunare parecchia folla per mettere insieme il budget necessario attraverso il sistema (che comprende una dinamica donazioni/ricompense) ci si affida per la promozione dell’iniziativa ad una serie di piattaforme web, alcune delle quali oggi anche italiane.

È un sistema che trovo molto interessante e l’ho sempre pensato integrabile alle varie dinamiche di autoproduzione. Volevo capirne di più, specie nelle applicazioni negli ambiti che mi sono più vicini, cioè fumetto e animazione.

Ho chiesto quindi agli autori Mammaiuto ( risponde a nome di tutti il nostro prode Giorgio Trinchero)  e poi a Massimo Colella e Giacomo Nanni, di spiegarci i lati pratici della faccenda, cioè come hanno fatto ad organizzare  un progetto del genere, quali sono i fattori che hanno dovuto tenere in considerazione, come si promuovono e come stanno cercando di investire al meglio questa possibilità. Ecco cosa mi hanno risposto:

Come si chiama il tuo progetto? In cosa consiste?

mammaiuto_eppela

Trinchero (Mammaiuto): “Dal web alla carta”. L’obbiettivo è la pubblicazione di due libri: “I Diari della Nuke” e “Mooned – L’amore immobile”. Sono le raccolte di due webcomic che pubblichiamo su Mammaiuto.it

Mr like

Colella/Nanni: The true story of Mr Likeè una serie web composta da 13 episodi animati di circa 2 minuti ciascuno, che saranno diffusi progressivamente sul sito thetruemrlike.com ogni 2/3 settimane. Si tratta di una favola contemporanea destinato ad un pubblico di tutte le età.

Perché hai deciso di utilizzare il metodo del “crowdfunding” per finanziarlo?

mammaiuto_eppela_volumi

Trinchero (Mammaiuto): Su Mammaiuto.it pubblichiamo fumetti da due anni. Sono tutti lì gratuiti e lì resteranno. Sui libri non c’è niente che tu non possa leggere su web. Il crowdfunding ci permette di iniziare ad ipotizzare un rientro economico, ma senza vendere.

Mi spiego meglio:  per leggere le storie Mammaiuto non sei costretto a comprare niente. Se ti piace il nostro lavoro e ci vuoi supportare puoi fare una donazione. Se non puoi pagare, non importa, leggi tutto e se ti piace dillo agli amici ricchi. Quel denaro è tempo per fare altre storie. Il fatto che ti mandiamo anche un libro a casa non è centrale. Poi noi ci divertiamo a fare libri belli e se possibile particolari. Ci piace avere qualcosa da portare alle fiere o nelle fumetterie, ma il loro valore è molto più alto come scusa per un’occasione di incontro con i lettori, piuttosto che nell’oggetto in sé. Non ci interessa vendere i fumetti, ci interessa che le persone li leggano, e naturalmente ci piacerebbe riuscire a vivere facendo i nostri fumetti.

Il crowdfunding è il metodo economico-filosofico migliore per aiutarci a pagare le bollette, senza che si debba diventare dei venditori porta a porta di noi stessi.

Colella/Nanni: All’inizio avevamo pensato di concorrere per un finanziamento pubblico, qui in Francia. Volevamo rivolgerci al CNC o al SACD, ma la procedura ci è parsa subito molto complessa e selettiva. Allora ci siamo resi contro che il crowdfounding in Francia ed in Italia stava cominciando ad attecchire seriamente. Abbiamo seguito il finanziamento di molti progetti interessanti e ci siamo convinti che fosse la strada giusta da seguire. Ci siamo presi il tempo per preparare per bene il progetto, ed eccoci qui.

Quale piattaforma web hai scelto? Perché?

i diari della Nuke

Trinchero (Mammaiuto): Eppela, è la più nota piattaforma italiana. Abbiamo pensato anche a piattaforme internazionali, ma avendo un pubblico esclusivamente italiano la maggior esposizione di siti come Kickstarter o Indigogo sarebbe stata inutile. Comunque stiamo pensando a versioni tradotte dei nostri lavori, è possibile che le faremo in prospettiva di campagne internazionali… ma non abbiamo fretta.

personaggi_mrlike

Colella/Nanni: Ulule è una piattaforma francese. Sono i leader del crowdfounding in Europa. Recentemente hanno stabilito il record europeo di crowdfounding con il finanziamento di una serie web  che ha raccolto 680 mila euro, superando nettamente le aspettative iniziali. Li abbiamo contattati e siamo andati a parlarci. Quello che ci ha convinto è che hanno aperto anche una versione italiana della piattaforma, oltre che una inglese, spagnola, tedesca e portoghese.

Come si stabilisce un budget per un progetto simile? Che variabili tenere in considerazione? Quali spese copre?

mooned

Trinchero (Mammaiuto): Questo budget copre le spese vive della stampa di due piccole tirature, diciamo che ci permette di andare a stampare, e poi a Lucca Comics and Games, senza avere l’ansia del punto di pareggio. Essendo il primo che tentavamo abbiamo deciso di rimanere bassi, per testare anche la risposta dei lettori (che è stata prontissima, commovente, abbiamo superato la metà della cifra totale in una settimana).

Ora siamo più tranquilli, ma era un salto nel vuoto, non ci sono molti casi di webcomic italiani finanziati con crownfunding. (Anzi io non ne conosco nessuno, se qualcuno ne è a conoscenza me lo dica!) Ci stiamo muovendo in un ottica “minimale”. Siamo autori e vogliamo rimanere in questa dimensione, crescere in maniera equilibrata. Abbiamo sempre come primo obbiettivo aumentare la qualità dei fumetti, e solo in secondo luogo esploriamo le possibilità economiche.

mr_like_altri_personaggi

Colella/Nanni: Non è per niente semplice. Bisogna fare ben attenzione a non puntare né troppo in alto né troppo in basso. In questo senso ci è stato molto utile andare a parlare con i ragazzi di Ulule che ci hanno spiegato la differenza che passa tra l’obiettivo « realizzabile » e quello « ideale ». In pratica se avessimo fissato sin da subito il nostro obiettivo ideale avremmo rischiato di spaventare i sostenitori potenziali.

Quindi ci siamo fatti quattro conti ed abbiamo stabilito tre obiettivi.

Il primo è quello che consideriamo realizzabile, che ci permetterebbe di finanziare la serie di animazioni al 50% mettendo l’altra méta del budget di tasca nostra (parlo della tasca della Bande Destinée – ndr. l’agenzia di comunicazione di cui è fondatore – ).

Il secondo obiettivo ci permetterebbe di stampare il fumetto tratto della serie per inviarlo come ricompensa dei contributi.

Il terzo obiettivo è quello che ci permetterebbe di lavorare su una seconda stagione della serie. Un’altra cosa importante è la trasparenza nel budget. I sostenitori devono sapere sin da subito a cosa servono i soldi.

Come si fa a stimolare la partecipazione degli utenti a sostenere il progetto?

ricompense_mammaiute

Trinchero (Mammaiuto): Stressiamo tutti su Facebook fino a che non cedono. No, scherzo. La notizia sta girando sui vari siti di informazione del settore, le ricompense sono obiettivamente gustose e poi ci sono step per ogni tasca, anche i 5 euro sono preziosissimi per noi e alla fine un piccolo sacrificio per un lettore.

Il passaparola è fondamentale comunque, niente funziona come un amico che ti dice «I mammaiuti son bravi, eddaglieli ‘sti 5 euro!».  E poi abbiamo il sito come bacino, per cui tutto il lavoro fatto in questi due anni ci ripaga.

ricompense_mr_like

Colella/Nanni: Ci piacerebbe pensare che la sola soddisfazione di veder realizzare il nostro progetto possa bastare a stimolare i contributi dei sostenitori, ma le ricompense materiali sono sicuramente un fattore importante.

Ne abbiamo immaginate un bel po’, dal DVD al fumetto passando dalle T-shirt personalizzate ai disegni originali realizzati da Giacomo. Per la comunicazione per ora facciamo sopratutto affidamento sulla nostra rete di conoscenze.

Innanzitutto bisogna puntare sul cerchio di conoscenze più stretto: gli amici e i parenti, per poi allargare progressivamente il raggio d’azione alle conoscenze indirette, come gli amici virtuali di Twitter e Facebook. Proveremo anche ad organizzare degli eventi e delle proiezioni. Comunque siamo solo all’inizio del percorso, quindi ci è difficile dire quale sia la strategia migliore da seguire.

In quanto tempo bisogna arrivare al budget stabilito?

Trinchero (Mammaiuto): Noi abbiamo deciso per un mese, di solito i tempi sono tra i 30 e i 45 giorni. Abbiamo pensato che se andava bene un mese era sufficiente. (E se andava male, meno lo vedevamo languire meglio era…)

Colella/Nanni: Abbiamo fissato un limite di due mesi, ma probabilmente è troppo lungo. A detta dei ragazzi di Ulule il tempo ideale è di un mese, pero’ bisogna aver preparato a priori un’ottima campagna di comunicazione. Nel nostro caso l’abbiamo preparata solo a metà per cui ci siamo dati più tempo per riuscire la campagna. Vedremo.

Un progetto simile prevede profitti personali per gli autori? In caso contrario, perché comunque vale la pena?

Trinchero (Mammaiuto): Non direttamente. I soldi vanno tutti alla tipografia senza passare dal via. Poi noi siamo un’associazione, quindi indirettamente con questo sistema evitiamo di autotassarci e riusciamo ad andare a Lucca tranquilli. Da tutti i libri che porteremo in giro (fiere, librerie, fumetterie, store su web che dovremo aprire a breve) gli autori riceveranno l’80% del ricavato.

Ne vale comunque la pena, questa campagna è anche un’occasione per far conoscere il sito in altri ambiti. Stiamo lavorando con un progetto a lungo termine: verifichiamo se quello che facciamo ha senso per i lettori, e testiamo i limiti del sistema in Italia. Impariamo anche in previsione di gestire le prossime campagne, magari più sostanziose, o internazionali come ti dicevo. È uno dei modi che abbiamo trovato per raggiungere nuovi lettori con fumetti sempre migliori, questo resta l’obbiettivo principale.

Colella/Nanni: Per quanto mi riguarda (qui parlo da responsabile della Bande Destinée più che da autore) il profitto è l’ultimo dei miei obiettivi. Svolgo già un’attività lavorativa che mi permette già di guadagnarmi da vivere correttamente e con questo progetto vorrei sopratutto cercare di esplorare una nuova strada, anche se non so ancora bene dove ci condurrà.

Nel mio lavoro di tutti i giorni non posso mai permettermi di prendermi delle libertà o di mettere a rischio il successo di un progetto, nel caso di Mr Like invece i miei motori principali sono proprio la libertà narrativa e la presa di rischio. In questo senso ne vale la pena eccome, perché « chi non risica non rosica » è il mio motto principale da quasi vent’anni a questa parte.

Per quanto riguarda Giacomo (Nanni) il discorso è ovviamente diverso. Lui non ha uno stipendio fisso a fine mese come me e visto il tempo che trascorre a lavorare su Mr Like sarebbe assurdo se non lo ricompensassi. Per cui abbiamo stabilito un compenso ad episodio che rivaluteremo se la serie dovesse avere successo.

Ringrazio molto Giorgio Trinchero, Massimo Colella e Giacomo Nanni per la disponibilità.

A una settimana di distanza, leggo oggi che il progetto Mammaiuto è stato ufficialmente finanziato, (raggiungendo il budget prima della scadenza prevista) e che anche «The True Story of Mr Like» sta andando a gonfie vele.  Se ancora non l’avete fatto, vi invito a curiosare tra i loro crowdfunding e, se vi piacciono, partecipate anche voi!

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