The “Salivation Army”: supereroi e ipersalivazione

di Antonio Solinas

Solitamente, nelle forme patologiche, l’ipersalivazione è causata da infezioni o da disordini neurologici come la myasthenia gravis e la rabbia. E i disordini neurologici (soprattutto la rabbia incontrollata) sembrano essere la causa principale dell’ipersalivazione nei fumetti americani.

Forme gravi di ipersalivazione hanno iniziato ad apparire nei fumetti americani supereroistici a partire dal periodo della seconda guerra mondiale. Intorno al 1942, il primo focolaio di infezione colpì alcuni ceppi etnici particolari, in particolare maschi ariani e giapponesi fra i 18 e i 60 anni.
La particolare forma della malattia era caratterizzata da eccessiva produzione di saliva “liquida”, con frequenti sputazzamenti, ma non si presentava ancora nella forma mutante apparsa a partire dalla fine degli anni ‘60 in poi (ad esempio, nella celebre copertina di Captain America 1 del 1941, il Fuherer, colpito da un cazzotto di Cap, non sbava). Il ceppo “liquido” non fu debellato, nonostante la sconfitta dell’Asse, e si diffuse poi nella Russia comunista qualche decennio dopo.


A partire dalla fine degli anni ‘60, invece, ecco l’apparizione di quel particolare disturbo di ipersalivazione noto come cingomma di Kirby. La cingomma prende ovviamente il nome dal luminare che per primo elucidò i sintomi della malattia, e che ne studiò il decorso dal 1964 a fine anni ‘70. La cingomma di Kirby, caratterizzata da una certa secchezza delle mucose e dalla formazione di filetti di saliva in prossimità della zona epiglottidea, parte come patologia non grave e minoritaria in termini di pazienti colpiti. Durante il corso degli anni (si specula a causa di una crescente secchezza delle mucose dovuta a dialoghi sempre più magniloquenti, soprattutto quelli di Stan Lee), la cingomma di Kirby miete sempre più vittime e si caratterizza per forme sempre più virulente, fino ad arrivare a una forma talmente grave da finire in copertina (Eterni 2, 1976).

Le classi colpite dalla cingomma sono generalmente persone dalle fattezze lombrosiane, con disturbi della personalità spesso associati a deliri di onnipotenza e a comportamenti violenti. È negli albi kirbiani che appaiono per la prima volta anche paurosi esempi cross-species (come gli esempi di ipersalivazione presenti nelle scimmie in 2001), che poi, negli anni, si estenderanno anche a razze aliene e fantastiche, rappresentando una infezione difficilmente curabile (che esiste ancora oggi), sempre e comunque associata a disturbi legati alle manie di onnipotenza (ne sono affetti anche gli Skrull di Castellini, per dire).
Dopo la cingomma di Kirby, la forma di ipersalivazione più famosa è certamente quella illustrata con maestria da Sal Buscema. Il disturbo è caratterizzato da una crescente secchezza delle mucose e filetti di saliva nella zona del palato, generalmente in numero minore che nel ceppo di Kirby, ma maggiormente filamentosi e persistenti. Con Buscema l’infezione si estende anche a reservoirs tradizionalmente immuni dalla malattia, come i soldati (anche le truppe amiche), e si manifesta anche in soggetti non affetti da sindromi lombrosiane, quando si trovino in situazioni di forte stress (ad esempio, quando un civile viene bruciato dai raggi laser di un codardo supercriminale).

La forma più estrema dell’infezione è appunto quella detta cingomma di Trimpe-Buscema, e, in forme più o meno gravi, si è tramandata fino ad oggi, in maniera pressoché immutata ma con tassi di incidenza decrescenti (nei fumetti Marvel) a partire dal periodo ‘85-‘95.
Poi, agli inizi degli anni ‘90, è esplosa l’infezione di un ceppo mutante della cingomma di Kirby: la temibilissima cingomma Image. Questa si è presentata in forme più virulente di quanto mai visto fino a quel momento nei comics, con esempi particolarmente devastanti di salivazione filamentosa detta “sindrome del filetto di saliva”, caratterizzata per la prima volta in albi Image dall’equipe degli Extreme Studios di Rob Liefeld.

La “sindrome del filetto di saliva”, oltre a generare spettacolari effetti di arabeschi di catarro (tutti originati dalla zona della lingua che ospita le papille gustative, in genere), ebbe il disastroso effetto di colpire anche gli eroi dei fumetti, una specie fino ad allora immune da disturbi di questo tipo. In tutte le sue forme, la cingomma Image, insieme alla gigantomastia (che infettò l’intero universo femminile Image e almeno il 90% di quello Marvel, oltre al Capitan America disegnato da Liefeld) rappresentò la disfunzione patologica più pericolosa della scorsa decade.
L’esplosione di questa forma virale attaccò in massa anche l’universo Marvel, infettando invece solo in maniera lievissima il cosmo DC. Anzi, un tentativo di replicare in vitro gli effetti della sindrome Image (Doom Force) risultò in un fallimento quasi totale, nel senso che nel fumetto si contano pochissimi esempi di cingomma Image, e quasi tutti di potenza e numero inferiori alla proliferazione sia della Marvel che della Image.

Il ceppo di cingomma più pericoloso finora scoperto, comunque, è apparso nelle pagine dei fumetti Marvel. È esploso per la prima volta a partire dal 1996, e prende il nome di cingomma di Deodato Jr. Questa forma, particolarmente violenta e grave, di ipersalivazione di tipo Marvel ha avuto il focolaio più grave durante il periodo in cui Mike Deodato Jr è stato disegnatore della serie Elektra, particolarmente nel numero due della serie. In tale episodio appare Bullseye, che a tutt’oggi rappresenta il malato più grave di ipersalivazione che si sia mai visto sulle pagine del fumetto. Fino ad allora, una eccessiva secrezione di saliva, anche nei casi più gravi studiati in precedenza, era legata a stati di eccessivo stress o rabbia. Questa forma di “sindrome del filetto di saliva”, invece, diventa inarrestabile, sia quando Bullseye ride, che quando Bullseye prova dolore, che quando Bullseye ha lo sguardo da maniaco violento, che quando Bullseye proferisce frasi sarcastiche terminate con incomprensibili risate. Nel momento in cui il supercriminale apre la bocca, la disfunzione cingomma si caratterizza per una ipersalivazione a getto, con copiosi rivoli di saliva a formare stalattiti che uniscono le arcate dentali superiore e inferiore in un pastoso abbraccio fatto di bava. E sebbene la potenza devastante degli effetti mostrati in Bullseye non si sia a tutt’oggi ripetuta su altri soggetti umani di sesso maschile, la cingomma di Deodato Jr ha spesso colpito esseri mostruosi e alieni, come Hulk e Venom, che, comunque, dato un metabolismo di tipo non umano, non costituiscono un campione affidabile per l’analisi.

Si può comunque affermare che l’ipersalivazione di tali soggetti è legata a stati alterati e di rabbia, come nel normale decorso di quasi tutti i tipi di cingomma Marvel e Image, costituendo quindi una forma meno grave della patologia riscontrata in Bullseye. Anche se gli effetti di tale ipersalivazione non umana appaiono tanto devastanti da finire persino in copertina, l’incidenza del disturbo, anche in seguito a un cambio di stile grafico da parte di Deodato, è in costante diminuzione. In un recente episodio di Thunderbolts, Bullseye, prigioniero e legato, non sbava praticamente mai.
È da notare inoltre che, fino alla comparsa della cingomma di Deodato Jr, la disfunzione di ipersalivazione aveva colpito solo il genere maschile (al contrario della già citata gigantomastia, che invece flagellava il genere femminile – Capitan America di Liefeld a parte). In questo periodo, invece, si cominciano a vedere i primi effetti di ipersalivazione “Deodato-like” su soggetti di sesso femminile (di aspetto attraente: le eccezioni “lombrosiane” erano state studiate anni prima, vedi Ugly Meg in The Demon di Kirby, del 1973, per un esempio in proposito). Gli effetti della cingomma femminile sono numericamente ridotti rispetto ai pazienti di sesso maschile ma spesso spettacolari (come una Wonder Woman flagellata dalla cingomma Deodato disegnata da Windsor Smith).

Al momento, l’ipersalivazione dei personaggi dei fumetti appare in deciso calo e l’infezione dei soggetti di sesso femminile sembra debellata in maniera definitiva. Comunque, allo stato dei fatti, è difficile predire se la cingomma di Deodato Jr possa mutarsi in ceppi ancora più pericolosi e virulenti, ma la speranza di un mondo fumettistico libero da ipersalivazione appare più realistica di quella di debellare l’onnipresente gigantomastia delle eroine dei fumetti.

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4 risposte a “The “Salivation Army”: supereroi e ipersalivazione

  1. Un appunto: a mio avviso, nella variante anni 90 non vi è vera e propria iper-salivazione, ma il contrario. Cioè secchezza delle fauci, che provoca l’effetto noto come “mappazza” (termine tecnico dialettale di difficile traduzione, ma di facilissima comprensione). Anche perché pensando ai prodotti Marvel/Image della crew di Liefeld non è che parlassero molto i suoi personaggi, veri e propri ossimori: mono-dimensionali, ma “pettutissimi” ( i.e. http://home.earthlink.net/~grotesqueanatomy/sitebuildercontent/sitebuilderpictures/capnekkid2.jpg )

  2. Giuliano Piccininno

    Articolo divertentissimo! Da disegnatore, però, ho il sospetto che gli epigoni di Kirby (li adoro tutti, Herb Trimpe compreso!) abbiano travisato il senso di quei tratti di pennello. Credo che il movimento rapido della mano per tratteggiare l’oscurità della cavità orale serva soprattutto per dare un senso di movimento, come se il personaggio stesse spalancando la bocca di colpo. E’ una soluzione che ho usato molto spesso anche io.

  3. Ahahah articolo geniale!

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