Leggendo Superman (con Panorama)

di Luigi Bicco

Presentiamo un articolo di Luigi Bicco, che abbiamo avuto il piacere di avere sulle nostre pagine più di una volta. Vi consiglio un giro sul suo blog.
-AQ

Come se fosse facile.

Scrivere, interpretare o leggere le storie dell’icona rosso, blu e oro per eccellenza ha lo stesso grado di difficoltà. Come fai davvero ad apprezzare le storie di un supereroe che può tutto? Come fai a calarti nelle vesti di un vero e proprio Dio?
Perchè è di questo che stiamo parlando. Superman, Kal-El, ha più punti di contatto con la fede e la religione cristiana di qualsiasi altro eroe in calzamaglia esistente. Superman è Dio in terra. O meglio è, per Metropolis, la sua città, un Dio come il sognatore cattolico ha sempre immaginato il proprio: un Dio a propria immagine e somiglianza e, soprattutto, un Dio che mette mano alle cose terrene, che interviene dove c’è necessità, che interagisce con le persone comuni. La “S” sul suo petto è la sua corona di spine. La sua continua voglia di riscatto, il suo essere l’ultimo dei boy scout e vero baluardo di certi valori ormai esacerbati dalla modernità, la sua croce.

Superman non può davvero esistere.
Nemmeno in una realtà fittizia.

Come fai a gestire un personaggio senza limiti? Jerry Siegel e Joe Shuster, al tempo, dovevano averlo capito subito e preferirono non esagerare. Ecco perchè il loro Superman non volava più veloce della luce, ma saltava come una cavalletta, non aveva una vista calorifica e, più in generale, non era invulnerabile in senso assoluto. Ecco perchè ci si deve inventare, per lui, minacce cosmiche di portata interplanetaria, ecco perchè Superman è fantascienza nel senso più puro.
Nel corso degli anni parecchi altri scrittori hanno provato a riscrivere quei limiti. Ma con risultati altalenanti e mai definitivi. Ci hanno provato a rendere il super uomo credibile, più realistico. E alcuni come Frank Miller, solo trasversalmente, o come Grant Morrison con la sua versione All-Star, ci sono riusciti anche bene. Ma poi sempre devi tornare a fare i conti con l’oste. Tutti gli altri sono “semplici” apostoli.

In definitiva, il super uomo non lo puoi toccare. E’ quel che è proprio per la natura intrinseca della sua invulnerabilità, perchè è di un altro pianeta e perchè, proprio per questo, non è un vero e proprio uomo. Ecco perchè è anche un personaggio scomodo. Ecco perchè i suoi autori si sono ritrovati a più riprese a dover spiegare perchè lui, nonostante tutto il suo potere, non abbia mai pensato di risolvere davvero tutti i problemi di questa vecchia Terra. Potrebbe mettere fine a guerre e salvare il salvabile in tutte le catastrofi ambientali. Potrebbe rendere inoffensivi i grandi attentati terroristici. In fondo ha un super udito (si dice così?) e una super vista che gli permette di vedere cosa accade a migliaia di anni luce di distanza. Ma non può davvero intervenire nel suo mondo di finzione senza avere ripercussioni nel nostro. I fan ci troverebbero qualcosa di profondamente sbagliato. E poi se esistesse nel mondo dei fumetti un eroe in grado di cambiare e sovvertire davvero il fato del nostro pianeta, allora lo vorremmo anche noi, nel mondo reale. Invocandolo a gran voce, cercandolo e nutrendo la speranza e pregando. In fondo è per questo che i vecchi sgranano rosari e i più giovani fanno la guerra.
Ed ecco perchè, per ricondurre il personaggio a qualche difficoltà, si è sempre comodamente ricorso ad un paio di comodi espedienti. Uno è il mettere in pericolo la sua vita privata, la sfera affettiva, familiari, amici, amori. L’unica parte “vincibile” insomma, della suo essere invincibile. La seconda è la maledetta kryptonite. Valvola di sfogo di tanti scrittori e unico deterrente per i poteri incondizionati dell’uomo d’acciaio. Sembra infatti che tutti sulla Terra, chi più chi meno, siano in possesso di un pezzettino di questo insopportabile minerale verde rubino.

E ogni volta ti viene da pensare:
“Ah, già! La kryptonite.”

Quindi si, Superman è davvero un personaggio scomodo.

Perchè, come recita lui stesso nella tranquillizzante vignetta qui sopra per mano di Tim Sale: “Non c’è niente di cui aver paura.”

Eppure Superman deve la sua invincibilità proprio al nostro pianeta. Al sistema solare e al sole più in particolare. E’ il sole, infatti, che gli rende quei poteri dei quali fa sfoggio. E’ la gravità terrestre ad ampliare di migliaia di volte la sua forza. Sul suo paese natio, Krypton, sarebbe stato uno come tanti, uno come noi. Per sommi capi, quindi, la sua aurea onnipotente viene relegata al solo sistema dove vive l’uomo. E, ancor di più per quella stessa natura scomoda di cui sopra, prigioniero degli Stati Uniti. Spesso della sola Metropolis.

Personalmente, anche se ho sempre sofferto per lui un rapporto di amore / risentimento, devo ammettere che Superman e il suo alter ego Clark Kent (perchè Superman è Superman e il suo alter ego, al contrario degli altri eroi americani, veste i panni di un normale giornalista) mi sono sempre stati simpatici. Se parli di questo eroe con gli appassionati di fumetto, trovi solo calorosi sostenitori o convinti detrattori (a volerla mettere giù bonariamente). Non ho mai capito chi si accanisce terapeuticamente contro di lui. Rimane un’icona sulla quale si sono avvicendati scrittori e disegnatori bravi e meno bravi. Esattamente come tutti gli altri.

Resta il fatto che sto approfittando proprio della nuova collana dedicata a Superman allegata a Panorama e con la collaborazione della RW Lion (e dove si sta tentando di ricostruire lungo le varie uscite una sorta di continuity storica interna) per ampliare le mie conoscenze del personaggio che, tra fasi ricche, interessanti e meno belle, rimangono quelle dettate dal vecchio e prezioso mensile edito all’epoca dalla Play Press (ricordato soprattutto per la morte dell’eroe e per il conseguente secondo avvento) e ad alcuni volumi della defunta DeAgostini Comics.

er ora si è percorso un buon cammino. Si è partiti con Superman: Secret Origin di Jeoff Johns e Gary Frank (ma mica vi perdono il fatto che avete inserito l’ultimo capitolo nel volume successivo, eh, che sia chiaro), per continuare con Kryptonite di Darwyn Cooke e Tim Sale e poi con Esiliato!, una saga che ci riporta alla fine degli anni ’80 e che affronta proprio poteri e paure che portano l’uomo d’acciaio ad auto esiliarsi nello spazio in cerca di risposte e solitudine. Il tutto orchestrato da una pletora di autori che hanno fatto la storia del personaggio: il mai troppo osannato Jerry Ordway, Dan Jurgens, Roger Stern, George Perez e un giovane Mike Mignola alle prese con le chine.

Per ora grazie.

Per tutto il resto sta a me scindere l’icona a fumetti da un mito ben più ampio. Che non tutti amano vedere.

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3 risposte a “Leggendo Superman (con Panorama)

  1. Ciao, tutto giusto. Però secondo me bisognerebbe contestualizzare meglio l’assunto. Superman non è tanto una figura cristologica, ma piuttosto messianica. Essendo infatti i suoi due creatori ebrei (come molti autori del fumetto popolare di quegli anni, fra gli altri Kirby) il ruolo di Superman non è tanto quello di ispirarsi alla venuta di Cristo ma piuttosto quello di ‘realizzare’ l’avvento di un messia che, per i fedeli di questa religione, deve ancora realizzarsi. In realtà una bella disamina del personaggio, anche nel senso della sua appartenenza religiosa, è stata fatta da Ritch Veitch nel suo “Maximortal”. Non è stato l’unico, naturalmente. Secondo me poi un divertente segno della sua origine “divina” risiede nel fatto che Superman è circondato da una sorta di aurea mistica che rende invulnerabile anche i suoi vestiti e il suo mantello (anche se la cosa è controversa ed è stata affrontata in maniera diversa dai suoi diversi autori). Un dato che, invece, tradisce la sua umanità è che spesso viene ingannato. Non solo. Più volte è colluso con il potere statale a cui si subordina. Anche se recenti incarnazioni, come quella di Morrison in “All Star” lo stanno trasformando di nuovo in un superessere dai poteri quasi illimitati, associando un’intelligenza fuori dal comune, quasi soprannaturale, alle sue già straordinarie doti fisiche. Certo, non va dimenticato, a sostegno dell’associazione con Cristo, che come il ragazzo di Nazareth, anche Superman è risorto, fra l’altro inizialmente come trinità, poi diventando pura energia. Solo un’annotazione divertita: vedere a migliaia di anni luce è un po’ esagerato, oltre che fisicamente impossibile (leggi: roba sulla velocità della luce). Ma questo è il mio lato nerd che parla 🙂

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