Alan Moore su Before Watchmen e Grant Morrison con varie ed eventuali

di Andrea Queirolo

In questi giorni si parla tanto di Alan Moore e di Watchmen, ma oggi leggeremo molto poco sul discusso prequel, anche se quel poco sarà molto rilevante.

“Ci eravamo tanto amati”

Qualche mese fa Joyce Brabner, la vedova di Harvey Pekar, aprì una raccolta fondi su Kickstarter per foraggiare la costruzione di una statua del marito in quel di Cleveland.

Fra i vari omaggi che dipendevano dalla somma della donazione che uno era disposto a pagare, per 99$ si poteva partecipare alla “A Cup of Tea and a Long Winter’s Chat With Comics Giant Alan Moore”, ovvero a una chat live col Mago Supremo, il quale avrebbe risposto alle vostre domande.

Alla fine della campagna, i fortunati a prendere parte all’evento sono stati 58. La conversazione con Mr. Moore è durata quasi tre ore, nelle quali il buon Alan si è tolto l’ennesimo sassolino dalla scarpa (devono essere scarpe molto scomode le sue), facendo diverse precisazioni e anticipando progetti futuri.

Di seguito vi riporto un estratto di questa chiacchierata (di cui sopra il video), focalizzando l’attenzione sui temi fumettistici. Per ulteriori approfondimenti visitate questa pagina di Bleeding Cool, dalla quale ho frettolosamente attinto.

Sulla possibilità della continuazione di alcuni titoli ABC e del ripescaggio di alcuni di questi lavori “perduti” come “Pearl of the Deep:

“No…quel capitolo della mia vita è chiuso…”. Ha inoltre aggiunto che comunque in quel periodo si è divertito.

Su Grant Morrison:

Moore ha affrontato questo argomento con cautela, ma candidamente, affermando che l’unica volta che ha incontrato Morrison in persona è stato quando Morrison era un aspirante autore che lo ha approcciato mentre lui faceva una sessione di dediche. Dopodiché a Morrison fu data l’opportunità di accompagnare Moore (e altri fumettisti) a una cena.

Secondo Moore, Morrison si è dichiarato un fan del suo lavoro. In seguito guardando i fumetti di Morrison sulla rivista 2000 AD, Moore disse che questi erano derivativi del suo Capitan Bretagna, aggiungendo: “pensavo che avrebbe potuto migliorarsi. ”
Successivamente raccomandò Morrison a Karen Berger per un progetto Vertigo e poi, poco dopo, cominciò a venire a conoscenza di alcuni commenti sprezzanti proferiti da Morrison nei suoi confronti.

Moore ha continuato dicendo di non aver nessun vero problema con Morrison e che dopotutto non è che lo pensi tanto, anche se recentemente ha declinato un’offerta fattagli da terzi (probabilmente Morrison stesso, anche se Moore non si è espresso) per la quale si sarebbero potuti lasciare il passato alle spalle.
Moore afferma di aver rifiutato l’offerta, citando una totale mancanza di interesse per Morrison sia come persona che come autore. Ha chiuso la sua risposta con una storia divertente su come l’unico punto di contesa tra lui e il suo “caro amico” Michael Moorcock si basa su a chi di loro Morrison abbia rubato di più nel corso degli anni, con ognuno che indica l’altro.

Scherzosamente, Moore ha chiosato che per questo fatto lui e Moorcock sono quasi venuti alle mani, ma è stato contento di non esser mai arrivato ​​a tanto, poiché, mentre Moore credeva di poterlo battere grazie alla sua velocità, Moorcock era “grande come un orso”, e avrebbe potuto strappagli facilmente le braccia.

Sul non tradire colleghi fumettisti:

Moore ha confermato che a un certo punto gli era stato chiesto di scrivere un  cross-over fra Judge Dredd Batman che doveva essere illustrato da Brian Bolland. Dopo aver appreso che John Wagner (che Moore, nel corso della discussione, nega essere il creatore di Judge Dredd, ma solo uno degli scrittori più influenti del personaggio) non era contento di questa disposizione – in particolare, per essere stato scavalcato – lasciò cadere il progetto e la partecipazione in quanto “inacidito” dal lavorare su proprietà di altri creatori di fumetti.

Sulla differenza, affiorata con le ultime news su Watchmen, dell’uso dei personaggi già esistenti della “Lega degli straordinari Gentlemen” e quelli da lui rimaneggiati in Watchmen.

A questa domanda Moore ha risposto in modo molto lungo e complicato, ma sempre mantenendo calma e compostezza.

Per come la vede, la differenza tra quello che fa con la Lega degli Straordinari Gentlemen rispetto a ciò che sta facendo la DC con  Before Watchmen si basa in maniera importante sul fatto che Moore considera il primo come un onorare la tradizione letteraria con un “sorprendente e immaginario mash-up”, mentre il secondo è uno sfruttamento di un pezzo di lavoro specifico che, nelle sue parole, “intendeva solo avare un tempo e una fine definiti”.

Chiude la sua risposta affermando, in parte, quanto segue:

“C’è una tradizione di personaggi scartati del passato – dalla letteratura – che si incontrano…

In letteratura, direi che è diverso. Direi che, e potrebbe essere spaccare il capello, non sto adattando questi personaggi. Non sto facendo un adattamento di Dracula o delle Minere di Re Salomone. Quello che sto facendo è rubarli. C’è una differenza tra fare un adattamento, che è male, ed effettivamente rubare i personaggi, che, siccome gli autori sono tutti morti o tu non ne menzioni i nomi, mi sembra non ci siano problemi. Non sto cercando di essere superficiale, ma mi sembra sinceramente che in letteratura ci sia una tradizione di combinare personaggi letterari che risale a Giasone e gli Argonauti …

E’ solo che fare questi mush-up è tremendamente irresistibile. Esistono da centinaia di anni e nel farlo mi sento parte di una orgogliosa tradizione letteraria. Prendendo personaggi dei fumetti che sono stati creati da uomini anziani e truffati, credo che sia diverso…e questo è il mio parere in materia. ”

Le prospettive per la Lega degli Straordinari Gentlemen:

Confermando che The League of Extraordinary Gentlemen – Century: 2009 è completata e mandata in stampa, Moore ha rivelato che il prossimo progetto legato alla Lega, suo e di Kevin O’Neill, si intitolerà Nemo: Heart of Ice e sarà una storia di 48 pagine ambientata in Antartide durante gli anni ’20 del secolo scorso. Sono state scritte 40 pagine e Moore preannuncia che le ultime otto saranno completate in settimana cosicché O’Neill possa cominciare a lavorarci.
Moore ha specificato che il progetto, almeno in parte, nasce dalla sua idea di chiedere a O’Neill cosa gli sarebbe piaciuto disegnare. Inoltre ha aggiunto che nella storia ci sarà un grossa componente lovecraftiana.

Su “Neonomicon” e lo scrivere di horror in generale:

Come già evidenziato in altre interviste, Moore ha dichiarato che Neonomicon, sequel di The Courtyard, è nato “perché ho ​​avuto un enorme debito fiscale.”

Lo spunto della storia, ha affermato, nasce dall’idea di avere una scena in cui Aldo Sax (il personaggio focale di The Courtyard) viene intervistato nel manicomio.
Moore ha ammesso di essere stato un po’ preoccupato per la natura estrema del materiale che aveva scritto in Neonomicon, ma che dopo averlo riletto è rimasto soddisfatto del lavoro.

Moore ha lodato l’arte di Jacen Burrows, che ha disegnato entrambe le serie, e ha commentato sulla natura di scrivere horror in generale, affermando che “se non stai trattando materiale che ti sconvolge genuinamente, non stai facendo veramente il tuo lavoro”.

Riguardo la scena dello stupro presente nel libro, Moore ha detto che voleva renderla il meno “eccitante” possibile e che voleva mostrare la tremenda natura del rapimento.

Sulle sue opere più sottovalutate …

Crede che Un piccolo omicidio sia un racconto molto personale e “adulto” e che sia il suo lavoro più sottovalutato.
Inoltre, quando pensa a un suo lavoro favorito, fa fatica a prendere in considerazione opere che non gli appartengono, mentre trae molta più gioia dai lavori creator-owned come From Hell e la Lega.

Su possibili future collaborazioni con Melinda Gebbie:

Moore ha rivelato che Gebbie (sua moglie) è attualmente al lavoro su una autobiografia (personale, non su Moore, che rifiuta l’idea di fare un fumetto autobiografico su di se) e che, appena la porterà a termine, comincerà un adattamento della perfomance teatrale Angel Passage di Moore.

Sul…wrestling professionale???

Moore ha ammesso di essere stato un fan del wrestling professionale e che lo vedeva come una “forma d’arte”, paragonandolo al teatro Greco classico.
Ha aggiunto che nel corso degli anni il suo interesse è scemato dopo che ha appreso dei diversi infortuni che colpiscono i wrestler.

Sui web-comics e sul fumetto digitale in generale:

Sorprendentemente, Moore si è sbottonato e ha detto di star pensando di fare un fumetto digitale con Mitch Jenkins basato su un progetto al quale hanno lavorato assieme negli ultimi anni, aggiungendo scherzosamente che è meglio farlo in digitale perché “è diventato un progetto ingestibile che ha preso un sacco di direzioni diverse.”

Moore ha discusso a lungo il potenziale del fumetto digitale, ammettendo di non avere un iPad o un Kindle (e probabilmente mai li avrà, dal momento che non possiede nemmeno un cellulare), ma riconoscendo le possibilità degli autori di operare su un supporto diverso dalla carta che possa permettere nuove evoluzioni per il medium.

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