Archivi tag: chris ware

Cose che non vedremo mai

di Andrea Queirolo

Una nuova rubrica che non aspetta altro di essere smentita.

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La spettacolare realtà di Jimmy Corrigan

di Matthias Wivel

traduzione di Miranda Saccaro

Presentiamo un saggio sul Jimmy Corrigan di Chris Ware a opera di Matthias Wivel, danese residente a New York, storico dell’arte, giornalista e critico di fumetti, scrive regolarmente per il Comics Journal e per The Hooded Hutilitarian.
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Nessuno mi ha detto che ci sarebbero stati giorni come questi

di Andrea Queirolo

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Una pagina da Acme Novelty #18

di Andrea Queirolo

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Chris Ware nel 2012


via Entrecomics

Chris Ware ricorda Bill Blackbeard

di Andrea Queirolo

Bill Blackbeard (1926-2011)

Saggista, scrittore, editore, fondatore della San Francisco Academy of Comic Art, ma sopratutto uno dei più importanti collezionisti e conoscitori di strisce mai esistiti. Bill Blackbeard è morto il 10 marzo scorso, ma la notizia è stata data solo in questi giorni.
Così se ne va colui che più di tutti ha preservato e fatto arrivare ai giorni nostri tutte quelle storie che solo ora innalziamo sul piedistallo e le classifichiamo come capolavori.
Negli anni ’60 scoprì che le biblioteche stavano mandando al macero i quotidiani dopo averli passati su microfilm e allora capì il pericolo che stavano correndo le strisce: sarebbe finite presto dimenticate.
Alla sua richiesta di poter avere i giornali che venivano buttati via le biblioteche risposero che potevano essere donati solo ad una istituzione.
Fu così che Blackbeard fondò la San Francisco Academy of Comic Art e cominciò quel lavoro di preservazione che portò avanti per più di cinquant’anni.
Ricordato per aver ridato splendore alle strisce con il suo lavoro più famoso, l’antologia  Smithsonian Book of Newspaper Comics (solo una delle centinaia di pubblicazioni cui ha messo mano), Blackbeard ci ha lasciato in eredità un patrimonio che va ancora largamente riscoperto.

Di seguito come lo ricorda Chris Ware:

Da studente universitario e aspirante fumettista, il libro più spesso aperto sul mio tavolo da disegno è stato il pesante Smithsonian Book of Newspaper Comics di Blackbeard and Williams. Per anni sono stato indotto a credere da vari appassionati di fumetto che l’apice del successo del medium fossero stati i libri della EC degli anni 1950, ma dopo aver scoperto l’antologia Smithsonian, è diventato fin troppo chiaro per me come i veri geni originali del mezzo siano stati i disegnatori pre-cinema dei supplenti domenicali usa e getta di mezzo secolo prima. Come un  testo di storia generale, il libro bilancia in parti uguali una necessaria inclusività a tutto tondo con una raffinatezza estetica altrimenti leggermente insistente, come un funambolico atto di cura: riporta tutto, pur consentendo ai grandi di risaltare. Se la scelta di un paio di esempi rappresentativi di Krazy Kat e Little Nemo è già abbastanza difficile, cosa ne dite dell’introdurre Gasoline Alley e Polly and Her Pals ad un pubblico nuovo, per non parlare dello scoprire i lavori sconosciuti di George Luks e Lyonel Feininger? Ancora meglio, le strisce sono state presentate in un formato adeguato, ampio e a colori che al tempo deve essere stato straordinariamente costoso, ma che ha permesso alle loro composizioni complesse ed intricate di essere veramente riapprezzate; le precedenti ristampe miravano a compattare il testo come in un elenco, amputando le singole vignette e congelandole in bianco e nero, come fossero poco più che piccoli souvenirs di un’ingeniutà sorpassata a cavallo del 19 e 20 secolo. (Per inciso, uno dei motivi per cui ho accettato di progettare la serie di “Krazy e Ignatz” è stato che il Sig. Blackbeard era il suo editor, ed essere invitati a contribuire l’ho considerato un onore personale.) Dedicando la sua vita alla conservazione e alla localizzazione di questi supplementi e pagine quasi estinte, Bill Blackbeard ha salvato un’arte americana dal pericolo di certi uomini spazzatura, dai bibliotecari e dalla luce ultravioletta in modo che noi, le generazioni a venire, possiamo apprezzare la loro strepitosa bellezza, poco attraente e senza pretese. La striscia può essere stata usa e getta, ma il contributo della fondazione Bill Blackbeard per la comprensione di essa come arte è stato, e sarà sempre, senza tempo.

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Una piccola veduta delle 75 tonnellate di quotidiani raccolti negli anni da Blackbeard.

Best of 2010

di Andrea Queirolo

Breve resoconto delle letture più soddisfacenti del 2010. Pur non essendo riuscito a leggere tutto quello che avrei voluto (ho un paio di pile con fumetti selezionati) oramai è giunta l’ora di tirare le somme di un annata felice sotto molto punti di vista.

Quaderni Ucraini di Igort è assolutamente un lavoro generoso tanto quanto il suo autore. Non è comic journalism, ma “letteratura di viaggio” (“fumetto di viaggio”?), un quaderno di storia, di storie e sopratutto di preservazione della memoria.

Cinquemila Chilometri Al Secondo di Manuele Fior, premiato come Miglior Autore Unico a Lucca 2010 e per il Miglior Fumetto ad Angouleme 2011, è la riconferma della conferma.

Le Ragazze Nello Studio Di Munari di Alessandro Baronciani sta li a sottolineare il grande talento di Baronciani e le capacità del fumetto.

Nessuno Mi Farà Del Male di Giacomo Monti è un libro che aspettavo pur avendo tutti i numeri della rivista Canicola (il volume presenta comunque qualche inedito). Di queste storie, così vere da essere a tratti disturbanti (in alcune mi ci son anche ritrovato), ne vorrei leggere di più.

Le Strisce Del Post di Giacomo Nanni sono l’esempio più fulgido di quello che si può fare col fumetto.

I Quattro Fiumi di Fred Vargas & Edmond Baudoin arriva in Italia con dieci anni di ritardo, sicuramente grazie più al nome della Vargas che a quello di Baudoin (purtroppo). Quest’ultimo è un autore immenso che meriterebbe più attenzione qua da noi. Ed è il suo inchiostro a creare una perfetta armonia fra testo e disegno, un libro dall’espressività imponente.

Wilson di Daniel Clowes è un volume a cui posso trovare un solo difetto: è perfetto. Nel suo sottrarre, nel suo gioco di stili, nella sua storia avulsa Clowes non sbaglia mai e forse chiudendo il libro ho provato un po di irritazione.

L’Olmo e Altri Racconti di Jiro Taniguchi è, fra i volumi di ristampe dedicate all’autore da Panini, il libro che merita di più e quello che riesce a fotografare al meglio un’intero paese e un’intera cultura.

Cerebus – Alta Società di Dave Sim è stata la pubblicazione italiana più agognata di sempre, ma finalmente è arrivata: grosso, spaventoso e difficile, un volume che vi impegnerà per un mesetto buono.

Happy di Naoki Urasawa è spiazzante per il distaccamento dalle storie dell’autore che noi tutti conosciamo (Monster, 20th Century Boys, Pluto). Eppure Urasawa si dimostra ancora al top con questa storia che, camuffata da manga sportivo, si rivela una commedia brillante dal tono dolce-amaro. L’ennesima prova di poliedricità.

Mumin & I Briganti di Tove Jansson, finalmente in Italia grazie a Black Velvet, questo libro è il primo in assoluto a presentarci le storie di Tove Jansson in una collana completa e ragionata. Un must have del fumetto europeo.

Maledetti Fumetti! di David Hajdu è il saggio imprescindibile sulla storia del fumetto in america. Steso con grande perizia, ricco di fonti e citazioni, scritto in modo semplice e scorrevole, è una lettura storicamente appagante.

Dante’s Divine Comedy di Seymour Chwast è la Divina Commedia in stile noir. Una sapiente rivisitazione disegnata in maniera scarna e personale da uno dei principali grafici e illustratori viventi.

The Wrong Place di Brecht Evens, ammetto di aver avuto qualche difficoltà a leggerlo: lo stile dell’autore è claustrofobico, le pagine sono spesso disegnate in maniera confusionale, si fa fatica a leggere i dialoghi e i personaggi si confondono. Eppure, pian piano la storia ti assorbe e ti ritrovi ad assecondare i meccanismi di questo giovane autore che sul finale riesce anche a emozionarti. Evens sarà ospite a Bilbolbul, non mancatelo.

X’ed Out di Charles Burns è il nuovo fumetto di Charles Burns e uscirà in Italia quest’anno per Lizard. Non c’è altro da aggiungere.

Acme Novelty Library #20 di Chris Ware narra la vita di Jordan Lint, dalla nascita alla morte. E’ l’ennesima prova di sapienza da parte di quello che reputo il miglior fumettista al mondo (e non fatemene una croce).

Palookaville #20 di Seth è forse il fumetto più importante di quest’anno. Lo è per diverse ragioni che trascendono le storie contenute in esso, ma l’argomento ha un certo peso e ho deciso di dedicargli un post prossimamente.

Alec: The Years Have Pants di Eddie Campbell raccoglie tutte le storie autobiografiche dell’autore. E’ ostico, complesso a tratti illeggibile, ma è genuino, schietto e diretto, pieno di intuizioni importanti e significativo per una parte di storia del fumetto. Mi riesce davvero difficile non chiamarlo capolavoro.

The Zabime Sisters di Aristophane Boulon di cui ho già parlato, è un’opera potentissima, di quelle che ti rimane impresse e ti ritorna in mente nel dormiveglia.

Black Blizzard di Yoshihiro Tatsumi è il manuale di un linguaggio e, se non vi piace questa parola, di un metodo. L’esplosiva potenzialità di un giovane autore che si sprigiona in scelte ancora acerbe ma innovative.

Wednesday Comics di A.V. è un cartonato gigantesco che raccoglie le pubblicazioni a mo’ di quotidiano che la DC aveva sperimento un annetto prima. Una lettura “diversa” con spunti interessanti e grossi autori.

Captain Easy, Soldeir of Fortune: The Complete Sunday Newspaper Strips 1933-1935 (Vol.1) di Roy Crane. Grazie Fantagraphics che ci ridai alcune fra le pagine domenicali più belle di sempre, nonché uno degli autori più influenti del panorama americano.

Nipper 1963-1964 di Doug Wright (editata da Seth) è il clamoroso ripescaggio delle strisce del Maestro canadese Doug Wright. La striscia è incentrata su una famiglia borghese ed in particolare sui figli. Semplice ed ironica, mostra una grandissima capacità di sintesi sia narrativa che grafica.

The Complete Milt Gross Comics Stories di Milt Gross (editata da Craig Yoe). Questo volume ha alcune incongruenze, ma sopratutto ha una pretesa che non può essere accettabile. Infatti sulla copertina campeggia la scritta “Complete”, ma il libro non raccoglie che la minima parte della produzione di Milt Gross. Però a Yoe gli si vuol bene lo stesso, perché queste storie sono fra le più belle e le più ispirate che abbia mai letto.

AX (Vol 1): a collection of alternative manga di A.V. è un’antologia di racconti apparsi su AX, celebre rivista giapponese che propone storie sperimentali di grandi autori nipponici contemporanei. Nomi come Yoshihiro Tatsumi (A Drifting Life), Imiri Sakabashira (The Box Man), Kazuichi Hanawa (In Prigione) dovrebbero bastare per convincervi.

Daniel Clowes: Conversation di Ken Parille & Isaac Cates è un testo che raccoglie diverse interviste rare ed inedite a Dan Clowes, ripercorrendone la carriera. Ovviamente interessante.

Lucky di Gabrielle Bell è stato il web-comic che ho letto con più piacere. Gabrielle è molto brava nel ritrarre se stessa e la sua vita in maniera disincantata e autoironica. Da seguire.