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Il Piccolo Pierre – Storie disordinate. Appunti sul fumetto umoristico per i più piccoli in Italia

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di Corrado Mastantuono (testi) e Stefano Intini (disegni), Tunuè, marzo 2013. 95 pagine, 14,90 euro.

Il mondo dell’editoria a fumetti per l’infanzia e la prima adolescenza è, in Italia, attualmente non molto interessante. Troppe cautele, troppe poche collane, se si escludono alcuni editori, come l’ottimo Orecchio Acerbo, che propone però progetti ibridi fra fumetto ed illustrazione, con un catalogo molto interessante, spesso splendido ma costituito, in larga parte, da autori stranieri [1]. Continua a leggere

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Del Barbieri che mi ero perso

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Lucca Comics Talks 2011

di Andrea Queirolo

A Lucca Comics da sei anni, Matteo Stefanelli organizza i Comics Talks, una serie di incontri nei quali raduna al tavolo un certo numero di artisti per trattare un tema comune. Quest’anno uno di questi dibattiti verteva sulla domanda delle sei buone ragioni per fare fumetti. Gli autori che hanno partecipato sono stati Baru, David Lloyd, Giacomo Monti, Jeff Smith, Jiro Taniguchi e Craig Thompson. Non sono mancati momenti di riflessione e piccole polemiche.
Il buon smoky man ha registrato il tutto e noi ve lo proponiamo di seguito.

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Insuperabile

Iniziamo una collaborazione col blog The Panelist, dove pubblicano fra gli altri alcuni critici americani che ben conosciamo: Craig Fischer e Charles Hatfield.
Proporremo inizialmente i piccoli post domenicali di Craig Fischer, i cosiddetti Off-Panel, dove vengono riportate citazioni significative sul mondo del fumetto.

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Insuperabile
di Baru

traduzione di Danilo Guarino


Il suo nome era Jean-Marc Reiser, ed era un genio. Personalmente, lo considero come il genio dei fumetti.
Descriveva il mondo con dei feroci piccoli disegni, quasi dei graffiti.
Mi convinse che anche io potevo narrare quello che pensavo del mondo con i fumetti, tutto questo perché i suoi disegni sembravano facili da realizzare.
Iniziai a disegnare, come autodidatta, perché ovviamente non sapevo come disegnare, cercando di fare il meglio che potevo per imitarlo.
Naturalmente, mi resi subito conto di come sotto la sua semplicità lo stile di Reiser fosse in realtà ipersofisticato, inimitabile in ogni caso, e senza dubbio insuperabile. Reiser potrebbe essere paragonato nei fumetti a quello che è stato Jimi Hendrix per la chitarra elettrica.

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Link originale dell’articolo.

Baru, da “The Working Class and Comics: A French Cartoonist’s Perspective,” un saggio contenuto nell’antologia History and Politics in French-Language Comics and Graphic Novels (editata da Mark McKinneyUniversity Press of Mississippi, 2008), pagine 241-242.