Dalí secondo Baudoin

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Da qualche anno in Italia si sta finalmente sdoganando il lavoro del grande autore francese Edmond Baudoin. In principio è stata l’Einaudi a pubblicare la storia I Quattro Fiumi, sicuramente più per la firma di Fred Vargas ai testi che per i disegni del fumettista, in seguito la Coconino si è preoccupata di dare alle stampe altri lavori del francese: Piero, Viva La Vida e, per ultimo, Insalata Nizzarda. Ora altri editori si sono accorti del suo potenziale e Panini, forte della sua nuova linea 9L (da leggersi “novel”), porta sul suolo italico una delle fatiche più recenti di questo grande autore*.

Dalí secondo Baudoin è un’opera commissionata dal Centre Pompidou in occasione di una retrospettiva dell’artista catalano e Baudoin sembra aver colto l’occasione per continuare a sperimentare il proprio segno.

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Bisogna sapere che Baudoin ha cominciato la propria carriera da fumettista relativamente tardi, a trentanni, dopo aver accantonato un percorso da ragioniere per perseguire le proprie aspirazioni. Un percorso simile a quello del nostro Vittorio Giardino, ma se quest’ultimo ha seguito le orme della linea chiara, Boudoin si è rifugiato nella parte scura del fumetto, quella attenta anche a ciò che l’occhio non vede e che ha tra i propri mentori autori come José Muñoz, Alberto Breccia e Tardì.

Caratterizzato da un tratto forte e allo stesso tempo etereo, un nero dato con pennellate profonde e cadenzate che formano man a mano, segno dopo segno, visioni, lo stile di Baudoin è votato a una ricerca espressiva ed emotiva. Il suo lavoro è sospeso fra ritmo e sensazioni. Come lui stesso suggerisce a più riprese i suoi disegni possono essere paragonati alla musica, ogni linea assomiglia a un suono e ogni bianco a un silenzio. Seppure spesso frainteso e troppe volte scambiato per poetico o, ancor peggio, per caotico, il suo disegno è spinto da un moto passionale. Similmente ai più grandi batteristi jazz capaci di dettare gli umori di un pezzo, il particolare talento di Baudoin gli permette un controllo pressoché totale della narrazione rendendolo uno dei grandi autori attualmente in circolazione

Bilbolbul 2011, filmo Baudoin all’opera

Dalí secondo Baudoin è una biografia del grande artista spagnolo, ma anche una riflessione sul segno e un’interazione fra fumetto e pittura. Baudoin, nel raccontare la vita di questo grande del secolo scorso, si mette in gioco riproducendone i quadri a modo suo. In effetti Baudoin è più interessato a cercare nella storia e nel lavoro di Dalì una sperimentazione sul proprio segno. Non una semplice biografia, che comunque è esplicitata molto bene, ma un saggio molto personale sulle possibilità del fumetto.

Interessante per chi vuole uno sguardo originale su uno degli artisti più chiacchierati di sempre, così come per chi lo conosce poco, ma soprattutto importante  per aggiungere alle letture un altro piccolo tassello della sterminata bibliografia di Baudoin, autore di oltre cinquanta libri e instancabile sperimentatore del proprio tratto e illuminista del fumetto.

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*In realtà eoni fa la defunta Rasputin Edizioni pubblicò Veronica.

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