Reportage del Festival del fumetto di Lucerna

reportage di Nicoletta Bea

Si è concluso domenica scorsa “Fumetto Internationales Comix – Festival Luzern“, l’importante festival del fumetto di Lucerna. Splendide location, un’attenzione particolare e non scontata agli spazi espositivi, una interessante mostra dedicata a Robert Crumb (di cui abbiamo parlato approfonditamente QUI) e tanti, tanti fumetti, provenienti da tutti il mondo e catalizzatisi attorno alla relativa comic-competion, avente per tema, quest’anno, la giustizia. Di seguito una selezione di foto della fumettista Nicoletta Bea, il cui lavoro è stato selezionato per il concorso di cui sopra.

infopoint

Il festival inizia dall’infopoint, un chioschetto di fronte alla stazione di Lucerna che smista le persone e fornisce i pass per gli ingressi. Tutto il resto è sparso per la città tra centri culturali in gallerie d’arte moderna, ma anche in ristoranti, bar, negozi vari, biblioteche, cinema, hotel di lusso e centri sportivi. In quasi tutti gli spazi dove ci sono le esposizioni c’è sempre qualcosa che rimane in mano al visitatore, che sia un poster o una cartolina… il comune denominatore è che tutto ciò che ti rimane è gratuito, a parte l’entrata che è cara come tre demoni.

Mi sembra che il festival sia concepito in modo piuttosto coerente e concentrato: ci sono varie esposizioni di fumettisti strettamente collegate sia con le conferenze e gli incontri proposti nei vari giorni, che con le pubblicazioni vendute nei due spazi dedicati alle case editrici. La differenza con altri festival del fumetto è che c’è molta meno gente, molta più organizzazione, molta più cura nelle esposizioni e nel programma proposto e una grande varietà d’offerta… con attenzione non solo al mercato europeo, ma anche a quello arabo e in parte anche a quello asiatico. Io ho avuto la sensazione di avere la possibilità di conoscere autori nuovi, vedere dal vivo in modo efficace come lavorano e cosa fanno, sentire cosa pensano e come ragionano e comprare le loro opere nei due spazi dedicati alla vendita. Il primo di questi due è a Neubad, una piscina che si trova in un centro spesso utilizzato per conferenze e incontri. Ospita le case editrici emergenti e indipendenti insieme con una mostra di Stefano Ricci e Anke Feuchtenberger (che ho visto dipingere durante uan conferenza la vetrata esterna della piscina), una su Helmut Wietz e un’esposizione collettiva di autori emergenti… e due bar, una sala per i corsi per bambini, e la piscina dove fanno le conferenze e le installazioni. Non esiste la calca e la massa di gente inutile che annaspa per comprarsi pacchi di fumetti. Le pubblicazioni provengono da case editrici indipendenti prevalentemente dalla Francia, Germania, Italia, Svizzera, Belgio. Il secondo punto dove vendono albi è al Kornschütte, il quartier general. Entrambi gli spazi dedicati alla vendita sono abbinati a spazi di ristorazione e riposo dove la gente può leggere in tranquillità, anche per godere di una sorta di biblioteca dove consultare fanzine e riviste varie.
Anche se questi due sono spazi piuttosto fondamentali perchè spesso coincidono con gli incontri con gli autori alla fine il cuore del festival (e quello per cui la gente paga per entrare) sono le mostre, le conferenze, il quartier generale con la mostra stabile del concorso, le visite guidate diurne e notturne tra i vari locali dove espongono gli artisti che vengono promossi, i concerti e le performance notturne e diurne, le proiezioni di film (sempre attinenti alle esposizioni stabili) e i corsi per bambini legati ad una scuola di disegno affiliata con il festival. Molta importanza viene data all’incontro con gli autori in spazi dedicati agli autografi e al dialogo. Spesso gli artisti sono presenti nelle gallerie per accogliere e parlare con chi viene a visitare la mostra.

Qualche appunto sulle mostre che ho visto e fotografato:
Al Comix al arabi è un’esposizione di riviste e tavole di autori di diversi paesi arabi, con tanto di cartina geografica gigante con uno schema molto chiaro sulla storia e sull’approccio al fumetto nei vari paesi arabi. E uno spazio dove prendere il tè e leggere fumetti in arabo.
Al museo di arte moderna e contemporanea c’era una bella mostra su Crumb ma anche su tantissimi altri autori indipendenti americani. Entrando a vedere questa esposizione si vedeva gratis anche il museo ovviamente. Questa mostra era la più importante e promossa di tutto il festival.
Sotto alla metropolitana c’erano i lavori di Anders Nilsen) insieme con altri due che non conoscevo…. Tashy Enders e Danielle de Picciotto… quando sono andata io offrivano roba da mangiare e bere pure. Tanta generosità sti svizzeri.
Dentro all’hotel Schweizerhof dove hanno fatto la premiazioni e il buffet c’era l’esposizione dei lavori di Exem, che soggiornava con i fondi del festival all’hotel per fare una tavola al giorno ed esporre il suo lavoro. Sembra simile a Tin tin… non lo conoscevo.
Presso una scuola d’arte c’era Marijpol.. bella.
Alla galleria Tuttiart c’era Ward Zwart che mi è piaciuto davvero molto.

Ci sono poi svariati workshop e tanti tanti tanti incontri e tavole rotonde.

Il festival è finanziato da un botto di enti che li riempiono di soldi: in primis la chiesa cattolica e protestante (che durante la premiazione sono state chiamate in causa per spiegare il loro legame con i fumetti e si sono prese un po’ in giro da sole… è stato molto strano), poi Migros che è una catena di supermercati molto famosa, svariati enti legati alla città di Lucerna. Fumetto poi è finanziato da diverse tipologie di soci che contribuiscono anche a gestire e a scegliere i lavori che mostrano.

a. nielsen al-comix-al-arabi 1 al-comix-al-arabi 2 al-comix-al-arabi 3 al-comix-al-arabi 4 al-comix-al-arabi 5 giustizia 2 giustizia hotel premiazione 2 hotel premiazione


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5 risposte a “Reportage del Festival del fumetto di Lucerna

  1. la galleria fotografica mi pare un po’ striminzita

  2. Un commento davvero pregnante, grazie.

  3. @Giorgio Trinchero
    Uhm, non so se fosse pregnante.
    Di certo l’intento era ironico: mi pare abbastanza difficile definire striminzita una galleria fotografica di 40 foto, se non per sottolineare proprio l’esatto contrario, cioè che la galleria è quanto mai esaustiva (come a dire: brava, poffarre, mi è sembrato di essere là anch’io!).
    Mi sa che aveva ragione Montanelli: quando si usa l’ironia in uno scritto è sempre meglio mettere un asterisco alla fine, a scanso di equivoci: *attenzione, ironia!

    A meno che non fosse ironico anche il tuo commento, e siccome non c’era l’asterisco non l’ho capito.

  4. “Non esiste la calca e la massa di gente inutile che annaspa per comprarsi pacchi di fumetti. ”

    sarebbero quelli che permettono a chi vive di fumetto (autori sceneggiatori e case editirici) di mangiare?
    i poveri stolti che comprano i fumetti?
    che idioti…

  5. per non parlare dei deficienti che chiedono sketch o autografi…
    quelli poi…

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