Marvel Spaceballs: I Guardiani della Galassia di Abnett & Lanning

Finalmente un uovo articolo di Evil Monkey! Visitate il suo blog. -AQ

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Siamo onesti: un sacco di gente non ha mai prestato la dovuta attenzione ai Guardiani della Galassia. Fortunatamente l’annuncio della trasposizione su grande schermo ha rimesso la formazione sotto i riflettori, con tanto di nuova testata scritta dal solito Bendis. Riuscirà questa volta il demiurgo della grande M a non sbagliare il bersaglio? Mmmm… Tra tutte le macrofamiglie del Marvelverso quella cosmica è sempre stata la più delicata e la più prossima al rischio cialtronata. Troppo camp per i gusti del lettore moderno, decisamente più attratto da derive dure e realistiche. Semplicemente imparagonabile alle vicissitudini tormentate di mutanti, avvocati ciechi o organizzazioni spionistiche planetarie. Da una parte ci si esalta per dialoghi adulti e situazioni catastrofiche, dall’altra abbiamo maghi cosmici, procioni parlanti, entità metafisiche, draghi lunari,… Una serie di elementi che definire kitsch sarebbe poco. Eppure tutti abbiamo amato saghe classiche come quella del Guanto dell’Infinito. E nessuno osa lamentarsi di quanto poco plausibile sia la serie Gli Eterni di Jack Kirby. Personalmente non posso tollerare – si fa per dire – che qualcuno autodefinitosi appassionato di calzamaglie non possa non adorare il Thor di Simonson. Tutto questo per dimostrare che l’amore per una dimensione super-eroistica più grande di quella ospitabile sul nostro pianeta non è qualcosa di così astratto e campato per aria. Solo occorre qualcuno che sia capace di mettere mano a questo armamentario da viaggio psichedelico. E che sia altrettanto abile da trarci qualcosa di il meno simile possibile a una copertina di qualche vinile metal di fine anni ’80.
Per fortuna ci sono Dan Abnett e Andy Lanning, due tra i talenti peggio sfruttati di tutta l’industria fumettistica statunitense. La loro run dei Guardiani della Galassia (2008-2010) è in assoluto una delle cose più divertenti, godibili e fanciullescamente irresponsabili che sia arrivata nelle nostre fumetterie dai tempi della Justice League International di Giffen e DeMatteis.

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Gli ingredienti di un tale successo sono semplici: umorismo, avventura, ritmo. Se proprio volessimo essere più precisi, e vedendo certe proposte uscite ultimamente da Marvel e DC direi che occorre esserlo, verrebbe da specificare: umorismo divertente, avventura emozionante e ritmo travolgente. A cui vanno aggiunti decine di personaggi strampalati, piani temporali sfasati, gente che va e viene dalla morte, divinità, universi paralleli, mostri, Chiese universali, esplosioni, astronavi e trovate sempre e comunque oltre il limite dell’accettabile.
E, ironicamente, in mezzo a tutto questo cancan fatto di guerre inter-dimensionali, universi tumorali, dinastie millenarie i Nostri due geni ci mettono una squadra composta da idioti. Seriamente. Se pensate che i Nextwave siano il team più sconclusionato della Marvel dovreste fare la conoscenza del corpo guidato da Star Lord. Mentre sul nostro pianeta i più potenti eroi della Terra – tra cui un dio norreno, una leggenda vivente e qualche genio scientifico – paiono capaci solo di prendere a cazzotti inoffensive minacce lungo le centinaia di pagine dell’ennesimo maxi-evento privo di spessore, i Difensori della Galassia si trovano puntualmente a risolvere situazioni enormi. Dove in ballo c’è il futuro dell’universo. E lo fanno litigando, sbagliando, dividendosi, deridendosi e non essendo quasi mai all’altezza della situazione. Il loro stesso leader è la cosa più lontana possibile dal granitismo stopposo di un Capitan America. Eppure, puntualmente, la giornata è salva. Quasi sempre grazie a un’ottusa persistenza nel perseguire i proprio obbiettivi. A qualsiasi costo. A casa mia questa è la definizione di eroismo.

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Tra scambi di battute fulminanti e siparietti modello reality (una sorta di confessionale dove i Nostri si sfogano parlando a un pubblico misterioso) impareremo ben presto ad adorare questi perdenti galattici. E finiremo per essere trascinati in una catena di eventi che non lascia spazio a tempi morti. Altro che narrazione decompressa, qui il problema è quasi l’opposto. Un sacco di spunti interessanti vengono risolti in un paio di pagine, lasciandoci spesso con l’amaro in bocca.
Guardiani della Galassia non finirà mai nell’elenco dei capolavori del fumetto mainstream, è chiaro. Ma per questo non merita di non essere trattato con tutto il riguardo che merita. Stiamo parlando di intrattenimento puro, di quello inconsistente e privo di qualsiasi riferimento alla realtà. Eppure lo sgradevole senso di vuoto che spesso accompagna la lettura di opere simili non fa neppure capolino. Merito dell’umorismo portato avanti dalla copia di sceneggiatori, capaci di avvicinare spesso e volentieri i toni di un fumetto di supereroi spaziali a quelli di una commedia brillante. Delle migliori, di quelle che non hanno bisogno di cadere continuamente nel triviale per strappare una risata. Il confronto con altre testate che si pongono esplicitamente come comiche è imbarazzante (Deadpool) e la fusione con le sfaccettature action o prettamente sci-fi è perfetta. L’unico aspetto che forse stona è come, soprattutto nei primi numeri della run, questo carattere frizzantino strida con tavole pesanti e sovraccariche. Fortunatamente con il passare dei numeri il rooster dei disegnatori andrà ad arricchirsi, con alcuni picchi di assoluta qualità.

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Una serie da adorare. Consumerete ogni numero sghignazzando come fessi e chiedendovi dove si andrà a parare. Una scrittura sempre garbata, carica di quella spensieratezza che sarebbe d’obbligo sfoderare ogni volta che si approccia a una space opera. Anche perché si parla di nobili alberi senzienti e distruttori intergalattici, cosa vi aspettavate?

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5 risposte a “Marvel Spaceballs: I Guardiani della Galassia di Abnett & Lanning

  1. Mi sono accorto della forza e della bellezza dei Guardiani della Galassia di Dan Abnett e Andy Lanning comprando (per un errore della fumetteria) il primo numero di Realm of Kings, lettura che mi ha solo affamato di più; una domanda: la Panini ha mai stampato per bene questa serie o l’ha semplicemente spezzettata a caso?

  2. Penso sia divisa in tanti albetti, ma non ho idea se sia stata raccolta in tpb. In US sì e li trovi pure a poco prezzo.

  3. pensavo di essere l’unico a essermi divertito leggendo questa serie!

  4. Il primo fumetto cosmico , come direbbe Dan Luttazzi , ripieno di temi sci-fi e di umorismo ( ironia e , a volte , sarcasmo ) che ha abitato la Casa delle Idee è la serie originale dei Guardiani dello Spazio. Non tanto il ” numero zero ” di Drake/Colan ( pubblicato in un numero del quattordicinale Hulk & i Difensori della Editoriale Corno ), ma la serie di Gerber /Milgrom ( vista sul mensile Eterni della summenzionata Corno ). Un gruppo di ex combattenti senza scopo e senza ” casa ” dopo la sconfitta della invasione aliena dei Badoon ( decenni prima del concepts dei Wildcats Image di Casey/Philips reduci da una guerra che non aveva + senso combattere ) che si perdono nel cosmo con perle come il pianeta manicomio dove tutti si comportano come americani anni settanta ( e come , più in generale, terrestri del 20mo secolo) e scelgono un prez a caso tra i candidati ( ” che importanza ha ? un tizio vale l’altro e mente anche quando tace ” ). Meno didascalica del famoso Warlock di Starlin e purtroppo meno celebre. So goes life.

  5. La Panini li ha spezzettati e i tp USA sono esauriti. L’unica è comprarli su Comixology?

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