Bilbolbul 2013 (e il suo tabù)

Eccoci di nuovo. A Bologna, da giovedì 21 a domenica 24 febbraio, si terrà la settima edizione di Bilbolbul. Sarà la mia quinta partecipazione di fila e sono contentissimo perché questo è il festival di fumetto più importante d’Italia e uno dei più interessanti a livello mondiale. Per darvi un’idea siamo sul livello di eventi come il Fumetto Festival di Lucerna, il Comica Festival di Londra e il Mocca Festival di New York. Una manifestazione dall’alto profilo culturale che negli anni ha portato in Italia autori da tutto il mondo.

Quest’anno le due mostre principali sono dedicate al nostro Vittorio Giardino e a Jason, un autore imprescindibile che finalmente è invitato dalle nostre parti. In tutto conto 41 mostre. Si, quarantuno, fra autori affermati (Giardino, Mattotti), che si autoproducono (Lok, Amenità) e stranieri per noi relativamente sconosciuti tutti da scoprire (Henning Wagenbreth, Sam Alden).

Altro punto forte del festival sono gli incontri. Il calendario è ricco di performance dal vivo, presentazioni, proiezioni, dediche…

Sicuramente Bilbolbul è uno di quegli eventi che se siete amanti del fumetto non potete mancare, anche per il sol fatto che si svolge a Bologna, una delle città italiane più dinamiche in assoluto.

Come gli anni precedenti (ne avevo parlato QUA), Bilbolbul non sfata il tabù della comunicazione.
O meglio, i principali siti di informazione sul fumetto non danno informazioni sull’evento e, se lo fanno, copia-incollano uno striminzito comunicato stampa.

Su Comicus, usando la “ricerca”, trovo solo due risultati: il primo, datato 20 Ottobre 2012, riporta brevemente il primi due autori annunciati e la locandina; il secondo, datato 15 febbraio 2013, comunica gli incontri che terrà Giardino, il tutto senza un link al sito della manifestazione.

Su Mangaforever, utilizzando la “ricerca”, non esce nessun risultato diretto, ma solo qualche link datato che fa riferimento a pubblicazioni di case editrici. Non mi son preso la briga di leggerli perché si tratta di comunicati stampa.

Il sito di BilBolBul ha anche un ottimo blog gestito, come di solito, dallo staff dello Spazio Bianco, ma sul loro sito (che generalmente si occupa di approfondimento e non di news, va detto) non vi è stranamente alcuna segnalazione di questo blog e dell’evento trovo solo un piccolo comunicato stampa riguardante Aspettando BilBolBul, preambolo della manifestazione che si tiene due giorni prima del festival.

Mi sembra un po’ pochino per la rilevanza (e la supportazione) di un’evento, che dopo sette anni, è decisamente affermato e importante. A mio avviso, anche il solo girare un comunicato stampa sarebbe troppo poco. Il minimo dovrebbe essere un bell’articolo dedicato (e pubblicato con preavviso ragionevole) all’intrattenimento che offre la manifestazione.
Vedremo il prossimo anno.

Noi di Conversazioni, non tutti, ma una bella manciata, saremo presenti per godere lo spettacolo, la città e soprattutto il cibo. Non posso garantire importanti aggiornamenti in diretta, ma sicuramente non mancherà un bel resoconto come gli anni precedenti.

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17 risposte a “Bilbolbul 2013 (e il suo tabù)

  1. Il solito orizzonte…

  2. quindi anche conversazioni è allineato agli altri siti?
    non mi sembra che ne abbiate parlato più di tanto in precedenza?!
    purtroppo sì, bilbolbul meriterebbe maggiore esposizione.
    ma non all’interno del settore specializzato, ma al di fuori. sui quodiniani, alle radio, … un festival da coprire come quello della letteratura di torino, per fare un esempio.
    ma le forze in campo quali sono?
    e quale l’attenzione nazionale a un festival del fumetto?

    ciao!
    g.

  3. Altro che mostre e incontri, CI CAPPOTTIAMO!

  4. @ guglielmo: ma c’è un po’ di diversità tra questo blog e i siti, no? facciamo meno post del numero di notizie che pubblica un sito come comicus.
    e cmq a oggi siamo i soli ad averne parlato (e lo facciamo tutti gli anni).
    e poi, se l’attenzione non la danno i siti specializzati, perché dovrebbero darla quelli generalisti?

  5. certo, assolutamente diverso.
    e di maggior valore, mi viene da dire, rispetto al contributo che possono dare siti più “generalisti” sul fumetto come cus o mf.
    eppure, non concordo affatto con la tua ultima considerazione. è una riflessione che dovrebbe farci riflettere un po’.
    come allargare la comunicazione? come veicolare la forza culturale di iniziative come queste? come “fare cultura” in questo senso?

    devo dire, in ogni caso, che al di là del problema di comunicazione che rilevi, che è sacrosanto, la manifestazione ha sempre una risposta di pubblico eccellente. e questo è segnale di una vitalità cittadina (e nazionale?!) significativa.
    ma poi, poi, tutto rischia di fermarsi lì. di non risuonare.
    solo questo.
    ciao!
    g-.

  6. Marco Pellitteri

    “Conversazioni sul Fumetto” è un piccolo sito di approfondimento. Non ha fra le sue prerogative quello di “stare sul pezzo” o di dare notizie e anteprime. CSF fa critica, analisi, getta luce su autori e opere poco noti in Italia, propone interviste interessanti, traduce pezzi stranieri (troppi in inglese e troppo pochi da altre lingue, ci si può ancora lavorare… in Italia esistono, io credo, appassionati di fumetti che conoscono altre lingue oltre all’inglese, no?).
    Non ha minimamente la prerogativa o la “funzione” di informare su eventi futuri. Semmai ne propone dei resoconti critici a posteriori.

    E se questo lo capisco io che sono un osservatore esterno, figuratevi cosa poteva rispondere Andrea Queirolo… 🙂

  7. Intanto segnalo questo post apparso su Art Tribune, portale molto importante dedicato all’arte contemporanea, che prende in considerazione anche il fumetto http://www.artribune.com/2013/02/bilbolbul-a-bologna-una-citta-che-si-trasforma-in-fumetto/

  8. @ marco: in qualche modo mi sento preso in giro. non so. 🙂
    scusa, grazie per aver spiegato in cosa consiste csf. posso comunque constatare che gli approfondimenti critici di csf su bilbolbul finora sono stati pochi o pochissimi? è permesso valutare questo alla luce di cosa è effettivamente csf?
    ritengo che nel falso “tabù” di cui parla andrea, se così è, allora c’è dentro anche csf. e non lo dico per sottolineare una mancanza in sé di csf, ma perché mi sembra incongruente con la critica di andrea.
    poi, la seconda questione di cui parlo, mi sembra più interessante.
    ciao.
    g.

  9. interessante la segnalazione in merito di ginevra. grazie.
    g.

  10. forse il tema Bilbolbul si può prendere anche da un’altra angolazione, che può contribuire a spiegare il deficit di attenzione segnalata qua: Bilbolbul è semplicemente una manifestazione all’avanguardia, che è stata capace di valorizzare la rete locale bolognese (ricchissima di autori, esperienze editoriali e artistiche) con il contesto non nazionale, ma internazionale.
    Sono sicuro che la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori non abbia idea e non conosca l’80% degli eventi in programma. Cioè non conosce gli autori, non conosce le pubblicazioni e spesso (finché non va a vedere) non ha idea degli allestimenti e degli eventi performativi.
    In genere si conosce l’autore o gli autori protagonisti della mostra principale, quest’anno Giardino. In passato Bacilieri, Ghermandi, Magnus.
    Ma il resto è nebbia. Siccome però il festival funziona ed è generoso nel proporre ogni anno decine e decine di eventi, e quindi ripaga chi ci va, ecco che c’è un pubblico veramente vasto. Quindi non si può ignorare.
    Ma come parlarne, se si ha un’idea scarsa di cosa propone il cartellone, salvo informarsi e fare ricerche (e salvo aver letto i fumetti e conosciuto gli autori per tempo, magari andando ad altri festival anche esteri, in genere ignorati dagli italiani)?
    E qui entra in gioco il discorso comunicazione di questo festival, che essendo fatto con poche forze, può sostenere gli eventi attraverso il sito e attraverso il contributo della rete di soggetti coinvolti: ognuno promuove il suo. Insieme abbiamo in questo momento moltissime pagine, blog, siti ovunque che stanno parlando di Bilbolbul. Non avranno, presumo, un costoso ufficio stampa, ma di comunicazione tutto sommato ce n’è.
    Ma i soggetti richiamati da questo post, dovendo fare informazioni a 360gradi e non avendo a disposizione, serviti, tutti i comunicati necessari, si limitano a dire a segnalare.
    Io non sarei così drastico. Si potrebbe fare di più. Ma la scelta di non voler costruire un evento commerciale, ma di ricerca ha il suo prezzo.
    Secondo me il mondo del fumetto non ha ancora metabolizzato neanche la prima edizione di Bilbolbul, anche se questa esperienza sta seminando. Ci sono esperienze che si formano qua e poi generano autoproduzioni o piccole etichette che ritroviamo a Lucca Comics…
    L’unica è impegnarci un po’ di più tutti almeno a parlane dopo.
    Intanto… viviamocelo questo festival 🙂

  11. Sono di fretta. Solo per far notare che quest’anno mancheranno, ma negli anni precedenti la home page de LoSpazioBianco veniva “invasa” dai pezzi del blog da molto prima del festival, rimandando al blog stesso e promuovendo la manifestazione. Senza contare che la Top Ten è stata sempre un collegamento importante al festival. Senza contare foto e spazi sui social network. Dire il contrario è una cavolata o mala fede.
    Quest’anno tra intasamento di materiale per il sito e lavori “sotterranei”, il sito fa meno sfoggio della cosa? Ci sta. Ma resta forte l’impegno sul blog e , il lavoro fatto per seguire questi spazi e la presenza sul posto.
    Tutti impegni affrontati senza farsene belli o vantarsene, senza usarlo come argomento contro gli altri, senza fare la parte di quelli che sono superiori, ma contando che il nostro lavoro parli per noi.
    Questione di stile.

  12. che poi “supportazione” e “un’evento” su un sito di approfondimento che non ha fra le sue prerogative lo stare sul pezzo “nun se po’ vedè”…

  13. dai gli errori di ortografia li lascio, così almeno c’è una ragione valida per lamentarsi di quanto ho scritto.

  14. ettore: tanto di cappello per il lavoro che fate sul blog, che per altro ho definito ottimo (decisamente notevole il lavoro della orlandi).

    non vedo dove abbia affermato che gli anni precedenti mancassero i vostri aggiornamenti e tutte le cose che vai dicendo prima e dopo sulla top ten e i social vari (oltretutto i video sul vostro canale youtube della manifestazione del 2010 sono in gran parte fatti da me per voi e non sono accreditato come probabilmente qualche foto su flirck, ma ora non ricordo con esattezza e comunque non è un problema).

    poi se quello che ho scritto secondo te non va bene, mi spiace, ho solo riportato le cose per quello che erano (vedo che poi avete subito rimediato).

  15. Pingback: Troppo non è mai abbastanza | Conversazioni sul Fumetto

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