Lezioni di anatomia: intervista a Nicolò Pellizzon

Nicolò Pellizon - Lezioni di Anatomia

“Lezioni di anatomia” è il graphic novel di Nicolò Pellizzon, il suo primo graphic novel, pubblicato da Grrržetic a fine 2012, dopo varie apparizioni su riviste come: Animals, Shinigami, Kus, WATT, G.I.U.D.A e le pubblicazioni “Ten steps Until Nothing” del gruppo bolognese Teiera Autoproduzioni. 

E’ una storia in cui trovano il proprio posto parole come: destino, magia e forze sovrannaturali. Andrea Tosti qualche giorno fa ne ha parlato approfonditamente qui. Non contenti l’abbiamo anche intervistato. Prima di lasciarvi alle sue parole voglio annunciarvi che potrete vedere al prossimo BILBOLBUL Festival internazionale di fumetto, a bologna dal 21 al 24 febbraio 2013,  gli originali di Nicolò Pellizzon esposti nella mostra OFF “Teatro Anatomico”, presso la Galleria Fantomars, un’esposizione che vuole ripercorrere il processo creativo di costruzione del libro, evidenziando le trame e i collegamenti nascosti tra le immagini.

Nicolò Pellizzon Lezioni di anatomia graphic novel

Quando incontro Nicolò siamo in uno spazio pubblico pieno di chiasso. Neanche un posto per sedersi, niente. Se parliamo, facciamo fatica ad ascoltare domande e pronunciare risposte. A questo punto deve essere successo qualcosa di particolare perché abbiamo comunque iniziato un discorso e lo abbiamo portato a termine e ci si intende in modo che forse (ah ecco cos’era!)  ci sta leggendo nel pensiero.

Partiamo dal titolo: sei dunque un appassionato di anatomia? L’hai studiata all’Accademia (o all’Università?)

Alle Accademie di Belle Arti si studia Anatomia Artistica, cioè i muscoli, le ossa e tutto quello che serve per disegnare la figura umana. Esclusa la sua funzione pratica è una materia che non mi ha mai interessato molto, perché non è vera “Anatomia”. Nel senso che la sua rappresentazione è resa più comprensibile togliendo tutto quello che non influisce alla resa del disegno.
I nervi, le vene, il grasso, gli organi interni, è come non ci fossero. L’anatomia artistica segue un’idea di bellezza umanistica, quella medica invece è pratica. Ma nasconde una bellezza violenta, più forte. L’ “Anatomia” del titolo si riferisce a questo. “Lezioni di Anatomia” Mi sembra un po’ malizioso e saccente, quindi mi piace.

Nicolò Pellizzon Lezioni di anatomia

Nella coppia di cugini protagonista, Lorenzo è un medico, Lorena è un’artista. Siamo all’antico dilemma natura vs. cultura?

Credo che invece sia un invito a non dare niente per scontato.
Siamo sempre più abituati a dare alla scienza (e alla medicina) la stessa fede cieca che si dava alla religione. Invece non solo la medicina, a differenza delle religioni, si contraddice (per fortuna), ma è in una costante fase di verifica e differenziazione dai metodi di guarigione non scientifici. Il fatto è che il campo di studio e lavoro, il corpo umano, è soggetto a forze irrazionali con cui il metodo sperimentale non riesce ad andare a fondo completamente. L’effetto placebo influenza la guarigione di ogni malato in una proporzione troppo variabile. Durante la sperimentazione, lo scienziato non apprende più dal fenomeno, ma gli impone le proprie domande, influendo con il suo punto di vista sull’esperimento.
Questo significa che oltre ad un insieme di conoscenze, può esserci un’intuizione iniziale. E l’intuizione da dove verrebbe? Da semplici connessioni nervose?
Lorena accetta che la nostra vita sia influenzata da queste forze dentro e fuori di noi, e cerca di indagarle.
Anche Lorenzo è alla ricerca di qualcosa che non riesce a capire attraverso la medicina.
Nella storia però lo scambio non è solamente in due direzioni, c’è anche Giuliana che si lascia andare completamente a forze oscure.

Anatomy Lesson #1 from Nicolò Pellizzon on Vimeo.

Simboli, esoterismo, spiriti …citando Shakespeare mi viene da dire che attraverso le tue lezioni di anatomia ci guardiamo dentro e scopriamo che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” più che di carne e sangue. Tu cosa hai scoperto mentre realizzavi il libro?

Non credo di aver scoperto qualcosa. Però la caratteristica dei racconti di “fiction” è che sono più veri di quelli veri. I personaggi possono essere parti di una stessa identità e gli scambi tra di loro diverse sfaccettature della stessa personalità.

Trovo che Lezioni di anatomia sia una storia che mette in discussione dei valori. Quando la scrivevi pensavi al tipo di reazioni emotive che avresti suscitato nei lettori? A quella sorta di disagio misto al fascino del perturbante?

I personaggi hanno sesso diverso rispetto al ruolo che interpreterebbero nel racconto classico. Mettere in discussione un po’ di cose è un risultato di questo processo di inversione.
Una cosa che invece è vicina ai canoni di quello che è il racconto di paura, è che nonostante il lettore più accorto abbia già alcuni strumenti per capire la direzione della trama la conclusione è molto più spaventosa di quello che ci si aspetta.

Dal punto di vista delle immagini il senso di disagio è abbastanza tipico negli atlanti di anatomia medica del passato e in quelli fotografici. Il corpo è sempre lo stesso di quando era vivo, eppure è irrimediabilmente deturpato dalla dissezione. Che va vicina alla violenza ma non la raggiunge, mantenendo la carica perturbante che scaturisce da queste contraddizioni.

La storia è ambientata alla fine del secolo scorso tra Torino e la Pianura Padana. Hai dedicato molto tempo alla documentazione? Ti interessava un contesto storico realistico per la vicenda? A questo proposito sono state inserite anche le note in appendice?

Volevo che la storia fosse ambientata nel periodo in cui la medicina stava iniziando ad affermarsi o in cui la sua efficacia fosse stata da poco messa in discussione (come durante le epidemie di colera nell’ottocento italiano).
Nelle storie fantasy, di fantascienza o ambientate in un passato abbastanza lontano c’è un richiamo all’estraniamento più forte. Il lettore si riconosce un po’ di più nei personaggi perché sono di qualche passo più vicini all’archetipo.
Allo stesso tempo, le similitudini con la nostra epoca appaiono come dei campanelli d’allarme. Non mi ha stupito vedere come veniva regolamentata la prostituzione, o scoprire che durante le tre epidemie di colera, molti individuavano le cause delle epidemie in coincidenze planetarie o in avvelenamenti voluti dal governo.
Le appendici hanno la splendida facoltà di confondere le idee oltre che approfondire alcuni punti interessanti del libro. Nel mio caso, hanno riferimenti reali, ma la forma è quella di un racconto di finzione, perché fanno parte della trama. Sono nozioni che una volta approfondite fanno intuire quanto la realtà sia più misteriosa e insondabile della finzione.

Dove altro hai “pescato” gli elementi che ti servivano per questa storia? Sogni, film, libri, racconti della gente, memorie familiari? 

All’inizio, quando ho iniziato a disegnare le tavole anatomiche senza sapere cosa sarebbero diventate, volevo fare un Guro Hentai, senza le sue componenti misogine e non-sense (quindi quasi al contrario, praticamente).
Sono sempre stato appassionato di esoterismo, ma ricordarsi tutti i riferimenti a memoria era un po’ difficile (anche se i collegamenti sono usciti in modo abbastanza intuitivo), quindi mi sono basato su testi di Alchimia come l’ Atalanta Fugiens, mentre ho usato pochissimi riferimenti alla Goetia, e all’ esoterismo cristiano. Non volevo inserire la religione nel libro se non era proprio necessario, avrebbe aggiunto troppi elementi.

Anatomy Lessons #2 from Nicolò Pellizzon on Vimeo.

Nella vicenda costruisci l’immagine di una ragazza molto libera per i costumi dell’epoca Lorena, giovane donna nubile – artista per giunta – che vive sola ed è  preoccupata di finire vittima di maldicenze, invidie o rivalse a causa delle leggi tremende dell’epoca e della malsopportazione della gente nei confronti del suo comportamento anticonvenzionale. E tra le note in appendice, di cui parlavamo prima, ce n’è una che illustra le leggi sulla prostituzione in Italia alla fine dell’Ottocento. Da cosa nasce questo interesse per la condizione femminile dell’epoca? Le tematiche di genere ti affascinano?

Ci si dimentica spessissimo che siamo in una cultura patriarcale perché oltre ad essere profondamente immersi al suo interno, in occidente assume una forma “nascosta” che non risolve alcuni nodi chiave della questione femminile. Non possiamo nemmeno immaginare come secoli di questo legato a picchi di “maschilismo colto” abbiano influito sul nostro modo di percepire la donna (e anche l’uomo, di conseguenza). Penso che mi interessi perché dovrebbe interessare a tutti. Ho scritto la storia di Lorena ad intuito, immaginandomi che dovesse essere più o meno così una legge sulla prostituzione in Italia. Le mie intuizioni si sono rivelate esatte.

Nicolò Pellizzon Lezioni di anatomia illustrazione di copertina

Il ritmo di lettura è sostenuto dalla tua costruzione del libro e intervallato da parti illustrative molto suggestive inserite nel racconto principale: “Il libro segreto di Eva”, “Le tavole anatomiche di Lorena Leone”, “Il libro dei morti”. E’ un modo di interagire con i lettori? Di giocare con loro, di offrire un plus interpretativo dell’opera? 

I Libri contenuti in Lezioni di Anatomia sono profondamente legati alla trama principale. Appaiono al lettore nello stesso modo in cui li trovano i protagonisti nella storia. Quando succede che li si legge più velocemente di quello che si intuisce essere il “tempo giusto per leggerli”, per me significa aver fatto centro. Il libro è pensato anche nella sua forma (grazie a Grrrzetic) per essere continuamente rivisitato e riletto. I tre libri di illustrazione sono un approfondimento agli argomenti trattati nella storia a fumetti.

Ora sappiamo che sei impegnato nella promozione del libro, ma hai già in mente dei progetti per il prossimo futuro?

Tra Gennaio e Febbraio dovrebbe partire il Crowdfunding per una fanzine su Lovecraft (chiamata “Puffed Shoggots”) a cui partecipo anche io curata dall’illustratore canadese Trevor Henderson. Ci sono vari artisti che stimo molto tra cui Sam Bosma, e Michael DeForge.
Poi ho due libri quasi pronti su cui iniziare a lavorare. Uno parla del futuro, l’altro parla di paura. C’è anche un progetto segretissimo, ma c’è sempre, quindi è come se non lo avessi detto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...