Robert Crumb messo a nudo, l’intervista Parte 10

di Gary Groth
traduzione di Graziano Pedrocchi

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Crumb keep on truckin

KEEP ON TRUCKIN’

GG Una cosa di cui ora mi piacerebbe parlare è la tua battaglia legale per la paternità dello slogan “Keep on Truckin’” e del relativo logo. Come è cominciata?

RC Dunque, c’era un avvocato di nome Albert Morse, ragazzo davvero contorto. La sua massima aspirazione era diventare lo schiavo-padrone del movimento dei fumetti underground. (Ride) Era il suo grande piano, ma siccome era un grande stronzo, nessuno gli dava retta. La prima cosa che fece fu andare da quelli che stavano utilizzando il marchio “Keep on Truckin’” senza permesso. Riuscì a trovare e raccogliere qualche oggetto di merchandising Keep on Truckin’ e cominciò a intentare causa a chi li aveva messi in giro. Per circa un anno riuscì a ottenere un sacco di soldi, parliamo di circa 100mila dollari, ma credo di più. Non so di preciso, non ho seguito bene la vicenda. Un gruppo di piccole aziende si unirono e cominciarono a dar battaglia: loro assoldavano avvocati, noi rilasciavamo deposizioni, tutte queste cose qua. A me non fregava niente. Ero sempre fatto di droga. Volevo solo fare i miei disegni e andarmene in giro con le belle ragazze. Ma Albert diceva: “Dai Robert, dobbiamo fare questa deposizione martedì prossimo. Devi solo presentarti e raccontare la tua versione.” “Va bene, va bene.” Volevo che tutta quella merda finisse in fretta. Invece la faccenda diventò sempre più pesante. Era circa il 1973, credo. Ho ancora le trascrizioni di una di quelle deposizioni di cui Morse mi diede una copia. Un fascicolo spesso quasi cinque centimetri. Una dichiarazione di parecchie ore. Le ho rilette circa un anno fa e Dio, ero proprio un completo incapace menefreghista. Non avevo idea di quali intrighi ci fossero sotto. All’improvviso mi sono accorto che il motivo principale per cui tutte quelle piccole aziende si misero insieme era che Morse chiedeva somme di denaro ridicolmente alte, imponeva penali, risarcimenti danni, percentuali di vendita enormi, ogni cosa. Ovviamente per lui tutto questo era un gioco. Stava cercando di capire quanto in là poteva spingersi. Non mi passò per la mente, a quel tempo, che il problema più grosso fosse lo stesso Morse; io pensavo, per quale motivo si dannano l’anima e danno tutti ‘sti soldi agli avvocati perché vengano qui da San Francisco a darsi battaglia per questa faccenda? C’è davvero tutto questo denaro dietro “Keep on Truckin’” perché ci si debba sbattere così tanto?

GG Pensi che quello fosse veramente l’unico motivo per cui si davano battaglia?

RC Si, credo di si. Penso che se lui fosse stato un po’ più ragionevole, i suoi avversari gli avrebbero pagato più volentieri una piccola percentuale sul loro guadagno. Non vedo perché non avrebbero dovuto farlo. Perché spendere un sacco di quattrini in avvocati, quando sarebbe stato molto più semplice per loro pagare a Morse una percentuale ragionevole? Ma per lui era una battaglia giusta. Non era per soldi, lui stava bene in quel senso.

GG Ma tu gliel’hai dato, il tuo supporto?

RC A Morse? Certo. “Combatterò con te. Questi tizi stanno cercando di fregarti. Sono dei depravati, bla bla bla.” Lui rispose, “Ci sono centinaia di migliaia di dollari dietro tutta la faccenda, Robert. Devi mantenere la proprietà di questa cosa.” Disse, “Se non combatti, loro te la porteranno via,” eccetera eccetera. Io dissi, “Ok, ok.”

GG Ne hai presi molti, dei soldi che lui aveva recuperato?

RC Non lo so. Si erano messi d’accordo Dana (Crumb) e Morse. Io non ci facevo particolare attenzione. Lui prese un bel po’ di quattrini. Sono abbastanza sicuro di questo.

GG Quelle aziende usavano ancora il logo o i disegni, di Keep on Truckin’?

RC Entrambe le cose. E parte di tutta la faccenda era che io non avevo diritti sullo slogan, ma sui miei disegni o sul lettering, si.

GG Cosa ti chiesero di preciso gli avvocati della difesa?

RC Volevano sapere dove avevo preso l’idea. Volevano sapere anche se avevo copiato i disegni da qualche altra fonte. Cercavano di trovare ogni appiglio possibile. A chi avevo lasciato usare i materiali, dove, in quali circostanze. Questa serie di stupidate andò avanti per ore. Un sacco di stupide domande su tutto l’ambiente dei fumetti. Non avevano la minima idea di come girasse il mondo dei comics. Se funzionava in modo legale o illegale. Volevano mostrare di avere le informazioni basilari sul mondo dei fumetti, ma non sapevano nulla al riguardo. Veramente una roba brutta.

GG Come finì?

RC Alla fine si andò al processo e Albert Morse fu estremamente rude e privo di tatto perfino nei confronti del giudice, il quale dichiarò che tutti i materiali relativi a Keep on Truckin’ sarebbero potuti essere utilizzati da tutti. Questa fu la sua decisione, che in parte derivava dalla vicenda del biglietto da visita della Print Mint -a quel tempo presieduta da Bob Rita- che gli avvocati trovarono nel corso delle loro investigazioni. In pratica, la Print Mint aveva prodotto questo biglietto da visita con i personaggi “Keep on Truckin’” senza la notifica del copyright. Fu una grande scoperta degli avvocati e quando ne avvisarono Albert Morse, lui andò di corsa alla Print Mint e cominciò a inveire contro Bob Rita, dicendo “Per caso Crumb vi ha mai dato il permesso di fare questo biglietto?” Bob Rita sembrava un raccoglitore di cavoli Samoano e si era trovato, non si sa come, alla guida della Print Mint grazie alla dilagante pazzia di quel periodo. Si mise immediatamente sulla difensiva. E siccome praticava anche judo o karate, nessuno lo intimoriva. Quindi rispose, “Già, Crumb mi ha dato il permesso. Si, lo ha fatto. Ya ya ya!” Allora Morse venne da me e mi chiese,” Robert, gli hai dato il permesso di stampare questo biglietto senza la notifica del copyright?” Io dissi, “Non ricordo assolutamente che lui me l’abbia chiesto. Non ricordo nulla di tutto questo. Probabilmente lui ha chiesto, ‘Possiamo utilizzare i personaggi di Keep on Truckin’?’ e io dissi ‘Si, vai pure’. E’ andata così, lo sai.” A quel punto Albert disse che avrei dovuto testimoniare contro Bob Rita il quale, nel frattempo, aveva ipotecato la casa per pagare la stampa della rivista Arcade. (Ride) Quindi avrei dovuto testimoniare contro quel tizio, screditarlo, accusarlo di falsa testimonianza. Ovviamente Bob Rita si sarebbe difeso dicendo “Si, Crumb mi ha permesso di stamparlo senza la notifica del copyright”. E io avrei dovuto dire “No, non l’ho mai fatto.”

GG Ma tu non ne eri sicuro, giusto?

RC Sono sicuro che lui non mi ha mai chiesto nulla a proposito di copyright. Fu una cosa casuale. Quel biglietto da visita venne stampato circa nel 1970, non lo so, non mi interessa. Morse aveva messo Rita alle corde, ma lui continuò con la sua versione “Si, Crumb mi ha permesso di stamparlo senza notifica del copyright, si, proprio così.” (Risata) E quando andai da Rita a parlargli di questa cosa, era furibondo. Diceva “Fottuto figlio di puttana Albert Morse, quel fottuto bastardo. Gli stacco la fottuta testa.” Lo odiava parecchio. Albert andò da lui puntandogli contro l’indice e urlandogli in faccia, a proposito di quel biglietto “Hai fatto proprio una cosa stupida, Rita!” Erano due selvaggi. Allora dissi a Morse, “Non lo farò, non ne vale la pena, secondo me.” Lui disse, “Robert, Robert, questa cosa vale milioni. Roba grossa! Quei tizi faranno milioni di dollari, se non li fermi tu.” Gli risposi, “Non testimonierò contro Bob Rita.” E allora si mise a urlare, dicendo che stavo rovinando il suo divertimento, il suo giocattolo. Per lui era una grande ed eccitante battaglia. Ma fu la fine del mio rapporto con Morse. In pratica ha smesso di esercitare dopo che tutta la faccenda fu chiusa. Non ha mai più esercitato la professione di avvocato. Il giudice dichiarò che “Keep on Truckin’” era libero da diritti. Albert provò a convincermi a ricorrere in appello, ma io dissi, “No, basta, dimentica tutto. Non ho più voglia di avere a che fare con questa roba. Mi sono stancato. Basta con processi, giudici, deposizioni. Non voglio vedere mai più niente che mi ricordi “Keep on Truckin’.” E invece, ironia della sorte, questa cosa continua a seguirmi e mi sa che continuerà fino alla mia morte. Ogni volta che qualcuno fa o dice o scrive qualcosa che mi riguarda, c’è sempre di mezzo quel dannato “Keep on Truckin’”. Una donna a Davis venne a intervistarmi per una piccola rivista artistica dell’Università cittadina. Lei fu molto gentile e scrisse un bell’articolo su di me, ma l’argomento conclusivo riguardava “Keep on Truckin’.” (Risata) Dovrò vivere con questa maledizione. Sono diventato famoso grazie a questa cosa, ma è una persecuzione. Un sacco di gente mi ha detto che il caso ha creato una sorta di precedente, che in seguito sollevò parecchi problemi in merito alle leggi sul copyright; ora la legge è cambiata, è più equa, più morbida e più a vantaggio di chi ha la paternità della creazione artistica. Ho ricevuto una lettera da un ragazzo che sta scrivendo la tesi di laurea sul caso “Keep on Truckin’.” Dice di aver letto le deposizioni e che le ha trovate tristi, che spaccavano il cuore. (Risata) A un punto della deposizione, io avevo chiesto a quei tizi “Quindi, in altre parole, se voi trovaste un modo per fottermi i diritti di “Keep on Truckin’”, io poi potrei crepare di fame nei bassifondi, mentre voi ne ricavereste un fracco di soldi e non mi dareste un cent. Ho sbagliato qualcosa?” E loro dissero no, in effetti è corretto. (Risata) Questo era il livello a cui ero. Non capivo nessuna di quelle macchinazioni legali. Uomini adulti portavano avanti una faccenda talmente trasandata e melmosa che ai miei occhi tutti sembravano essere anime perse, completamente perse. Mi sentivo quasi dispiaciuto per loro. Era questo ciò per cui vivevano? Perdono tutto il loro tempo dietro a questa merda insignificante? A quel tempo io ero un ingenuo figlio dei fiori. Cercavo di fare cose semplici, prendevo l’LSD, cercavo di capire come funzionava il cosmo, e questi qua stavano a perdersi dietro alle stronzate più insignificanti.

GG Non avevi fatto mente locale che ci fossero in ballo un sacco di soldi?

RC Vagamente, ma i soldi non mi interessavano. Il denaro non fa la felicità, quindi? Chissenefrega dei soldi. Cosa potrebbero darti? Una grande casa a Malibu e una piscina vicino alla quale potresti sederti e preoccuparti da dove arriverà il prossimo milione. I miei avvocati erano personaggi viscidi, ma quegli altri occupavano il settimo cerchio del viscidume, il solo vederli mi dava ribrezzo.

Keep-on-Truckin

L’IRS (Internal Revenue Service) (Agenzia delle Entrate)

RC Dopo aver perso la battaglia per “Keep on Truckin’”, Albert Morse viene da me e mi dice, “Robert, devi 20mila dollari all’IRS. Come pensi di pagare? Dovresti tirar fuori qualche altra trovata tipo ‘Keep on Truckin’’. Andiamo, devi pagarli, ‘sti 20mila dollari.” Lui avrebbe dovuto destinare al pagamento delle tasse una parte del denaro guadagnato, ma chissà perché non lo aveva fatto. Già non avevo grosse entrate, mancava solo il debito di 20mila dollari con l’IRS. Altri tre anni d’inferno.

GG Hai perso la casa per pagare questo debito?

RC No. Ho deciso io di venderla, per far fronte al debito. Aline ed io avevamo una casetta pagata 16mila dollari. La vendemmo per quella stessa cifra a un tizio dell’Oklahoma. Dopo averla acquistata deve aver pensato di averci fregato, perché disse, “Sapete ragazzi, voglio darvi una dritta. Dovreste andare a Davis e iscrivervi a un corso in amministrazione finanziaria.” (Risata) Anni dopo non gli riuscì di venderla perché era un po’ troppo fighetta e io credo che lui finì col pensare che noi due fossimo stati meno stupidi di quanto gli era sembrato e che in qualche modo fossimo stato noi a fregare lui perché alla fine non riusciva a liberarsi di quella casa.

GG Come sei arrivato ad avere 20mila dollari di debito con l’IRS? Stavi guadagnando molto, no?

RC In effetti, con “Keep on Truckin’” si tiravano su un sacco di soldi. Ma dopo che quei tizi vinsero la causa il denaro cessò di arrivare, proprio come se si fosse chiuso il rubinetto. (Ride) E io ero indebitato per 20mila dollari. Vedi, io non ho mai preso un soldo né diventai famoso grazie a “Keep on Truckin’”. Albert Morse andò da quei tizi e si prese tutti i soldi che poté. Io non ho mai guadagnato nulla con “Keep on Truckin’” o col suo merchandising. Andava tutto a quelle piccole aziende.

GG Non hai mai avuto fortuna con gli avvocati, vero?

RC In effetti no. Ora che posso, li evito. Anche quelli che non vogliono essere pagati, quelli che lo fanno pro bono, prima o poi ti causano problemi. Per la faccenda dell’IRS avevo un avvocato che mi piaceva veramente come persona. Avrei dovuto dargli un anticipo per il suo lavoro, ma quando gli altri alzarono la pressione, lui cominciò a disinteressarsi della questione. Prometteva, “Bene, diremo loro questo, diremo loro quello.” Ma non si prendeva cura della faccenda, e quando i miei avversari trovarono delle irregolarità, decisero di perseguirmi per frode fiscale.

GG Non solo debiti quindi, ma anche tasse non pagate?

RC Si. Appena trovarono quelle irregolarità, non solo dovevo loro dei soldi, ma mi accusarono anche di frode.

GG In che anni eravamo?

RC ‘74, ‘75, ‘76.

GG Come hai gestito la faccenda?

RC Beh, l’avvocato si preoccupò veramente e si sentì realmente male. Aveva una coscienza. Si sentiva colpevole di avermi messo in un grosso guaio. Lavorò duramente per mesi e riuscì a convincerli a non perseguirmi. Inviarono un investigatore dall’ufficio di Santa Rosa per interrogarmi. Fu una di quelle scene in cui un tizio tiene in mano un cartellino, ti legge i tuoi diritti e tutto il resto. Passai un giorno nell’ufficio dell’avvocato dell’accusa, rispondendo alle domande di quei due pagliacci. Veramente due stronzi. Erano talmente odiosi che per irritare uno di loro lo ritrassi sul mio album mentre mi stava interrogando. Mi chiese, “Che stai facendo lì sopra? Sarei io? Se lo pubblichi ti denuncio.” (Risata) Ne sapeva talmente poco che lo pubblicai davvero e lui non mi denunciò. E’ in uno degli album pubblicati dai Tedeschi. Pensavo di essermi comportato egregiamente durante il mio interrogatorio, ma un paio di giorni dopo mi chiamò il mio avvocato per avvisarmi che mi avrebbero perseguito. Disse “Non hanno creduto a una sola parola di quello che hai detto. Sono convinti che nessuno sia tanto stupido, che tu devi aver tenuto nascoste delle liquidità o qualcosa del genere.” Non hanno creduto a niente. Non hanno creduto a questa mia inettitudine nel gestire il denaro. Hanno pensato che io avessi mentito e nascosto dei soldi. E ovviamente si rifecero sui beni che avevo lasciato a mia moglie. Quando avevo lasciato Dana infatti, avevamo firmato una dichiarazione consensuale in cui si diceva che parte dei miei beni fossero ceduti a lei. Ma siccome l’IRS diceva che le tasse che io non avevo pagato partivano da una data antecedente a quella dichiarazione, tentarono di rivalersi su quella proprietà. Dana si spaventò parecchio e finì col dichiarare che io avessi delle collezioni di valore, che guadagnassi molto più di quanto dicevo. E questo fu in parte la ragione per cui pensavano che stessi mentendo.

GG Come sei uscito da questo pasticcio?

RC Quando sei indietro con le tasse per una cifra come quella, l’IRS ti sta addosso e quotidianamente aumenta il tasso di interesse. Inoltre, aggiunge tutte le penali possibili. Quindi il debito continuò a salire -25mila dollari, poi 30mila, poi 40mila, poi 45mila. Pagavo poco alla volta, circa duemila dollari ogni due mesi. Sai, a quel tempo non avevo molte entrate. Oltre a ciò, il divorzio mi impose di dare a Dana altri 400 dollari al mese per l’educazione del bambino. Io semplicemente non le mandai i soldi, e lo sceriffo si presentò immediatamente alla mia porta. Tipo appena due giorni dopo la prevista data di arrivo dell’assegno. Lei non ha avuto nessuna pietà per me.

GG Gesù. Tutto questo allo stesso tempo.

RC La metà degli anni ‘70. Va da sé che sono uscito –completamente- dalla droga e mi sono dato una ripulita.

GG Lo dici come se ci fosse stato un periodo in cui ne facevi largo uso. (Ride)

RC Dovevo solo capire come gestire tutto quel fardello e intanto continuare a disegnare. Aline ed io ci spostammo in una zona dove potevo stare più tranquillo. Se la gente mi tormenta, non lavoro serenamente.

GG Come sei uscito dall’accusa di frode fiscale?

RC Beh, alla fine l’avvocato andò a Santa Rosa e impiegò due giorni interi a cercare di convincere quei tizi a non perseguirmi. E ci riuscì. Era sempre stato poco concentrato nel suo lavoro e in seguito ebbe a dirmi che la vertenza fra me e l’IRS fu il caso più duro e preoccupante che gli fosse mai capitato di trattare. (Ride) Ma si sentiva in parte responsabile per avermi messo in quel guaio, quindi non volle essere pagato. Mi disse comunque che se avessi dovuto pagare per il tempo che lui aveva dedicato a questo caso, la parcella sarebbe stata di 16mila dollari. (Ride)

GG Come sei riuscito a pagare il tuo pesante debito?

RC Beh, arrivarono in soccorso i Tedeschi. Proprio in quei giorni, nel ‘76 o ‘77, una casa editrice tedesca, la 2001, era intenzionata a pubblicare i miei disegni. L’azienda andava a gonfie vele, lavorava veramente bene, e mi diede 20mila dollari di anticipo per i miei schizzi, qualche ristampa di fumetti e altra roba. In pratica mi salvarono il culo con l’IRS. Riuscimmo a vendere casa ricavando altri 16mila dollari. Poi vendetti un po’ di altre cose mie per un paio di migliaia di dollari. Un paio di collezioni che avevo, tipo bottigliette di soda e robot. Ho venduto tutti i miei robot. E un po’ di disegni originali. Susan Goodrick, una ragazza che conoscevo e che lavorava per Co-evolution Quarterly, aveva sentito parlare di questo mio guaio e pubblicò un annuncio sulla rivista, chiedendo alla gente di inviare donazioni in denaro. Mi arrivarono 8mila dollari. Mille dollari da una coppia. Un altro signore rimasto anonimo inviò 1200 dollari. E Linda Ronstadt altri mille.

GG Linda Ronstadt?

RC Certo. All’epoca stava col Governatore Brown, e il tipo che pubblicava Co-evolution Quarterly era amico del Governatore. Quindi gli chiese se poteva dare una mano; credo anche che a lui e a Linda piacesse il mio lavoro e forse questo aiutò.

GG Beh, strano. Ma in un certo modo fu una cosa simpatica.

RC Direi di si. Quell’annuncio mi portò 8mila dollari. Messi insieme tutti i soldi, potevo farcela a uscire dal debito. C’era un tizio che lavorava all’IRS, a Sacramento, con cui avevamo già avuto a che fare. Patetico, tremolante ubriacone, con l’esaurimento nervoso e una seria patologia di tremito. L’ultima volta che Aline e io andammo all’ufficio di Sacramento per consegnare l’ultimo assegno per quel fottuto debito, cominciammo a lamentarci con lui per l’inferno che avevamo passato a causa dell’IRS; lui ci disse, “Non ditelo a me. Sono nel vostro stesso inferno.” Aveva fatto un casino con un tizio che stava perseguendo e l’IRS gli aveva messo sotto sorveglianza casa sua e tutto il resto. Ci disse, “Presto uscirò dall’IRS. Non posso più sopportare tutto questo.” Mi dispiacque per quell’uomo. Nel viaggio precedente ci aveva detto, “Oh si, purtroppo ti hanno messo un’altra penale di 3mila dollari.” Quasi svenni. Dissi, “Quando finirà? Non puoi proprio fare nulla?” Lo stavo praticamente pregando in ginocchio perché facesse qualcosa, noi non avevamo niente. Lui disse, “Va bene, vedrò cosa posso fare.” E lo fece. Fece togliere quella penale. L’ho semplicemente amato. Lo ringraziai infinitamente. A un certo punto Aline e io avevamo un paio di migliaia di dollari in banca, ma avevamo ancora quel debito. La Bank of America, organizzazione che non esito a definire viscida, semplicemente lasciò che l’IRS mi prosciugasse il conto in banca senza dirmi nulla. Lo venni a sapere solo quando la stessa BoA me lo notificò via posta.

GG Gesù. Oddio.

RC Beh sai com’è, a loro non frega un accidente se ti mettono nei guai. Puoi anche avere dei bambini o altro, ma devi pagare i tuoi debiti. Puoi andare sul lastrico o non avere un cent per vivere, ma a loro non frega nulla. Ero ancora praticamente agli inizi quando l’IRS mi fece svuotare il conto. Recentemente qualcuno mi ha detto che se riesci a non dare alla banca o all’IRS le informazioni che riguardano le tue entrate, loro non possono arrivare a te. Non credo sia vero, però. Non credo che tu possa rifiutarti di dare questi dati, a quanto ne so.

GG In pratica non dovresti consentir loro di avere un dossier su di te.

RC Mi lasciai tutto alle spalle nel ‘78, quando finalmente finì questa faccenda.

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