Garth Ennis e la caratterizzazione attraverso il dialogo

di David Brothers
traduzione di Mattia Braida

Presentiamo un articolo di David Brothers tratto da Comics Alliance che parla di Garth Ennis e dell’importanza della raffinatezza del dialogo nei fumetti.

Tipica scena da bar alla Ennis, da Hitman, disegni di John McCrea

Garth Ennis ha scritto Punisher: Bentornato Frank con Steve Dillon, Unknown Soldier con Killian Plunkett, Punisher MAX: Valley Forge con Goran Parlov, Hitman con John McCrea e Hellblazer con vari collaboratori.

Garth Ennis si è scavato una nicchia all’interno del fumetto mainstream. Non fa molti lavori sui supereroi e quando lo fa, come nel caso di The Punisher, gli dona un proprio stile. Ennis e Dillon hanno ricreato The Punisher per un’audience più moderna, e l’insieme di situazioni paradossali e humour cruento ha senza dubbio colpito i lettori molto più che qualsiasi episodio di The Punisher pubblicato fin dalla fine degli anni Ottanta. Inoltre, in Punisher MAX, Ennis e una solida compagine di artisti hanno reinventato il personaggio ancora una volta, e questa volta come il cupo capofila di una guerra a fumetti brutale e dalle emozioni forti.

Garth Ennis è un maestro del dialogo e quindi anche della caratterizzazione. Se il dialogo è forzato e innaturale non crederemo ai personaggi. Se è troppo opaco non li capiremo. Se è perfetto…potremo solo imparare ad amarli. Non troverete un dialogue man migliore di Garth Ennis sul mercato. E’ in grado di rendere veri gli accenti, le cadenze e tutti gli stili del discorso. I suoi fumetti spesso contengono conversazioni nei bar ed è qui che Ennis brilla realmente. Quando l’autore fa in modo che due persone che si incontrano di sfuggita per strada possano andare avanti per una mezza dozzina di pagine, raggiunge il massimo. I personaggi di Ennis sono credibili, hanno ragioni alle quali noi possiamo fare riferimento, parlano di quelle stesse ragioni senza per questo perdere consistenza; nei dialoghi di Ennis c’è un tale ritmo che leggerli è un piacere.

Osservate ad esempio le due pagine tratte da JLA/Hitman, l’addio in due parti della lunga collaborazione fumettistica di Ennis e John McCrea:


Ennis, sceneggiatore conosciuto per la poca passione verso i supereroi, scrive una delle più toccanti incarnazioni di Superman – il supereroe per eccellenza – mai scritte. Le didascalie sono i pensieri di Superman; amo le sottigliezze che qui Ennis e McCrea usano. Superman parla della stratosfera come di un posto “dove gli uomini si credono invisibili”, e McCrea ci mostra degli F-117 Nighthawks che spiano dalla stratosfera. Il doppio significato è chiaro: gli uomini che iniziano guerre, gli uomini che pensano di essere superiori a qualsiasi cosa, non lo sono. C’è qualcuno che li osserva, che sa molte più cose di loro e che è molto più comprensivo di loro.

La seconda pagina è sensazionale. “Se sapeste di essere amati, nessuno di voi alzerebbe mai più il suo pugno con rabbia” è la cosa più “Superman” di tutte e illustra alla perfezione il senso di Superman stesso: è qui per salvarci tutti e dobbiamo solo lasciarglielo fare. Sono completamente in disaccordo con chi non interpreta Superman come una figura messianica. Sono scene come questa che fanno valere la pena di impantanarsi in un discorso tanto delicato e mi piace che sia stato Garth Ennis, tra i tanti, ad avere scritto una scena così ricca di significato.

Garth Ennis ha anche sceneggiato Preacher e Heartland con Steve Dillon, The Boys con Darick Robertson e Russ Braun, Battlefields con una varietà di artisti, Crossed e 303 con Jacen Burrows.

Un altro elemento che fa meritare a Ennis la sua fama, oltre che nella creazione dei dialoghi, è il suo interesse per il fumetto di guerra. Piuttosto che assumere un atteggiamento sciovinista o guerrafondaio, Ennis generalmente tratta la guerra come una cosa da disprezzare e i soldati come persone da celebrare. Guardate la seguente pagina presa da 303, creato con Jacen Burrows, che tratta di un soldato che cerca giustizia a tutti i costi:

303 – soprattutto in questa scena – è un insieme dei due aspetti che più preferisco di Ennis: lo scrittore di dialoghi e l’autore di fumetti di guerra. 303 è una storia dal ritmo lento che si sviluppa nel corso di tre numeri. Tratta di guerra, dei soldati e delle armi che usano. Ma l’elemento che ha fatto crescere il mio entusiasmo per questo fumetto fin da subito è questa scena presa dal primo capitolo. Due uomini – uno sul punto di morte e l’altro pronto a morire per la sua causa – siedono e parlano di armi.

Ennis qui lascia molto alla fantasia del lettore. Confida che egli possa riempire i vuoti anche se non è molto difficile. Parlando del selettore di fuoco sull’AK-47 e sulle armi della NATO si fa chiaramente riferimento al tema delle priorità durante la Guerra Fredda. Il disprezzo dell’Inglese e del Russo per l’M16 e’ un altro momento chiave, quella cosa che costruisce un personaggio senza spiegare in modo esplicito chi è.

E’ difficile trovare dei fumetti che superino quelli in cui Ennis e’ al massimo; se vuoi avere il massimo da Ennis, devi leggere i suoi fumetti di guerra.

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2 risposte a “Garth Ennis e la caratterizzazione attraverso il dialogo

  1. Ennis è un grande nei dialoghi, è assolutamente vero. Gli esempi, però, sono piuttosto dei monologhi, ma va bene lo stesso.

  2. I fumetti di guerra sono solo 303 e la serie Battlefields?

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