Astro Boy di Osamu Tezuka

di Marco Pellitteri
traduzione di Graziano Pedrocchi

Presentiamo un articolo di Marco Pellitteri su Astro Boy di Osamu Tezuka, tratto da uno dei contributi scritti dall’autore per l’enciclopedia Graphic Novels, a cura di Bart Beaty (Università di Calgary, Canada) e Stephen Weiner (direttore della Biblioteca pubblica di Maynard, Massachusetts, Usa), Ipswich (Ma, Usa), 2012. In precedenza avevamo pubblicato un altro estratto del volume riguardante il lettering nei fumetti, sempre firmato da Pellitteri, che potete leggere qua.
La voce che segue, commissionata e realizzata come una fonte propedeutica con le informazioni di base sul tema, è scandita in paragrafi il cui titolo e la cui estensione sono stati rigorosamente predisposti dai curatori dell’enciclopedia per ogni singolo lemma, disposizioni alle quali l’autore si è attenuto. Essendo un testo scritto per un volume in lingua inglese, l’articolo fa riferimento alle pubblicazioni americane.

Titolo: ASTRO BOY

Autore: Osamu Tezuka

Illustratore: Osamu Tezuka

Matite: Osamu Tezuka

Inchiostri: Osamu Tezuka

Colori: Osamu Tezuka e altri suoi assistenti nel corso degli anni

Lettering: diversi assistenti di Tezuka nel corso degli anni

Copertine: Osamu Tezuka

Prima pubblicazione: in Giappone: aprile 1951 (come Atom Taishi), aprile 1952 (come Tetsuwan Atom); negli USA: marzo 2002.

Prima uscita in volume: marzo 2002 (negli USA subito come edizione economica in volumetti; serie di 23 numeri)

Casa editrice: Dark Horse Comics

Pagine: 210 per volume (media)

Genere: Manga

Subgenere: Fantascienza, Shônen (per ragazzi), Kodomo (per bambini)

Target età: bambini, adolescenti

Storia delle varie edizioni

GIAPPONE

La storia di Tetsuwan Atom comincia con l’uscita di Atom Taishi (letteralmente: Atom l’ambasciatore, anche conosciuto come Capitan Atom) dall’aprile 1951 al marzo 1952 sul settimanale Shônen (Kôbunsha). In questo manga Atom aveva un ruolo secondario, ma riscosse un enorme successo presso i bambini. Una decina d’anni più tardi la storia sarebbe stata ritoccata per essere inserita nella serie Astro Boy a guisa di antefatto e trasmessa in TV nel 1963-66.

La prima versione di Atom fu derivata da Mitchy, il robot a sembianze umane di un altro manga di Tezuka (Metropolis), e da Perri, altro personaggio robotico creato dall’autore di manga Fukujirô Yokoi. La serie Tetsuwan Atom fu pubblicata la prima volta a cadenza settimanale dall’aprile 1952 al marzo 1968 su Shônen, e fino al 1981 in altre riviste: dal 1967 al 1969 in una serie a puntate sui quotidiani, poi in due riedizioni nel 1972-73 e 1980-81.

Nel corso dei decenni ci sono state varie ristampe e parecchie riedizioni in volume, spesso con sostanziali modifiche: fra queste la raccolta completa nella collana Sun Comics della Akita Shoten nel 1981. Questa è oggi la più rinomata, anche fuori dai confini giapponesi, visto che è la versione utilizzata per le edizioni straniere (sia parziali che complete), in particolare quelle per Italia, Francia e USA.

Il miglior pregio della collezione della Akita Shoten è quello di essere la versione integrale; in molte storie, inoltre, furono aggiunte nuove pagine disegnate da Tezuka come commento introduttivo. Dal punto di vista strettamente filologico, si individuano un paio di note dolenti: Tezuka ritoccò e a volte ridisegnò parecchi dettagli, e ciò fa sì che anche questa “edizione definitiva” sia molto diversa dall’originale, che oggi è difficilissima da trovare – anche in Giappone – fra tutte le varie edizioni pubblicate nel corso dei decenni. Altro aspetto negativo: l’ordine di pubblicazione originario non è stato rispettato e quindi si possono trovare storie degli anni ’60 inframmezzate da storie degli anni ’50.

Tezuka inoltre creò versioni diverse del protagonista, fra le quali Adam (nel film Marine Express), Atom Cat (protagonista nel manga del 1986) e un eroe-robot simile, in Jetter Mars (1977).

USA

La prima versione di Astro Boy pubblicata negli Stati Uniti non era il manga originale di Tezuka, ma una versione apocrifa edita dalla Gold Key nel 1965, autorizzata dalla NBC (che dal 1963 trasmetteva la serie animata di Astro Boy) e che si basava sulla versione televisiva. Questa fu pesantemente criticata da Tezuka; inoltre ci sono forti dubbi anche sull’approvazione e autorizzazione legale dello stesso Tezuka a questa versione, disegnata in modo mediocre da fumettisti americani.

Nel 1987-88 l’editrice Now Comics fece uscire The Original Astro Boy, comic book a colori in 20 numeri, disegnato da altri artisti americani. Nel 2002 la Dark Horse Comics ha dato inizio alla traduzione, direttamente in edizione economica, della collezione della Akita Shoten, a suo tempo indicata definitivamente da Tezuka come unica versione ufficiale. L’edizione americana consta di 23 volumi, pubblicati dal marzo 2002 al gennaio 2004. I primi due sono stati ripubblicati nel settembre 2008 in un unico tomo, sempre in edizione economica. Questa edizione segue la cronologia – approvata da Tezuka in persona – della collezione Akita Shoten; inoltre la sequenza delle pagine permette la lettura “occidentale” (da sinistra verso destra). La traduzione dell’opera è stata affidata all’illustre esperto Frederik L. Schodt e il primo volume ospita una sua introduzione esplicativa.

La Trama

Tetsuwan Atom è uno story manga, concetto fumettistico introdotto in Giappone da Tezuka: struttura a episodi settimanali che formano diversi percorsi narrativi. È una lunga serie (73 episodi) in cui le avventure hanno lunghezza differente e vedono il protagonista combattere robot malvagi, risolvere crimini e aiutare gli umani in molteplici modi. Questo fumetto fu creato da Tezuka per un pubblico di bambini ed è quindi un prototipo di quella grande categoria dei manga cosiddetti “Shônen”. È anche uno dei primissimi esempi di manga di fantascienza del periodo postbellico, in cui si percepisce la visione ottimistica del mondo e del Giappone nel futuro, un illuminante messaggio di pace tra i popoli e contro la discriminazione.

La struttura narrativa si basa su di un antefatto sul quale la memoria dei lettori farà sempre affidamento per comprendere la psicologia e i comportamenti del protagonista e dei personaggi che gravitano intorno a lui. Atom (nell’edizione americana viene chiamato Astro) nasce dopo la tragedia che colpisce un padre. Il Dottor Umatarô Tenma (nell’edizione americana, Dr. Aster Boyton II), direttore generale del Ministero Giapponese della Scienza all’inizio del XXI secolo, perde l’amatissimo figlio – il piccolo Tobio (Toby) – in uno sfortunato incidente stradale. Sopraffatto dal dolore, Tenma decide di costruire un robot potente e intelligente, con le sembianze del figlio scomparso. L’automa viene attivato il 7 aprile 2003. Ma quando lo scienziato capisce che il robot, per quanto sofisticato, non sarà mai come Tobio e non potrà crescere come un ragazzo normale, se ne sbarazza regalandolo a un circo. Dopo qualche tempo l’infelice Atom viene salvato dal nuovo direttore generale del Ministero della Scienza, il Dottor Ochanomizu (Dr Packedermus J. Elefun), strenuo difensore dei diritti civili dei robot. Per Atom è l’inizio di una nuova vita: il Dottor Ochanomizu crea due robot “genitori” per Atom e altri due piccoli robottini a fargli da fratello e sorella: Cobalt (Jet) e Uran (Zoran/Astro Girl); fra i migliori amici di Atom ricordiamo il compagno di scuola Ken’ichi e il vecchio Higeoyaji (Mr Mustachio), investigatore.

Atom frequenta la scuola e gioca con i compagni proprio come un bambino normale, ma l’elemento fondamentale nella sua vita è l’avventura: Atom combatte il crimine e le ingiustizie in tutto il mondo, lottando perché robot e umani possano vivere in armonia.

L’edizione americana di Tetsuwan Atom – che segue, come abbiamo visto, l’ordine di pubblicazione della ristampa giapponese autorizzata da Tezuka ma che non presenta gli episodi originali in stretto ordine cronologico – rende impossibile identificare una sequenza coerente fra i percorsi narrativi. Ciò nonostante, il summenzionato impianto da story manga sviluppato da Tezuka fa sì che le storie, internamente coerenti e fra loro indipendenti, appassionino e divertano il lettore.

Comunque, nella storia delle pubblicazioni di Tetsuwan Atom è possibile trovare alcuni specifici racconti che costituiscono rilevanti cambi di trama. In Atlas (marzo-luglio 1956, vol. 18, edizione Dark Horse) il protagonista è un robot dotato di un dispositivo (chiamato “Omega Factor”) che lo rende malvagio; Atlas è uno dei robot più potenti del mondo e l’Omega Factor, che rende i robot capaci di causare dolore o uccidere gli umani, diventa un elemento importante nella mitologia di Tetsuwan Atom.

Mad Machine (agosto-settembre 1958, vol. 3, Dark Horse) introduce il concetto di “giorno libero” per i robot e il conseguente malcontento degli umani: è un’importante allegoria sullo schiavismo e sui diritti dei lavoratori.

In The Greatest Robot On Earth (da giugno 1964 a gennaio 1965, vol. 3, Dark Horse) un potente robot chiamato Pluto, programmato per distruggere i sette robot più forti sulla Terra, fronteggia Atom dopo aver distrutto gli altri automi; questo è uno dei punti più importanti nella storia di Atom, perché per la prima volta esso si trova di fronte al concetto di mortalità.

In The Blue Knight (da ottobre 1965 a marzo 1966, vol. 19, Dark Horse) troviamo un robot che diventa eroe fra gli automi, in quanto li difende dalla violenza di uomini malvagi: un’altra significativa parabola sui temi del razzismo e della discriminazione.

Volumi

Osamu Tezuka’s original Astro Boy (2002-2004). Collezione completa: accoglie i volumi da 1 a 23 pubblicati da marzo 2002 a gennaio 2004. I volumi raccolgono la serie completa originale giapponese, a partire dalla rivisitata edizione Sun Comics. L’ordine di pubblicazione non rispetta la cronologia di uscita della prima versione pubblicata in Giappone (1951-68).

Personaggi

Un manga di questo genere, che si snoda attraverso gli anni, è popolato da molteplici personaggi: figure ricorrenti o singole apparizioni. Qui sono presentati i personaggi principali e quelli di maggiore rilievo.

ATOM (nell’edizione americana: Astro), attivato il 7 aprile 2003, è alimentato a energia nucleare e ha un reattore da 100mila CV. Parla 60 lingue, i piedi si trasformano in razzi, dalle mani può sparare raggi laser, dal fondoschiena gli escono mitragliatrici e ha numerosi altri poteri e funzionalità. È la versione robotica del piccolo Tobio Tenma (Astor Boynton). Cerca di comportarsi il più possibile da umano, ha sentimenti delicati e un profondo senso della giustizia.

Dr OCHANOMIZU (Dr Packadermus J. Elefun, Mr Pompous), Direttore Generale del Ministero della Scienza, è un corpulento uomo di mezza età, coi capelli bianchi e un grosso naso; è praticamente il padre putativo di Atom e lo affianca nelle sue avventure.

HIGEOYAJI (Old Man Moustache, Dr Walrus, Mr Mustachio), grosso, vigoroso uomo anziano che dichiara di essere un investigatore privato. È il simbolo dell’uomo giapponese, pieno di buon senso. Come Ochanomizu, anche Higeoyaji è come un secondo padre per Atom e spesso aiuta il piccolo robot nelle sue missioni di pace e per la giustizia.

Dr UMATARÔ TENMA (Dr Aster Boynton II) è l’inventore di Atom e il padre del defunto piccolo Tobio Tenma. È un brillante uomo di scienza, equilibrato e di animo buono, che dopo la tragica morte del figlio perde però il senno e diventa malvagio.

URAN (Zoran/Astro Girl) è una ragazza-robot creata da Ochanomizu per dare una sorellina ad Atom, tuttavia meno avanzata in quanto a funzionalità e poteri.

COBALT (Jet) è il fratellino-robot di Atom. Come Uran, è molto simile ad Atom, ma meno sofisticato.

ATLAS (id.), considerato la versione oscura di Atom; creato dal Dr Tenma o, in diverse versioni del manga, da altri scienziati criminali. Appare per la prima volta nel 1956. Non ha limiti nell’avversare gli umani, grazie al fatto che gli è stato installato il programma “Omega Factor”, che gli consente di ignorare le elementari regole di convivenza fra robot ed esseri umani.

OSAMU TEZUKA (id.), è un autoritratto: un metapersonaggio che talvolta compare nelle storie e le commenta.

Stile artistico

Lo stile di Osamu Tezuka in Astro Boy è molto rappresentativo del fumetto giapponese per bambini degli anni Cinquanta e Sessanta. Dal punto di vista illustrativo, le figure sono tondeggianti e dal segno morbido: Tezuka era fortemente ispirato dall’animazione commerciale americana degli anni Trenta e Quaranta (con una particolare predilezione per quella Disney e dei Fleischer); i particolari anatomici quali occhi, visi, corpi, mani – queste ultime, spesso disegnate con quattro dita – derivano direttamente da quello stile, ovviamente mediato dai filtri culturali giapponesi e dalla tipica maestria grafica di Tezuka. Questo stile illustrativo si rivela particolarmente gradevole ai bambini, anche perché di facile lettura, suscitando un sentimento di affetto verso i personaggi. La novità – di carattere psicologico – introdotta da Tezuka per dare maggiore profondità di significato ai suoi personaggi, è che, pur essendo “cartoon”, essi sono mortali: umani e robot, nelle storie di Tezuka, possono morire – spesso infatti succede – e ciò trasforma i personaggi in vere e proprie dramatis personae.

La mise en page di Tezuka è sempre stata innovativa: la composizione delle vignette all’interno della pagina è dinamica, ogni vignetta ha forma e dimensioni diverse, per dare al lettore l‘impressione di movimento e guidarlo nel percorso di lettura. Nei manga di Tezuka – e nello stesso Astro Boy – è fondamentale la sintesi: gli sfondi vengono disegnati solo quando strettamente necessari al discorso narrativo e i personaggi sono sempre al centro della scena e disegnati accuratamente.

Naturalmente c’è un’evoluzione nel disegno di Tezuka dal 1951 al 1968, che continua con le successive versioni di Astro Boy; questa evoluzione si percepisce poco nell’edizione economica americana, essenzialmente per due ragioni: Tezuka in persona modificò molte delle sue storie per l’edizione Akita Shoten nel tentativo di dare omogeneità allo stile illustrativo. Inoltre, l’ordine di pubblicazione voluto da lui e dalla Akita Shoten (purtroppo replicato in modo pedissequo nell’edizione americana Dark Horse) non aiuta certo il lettore a percepire in modo chiaro i significativi cambi di stile, anche grazie all’abilità di Tezuka di mantenere nel corso degli anni uno stile omogeneo –malgrado una minore evoluzione nella “rotondità” delle figure – per raccontare le storie del suo piccolo eroe robot.

Temi

In Astro Boy ci sono almeno tre livelli di interpretazione, che permettono una lettura sia delle tematiche esplicite sia di quelle, fra le righe, dei significati più profondi delle storie. Il primo livello permette di vedere come questo manga sia fondamentalmente un racconto a puntate di fantascienza avventurosa per un pubblico di bambini: è ambientato infatti all’inizio del XXI secolo (un futuro lontano, se pensiamo alla data di prima pubblicazione del manga, negli anni Cinquanta), epoca in cui umani e robot vivono in relativa pace e il Giappone è diventato uno stato democatico, progredito e ultratecnologico. Il protagonista, Atom/Astro, è un accattivante modello di buon senso, gentilezza, moralità, malgrado sia stato ripudiato dal suo padre/inventore e nonostante l’occasionale sfiducia degli umani verso il popolo dei robot; secondo questo primo livello interpretativo, Astro Boy è un Bildungsroman per bambini, dove ogni storia ha una morale nascosta, percepita dal lettore quasi inconsciamente, grazie all’abilità di Tezuka nel rendere la narrazione mai pedante o noiosa.

Il secondo livello di lettura mostra una parabola pacifista e antirazzista, oltre che una visione ottimistica del Giappone: Astro Boy è antirazzista attraverso molti personaggi “diversi” – a partire dallo stesso protagonista, ma anche molti altri robot, animali, cyborg, alieni – che si comportano in modo molto altruista e combattono per essere accettati dagli individui “normali”, siano essi giapponesi, umani o altre creature terrestri; questo messaggio morale, che ricorre in molti percorsi narrativi di Astro Boy, era già comparso in Atom Taishi, preambolo di Tetsuwan Atom del 1951. Inoltre non si dimentichi che il protagonista, alla fine di una delle versioni televisive, si sacrifica per salvare la Terra, gli umani e i robot; questo la dice lunga su quanto Tezuka desiderasse comunicare al lettore l’elevazione morale del suo eroe.

Il terzo e più profondo livello interpretativo riguarda il periodo storico-politico e la situazione del Giappone postbellico per come li vedeva Tezuka nel 1951 (quando venne pubblicato il primo numero di Atom Taishi), nel 1952 (inizio della serie Tetsuwan Atom) e negli anni seguenti: ad esempio, secondo lo studioso giapponese Eiji Ôtsuka, Atom Taishi non è altro che una parabola sul trattato di pace tra Giappone e USA (Ôtsuka 2008: 111-6). Da quando il generale Douglas MacArthur definì il Giappone “un ragazzino di 12 anni” (riferendosi alla condizione del Giappone rispetto agli USA e al mondo occidentale), alcuni hanno visto in Astro Boy il simbolo del Giappone che tenta di lasciarsi alle spalle il terribile disastro nucleare della guerra, utilizzando l’energia atomica per scopi pacifici (il nome Atom è già di per sé parecchio rivelatore; inoltre, il nostro robottino funziona a energia nucleare). Atom, apparso nel 1952 (l’anno in cui gli statunitensi si ritirarono dal suolo giapponese), è un robot-bambino – nato idealmente nel 1945 dal Giappone distrutto dalla guerra – che tenta costantemente di creare un futuro di pace e di dialogo con i grandi poteri politici del mondo. In questo senso, Astro Boy è una lunga serie di apologhi morali che Tezuka ha creato per sé e per la generazione di giovani uomini e donne, suoi coetanei, sopravvissuti alla guerra e ai suoi enormi stress psicologici; ma soprattutto per la nuova generazione di bambini, che – nella visione di Tezuka – meritano di vivere e crescere in uno scenario di nuovi valori pacifisti.

Impatto

Atom/Astro è uno dei più famosi personaggi di fantascienza di tutto il mondo. L’impatto di Astro Boy merita una breve trattazione, nel contesto di questo libro, rispetto a due importanti contesti culturali: Giappone e Stati Uniti.

In Giappone Tetsuwan Atom ha avuto, fin dalla sua prima pubblicazione, un profondo, esteso e duraturo effetto sui suoi lettori e sull’intera cultura popolare giapponese: la trama generale e i suoi simboli hanno sempre fatto riflettere i lettori, non solo i giovani degli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche quelli delle generazioni successive, negli anni Settanta e Ottanta. Le vendite di questo manga hanno sempre mantenuto una costanza impressionante (è uno dei titoli più ristampati e riediti di sempre). Non solo: la cultura e la società giapponese hanno assorbito talmente in profondità i valori e i contenuti di Astro Boy (che ovviamente derivano, a loro volta, da quella società e da quella cultura) che questo manga viene considerato tesoro nazionale e Atom è stato recentemente nominato dalle autorità dell’Arcipelago ambasciatore ufficiale della cultura giapponese nel mondo.

Tetsuwan Atom è stata la prima serie animata giapponese a essere trasmessa dalle televisioni statunitensi ed è, negli USA, uno dei personaggi dei fumetti non statunitensi che si ricordano maggiormente; sebbene i lettori non lo riconoscano subito come manga (anche perché gli adattamenti statunitensi hanno sempre avuto la tendenza ad “americanizzarlo”), negli ultimi anni Astro Boy è stato sempre più celebrato dai suoi nostalgici lettori come un autentico capolavoro del fumetto giapponese.

Le applicazioni commerciali e il collezionismo collegati ai fumetti di Astro Boy sono sempre stati vivi negli USA, anche se principalmente fra coloro che erano bambini negli anni Sessanta e sono stati spettatori delle serie televisive di quel periodo. Questa popolarità non è passata inosservata: sono state realizzate trasposizioni di Astro Boy in altre due serie animate (entrambe non coronate da clamoroso successo, ma ugualmente esportate negli States), in qualche film e addirittura in videogiochi; è stato anche prodotto un film americano su Astro Boy che rende omaggio al protagonista ma anche, chiaramente, al suo pubblico negli USA.

Infine, dal punto di vista narrativo e grafico, Astro Boy deve essere considerato un capitolo importante della lunga e densa carriera di Tezuka: naturalmente è notevole l’impatto del fumetto a prescindere, ma va da sé che è nell’intera produzione artistica di Tezuka che devono essere ricercate molte innovazioni introdotte nello stile e nei temi trattati. Alcuni esempi: l’introduzione di uno “star system”, cioè personaggi ricorrenti, ma con ruoli diversi, come fossero veri e propri attori; il grande dinamismo delle forme date alle vignette nelle tavole, che determina lo stile narrativo e visuale; il coraggio e la sensibilità di trattare temi drammatici e talvolta violenti per un pubblico di bambini, con il proposito di comunicare valori importanti. Tutto questo ha avuto una forte influenza su tutte le generazioni, non solo di lettori, ma anche di autori, sia all’interno che fuori dai confini giapponesi (principalmente USA ed Europa occidentale). È per tutte queste ragioni che l’eredità di Atom e di Tezuka sono vive e ben presenti ancora ai giorni nostri.

I Film

Oltre che in quelli elencati qui, Astro Boy compare spesso in produzioni minori: spot pubblicitari, cortometraggi creati espressamente per eventi speciali o per il museo Osamu Tezuka di Takarazuka ecc. Nelle intenzioni di questo libro, comunque, queste apparizioni non sono rilevanti: elenchiamo quindi qui solo i dati dei film più importanti.

1962: Tetsuwan Atom, lett. “Atom dal braccio di ferro”. Bianco e nero. 75min. Produzione: MBS. Giappone. Le scene del film derivano dagli episodi della serie TV trasmessa nel 1959-60. L’attore che impersona Tetsuwan Atom è Masato Segawa.

1964: Tetsuwan Atom: Uchû no yûsha, lett. “Atom dal braccio di ferro: il prode dello spazio”. Titolo inglese: Astro Boy: The Brave in Space. Regia di Atsushi Takagi, Elichi Yamamoto e Hayashi Shigeyuki. Bianco e nero e colori. 87min. Produzione: Mushi Production. Giappone. In parte nuovo, in parte derivato dagli episodi 46, 56, 71 della serie animata TV del 1963-66.

1979: Kaitei Chôtokkyû Marine Express (lett. “Supertreno sottomarino: Marine Express”), o anche Undersea Supertrain: Marine Express. Regia di Tetsu (Satoshi) Dezaki e Osamu Tezuka. Colori. 91min. Produzione: Tezuka Production e NTN. Giappone. In questo film Astro Boy ha le sembianze del robot bambino Adam. Gli argomenti trattati sono l’ambiente e l’inquinamento e vi compaiono molti personaggi dello “star system” di Tezuka.

2009: Astro Boy. Regia di David Bowers. Colori. Animazione al computer (CGI). 94min. Produzione: Imagi Animation Studios, Imagi Crystal, Tezuka Production. Stati Uniti.

Serie televisive

1959-60 (alcune fonti riportano 1958-59): Tetsuwan Atom, o anche Mighty Atom. Serie TV dal vero. Bianco e nero. 65 puntate. Produzione: MBS. Trasmesso in Giappone dalla Fuji TV. Giappone. L’attore che impersona Tetsuwan Atom è Masato Segawa.

1963-66: Tetsuwan Atom. Titolo inglese: Astro Boy. Serie animata. Bianco e nero. 193 episodi di 24min. Regia di Osamu Tezuka, Rintarô, Gisaburô Sugii, Osamu Dezaki, Yoshiyuki Tomino. Produzione: Mushi Production. Giappone. Trasmesso in Giappone dalla Fuji TV dal 1° gennaio 1963 e più tardi dalla NHK fino al 31 dicembre 1966. Trasmesso negli USA (104 episodi dei 193 originali, adattati e rimontati dal produttore Fred Ladd) dalla NBC dal settembre 1963 all’agosto 1965.

1980-81: Shin Tetsuwan Atom, lett. “Il nuovo Atom dal braccio di ferro”. Titolo inglese: Astro Boy. Serie animata. Colori. 52 episodi di 24min. Regia di Noboru Ishiguro e Osamu Tezuka. Produzione: Tezuka Production. Giappone. Trasmesso in Giappone dal 1° ottobre 1980 al 23 dicembre 1981. Più moderno nei temi, ma totalmente aderente allo spirito del manga. In nove episodi Astro combatte contro Atlas. Viene introdotto il concetto “anche i cattivi hanno sentimenti”, benché il “taglio” complessivo della serie sia comunque tragico.

2003-04: Tetsuwan Atom. Titolo inglese: Astro Boy. 50 episodi di 25min. Regia di Kazuya Konaka. Produzione: Animax, Dentsu, Fuji TV, Sony, Tezuka Production. Giappone. Trasmesso in Giappone dal 6 aprile 2003 al 21 marzo 2004. Trasmesso negli USA dal 1° gennaio 2004. In questo rifacimento c’è più equilibrio fra temi oscuri e soggetti giocosi rispetto alla versione degli anni 1980-81, rimanendo quindi più fedele alla serie originale del 1963-66.

Videogiochi

1988: Tetsuwan Atom/Mighty Atom. Sviluppato da Home Data. Pubblicato da Konami. Genere: action platform. Console: personal computer, Nintendo. È il primo videogioco dedicato ad Astro Boy.

1994: Tetsuwan Atom/Atom. Sviluppato da Zamuse. Pubblicato da Banpresto. Genere: action platform. Console: Super Famicom, Nintendo. Come il precedente, anche questo è ispirato alla serie animata del 1963.

2003: Astro Boy. Sviluppato da Sonic Team. Pubblicato da Sega. Genere: azione. Console: Playstation2. Ispirato alla serie animata su Astro Boy del 2003, questo videogioco ha riscosso scarso successo.

2004: Astro Boy: Omega Factor. Sviluppato da Treasure/Hitmaker. Pubblicato da Sega. Genere: azione. Console: Game Boy Advance. Questo videogioco rispetta praticamente tutti i canoni di Astro Boy, e infatti è stato accolto molto bene.

2009: Astro Boy: The Videogame. Sviluppato da High Voltage Software/Art Co. Ltd. Pubblicato da D3 Publisher. Genere: action platform. Console: Wii, PS2, Playstation Portable, Nintendo DS. Questo videogioco è basato sul film americano di animazione in 3D e quindi lo stile grafico si discosta alquanto dal manga originale.

2010: Astro Boy: Tap Tap Rush. Sviluppato e pubblicato da Widefos, SJ Games e Tezuka Production. Genere: platform. Console: iPhone, iPad, iPod Touch.

Bibliografia

Gravett, Paul. Manga: 60 Years of Japanese Comics. New York: Collins Design, 2004. In particolare: pp. 30-3.

McCarthy, Helen, The Art of Osamu Tezuka, God of Manga. Lewes (East Sussex): Ilex, 2009. In particolare: pp. 38-9, 42-3, 53-7, 60-1, 114, 120-43, 169, 204-5, 230.

Onoda Power, Natsu. God of Comics: Osamu Tezuka and the Creation of Post-World War II Manga. Jackson: University Press of Mississippi, 2009.

Ôtsuka, Eiji. “Disarming Atom: Tezuka Osamu’s Manga at War and Peace.” Traduzione dal giapponese di Thomas LaMarre. Mechademia, #3, a cura di Frenchie Lunning. Minneapolis: University of Minnesota Press, 2008. In particolare: pp. 111-24.

Pellitteri, Marco. The Dragon and the Dazzle: Models, Strategies, and Identities of Japanese Imagination. Latina: Tunué / London: John Libbey, con la Japan Foundation, 2010 (1a edizione, in italiano, 2008). In particolare: pp. 148-53.

Schodt, Frederik L. The Astro Boy Essays: Osamu Tezuka, Astro Boy and the Manga/Anime Revolution. Berkeley (Ca): Stone Bridge Press, 2006.

http://www.metacritic.com/game/playstation-2/astro-boy/critic-reviews. Accesso: aprile 2011.

http://www.gamerankings.com/gba/918953-astro-boy-omega-factor/index.html. Accesso: aprile 2011.

http://www.animenewsnetwork.com/news/2009-08-30/osamu-tezuka-astro-boy-live-action-drama-gets-dvd-box. Accesso: aprile 2011.

Http://tezukaosamu.net/en/manga/291.html. Accesso: aprile 2011.

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