Speciale 50 anni di Spider-Man – Jim Shooter, Tom DeFalco, Ron Frenz, John Romita e altri sul matrimonio di Peter e Mary Jane

traduzione di Martina Caschera

Continuiamo lo speciale sui cinquanta anni di Spider-man (QUI tutti gli articoli) con un estratto dal numero 23 della rivista Back Issue, uscito nel luglio 2007 per la Twomorrows Publishing. 

Dan Johnson: Jim Shooter, quali sono stati i tuoi primi pensieri quando hai scoperto che Stan voleva che Peter e Mary Jane si sposassero?

Jim Shooter (caporedattore della Marvel, all’epoca della storia del matrimonio): Prima di tutto, non è andata come dici. E’ stata una mia decisione. E’ successo così: Stan e io eravamo ospiti al Chicago Con, l’estate prima del matrimonio, nel 1986 (penso). Stan avrebbe dovuto realizzare una presentazione con dibattito, da solo, ma all’ultimo momento mi chiese di salire sul palco con lui perchè sapeva che gran parte delle domande, se non tutte, sarebbero state su cosa stava succedendo nei comics, e con i comics lui aveva perso contatto. Fui felice di aiutare, lavoravamo abbastanza bene come squadra in situazioni di questo tipo in cui io mi occupavo delle domande sui comics e Stan aggiungeva commenti coloristici, aneddoti, reminiscenze, essenzialmente chicchierando in modo accattivante e intrattenendo, come solo lui è in grado di fare.

Jim Shooter e Stan Lee agli inizi degli anni Ottanta

Fin dal 1979/1980 Stan lavorava allo Studio d’Animazione di Los Angeles. Non ricordo a che titolo, ma il suo lavoro consisteva più o meno in “essere Stan”. Faceva il consulente creativo per il gruppo di animatori ed era il nostro volto per Hollywood: cercava di attirare l’interesse della gente del cinema sulle proprietà Marvel. Chi non avrebbe risposto alla chiamata di Stan? Curava anche la striscia di Spider-Man, ovviamente. Oltre a questo, non aveva nessun’altra mansione. Non penso che qualcuno fosse ai suoi ordini, tranne il suo segretario. Io ero il caporedattore e vice presidente della Marvel. Quindi capo del settore creativo di tutto tranne che dello Studio d’animazione.

Ero alle dipendenze del Presidente Jim Galton, e, per faccende economiche e altre questioni, dell’editore Mike Hobson, il quale si occupava principalmente dei libri della Marvel, la serie per bambini. Come diceva Stan, ero il ”Direttore Assoluto” della Marvel. Io dicevo di avere il vecchio lavoro di Stan. Ed era così, infatti, ed ero l’unico, a parte Stan, ad aver mai ricoperto un ruolo simile. Nessun altro, prima o dopo, aveva avuto quella stessa mansione, con la medesima autorità e lo stesso peso . Tecnicamente, anche la striscia di Spider-Man divenne mia responsabilità, poichè il dipartimendo dei “progetti speciali” era alle mie dipendenze.

A volte quando aveva un po’ di tempo libero Stan mi chiamava per discussioni di lavoro su cose surreali. Mi ricordo un lavoro di Erik Larsen che sceneggiò durante uno di questi incontri.

Con questo non voglio sminuire Stan in alcun modo. E’ solo che, a quel punto della sua carriera, non era impegnato nell’amministrazione delle proprietà, nè era coinvolto nelle pubblicazioni, tranne che come autore della striscia e di un Fumetto di tanto in tanto.

Tecnicamente, quella del matrimonio era una mia decisione e Stan la rispettava, perchè lui è fatto così. Detto ciò, lasciando da parte le questioni tecniche, lui era comunque Stan Lee, il mio mentore, il genio/leggenda vivente, e mi sarei rimesso al suo giudizio praticamente per qualunque cosa. Quindi, rieccoci alla presentazione: qualcuno chiese se Spider-Man e Mary Jane si sarebbero mai sposati, Stan disse che avrei dovuto decidere io ma che lui pensava che avrebbero dovuto. Si girò verso di me e mi chiese, super gentile, se avrebbero potuto sposarsi. Il pubblico in delirio. Ero in trappola! Vabbè dai, in realtà se Stan pensava fosse una buona idea, di certo non avevo nessun problema a riguardo.

TOM DEFALCO : Penso che tu possa dare tutte le colpe dell’affare del matrimonio a Ron Frenz e me. Quando eravamo in Amazing Spider-Man proponemmo una storia in cui Peter chiede a Mary Jane di sposarlo. Lei accetta, ma più tardi – alla maniera del vero Spider-Man- lo lascia sull’altare. Jim Owsley era il nostro curatore e portò l’idea a Jim Shooter, che la suggerì a Stan…che pensò che la coppia dovesse davvero sposarsi. Shooter fu d’accordo e portò avanti l’idea dopo che Ron e io avemmo lasciato Amazing.

A quell’epoca pensai che fosse un’idea molto, molto cattiva. La storia mi ha smentito. Adesso penso che Mary Jane e Peter siano davvero una coppia che funziona e la loro relazione è uno dei capisaldi della mia serie Spidergirl.

SHOOTER: Tom si sbaglia. Non ho mai chiesto nulla a Stan riguardo la storia da lui proposta. Le cose sono andate esattamente come ho detto, non c’è stato nessun evento preliminare.

JOHNSON: E’ piuttosto interessante però sentire di come sarebbero potute andare le cose nella relazione tra Peter e Mary Jane. Che altro ci puoi dire su questa idea?

RON FRENZ (EX DISEGNATORE DI AMAZING SPIDER-MAN): Da un certo punto di vista il modo migliore per scrivere una storia di Spider-Man è fare una lista delle cose più mer***e che possano accadere ad un essere umano, poi elimini tutte le cose che altri scrittori hanno già fatto e quello che rimane sono alcune idee per la storia. Sicuramente essere lasciati all’altare è di gran lunga la cosa più mer***osa che possa capitare ad un essere umano. Tom e io abbiamo reso Pete e Mary Jane migliori amici e li abbiamo più o meno lasciati in quel modo là e poi molti altri scrittori l’hanno messa sul romantico. Avevamo discusso dell’idea che, adesso che erano legati sentimentalmente, si sarebbero fidanzati e saremmo arrivati al matrimonio. Spider-Man sarebbe allora andato via per combattere i Sinistri Sei o cose del genere, isolandosi completamente per parecchi giorni e Mary Jane avrebbe avuto l’opportunità di riconciliarsi con la sorella dalla quale si era separata. Poi Mary Jane l’avrebbe usata come scusa per piantarlo in asso, perché stava avendo dei ripensamenti. Avrebbe tentato di trattenere Peter a sé, ma lui sarebbe stato impegnato in un combattimento mortale fino all’ultimo minuto. Alla fine, Pete si sarebbe precipitato all’appartamento, avrebbe indossato il suo smoking e sarebbe arrivato a colpi di ragnatela fino alla Chiesa, davanti alla quale Harry sarebbe stato ad aspettarlo.

Allora ci sarebbe stata una “sequenza sileziosa” in cui i due avrebbero parlato per un qualche minuto, Harry avrebbe porto gli anelli a Peter e se ne sarebbe andato.

Pete sarebbe rimasto davanti la Chiesa, con l’anello. Uno zoom all’indietro e avremmo visto l’anello cadere a terra. Così si sarebbe chiusa la sequenza.

Ed ecco come sarebbe andata a finire: Pete si sarebbe trasferito di nuovo da zia May, avrebbe trasformato la soffitta in appartamento. Poi avremmo sperimentato un po’ con i cambiamenti nella loro relazione, dal momento che Pete sarebbe tornato a casa per prendersi cura di zia May.

Avemmo un’idea per una bella scena in cui ad un certo punto il telefono avrebbe squillato, zia May avrebbe risposto e sarebbe stata Mary Jane che chiamava Pete. Lei avrebbe pregato [zia May] di farla parlare con Pete, e la risposta di May sarebbe stata : “Non c’è nessuno qui che vuole parlare con te, Signorina!”

Allora Peter avrebbe sceso le scale e avrebbe chiesto chi fosse al telefono. Zia May gli avrebbe detto “Nessuno di cui ti debba preoccupare, caro”.

JOHNSON: Jim, la continuità narrativa della striscia e del fumetto di Spider-Man sono sempre state mantenute piuttosto distanti. Avete mai pensato di far sposare Peter e Mary Jane nella striscia e non nel fumetto? E se sì, cosa vi ha poi alla fine fatto decidere che si sarebbero sposati?

SHOOTER: Riguardo il matrimonio, per una volta abbiamo davvero tentato di coordinare striscia e fumetto. Ma poi, i PR sono entrati in gioco, le cose si sono complicate- “troppi cuochi in cucina”- e abbiamo pasticciato un po’. Ero già sul punto di andarmene, prestavo a stento attenzione a quello che stava succedendo, così non fui deciso quanto sarei altrimenti stato.

DAN JOHNSON: Mi chiedevo… in che modo secondo voi il matrimonio di Peter Parker e Mary Jane Watson ha cambiato il personaggio?

STAN LEE: Gli ha dato un po’ di maturità in più, ma non penso che abbia di fatto cambiato il suo personaggio. Ha solo dato a noi la possibilità di aggiungere più spessore e maggiori complicazioni alle serie.

JIM SHOOTER: (caporedattore della Marvel all’epoca della storia del matrimonio): Ha dato agli autori uno spazio tutto nuovo per mandare tutto a puttane.

ERIK LARSEN: Lo ha reso vecchio. Ha invecchiato il personaggio. Non poteva più essere un ragazzino, era chiaramente diventato adulto.

DANNY FINGEROTH (ex responsabile del gruppo editoriale di Spider-Man): Lo ha reso un adulto e lo ha fatto diventare qualcuno che non poteva più essere visto come uno sfortunato, perchè aveva una moglie top model, che è una cosa diversa rispetto ad avere una fidanzata top model che potrebbe mollarlo in ogni momento.

JOHN ROMITA, Senior: Durante i mesi che seguirono il matrimonio non leggevo quelle uscite, ero impegnatissimo con i doveri di direttore grafico ecc. Ma la mia impressione era che più in là vi sarebbero stati molti problemi da risolvere… Ma qualche storia buona venne fuori dal calvario di Peter come marito.

PAUL RYAN: Penso che sia stato un errore! Il lettore medio si indentificava con il Peter Parker che provava in tutti i modi a fare la cosa giusta, che non riusciva mai ad avere la ragazza e le cui buone intenzioni finivano sempre per ritorcerglisi contro. Improvvisamente è sposato con una top model. Oh, certo, chiunque si riconosce in questo.

GERRY CONWAY: Lo ha indebolito e limitato. Invece di avere una zia May di cui preoccuparsi ora ne ha due – zia May e Mary Jane.

MARV WOLFMAN: Nel caso di Spidey sono una specie di purista. Peter Parker è l’uomo comune, il perdente che balbetta, non dice mai la cosa giusta e ha problemi ad affrontare la vita. Non si può dire solo questo di lui perché è anche brillante, ma quella è la sua vita. Quando sposa una top model non ti puoi più dispiacere per lui di certo. Preferisco l’idea originale.

SHOOTER: Ho ovviamente appoggiato l’idea ma, in retrospettiva, sono d’accordo con Mav.

DAVID MICHELINIE: A partire da Amazing Spider-Man Fantasy #15, la chiave della personalità di Peter Parker è stata il suo senso di responsabilità. Dunque sposarsi ha giocato con questa cosa in maniera carina, solo aumentandone un po’ le difficoltà. [Peter] aveva ancora la responsabilità di usare i propri poteri per fare del mondo un posto migliore, ma adesso doveva anche fare in modo di non mettere la donna che amava in pericolo mortale, mentre usava quelle sue abilità. In più, c’era una più sottile, ma ugualmente opprimente, responsabilità: far funzionare il matrimonio- qualcosa cui quasi tutti i meri mortali devono lavorare su, anche senza la pressione aggiuntiva di dover combattere Dr.Octopus un paio di volte l’anno.

JIM SALICRUP (ex responsabile del gruppo editoriale di Spider-Man): [Il matrimonio] non ha cambiato Spider-Man, assolutamente! Ha un po’ cambiato Peter Parker, suppongo. Ma le caratteristiche fondamentali di Parker/Spider-Man sono rimaste le stesse. Mentre nel complesso il matrimonio di Spider-Man e Mary Hane sembra sia stato accolto bene dalla maggioranza dei fan, ci sono ancora quelli che vanno avanti a dire che invece ha rovinato Spider-Man. Probabilmente dovrei stare zitto, ma credo tanto profondamente nella “correttezza” del matrimonio di MJ e Peter che non posso perdere l’opportunità di rispondere finalmente a tutti i “contrari”. L’obiezione che mi infastidisce di più è l’opinione distorta secondo cui una donna bella come MJ non sposerebbe mai uno come Peter Parker. Questo non ha senso! Che cosa superficiale e cinica da dire. Sospetto che questo sia un modo di proiettare le proprie insoddisfazioni personali sul personaggio di Peter Parker. Peter è stato descritto come un ragazzo intelligente e sensibile fin dal primo giorno di vita del fumetto e, pur soffrendo di insicurezza esattamente come chiunque altro, ha sempre frequentato donne meravigliose, intelligenti e attraenti. Per alcuni fan, il fatto di avere i paraocchi e rifiutare di scrutare le profondità della relazione tra Peter e Mj è tremendamente triste.

Certo, sono assolutamente cosciente dei “problemi” che Peter Parker ha avuto con le donne nel corso degli anni, ma sono stati principalmente del tipo “Sto per mancare all’appuntamento con Gwen perchè devo fermare Rhino”, oppure “Non potrò mai rivelare a Betty che sono Spider-Man fino a quando sarà convinta che Spider-Man è il responsabile della morte di suo fratello”. [Il problema] non è MAI stato “Oh, non posso uscire con una donna perchè sono un nerd!”. Ma per favore!

C’è anche un’altra ,più comprensibile, obiezione: sposare una top model allontana Peter da quel personaggio di “ragazzo qualunque” che è stato in tutti questi anni, presumibilmente. Però questo tralascia di nuovo completamente il fatto che Peter abbia sempre frequentato belle donne, o belle quanto Ditko era capace di disegnarle! Perchè un fan non dovrebbe più riconoscersi in un personaggio che sposa una top model, ma non avere alcun problema col fatto che il personaggio esca continuamente con la donna più brillante e bella sulla piazza?

Un’altra obiezione è che il matrimonio di Peter invecchi il personaggio, rendendo più difficile per i giovani lettori di Spider-Man riconoscersi in Peter. Okay, è vero, sì. Marvel ha risolto il problema piuttosto ingegnosamente creando Ultimate Spider-Man. Vuoi un Peter parker giovane e single? Leggi Ultimate Spider-Man o Essential Spider-man oppure guarda i due primi film di Spidey. Vuoi il Peter Parker originale? Leggi Amazing Spider-Man.

WOLFMAN: Capisco quello che vuole dire Jim, ma il mio problema non è che MJ voglia sposare Peter, questo lo posso accettare. E’ che è l’idea di fondo di Spider-Man a essere messa in discussione. Si suppone che io provi empatia per Peter, nel vederlo impegnarsi a fare del suo meglio per essere poi costantemente messo in difficoltà. Sposare una top-model che guadagna una fortuna e che lo ama e lui ama lei, beh, che preoccupazioni potrà mai dargli? Cosa gli dà quella spinta a mettersi alla prova ancora e ancora? Lo so, “da grandi poteri..” eccetera, ma la vita di Peter è anche mettersi alla prova sfidando ogni ostacolo. Sposare MJ ha cancellato tutto questo senza rimpiazzarlo con qualcosa di meglio.

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7 risposte a “Speciale 50 anni di Spider-Man – Jim Shooter, Tom DeFalco, Ron Frenz, John Romita e altri sul matrimonio di Peter e Mary Jane

  1. Poteva funzionare anche così: Mefisto, x ragioni sue, rapisce MJ poco dopo che ha dato il due di picche a Harry Osborn, precipitandolo nelle pillole ( Amazing Spider-Man di Lee e Kane famosi xchè pubblicati senza la approvaz del Comcs Code ) e la sostituisce con un clone infernale immemore agente dormiente che, genuinamente, si innamora di Peter dopo la morte di Gwen.
    In un funambolico cross over con la testata di Captain America, The Falcon riesce a liberarsi della sua anima di ladruncolo a nome Snap Wilson grazie ad una combo di psicoterapia di Doc Samson e di bombardamento controllato di raggi gamma. Snap diviene persona diversa da Sam, gira x il mondo in modalità Ben Reilly ed infine incontra la falsa MJ. Lo shock risveglia le info nascoste nella coscienza della Top Model dagli inferi. I due partono x lo underworld insieme a Daimon Hellstrom ( o Hellstorm ) e tornano con la vera signorina Watson che è purificata e pentita e sposa Harry Osborn. Il suo clone parte con Snap e gira gli USA in modalità Nomad di Nicieza/Hewbaker. Peter resta single, giovane e perseguitato dal suo destino samraimico di restare solo con la sua missione. Pazienza.

  2. Ma più o meno è proprio quello che è successo.
    Più o meno.
    Se i supereroi Marvel li scrivesse Crepascolo tornerei a comprarli!
    😀

  3. Idem…All’idea di un ripescaggio del Lorenzo Lamas di casa Marvel sono in fibrillazione…

  4. Grazie di cuore x la preferenza, come direbbe Bob Formigoni.

    A me manca molto il signor Monroe e l’unica ragione per cui ho cancellato dalla mia lista di regali di natale il buon Bru è proprio l’aver stecchito Nomad. Il personaggio aveva delle potenzialità: indottrinato sul lato sbagliato dei fitties, ribelle senza causa ( in realtà a giorno di parecchi meccanismi e cinico come si conviene a chi sfoggia una perenne barba di tre gg ) a zonzo per la stessa America in cui sguazzava lo Shade di Milligan. Il modo di raccontare era uno zinzino differente, lo ammetto. E mi piaceva anche Snap Wilson – se avessi potuto scriverlo io sarebbe stato come il pappa pard di Baretta o come il magrissimo informatore di Starsky e Hutch, ma in modalità Village People – perchè era weird retcon che nemmeno Elektra, Stich e Co. Capisco le pulsioni dei lettori che si identificano nel Pavido Parker e lo vorrebbero sempre a sollevare macchinari per raggiungere l’antidoto che salverà zia May, ma io mi diverto moltissimo con cose bislacche come Mike Murdock, Blue Beetle e Booster Gold che edificano alberghi su isole viventi, Ben Grimm che crede Lockjaw un inumano deforme e muto e Jimmy Olsen ed il clone del Guardiano che mangiano cibo pirocinetico insieme al sosia di Don Rickles sotto la minaccia della Intergang. Non si vive di sole Ultime Mani, Watchmen e Cavalieri Oscuri al crepuscolo !

  5. Le ultime 13 sono sacrosantissime parole!

  6. how mach is it

  7. Pingback: Speciale 50 anni di Spider-Man – La conclusione | Conversazioni sul Fumetto

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