Speciale 50 anni di Spider-Man – Spidey, Gil ed io

 

Il nostro speciale sul Ragno (QUA tutti i post) continua con un articolo di Antonio Solinas dedicato a Gil Kane.

Da bambino, non ho mai amato l’Uomo Ragno più di tanto (vorrei poter dire di aver cambiato idea nel corso degli anni, ma in realtà non è così). Trovavo il tratto di Ditko troppo semplicistico e quello di Romita troppo “pupazzoso”. Dei due disegnatori avrei in seguito imparato ad apprezzare le qualità, ma, per la mia visione dell’epoca, erano lontani, troppo lontani, dall’esuberanza di Kirby (che già da allora idolatravo). Le storie, poi, erano decisamente prive di quella vena epica e potente che la maestria del Re sapeva convogliare, che si voglia riconoscerne il contributo alle trame o no. In poche parole, all’Uomo Ragno mancava Kirby.

E non era mancanza da poco per uno come me, che non riusciva a identificarsi con un adolescente occhialuto, solitario e un po’ sfigato (nonostante, paradosso dei paradossi, quello fossi, anche se non ai livelli di Peter Parker!).

Tutto cospirava per allontanarmi, e sarebbe stato così, se non ci fosse stato lui: negli albi Corno (soprattutto, ricordo, l’Uomo Ragno Gigante) c’era Gil Kane.

La morte del capitano Stacy, da “The Amazing Spider-Man” #90, by Gil Kane

Kane era un asso. Le sue figure eleganti e dinoccolate si adattavano alla perfezione a un supereroe chiaramente in antitesi all’ipertrofia di certe figure a là Buscema (Thor, Ercole). Nel mondo stilizzato di Kane, i personaggi delle serie ragnesche sembravano danzare con grazia, come logica imporrebbe: muscoli guizzanti sotto tute attillate, zigomi sporgenti e ginocchia ossute. I cattivi, in particolare, avevano sempre un bagliore sinistro nello sguardo, appropriatamente, e le inquadrature dinamiche dal basso (uno dei trucchi più usati da Kane per esagerare questo effetto) accentuavano il senso di sudditanza nei confronti dei supervillains.

Non che in Marvel non ci fossero altri disegnatori bravissimi (i già citati Romita Sr e Buscema, Perez e Colan, per esempio, ma anche dotati artigiani come Ross Andru, un altro eroe poco celebrato di Spider-Man), ma se non era Kirby per me poteva solo essere Gil Kane.

La morte di Gwen Stacy, da “The Amazing Spider-Man #122” , by Gil Kane

E, a ben vedere, avevo avuto un’intuizione mica male. Solo in pochi potevano rivaleggiare con il ritratto che Kane sapeva fare non solo di nemici storici del Ragno come Lizard, Goblin o Morbius, ma anche delle donne della serie, Gwen Stacy in testa.

Anni dopo avrei incontrato bimbi-minchia convinti che il più grande disegnatore di Spider-Man di sempre fosse gente come Mark Beachum o McFarlane. Non importava allora e non importa ora. Per me, il più grande di tutti, e l’unico motivo per leggere l’Uomo Ragno, rimaneva e rimane Gil Kane, uno dei disegnatori più sottovalutati di sempre.

Da “The Amazing Spider-Man” #122, by Gil Kane

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2 risposte a “Speciale 50 anni di Spider-Man – Spidey, Gil ed io

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