X-O Manowar di Robert Venditti, Cary Nord e Bob Layton

Un nuovo articolo di Evil Monkey che ci parla della nuova serie di X-O Manowar della rediviva Valiant.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato in X-O Manowar. Sarà per il suo essere totalmente fuori tempo massimo, per la sua seriosità o per l’assurdità della premessa stessa su cui si basa. Rimane il fatto che questo rilancio a firma Valiant Entertainment si conferma un fumetto trascurabilissimo, eppure difficile da ignorare. Impossibile se si segue con un occhio minimamente analitico l’evolversi di un certo tipo di cultura pop. La sempre più presente voglia di space-opera di stampo favolistico manifestata dal pubblico generalista – dalle urla di visibilio scatenate all’idea di un film sui Guardiani della Galassia (basti l’apprensione con cui il portale Bleeding Cool segue ogni minima news su questa nuova mossa dei Marvel Studio) al megasuccesso di Saga – trova in questo reboot nuova linfa vitale. Fumetto d’evasione di stampo iper classicista, pare prendere tanto dalle narrazioni di Burroughs quanto dagli anni d’oro dell’exploitation cinematografica. Un’epoca mitologica in cui, pur di buttare qualcosa in pasto alle sale cinematografiche sempre straripanti, si facevano incontrare Billy the Kid con Dracula e la Creatura di Frankenstein. Oppure incrociare paladini di epoche e mondi diversi in astrusi scontri ai limiti della realtà.

Alla stessa maniera X-O Manowar prende un guerriero visigoto e lo fa rapire da una crudele razza aliena. Dopo anni di schiavitù scopre di essere il prescelto, unico capace di indossare un’ armatura dalle proprietà semidivine. Segue rivolta degli schiavi e tempestivo ritorno sulla Terra. Dove realizzerà che il tempo è passato un po’ più velocemente rispetto alla sua prigione orbitante.

Se questa fosse la sinossi di una storia breve apparsa su qualche antologia degli anni ’70 non ci sarebbe da stupirsi per nulla. E invece parliamo di una serie che nella sua ancora breve vita ha già richiesto più ristampe, mentre i principali organi d’informazione legati all’industria a fumetti statunitense non fanno che pomparla a dismisura. Aldilà delle facili e maliziose illazioni sui misteriosi poteri dell’ufficio stampa di questa rinata casa editrice è altrettanto impossibile ignorare come una serie scritta in maniera del tutto lineare e disegnata con un tratto che non ha nulla di iperbolico o stiloso stia facendo parlare un sacco. Verrebbe da ricollegarsi direttamente ai primi numeri del Daredevil di Waid (dico primi numeri perché mi sono perso qualche uscita e non vorrei che la situazione fosse repentinamente cambiata), dove a regnare sovrano sono semplicità e concretezza. Dopo anni di riflessioni metalinguistiche, tentativi di nobilitazione e influssi cross-genere torna a farla da padrone un meccanismo fatto di “da A a B, da B a C, …”, immerso però in un contesto via via più colorato e folkloristico.

E infatti X-O Manowar si legge tutta d’un fiato, senza darsi neppure il tempo di realizzare quanto sarebbe meglio dedicarsi a – per esempio –C.F. o Brian Chippendale (o almeno questo è quello che vorrebbero farci credere). Perché stiamo pur sempre vivendo le avventure di un valoroso barbaro inguainato in una tuta retrofuturistica. Lo vediamo precipitare sul Colosseo mentre dei carabinieri tentano goffamente di fermarlo. E nella preview del prossimo numero compaiono perfino dei ninja! Cosa posso chiedere di più? Dialoghi secchi e carichi di pathos? Ci sono. Una scansione dei ritmi perfetta, che non lascia mai abbassare la soglia dell’attenzione? C’è. Spettacolarità? Violenza? Dramma? Fantasie al limite dell’assurdo? Tra le pagine di Robert Venditti trovate tutto. Come in un vecchio romanzetto pulp, dove la carne al fuoco non era mai abbastanza (metodo perfetto per mascherare una certa ripetitività tipica da catena produttiva a pieno regime). E guarda caso di quei libercoli se ne vendevano tonnellate.

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4 risposte a “X-O Manowar di Robert Venditti, Cary Nord e Bob Layton

  1. Orlando Furioso

    Sempre interessanti gli scritti di Evil Monkey, ancora complimenti.
    Mi viene da pensare che tutto quanto scritto qui sopra in merito a X-O Manowar (serie che mi piaceva molto, ai tempi della sua prima uscita italiana, diversi anni fa) possa applicarsi oggi, dove più dove meno, a ogni casa editrice “mainstream”. O quasi.
    Ciò non significa, sempre che l’assunto sia vero, che io abbia di che lamentarmi: leggo molto e con molta soddisfazione. Però se voglio innovazione, profondità, no-hype (ecc.), vado a cercare altrove, non tra le calzamaglie (che continuo ad amare, sia chiaro).
    Ci devo riflettere bene…
    Un caro saluto
    Orlando

  2. Grazie per i complimenti! Guarda, io ho sempre letto un sacco di roba riconducibile alle calzamaglie perché dentro ci trovavo infinite stratificazioni. Non mi ricordo la trama di un solo episodio degli X-Men, eppure conosco a memoria interi scambi di battute più veri del vero. Ci sono scrittori straordinari che sono riusciti a rendere tangibili personaggi dai poteri quantomeno folkloristici. Quello che noto è che ora pare si stia tornando a un periodo precedente, dove contava solo l’avventura “pura”. E non dico che sia un male.

  3. In realtà, non credo di aver capito, ma, se per un attimo credessi di aver capito, crederei di capire che tu non stai né elogiando né demolendo tale fumetto. Dunque, perché a fine pezzo mi è venuta una voglia matta di leggerlo?

  4. Perché alla fine è un fumetto che parla di un barbaro dotato di tuta spaziale che fa il culo a degli alieni. E in più nei prossimi numeri compaiono anche dei ninja. cosa vuoi di più?

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