Speciale 50 anni di Spider-Man – La morte di Jean DeWolff

di Robert Greenberger
traduzione di Tonio Troiani

Il nostro speciale per i 50 anni di Spider-Man (QUA tutti i post) continua con un articolo di Robert Greenberger su una delle storie più belle del Ragno: La morte di Jean DeWolff.

Sin dalla sua comparsa nel 1976, il capitano di Polizia Jean DeWolff è stata uno dei pochi ufficiali delle forze dell’ordine a vedere in Spider-man tutto fuorché una minaccia. Nutrivano l’un l’altro un riluttante rispetto, ma lei era consapevole che, con tutte le insidie in costume che terrorizzavano i cittadini di New York, la polizia avesse bisogno di gente come l’Arrampicamuri. Di conseguenza, la sua sconvolgente morte addolorò profondamente l’eroe e lo spinse a cercare il suo assassino.

La Morte di Jean DeWolff resta una tra le più forti e le più amate storie di Spider-man degli anni Ottanta. È una storia importante per Spidey ma anche per i fumetti poiché segna il debutto professionale di Peter David, che era entrato nell’ufficio marketing della compagnia giusto qualche anno prima. La Marvel ha da poco dato alle stampe una nuova edizione della storia, che per la prima volta include anche il sequel, in un comodo cartonato, che contiene The Spectacular Spider-man 107-110 e 134-136. La storia originale è illustrata da Rich Buckler, Breet Breeding, Josef Rubinstein, Kyle Baker e Pat Redding, mentre il sequel è curato dal veterano Sal Buscema.

Nonostante la storia sia in prevalenza un racconto di Spidey, l’assassino uccide anche un amico di Daredevil facendo incontrare i due eroi.

Quando la storia uscì, la gente notò i toni più oscuri e l’umore più greve, una decisione consapevole del nuovo line editor Jim Owsley. La sua direzione editoriale trovò il favore del pubblico e la storia fu ristampata più volte.

Quando chiesi a Peter David cosa ne pensasse del successo della storia, la sua onesta risposta fu, “Lo giuro, sinceramente non sapevo che avesse avuto un così grande impatto o che fossi così amata, o che qualcuno addirittura la ricordasse. Nessuno viene da me e me ne parla. Talvolta la gente mi porta una copia per farsela firmare, ma tutto qui.

 

Certamente, era alquanto diverso allora per Spider-man. Jim voleva dare a Spectacular Spider-Man una specie di mood alla Hill Street Blues: è una delle ragioni per cui mettevamo i credits in bianco su una vignetta nera, per imitare HSB. Ricordo che la gente era abbastanza sorpresa da come accadde, dal fatto che Jean fu solamente trovata morta. Quello che pensavo fosse interessante erano tutti quelli che affermavano che Jean fosse il loro personaggio preferito, salvo che non appariva nel fumetto da qualcosa come un anno o due, e sicuramente non avevamo ricevute lettere che ci chiedevano che fine avesse fatto.

Penso che alla gente piacesse in realtà che Daredevil avesse scoperto la doppia identità di Spidey, e il rapporto che si sviluppo tra loro ne fu il risultato. L’altra cosa che li colpì fu la rivelazioni dell’identità del Mangia-Peccati. La gente non se lo aspettava, il che pensavo fosse sorprendente visto che mi sembrava abbastanza ovvio, non introdussi infatti nessun altro sospetto.

Perché tuttora ha successo? Sinceramente, non lo so. Non sai mai cosa faccia emozionare la gente.”

Un motivo, che potrei sostenere, è il pericolo comune che viene dalla strada e che colpisce Spidey direttamente, qualcosa che in quel momento non si era visto nelle storie per parecchi anni. Solo dopo la sua morte, l’eroe capisce quanto lei lo ammirasse, rendendo ancora più doloroso l’omicidio. Tutto ciò ha un impatto emotivo notevole che il personaggio non provava da tempo. Vi è un uso innovativo dell’universo Marvel e si pongono le basi per sviluppi futuri. Il Mangia-Peccati come minaccia è letale tanto quanto Doc Ock o gli Ammazzaragni, ma conduce i suoi affari in una stile molto più basso parallelamente all’approccio procedurale di Spidey nelle ricerche dell’assassino.

In un certo senso, è giusto che il primo artista della DeWolff, Buscema, curasse il sequel con cui si chiudeva questa storia. Veniamo a conoscenza che l’assassino è ancora vivo, ma malato, e questo è in un certo senso una critica al fallimento del sistema penale nella riabilitazione dei prigionieri malati.

Che Jean DeWolff non sia miracolosamente tornata in vita, una rarità di questi tempi, mostra la forza della storia e rileggendola si scopre che ha superato la prova del tempo.

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3 risposte a “Speciale 50 anni di Spider-Man – La morte di Jean DeWolff

  1. Grandissimo!!

  2. Pingback: Speciale 50 anni di Spider-Man – La conclusione | Conversazioni sul Fumetto

  3. Pingback: BUON COMPLEANNO SPIDER-MAN - LA MEDIATECA DEL FUMETTO

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