Pregiudizi inevitabili

di Andrea Tosti

Ieri pomeriggio mi trovavo in una libreria di Roma, un bello spazio espositivo, luminoso, senza affollamento di volumi, con quasi una stanza intera dedicata, se non solo ai fumetti, a tutti quei testi caratterizzati da un’iterazione fra parola e immagine (i libri illustrati per l’infanzia erano, giustamente, esposti in un’altra sala, egualmente ben valorizzati). Ottima la scelta dei testi, come pure quella espositiva che, se privilegiava alcune opere piuttosto che altre, non affollava gli scaffali, preferendo una collocazione di piatto.

Al centro della sala in questione un piano rialzato con esposte le novità e i prodotti considerati più appetibili, ma senza snobismi, con una selezione che andava dai recenti Archivi Bonelli, alla ristampa dell’integrale de Lo sconosciuto, a testi di storia e critica del fumetto. Testi, quindi, da considerarsi, almeno in parte (c’era anche Addio, Chunky Rice di Thompson) per un pubblico “adulto”, per quanto questa definizione vada presa con le pinze etc etc.

Poi vedo questo.

Visto che il gioco grafico adottato sulla copertina rende alcune lettere meno leggibili, per i più distratti (o per quelli con uno schermo a basso contrasto), ripeto qui il titolo: Fai ‘sta cazzo di nanna. Invece, per i complottisti libertari, antivaticanisti e feticisti duri e puri della grafica editoriale sottolineo che lo stesso accorgimento visivo, a metà strada fra la provocazione e una lieve autocensura, è stato adottato anche nella versione originale americana, come si può vedere di seguito e che quindi non è frutto né dell’influenza cattolica né di grafici incompetenti.

Andiamo però avanti.

Quando ho visto questa copertina ho avuto un momento di sdoppiamento. La mia reazione inconscia, che se fossi stato in un film americano si sarebbe esternata con un “What the fuck” pronunciato ad alta voce ma che  invece ha preso la forma silenziosa ed interiore di lieve sgomento è stata: “ma cosa ci fa un libro con un titolo del genere in mezzo a cose per bambini?” Non è durata neanche poco, anzi, lo stupore è proseguito e si è rafforzato anche quando l’ho sfogliato e ho trovato ninne nanne di questo tipo:

Dormono i fiori, i monti ed i prati
Dormono e fanno sogni beati.
Basta menate, subito a nanna
Sennò quel fallito del babbo ti azzanna.

Il vento sussurra pian piano giocondo
Il topino è assopito in un sonno profondo.
Quel coglione del babbo da mezz’ora si affanna
Ti prega, ti implora: fai ’sta cazzo di nanna!

I semini nei campi dormono sodo
Io intanto son qui che bestemmio e mi rodo.
Tesorino mio bello, stop! poche palle!
È l’ora di fare le nanne, e tu falle!

Poi, naturalmente, mi sono ripreso. Ho fatto un bel respiro e mi sono detto: ma no, i fumetti non sono roba per bambini, è una vita che lotto contro quest’idea. Però lì, in quel momento, praticamente solo, circondato esclusivamente da libri e da due invisibili commessi in altre faccende affaccendati, per un attimo, per un lungo attimo ho ceduto ai condizionamenti di una vita. Articoli scritti da incompetenti, vox populi totalmente disinformate e, più in generale il grande e indistinto bacino dell’opinione pubblica in cui mi sono immerso per anni hanno fatto il loro lavoro.  E sì, mi sono un po’ vergognato.

P.S. Il libro sembra essere piacevole e divertente, anche se l’ho praticamente letto tutto in libreria e, per le teste di legno come me, in quarta di copertina potrete trovare questa avvertenza: “forse è meglio non leggere queste filastrocche ai vostri bambini”.

P.S. Quando ormai la pubblicazione di questo articolo era in programmazione su internet e, in particolare, su facebook, QUESTO articolo ha avuto un grande risalto, generando reazioni per la maggior parte sdegnate. Spesso basterebbe ignorare (e lo dico in primo luogo a me stesso), specialmente in questo caso, considerando il contenitore che ospita la riflessione in questione e la totale ed auto evidente mancanza di documentazione che ne è alla base

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16 risposte a “Pregiudizi inevitabili

  1. Ottimo post, Andrea, (ti do del tu, visto che li lega la stessa passione per la nona arte).
    P.S.: l’articolo che hai citato purtroppo non si può ignorare (come sarebbe opportuno fare), perché le parole in esso contenute ci feriscono. Se non lo avessimo trovato e letto non sapremmo che ci sono persone che del fumetto la pensano e ne scrivono in quei termini.

  2. sul secondo P.S.: era quello che ti dicevo ieri, bisogna lasciarli perdere. Se uno arriva a un simposio di fisici astronomici, e senza nessun tipo di competenza, o teoria argomentabile, sostiene che la terra è ferma: è il sole che si muove, io non credo che susciterebbe sdegno. Ilarità e compassione e un allontanamento coatto, è quello che ci vorrebbe in questi casi.

  3. wiki:
    “Rutilio Sermonti (Roma, 18 agosto 1921) è un avvocato e politico italiano, fermo oppositore delle teorie evoluzioniste.”
    “E’ attualmente indicato tra maggiori intellettuali della destra italiana.”
    per dire

    bob bazzecola

  4. Copio e incollo un commento all’articolo del Sermonti che ho postato sulla pagina fb di Fumetti di Carta: nel suo anacronismo e nella sua totale insensatezza l’articolo può fare solo tenerezza: “francamente scandalizzarsi per cose del genere è tanto imbarazzante quanto scriverle…Ci si può fare una bella risata insieme…” . Dare importanza a certi individui che nulla sanno di quello che parlano e soprattutto non sanno neanche scrivere “stupro” è giocare al loro gioco…Un gioco inutile e insensato…Per il resto, grazie a Tosti, che invece di fumetti ne capisce…

  5. gio, secondo me la questione è diversa, più grave per certi aspetti, meno per altri. Se ti presenti ad una comunità scientifica affermata e affermi che la terra è piatta vieni giustamente ridicolizzato o preso per matto. Su altre cose, invece, si dibatte, anche sull’evoluzione (anche se magari non nei termini sostenuti dall’autore dell’articolo). Non siamo più al darwinismo, in senso stretto, almeno. Il pensiero scientifico si evolve. Sui fumetti e sull’arte (non tenendo conto della totale assenza di documentazione del pezzo in questione) si va in un campo più personale, meno empirico, dove ogni opinione, o quasi, vale l’altra. Tonio, posso essere d’accordo con Sermonti, infatti questa è anche la mia opinione, però solo se circoscriviamo questo giudizio agli “appassionati”. Per i motivi a cui accennavo prima, l’opinione espressa nell’articolo tanto contestato, per chi ha lo stesso livello di conoscenza del medium, è buona quanto la mia, anzi, è anche più affascinante perché si basa su pregiudizi radicati. Poi, su testate più autorevoli (Repubblica, etc.), al di là di sgrammaticature ed errori marchiani, non è che sul fumetto venga scritto molto meglio. Quello che volevo esprimere nel mio pezzo è che un pregiudizio ripetuto e insistito si radica così profondamente che anche chi coscientemente non lo condivide finisce per assorbirlo. Pensate chi non ne sa nulla

  6. Molto probabilmente hai ragione: forse perché dell’articolo incriminato si è parlato all’interno della cerchia degli appassionati…Sarebbe interessante, appunto, capire come agisce su chi non frequenta quotidianamente il fumetto come medium…

  7. Si dibatte su tutto, infatti specificai “senza nessun tipo di competenza o teoria argomentabile”. Si dibatte tra persone che hanno un territorio condiviso di nozioni basi, altrimenti non è proprio possibile il dialogo.

    “Sui fumetti e sull’arte (non tenendo conto della totale assenza di documentazione del pezzo in questione) si va in un campo più personale, meno empirico, dove ogni opinione, o quasi, vale l’altra.”

    Non tenendo conto dell’assenza di documentazione vale tutto. Le opinioni sono tutte valide, certo che non stiamo a indignarci se c’è un uomo con sacchetti di plastica, un berretto da pescatore calato fino agli occhi, un lungo impermeabile rattoppato, foltissima barba e occhiali tondi, in ciabatte, che grida all’angolo di una strada “l’aborto è omicidio!”. Fai una smorfietta di disagio per lui che non sembra passarsela tanto bene, entri nel sottopassaggio e ti dimentichi del fatto mentre sali sulla metro. Che poi è lo stesso effetto che mi fa il Papa. Anche in questo caso specifico, è evidente che Sermonti non ci sta con la testa, è circonvenzione di incapaci anche fargli pubblicare cose a suo nome, pover’uomo, c’ha tipo mille anni, lasciamolo perdere.

  8. Il problema è che sono le stesse cose che dicevano i censori durante il ventennio. Opinioni del genere, specie se hanno un seguito, non vatto sottostimate, secondo me. Comunque tengo a dire che il pezzo l’avevo scritto prima di tutto questo casino, ho aggiunto solo un PS 🙂

  9. ok, ora credo di aver capito il tuo punto di vista. Il fatto è che oltre ai 200 lettori usuali di rinascita, tutti gli altri che hanno letto l’articolo, lo hanno letto perché ha iniziato a essere condiviso nell’indignazione. Stiamo parlando del più grande successo di visibilità per Rinascita probabilmente da sempre. Ora l’articolo conta più di 7000 visualizzazioni, 77 commenti e 1200 mi piace. Stiamo parlando di un sito che ha la maggiorparte degli articoli visualizzati tra le 150 e le 300 volte. Sono sicuro che il sito presenta altre tesi insostenibili, magari anche più gravi, o articoli peggio scritti. Ne ho letto solo un altro sul “linguaggio della politica” e era pessimo. Però aveva 16 mi piace, non 1200. E nessun linguista o politico sotto che si indignava. Se ne sta lì, come giusto, nell’oblio del web. Perchè i lettori di fumetti si sentono offesi dai disperati, dalle tesi più surreali, da articoli scritti senza il minimo criterio, nemmanco un italiano sensato? E me lo chiedo io per primo, perchè ho risposto a quell’articolo in prima battuta. Mi sembra un problema di insicurezza, di coda di paglia, di permalosità. Andiamo a confrontarci con chiunque dica qualsiasi cosa sul fumetto. Un comportamento da ragazzini insicuri, che accettano le più basse provocazioni, e finiscono dal preside per aver fatto a pugni.

    (Questo fatto mi permetterà finalmente di chiudere un pezzo che ho li da mesi sugli allarmismi giornalistici… Andrea, sta settimana te ne mando due, daje!)

  10. 1346 mi piace… capite ragazzi che non ha senso che tutta sta’ gente perda tempo a leggere quella cazzata se poi non legge Conversazioni sul Fumetto. Non so se mi sto spiegando… è uno spreco assurdo di tempo, impegno. Leggete mammaiuto invece di leggere Rutilio!

  11. Leggete Conversazioni 🙂 Giorgio, ma io sono d’accordo con te, al 99%. L’1% è rappresentato dal fatto che quell’articolo non è frutto di delirio senile ma è espressione di un punto di vista ampiamente condiviso. Detto questo, io ho scritto un pezzo su tutt’altro 🙂

  12. ahahah, si scusa… ma non l’ho mica letto il tuo articolo…:)

  13. Che coincidenza: ho appena postato una delle storie che racconto al mio mostriciattolo per fargli fare sto c#zzo di nanna! Dev’essere la stagione ad ispirare… 🙂

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