Chiude fumetti brutti

di Andrea Queirolo

Illustrazione equosolidale di Akab

Non si è ben capito il perché, ma chiude Fumetti Brutti. Un blog di cui non si era mai sentito il bisogno che però faceva ridere qualcuno. Alcuni han riso di meno. Due denunce, questo è quanto si sa, e Fumetti Brutti è costretto, sotto consiglio del proprio avvocato, a serrare le porte. Non ho mai davvero capito l’intento di questo blog sul quale si straparlava senza un minimo di criterio di quel fumetto o di quell’altro, in maniera per di più sciatta, senza il minimo sforzo critico, ma con poco riserbo. Ora si da la colpa della denuncia a un editore o all’altro. Poco male, nel triste panorama italico, il fumetto conta sempre meno e va sempre peggio. Fumetti Brutti è sceso dal letto di prima mattina col piede sbagliato. Fumetti Brutti non ha capito che non vale la pena parlar male dei fumetti. Già di per se vale poco parlare di quelli belli, tutto quello di cui non si parla fa indiscutibilmente cagare. Non sono più gli anni ’30, neanche i ’50. Oggi, nel 2000 inoltrato, già che parliamo di cagate, la cosa difficile è riuscire a trovare una perla in un mare di merda.

Di seguito una chat fra Akab e i tipi di Fumetti Brutti sulla vicenda.

Akab Blind

ma mica è vero.. o si?

Fumetti Brutti

Tristemente vero.

Akab Blind

E allora è una roba super grave. Ma da chi è venuta? Star? Bonelli ? Coconino ?

Fumetti Brutti

Non possiamo dirlo, almeno fino a fine processo.

Akab Blind

Sapete che se è uno scherzo scherzone mi fate fare la figura del paladino delle cazzate ? (che poi della figura chi cazzo se ne fotte, ma come ho già detto alla nausea se è vero è una roba da piangere. per tutti) Ma la gente avvocatizia che conosco  dice “no, non è vero,  perché non sanno chi siete ecc ecc”

Fumetti Brutti

Se fosse uno scherzo non avremmo chiuso il blog e purtroppo tale resterà fino a nuovo ordine, non sai le recensioni che avevamo pronte.

Akab Blind

Bhò.  Come dissi, anche solo il fatto che sia plausibile lo rende atroce. Ma ne avevate una pronta anche su di me? perché iniziavo a sentirmi ignorato…

(che poi cmq vi avrei denunciato. Ma non sarà stato mica il pornografo?)

ecc”

Fumetti Brutti

Non lo diremo mai, ma posso dirti che non avremmo risparmiato nessuno, proprio nessuno.

Akab Blind

Any way. Se vi serve supporto su sta cosa a livello diffusione e\o altro. Mi rendo disponibile.

Per il resto. Buona fortuna.

Fumetti Brutti

Ti ringraziamo, volevamo solo salutare chi ci ha letto, non è nostra intenzione creare un caso.

Akab Blind

Ma è un caso a prescindere dalle vostre volontà. Chiudono voi, intimoriscono tutti. Già viviamo nella dittatura del mi piace. Se iniziano a far chiudere quelli che dicono non mi piace. È peggio che la fine.

ma tipo se butto questi scambi sul mio blog vi prendete malissimo e vi mettono in prigione o posso procedere senza menate ?

Fumetti Brutti

Vai tranquillo, noi siamo per la libertà d’espressione, anche se purtroppo non possiamo più esporci.

Akab Blind

Ok. Grazie.

Poi fammelo ripetere. Adesso magari è giusto che chiudete tutto e mantenete il basso profilo. Ma in realtà sarebbe da sollevare la questione in maniera eclatante. cmq mi sono auto convinto che sono stati quelli dei manga. Quelli dei manga in genere sono una sottospecie a parte

Fumetti Brutti

Grazie a te, più che tenere un basso profilo, ce ne andiamo proprio.

Akab Blind

allora buone vacanze

(si poi correggo anche le battiture alcoliche)

Fumetti Brutti

Buone vacanze, seguiremo da lontano.

Akab Blind

Sai qual è il mio grande rammarico a questo punto? (ultima cosa giuro) è che praticamente di tutti i fumetti che avete recensito non ne ho letto uno che sia uno. Ogni post speravo ce ne fosse uno che conoscevo per potervi insultare per bene. Ma niente, e quindi è come se non avessi mai giocato al gioco.

Che invece era valido.

Fumetti Brutti

Potrei dirti che non ti sei perso niente, ma non è nel nostro stile. Più un fumetto e brutto e più vale la pena leggerlo e questo non è stato capito da molti.

Akab Blind

Come la tv

Fumetti Brutti

Esatto. O la musica o i film o l’arte.

Akab Blind

O le persone

Fumetti Brutti

Le persone anche, ma non puoi spegnerle o metterle sullo scaffale.

Akab Blind

Si. Si. Intendevo il bello delle persone brutte.

proprio fisicamente

Fumetti Brutti

Vero. Se il brutto è tanto brutto, affascina quanto il bello.

Akab Blind

Chiaro. Ma la chiave delle recensione non rendeva meravigliose cose brutte. Diceva che delle cose che non vi erano piaciute erano brutte. Insisto perché la cosa mi interessa. Ma siete già sotto processo.. Ci manco solo io.

Fumetti Brutti

Veramente argomentavamo la bruttezza dei vari punti in esame: disegno, testo e altro. Senza paragoni alti/altri, solo in base alla lettura e alle nostre conoscenze dei fumetti.

Akab Blind

Si ma, è un altro discorso da tirare fuori il bello dal brutto. Che invece è una chiave molto potente.

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89 risposte a “Chiude fumetti brutti

  1. Marco Pellitteri

    Per la verità, Andrea, nel leggere le recensioni di Fumetti Brutti io vi ho trovato molte argomentazioni, molta ironia, esami delle opere recensite alquanto argute in molti casi. La forma non era sempre ineccepibile, c’erano errori di battitura (li commetti anche tu!) e le letture erano – e ovviamente – assai personali e poco “scientifiche”. Assai goliardiche, dissacratorie, umoristicamente “offensive”, perché partivano con allegro sdegno dal basso o da fuori (fino a prova contraria, per lo meno). Tuttavia non le liquiderei come fai tu. C’era in quelle recensioni una discreta, a volte molto buona, competenza, nonché un grande amore per i fumetti e alla base, credo, un’intenzione polemica in senso politico-culturale: quella di far rendere conto (specialmente agli addetti ai lavori, non solo agli autori di quei fumetti brutti e ai loro lettori o non-lettori) di quanto fumetti brutti siano immessi continuamente in circolazione.
    Il che – e ciò è il problema principale, come tu stesso giustamente rilevi – non è certo qualcosa di cui qualcuno doveva farci rendere conto: lo capiamo benissimo da soli. Fumetti orrendi sono sempre stati pubblicati e fin dalle origini. Per contenuti, grafica, qualità letteraria, robaccia è sempre stata edita, ma nei decenni scorsi i palati erano meno esigenti, il pubblico più numeroso, più silenzioso e assai meno acculturato di quello di oggi. Oggi ci sono moltissimi lettori che ne sanno più degli autori. Il rapporto si sta invertendo: autori un po’ più ignoranti e lettori un po’ più colti. È chiaro che possano emergere fenomeni di critica goliardica come questi ed è secondo me un chiaro segno dei tempi.
    La denuncia per me è un fatto incomprensibile, ma ci sono leggi sulla cosiddetta “continenza” del diritto di critica purtroppo assai poco chiare che consentono alle volte a un soggetto che si sente parte lesa di avviare una causa nella speranza che un giudice X legga il caso a suo favore, laddove un giudice Y potrebbe invece interpretarlo in tutt’altro modo. A questo punto in genere la parte chiamata in causa si spaventa e preferisce chiudere il caso con una formula conciliatoria in cui in genere dà denaro all’altra parte, per evitare non solo una causa lunga anni ma anche il rischio di perdere e pagare anche le spese legali, oltre ai danni.

    Continueremo il discorso, spero…

  2. io lessi solo la critica a 5000 kilometri al secondo in cui si diceva che Fior non sapeva disegnare perché i personaggi cambiavano da vignetta a vignetta. Con tutto quello che non funziona in quel comunque valido fumetto, ma potrai attaccare Fior sul disegno? Bisogna non aver proprio la minima idea di cosa voglia dire disegnare. E da li ho deciso di ignorarli. Ora esce questa storia, e onestamente forse si poteva continuare a ignorarli, perché credo che i casi siano due: è una bufala e a settembre riaprono (e ci stà è divertente, ti dico, mi guadagnano punti) oppure è andata che alla prima possibilità di rimetterci qualcosa i paladini della libertà di parola chiudono tutto.

  3. …e non si ritrovano nemmeno su archive.org!

  4. Ma scusate, da quando in qua è proibito indicare chi ti ha denunciato? La denuncia è una cosa pubblica.

    Se Bonelli mi querela, non esiste legge al mondo che mi impedisca di dire “Bonelli mi ha querelato…”

    Mah.

  5. Fior è stato criticato per la sua narrazione un po’ evanescente e furbetta, non per i disegni. Lo spirito iconoclasta di Fumetti Brutti, per quanto a volte discutibile, era se non altro una boccata di ossigeno da una critica molto spesso automaticamente positiva a prescindere, a volte prona di fronte a nomi o editori intoccabili, e spesso alla ricerca spasmodica di nuove “scoperte” a volte rivelatisi imbarazzanti.
    Che FB fossero goliardici e feroci e a volte fossero persino ingiusti, lo sappiamo. Rimane l’amaro in bocca per le motivazioni della loro dipartita.

  6. Orlando Furioso

    A me FB faceva cagare senz’appello.
    Concordo col post di Andrea.
    Ma mi fa cagare mille volte di più (sempre che non sia una bufala, ché quelli mi parevan gente che purché se ne parli ecc. ecc.) il dover chiudere un blog/sito/quelcheè perché si è “offeso” qualcuno tipo autore/editore/quelcheè.
    Ma scherziamo?!?
    (Poi mi fa anche cagare, sempre per rimanere sullo scatologico, che due-tre persone, secondo me sono pure “del settore”, spargano merda a dx e a sx “mantenendo l’anonimato”. Ma per carità, dico per dire, ché signori lo si nasce).

  7. @ Frank.
    No, sia Fior, che makkox che Zerocalcare sono stati criticati ANCHE per i loro disegni…

    E continuo a pensare che a fare i cuor di leone dietro ‘na tastiera, son boni tutti…

  8. A me quello che non piaceva di fumetti brutti era il fatto che si muovessero con ambiguità fra un approccio critico (che spesso mi sono trovato a condividere, nei contenuti) e uno iconoclasta e dissacrante (che non era però spinto fino in fondo, non quanto avrei voluto, almeno). Credo che trovare il bello dove tutti vedono il brutto sia un’operazione altrettanto valida, anche se più facile, di trovare il brutto in opere osannate quasi all’unanimità. Se tutti parlano postano, relinkano, condividono le pagine di Zerocalcare che a me non sembrano poi gran cosa, credo che chi si pone in direzione contraria, anche solo per il gusto di farlo, vada ascoltato, anche per avere la possibilità di dissentire. Quello che non mi piaceva di fumettibrutti era appunto l’indecisione sul tono, sullo stile. Per il resto credo che molte cose che scrivevano fossero ben argomentate e anche giuste, dal mio punto di vista.

  9. Cioè trovare il bello nel brutto, il brutto nel bello etc. Il contrario di quello che ho detto, insomma

  10. Sul fatto dell’anonimato non riesco a farmi ancora un’idea precisa

  11. Andrea, sono d’accordo al cento per cento con il tuo pezzo, prima, e il tuo commento, poi.
    Ma… Sono l’unico a trovare quantomeno divertente il pezzo in cui dicono:
    “Vai tranquillo, noi siamo per la libertà d’espressione, anche se purtroppo non possiamo più esporci.”

    Esporsi?! Per me si espone chi ci mette la faccia. Così, per dire.

  12. Ehm, intendevo che sono d’accordo con i due Andrea, quello dell’articolo e il Tosti del commento. Sob! Perché continuo a confondervi, non lo so… Scusate!

  13. Perché in realtà siamo un mostro mitologico, tipo idra. Io sono la testa affascinante. Sì, il fatto che ci si nasconda dietro l’anonimato mette a disagio anche me, però è vero che la storia della satira italiana è stata fatta da anonimi, per questo rifletto

  14. Credo che, aldilà di qualsiasi giudizio critico sul modo di approcciarsi alle “recensioni” di FB, trovo inquietante che qualcuno abbia la possibilità di portare ad una chiusura forzata di un blog/sito/ecc. Secondo me è proprio questo il punto cruciale della storia: se è vero che la chiusura del blog è stata “raccomandata” da un avvocato, è anche plausibile che la possibilità di continuare ci fosse. Ma andando incontro a quali rischi? Se come ho letto da qualche parte, l’accusa è “diffamazione”, tranne una multa (più o meno salata a seconda del personaggio vittima) cos’altro potrebbero fare? Non voglio e non mi interessa sapere per filo e per segno chi/come/quando ha esposto denuncia. Ma se per una denuncia “costringono” (badate bene le virgolette) a chiudere uno spazio informativo, per quanto di parte fosse, non posso far altro che pensare ad un atto intimidatorio contro TUTTA la categoria dei blogger. Perchè, nonostante ci siano i “baciapile”, ci saranno anche quelli che andranno controcorrente. E allora?
    Non mi sono mai trovato d’accordo al 100% sulle recensioni di FB, e ero dell’idea che i discorsi che facevano sul blog sono le chiacchere che si fanno tra amici. Che fosse un po’ di cattivo gusto pubblicarle. Ma rimane il fatto (e scusate se mi ripeto) che spaventa il potere che hanno certi personaggi di fare il bello ed il cattivo tempo….

  15. L’unica cosa penalmente rilevante che mi viene in mente (ma non sono un esperto, naturalmente) e che mi interesserebbe fosse chiarita è se quelli di fumetti brutti hanno qualche interesse all’interno delle case editrici perché questo, naturalmente, sposterebbe tutto in un altro campo

  16. Come ho già detto anche su Facebook in una discussione in merito alla questione, a me sinceramente non scandalizza più di tanto la querela.
    Penso che non ci fossero le basi, nonostante tutto.
    Ma se un editore si è sentito “danneggiato”, e ha ritenuto di presentare una querela, be’, i casi saranno due… Se il giudice riterrà che abbia ragione, i cari anonimi si ritroveranno a pagare. Se il giudice riterrà che non ci siano gli estremi per una querela, allora sarà l’editore a dover pagare le spese processuali…

    Sinceramente mi perplime un po’ tutto il giro di appelli sulla “mancanza di libertà” nella questione, che si legge online in questi giorni…

  17. “Fumetti Brutti non ha capito che non vale la pena parlar male dei fumetti. Già di per se vale poco parlare di quelli belli, tutto quello di cui non si parla fa indiscutibilmente cagare. ”

    Ti sei esposto male, o intendi proprio che se non si parla di una cosa non è per mancanza di visibilità, ma perché fa cagare a prescindere?

  18. Concordo con i Davide, sia quello del primo che quello del secondo post. Be, diciamo che concordo in parte. Perché se il giudice da ragione alla casa editrice (e bisogna vedere secondo quali termini, appellandosi a cosa) il già poco vigile mondo della critica fumettistica italiana potrebbe avere un appiglio in più per ritrarsi ancora più nell’ombra. La cosa non è di importanza secondaria

  19. Bisogna parlare di tutto e in tutti i modi

  20. Be’, in effetti, Andrea, anche a me sembra improbabile che un giudice condanni i tizi di FB.
    D’altra parte, un conto è fare critica, un conto è argomentare in maniera decisamente puerile e fracassona delle (pur rispettabili) opinioni.

    Critica fumettistica italiana? (Almeno parlando di internet) Perché, esiste?… (Con questo blog che è una eccellente eccezione.)

  21. gianmarc: mi sono espresso bene, è evidente che non si ha il tempo di parlare per parlare di tutto quello che è o potrebbe essere valido.

  22. Allora, le cose vanno distinte. Una cosa è se io dico che Zerocalcare (specifico che si tratta solo di un esempio, non si sa mai) è uno stronzo (non lo conosco, non ho elementi per dirlo e anche se li avessi non sarebbero di interesse pubblico) un’altra è se dico che i suoi fumetti fanno cagare. Certo, personalmente preferirei che quel “cagare” fosse argomentato meglio, ma non posso mettere in dubbio la sua verità soggettiva né la sua liceità. Chi decide di pubblicare, stampare, condividere il proprio lavoro (specialmente se lo fa dietro compenso, cioè se lo vende) sa di esporlo al giudizio di un massa indistinta e (almeno sulla carta) capace di esprimere un giudizio e non solo alla critica di una “tribù” ristretta e preparata (da chi? per cosa? per la guerra no di sicuro). Esporsi è esporsi sia al plauso che al disprezzo. Che differenza c’è, allora, tra leggere una recensione su internet e aspettare la gente che esce dal cinema per chiedere com’è il film che hanno appena visto? Sono numerica, parrebbe, a meno che io, all’uscita di un film distribuito da Medusa, io non incontri Cecchi Gori che ci sputa sopra. Questo è fondamentale. E sì, c’è differenza con altri campi. Se io affermo che una industria metallurgica che produce elementi per i ponti sta fabbricando putrelle difettose io devo poterlo dimostrare oggettivamente. Se non posso farlo vado perseguito perché creo allarmismo e perché procuro alla ditta un danno economico. Se posso dimostrarlo, invece, svolgo un ruolo civile. Se dico che un fumetto fa cagare posso (marginalmente, molto marginalmente) provocare un danno economico ad un editore e ad un autore ma non ho bisogno di dimostrare la mia opinione, perché le opinioni non vanno dimostrate e se si comincia ad affermare il contrario la cosa si fa pericolosa. Anche perché le opinioni, a differenza dei giudizi “tecnici”, hanno il non indifferente vantaggio che tutti se le possono formare autonomamente quindi se io dico che un fumetto fa cagare tu, altro da me, puoi comprarlo, leggerlo e smentirmi.

  23. Ad ogni modo ci sono dei precedenti recenti che hanno o hanno finito per avere un risultato intimidatorio nei confronti di una categoria, come la condanna di risarcimento di sette milioni chiesta dalla Fiat al giornalista Formigli

  24. @ Andrea Tosti. I tuoi argomenti sono validi, ma…

    Mettiamo il caso che domani io apra un blog chiamato… uhm… i Brutti Andrei 🙂

    E cominciassi a dire peste e corna, specificando che sono mie opinioni personali, sui vari “Andrea” che incontro. E se uno degli articoli vertesse su te.

    Al di là del tuo intervenire sul pezzo, tu rimarresti della tua idea, io della mia. ma il pezzo denigratorio resta lì…

    Come procederesti?

    PS
    Nel caso Formigli, è ovvio che eticamente sono dalla parte del giornalista. Però è anche vero che se preso in esame, il servizio in oggetto era di una faziosità al limite del fastidioso (ovvero, partiva prevenuto sull’alfa mito e utilizzava test non adatti al solo scopo di metterla in cattiva luce).

    Aggiungici il fatto che Formigli può giustamente hgodere del sostegno del pubblico, in quanto (appunto) personaggio… pubblico 😀

  25. E’ quello il punto. Io o altri Andrei non abbiamo rilevanza pubblica. Io non ho deciso di espormi. Chi vende un fumetto nemmeno. Non si espone come uomo, ma come autore sì e io come autore posso giudicarlo

  26. Ma che c’entra la rilevanza pubblica?
    Se tu spargi in giro la voce che il tuo vicino sia un pedofilo, che sia uno personaggio pubblico o meno, la querela per diffamazione te la becchi comunque…

    E, per inciso, nei commenti su Saguaro si giudicava anche l’editore.

  27. E quindi? Se io metto in giro la voce che il mio vicino sia un pedofilo (senza averne le prove, questo è l’aspetto che non valuti) lo danneggio senza motivo. Se io dico che è un fumetto è brutto è una questione di gusto, non ho bisogno di prove, fa parte della mia capacità di critica e di giudizio. Adesso non ho presente il pezzo su Saguaro, che a me piace, ma qual è il problema nel giudicare l’editore se lo si fa per quello che pubblica? Se io dico che Bonelli sfrutta i bambini poveri per produrre l’inchiostro è una cosa, se dico che pubblica brutti o bei fumetti è un’altra.

  28. la diffamazione è una cosa precisa, e si può fare solo contro le persone e le istituzioni, non contro le opere. Se dici che uno non sa disegnare (per fare un esempio), poi dovresti provare che effettivamente non sa disegnare, ma essendo nel campo dei giudizi soggettivi, il problema non si pone. Non c’è un misuratore di capacità di disegno. Molestare i bambini è un dato un po’ più oggettivo.
    Appunto bisogna vedere il caso specifico, ci sta appunto che in qualche commento sia uscita fuori della roba più personale, ma al di là di rimuovere il pezzo in questione, nessuno chiude i blog così, a muzzo, perché qualcuno ti denuncia. Poi, ti possono chiedere un sacco di soldi, ma non è che in automatico glieli devi dare, anzi. Io propendo per la bufala.
    Le crociate sulla libertà di parola boh, se basta una denuncia a farti stare zitto, forse non avevi poi tutta questa fotta di libertà. Ripeto, una denuncia può essere noiosa, ma non è una condanna.
    C’è la libertà di dire un po’ quello che ti pare e c’è la libertà di denunciare. Poi in tribunale si vede.

  29. Su FdA, Alessandro Bottero dice che lui sa chi c’era dietro Fumetti Brutti, e dice che sono “addetti ai lavori”…

  30. Ecco, in questo grave sarebbe grave perché si tratterebbe di manipolazione del mercato a fini utilitaristici

  31. Andrea, hai colto il punto: Se io dico che è un fumetto è brutto è una questione di gusto. La critica non c’entra nulla.

    Ma se tu dici alla gente di non comprare i lavori di Tizio (che con quel lavoro ci mangia) perchè disegna da cane, è un cicinino diverso. E questo senza voler dire che i commenti di quei tre cialtroni influenzassero il mercato. E però…

    Se Formigli avesse detto al bar che a lui la MiTo faceva cagare, non credo lo avrebbero denunciato, no? Il problema è il come e dove fai critica, imho.

    per il resto la penso come gio, per quello che riguarda la bufala 🙂

  32. Se Bottero lo sapesse davvero, lo direbbe, sacrosanto!

    … secondo me ha un’idea in merito ma non ha prove: figurati se si farebbero sfuggire la possibilità di dire a tutti “ecco, ci avevate accusato di essere noi… visto che sbagliavate?” 😀

    L’alternativa è che fossero loro 😀

  33. Ma si tratta di un blog non di una rivista. E si tratta di arte (o giù di lì) e quindi se io decido che con l’arte ci voglio campare devo anche sottostare al patto che la mia arte (o giù di lì) possa piacere o meno. Punto. Altrimenti faccio l’ingegnere. Non è che se scrivo che il centre pompidou fa cagare Renzo Piano mi denuncia perché gli precludo altri lavori

  34. ma figuriamoci se puoi denunciare uno perchè consiglia su un blog di non comprare qualcosa, ma no. Ma non lo puoi denunciare manco se lo dice in diretta nazionale a reti unificate, non c’entra niente. i reati relativi alla libertà di parola sono piuttosto precisi. Ma poi, in questa guerra dei poveri, non è che ci sono chissà che squadre di avvocati ai servizi delle multinazionali del fumetto che ti suonano a casa in completo nero e con le valigette dai, via.

  35. Concordo, la cosa è senza senso dal punto di vista legale. Bisogna capire se vuole avere un effetto intimidatorio e, soprattutto, capire chi c’è dietro

  36. Andrea, su una cosa non sono d’accordo con te.
    Quando dici: E si tratta di arte (o giù di lì)
    Mhh… No. Un fumetto è un prodotto. Poi possiamo discutere sul fatto che sia un’opera d’ingegno, e che spesso abbia pretese artistiche, ma è un prodotto. L’editore (dalla Bonelli all’ultimo editorucolo sfigato che ci può venire in mente) stampa e distribuisce un libro a fumetti per avere un guadagno…

  37. Sì sì, per carità. Totalmente d’accordo con te. Parlavo di arte in senso moooolto lato e un po’ cazzone. E’ un prodotto. Però è un prodotto che non può essere giudicato con criteri scientifici. Cioè, l’editore può farlo: spendo tot, incasso tot è scientifico che con questo prodotto non ci guadagno. Ma non il lettore

  38. In generale, un’altra cosa: bisogna capire su cosa verte la (presunta) querela. Esempio banale: FB ha “recensito” anche Law 1, e il sottoscritto era tra gli autori. Fin qui nulla di che, nonostante i soliti toni, ecc. ecc.
    C’era qualcosa anche di abbastanza offensivo, mi par di ricordare, ma amen.
    Nei commenti però, per esempio, proprio uno dello staff per rincarare la dose attaccava la mia persona citando con tanto di virgolettato una mia presunta dichiarazione… Che non avevo mai fatto.
    Ecco, su un fatto del genere, una querela avrebbe senso (eccessiva, OK, ma fondata.)…

  39. Poi, tu, autore, hai il diritto di incazzarti come una bestia (dipende dalla tua personalità) e di rivendicare la replica, ma sono le stesse regole per lo stesso gioco.

  40. Sì, in quel caso sarebbe fondata perché tu non è che fai il tronista (cioè, non esponi te stesso) ma la tua opera ed è quella che va giudicata.

  41. Andrea, ripeto, forse non ricordi le recensioni, ma il giudizio dell’opera occupava forse un 15% del totale. Il resto era “il tale autore è un incapace, borioso, si crede fracca##o da velletri…” etc.

    Lo dimostra il caso makkox, ma anche zerocalcare etc. Non si criticava l’opera ma l’autore…

  42. Su questo alzo le mani perché li ho letti poco e sempre distrattamente

  43. cito Tosti “Bisogna parlare di tutto e in tutti i modi
    ” a me sembra stia tutto qui.

  44. come fai tu ad avere due foto diverse?

  45. (entrambe d’accordo con te stesso, per altro.)

  46. Sai che non lo so? Fa tutto da solo. Però potrebbe tornarmi comodo se dovessi essere l’unico a trovare giusto quello che dico

  47. E siccome viviamo in una società libera, mi permetto di dissentire 😀
    Probabilmente il mio esempio sulla pedofilia era un tantino estremo…

    Permettetemi quindi di fare un esempio forse più calzante (sempre a mio parere)…

    Diciamo che il signor Andrea Tosti si trasferisce nel mio condominio.
    Per un qualsiasi motivo, diciamo che io lo ritenga una persona cialtrona ed inaffidabile sul lavoro.

    Non è importante che sia vero. È una mia considerazione personale, giusto?
    Così come non è importante se Zerocalcare o Makkox siano davvero bravi o pessimi disegnatori.

    È una mia personale e plausibile opinione.

    E finché rimane tale, nessun problema. Ho il diritto di pensare liberamente quello che voglio.

    Ma se comincio ad affiggere nella bacheca (chi ha detto blog?) comune del condominio (visibile a chiunque) questi miei pensieri, se comincio ad intrattenermi con i condomini per esprimere loro queste mie idee, ho davvero il diritto di farlo?
    Magari nessuno mi crederà, magari Mr. Tosti continuerà ad essere apprezzato dai suoi clienti, ma la domanda che mi pongo è: ho davvero il diritto di farlo invocando la libertà di espressione?

    Legalmente la risposta potrebbe essere sì, ma a questo punto non capisco perchè diventa esecrabile l’altrettanto sacrosanto diritto di avvalersi della giustizia da parte di chi si ritiene parte lesa.

    In fondo come ha scritto qualcuno, sarà poi il giudice a decidere se la richiesta dev’essere accolta o no.

    Almeno, cosi la vedo io…

  48. io vivo vicino a skay. mi pare tipo 3 anni fa venne berlusconi penso per registrare qualcosa. un impiegato mise un foglietto a4 con su scritto una cosa tipo “berlusconi non è il mio presudente” vicino alla finestra. venne la polizia e glielo strappò. aveva veramente il diritto di farlo?

  49. No, non ce l’hai, almeno legalmente. Non ce l’hai perché non capisci il punto 🙂 Il punto non è che, nascondendoti dietro la libertà d’espressione, puoi insultare chi ti pare. Il centro è che puoi insultare chi, mettendosi sulla piazza, si apre alla possibilità di essere insultato. Io se vengo a vivere da te lo faccio da privato cittadino. Se pubblico un’opera o se decido di diventare un personaggio pubblico sono soggetto a diversi criteri, tanto che le normali leggi sulla privacy vengono interpretate diversamente se si parla di vipponi. Decido di pubblicare? Accetto il fatto che qualcuno mi dica che sia un autore di merda. Non voglio espormi al giudizio? Non pubblico. Poi sulle modalità del giudizio possiamo discutere fino a domani mattina e forse ci troveremmo parzialmente d’accordo, ma il centro è questo

  50. Allora no, non ce l’avevano

  51. è un bel palazzo trasparente. con le cucine in vista. una cosa che ti da fiducia.

  52. Sì, ci ho lavorato. Sulla Salaria, ma sarà uguale.

  53. il cielo è uguale per tutti.come la legge

  54. Andrea, sostituisci a condominio ufficio e a condomini colleghi…

    Ora non siamo più in un posto privato… ho ancora il diritto di farlo?

    Nello scegliere di venire a lavorare ed esporti nello stesso luogo di lavoro, sono autorizzato a darti dell’incapace?

    Il punto è che mi pare tu ci stia girando intorno. Nasconderti dietro la libertà di espressione, forse ti PERMETTE di poter dire quello che vuoi… ma, se è vera tutta questa storia, non ti autorizza nemmeno per sogno a farlo.

    E se non riesco a spiegarmi nemmeno così, te la do’ vinta a tavolino…

    😀

  55. Amanita, no, no ce l’avevano, credo… ma immagino che il tipo abbia intentato causa per abuso di potere…

    O gli hanno impedito anche questo? Perché credo che ci sarebbero state decine di associazioni pronte ad assisterlo su un caso cosi facile….

  56. se tutti danno addosso a un sul lavoro si chiama mobbing,. ed è un reato. se alcuni ti dicono che sei un grande ad altri ti dicono che fai schifo. si chiama vita.

  57. L’ufficio non è un luogo pubblico. Un libro o un palco sì. Mettiamola così.

  58. Fanculo al correttore ortografico: Amanita = Akab 😀

  59. Se io mi metto sul palco vendo la mia arte, il mio prodotto e spesso anche me stesso. Se pubblico un fumetto vendo il mio prodotto e questo viene giudicato da quelli che lo comprano o non lo comprano. Se lavoro da schifo e il mio capo mi dice che il mio lavoro fa schifo, ha ragione

  60. Spino: non ti preoccupare avrai notato che la mia tastiera è altrettanto bizzarra e famelica-

    Tosti.:Amen

  61. Andrè se lavori in municipio, in tribunale, in un bar o un ristorante sei in un luogo pubblico. Anche una stazione di polizia, dove saresti pure un pubblico ufficiale… ma pure all’anagrafe, eh?

    Non lo dico io, lo dice la legge.

    Però se vuoi avere ragione a prescindere, basta dirlo, eh? 😀

  62. Parliamo di cose diverse. Tu parli di insulti personali e diffamazione, io parlo di diritto di critica. Non esiste un confine netto fra personale e pubblico. Se faccio delle cose illegali e le faccio in casa mia sempre illegali sono. Se il mio capo mi dice che lavoro da schifo è nel suo diritto, se mi dice che faccio schifo come persona lo denuncio. Ti dirò, in alcuni posti di lavoro vige un preciso dress code. Se il mio capo mi dice che non posso vestirmi così è nel suo diritto in quel caso. Se io vendo un prodotto d’intelletto devo ammettere la possibilità che venga giudicato, anche malamente. Stop. Tanto mi sto convincendo che quella roba della denuncia di fuemetti brutti sia tutta una burla e quindi ‘sti cazzi 🙂

  63. Akab, Andrea: non ho detto “se in ufficio tutti ti danno addosso”…. e nemmeno che lo stia facendo il tuo capo. Ho detto se UNO ti demografica davanti ad altri.

    Potrebbe essere un collega o un cliente.

    Certo che se lavori da schifo e il tuo capo te lo fa notare, ha ragione… ma se è per questo in molti uffici ti potrebbe dire che lavori da schifo anche se non è vero… e questo si che sarebbe mobbing.

    Io comunque non ho l’abitudine di andare ad insultare gli artisti che non gradisco sotto il palco… ma visto che mi avete rivelato che non solo si puó ma è anche ben vista come cosa, rivedró le mie abitudini…. e mo buonanotte 😀

  64. PS demografica = denigra 😀

  65. fa ciò che vuoi. diceva quel santo.

  66. A me in ufficio demograficano sempre. Mi mettono all’angolo per via del mio scarso indice di crescita. Sto provando a risolvere il problema con l’immigrazione

  67. ovviamente con santo mi riferivo a Crowley. non Agostino

  68. Andrea, se un autore sul mercato si espone in pubblico, allora anche criticare su un blog invece che in privato lo è.

  69. Potrei tirare in mezzo il nazismo. Se tiro in mezzo il nazismo vuol dire che la conversazione è agli sgoccioli

  70. Certo, allora comincerò a denunciare chi pubblica brutti fumetti perché mi offendono. Attenta DC

  71. Visto che qualcuno se lo chiede nei commenti a questo articolo, rispondo anche qua, dopo aver risposto in calce all’articolo di Bottero.
    No, non siamo noi di Prospettiva Globale ad aver aperto Fumetti Brutti. ProGlo era un sito di critica, prima che una casa editrice, e non abbiamo mai avuto problemi a firmare i nostri articoli.
    Ora non ci interessa fare critica, ci interessa divertirci facendo editoria.

    Penso che Bottero abbia travisato un mio post su Facebook, ma invece che fare illazioni avrebbe potuto chiedere direttamente a me.
    Come altri hanno fatto, sarebbe stato più semplice.

  72. Orlando Furioso

    Le ULTIME persone al mondo che avrei potuto pensare essere dietro FB sono i ragazzi della ProGlo!
    Come dice Rockerduck: mi mangio il cappello se…!
    Per il resto quoto tutto ciò che ha scritto gio.
    Mentre faccio proprio fatica a capire che cosa vuole dire spino.

  73. Comunque si può dire che uno non è capace a fare il suo lavoro. Si può dire in ogni ambito e in ogni contesto. Non puoi dire che picchia la moglie (a meno che non puoi dimostrare che sia vero), o che è così stupido, o che sua madre lo ha abbandonato, o che è così brutto che non lo assumerebbero come bersaglio alla sagra della merda. Cioè, lo puoi dire e poi ritrattare, è scriverlo che ti mette nei guai.
    Lo so per esperienza personale.

  74. Premetto che sono sempre per la libertà di espressione e non sono mai dalla parte dei tribuali.
    Però così si fa solo del terrorismo (nel senso originale del termine)! Chiariamo subito una cosa: se io scrivo DYLAN DOG E’ UNA MERDA, a prescindere che sia vero o no, non ho commesso nessun reato e non posso essere denunciato da nessuno. E’ una mia opinione e non c’è niente che possa anche solo mettere in dubbio la mia libertà di esprimerla! (è un esempio: non scriverei mai questa frase, se non per fare un esempio)
    Se chi sta dietro Fumetti Brutti è stato denunciato, è perché *potrebbe* aver commesso un reato, come la diffamazione o l’offesa. Francamente, non ho pensato nemmeno per un attimo che tacere su chi abbia sporto denuncia, sul cosa gli venga contestato, e chiudere il blog, possa in qualche modo giovare alla difesa in tribunale… è una panzana, questo è indiscutibile.
    Ciò non significa che abbia ragione chi ha sporto denuncia, è chiaro. Però non facciamoli passare per vittime (magari lo sono) senza avere la più pallida idea di cosa stia succedendo.
    E soprattutto, non terrorizziamo chi aveva intenzione di scrivere DYLAN DOG E’ UNA MERDA: potete farlo, e nessuno potrà denunciarvi.

  75. Come spesso accade, il web 2.0 è forieri di fraintendimenti (volontari o involontari).

    Io credevo di essere stato abbastanza chiaro nell’esprimere il mio punto di vista, ma è evidente che non sia così (Nello specifico, mi riferisco ad Akab, Andrea Torti e Orlando Furioso).

    Probabilmente perché nei miei esempi di giudizi espressi su persone o lavori in luoghi pubblici ho omesso di specificare qualcosa che mi sembrava ovvia: quando critico qualcuno, esercitando il mio DIRITTO di libera espressione, questo include anche una sorta di immunità? Cioè, se la Costituzione sancisce la libertà di espressione, questo vuol dire che posso scrivere ciò che voglio, dove voglio e mi mette al riparo da eventuali denunce?

    E’ OVVIO che i ragazzi di Fumetti Brutti abbiano il sacrosanto diritto di esprimere la loro opinione. Io stesso ho difeso questo diritto sul loro Blog.

    E’ CORRETTO dire che un autore nel momento in cui pubblica i suoi lavori si espone alle legittime critiche del pubblico.

    Ma è ALTRETTANTO VERO IL CONTRARIO: ovvero, nel momento in cui un mio giudizio su un’opera di un autore passa dal banale commento da cena tra amici ad essere messa nero su bianco in un luogo pubblico ed accessibile a tutti, diventa “un’opera d’ingegno pubblica”, quindi esposta agli stessi rischi dell’opera di cui parla.

    E quindi, visto che evidentemente l’utente “fuoricontesto” si è spiegato meglio di me (nessuno lo ha contraddetto), prendo in prestito le sue parole:
    “Se chi sta dietro Fumetti Brutti è stato denunciato, è perché *potrebbe* aver commesso un reato, come la diffamazione o l’offesa. ”

    Il che non significa che lo abbia fatto, ma l’editore o l’autore che sia che si è sentito offeso dalle loro dichiarazioni, ha altrettanto DIRITTO di ricorrere alle vie legali. Punto.

    Poi sarà il giudice a stabilire se il reato c’è stato o meno.

    E sinceramente, visto che hanno difeso a denti stretti il “diritto” di criticare in forma anonima, trovo abbastanza buffo che si stia qui a disquisire di “etica” di chi ha denunciato….

    Ovviamente, il tutto sempre secondo e e sempre che sia vero…

  76. Alle prime avvisaglie di vita reale (sempre che la questione denuncia sia vera) hanno chiuso tutto.
    Quindi le cose sono due: o le loro opinioni non valevano un cazzo e quindi non valeva (per loro) neppure la pena difenderle, o sono convinti delle loro idee ma non hanno il carattere sufficiente per far fronte ad eventuali conseguenze.
    Ne escono male in entrambi i casi.
    Nelle cose che hanno scritto non c’era nessun estremo per una denuncia. Purtroppo io che sono un maniaco me le sono lette tutte. A meno che non ci siano estremi per denuncia nello scrivere con un livello di argomentazione da terza media scarsa ed un finto cipiglio cinico-strafottente. Ma visto che questo è il 90% dello stile che si trova in rete, non credo che sia il caso.
    Continuo a pensare che sia tutta una bufala.
    E, naturalmente, lo spero per loro.

  77. Standing ovation per Gipi…

  78. Caro Gipi,
    ho incominciato a “seguire” la questione FB subito dopo la discussione, che ti ha visto protagonista sulle loro pagine, in seguito alla brutta recensione del libro di Monti. Subito dopo il gioco era ormai palese, per cui ho continuato a leggere quasi tutto con molto disincanto, facendomi anche qualche allegra risata, più che altro per chi difendeva spassionatamente il “lavoro” fatto dai tre figuri che si celavano dietro FB. Una grande presa per il culo, che non è stata gestita con la dovuta ironia e con il necessario distacco, sia da chi scriveva che da chi leggeva…Denuncia o non denuncia, senza dubbio non si sentirà la loro mancanza…IMHO…

  79. Reflection Nebulae

    Il finto cipiglio cinico-strafottente è uno dei registri tipici del graphic novel italiano, i cui livelli di argomentazione non arrivano al livello “terza media”, in molti casi. Magari quelli di f.b. si sono dovuti adattare al contesto.

  80. Ah si? Un esempio concreto? Magari con pagine scansionate?

  81. basta dargli corda e si impiccano da soli.

  82. Reflection Nebulae

    Prima bisognerebbe dimostrare l’esattezza dell’affermazione che il 90% di ciò che si trova in rete possiede quello stile, a meno di non ricorrere (banalmente) alla Legge di Sturgeon. Ma a quel punto ne consegue che pure i 90% dei GN fanno schifo e non ci sarebbe bisogno di ulteriori esempi. Ciò che voglio dire è che la critica, come forma letteraria di puro riflesso, con una certa difficoltà risulta qualitativamente migliore di ciò che esamina, dunque ritengo produzioni fumettistiche mediamente migliori genererebbero sul lungo periodo una critica migliore. Se invece continuiamo a guardarci l’ombelico e raccontare i cavoletti nostri in modo autorefenziale, prima o poi quale sberleffo forse ce lo meritiamo anche. E’ in questo senso che f.b. mi è sembrata un’operazione interessante. A tratti anche divertente: a dire il vero ormai sembra quasi che il fumetto come forma d’intrattenimento e di divertimento puro sia quasi un’aberrazione, una cosa di cui vergognarsi. Continuiamo perciò a dire che va tutto bene, che i nostri ombelichi sono interessanti da osservare.

  83. i sacerdoti maya hanno capito il movimento degli astri osservandosi i pori dell’ombelico. come in alto così in basso. siamo sempre lì.

  84. ma non mi chiedete prove. è un atto di fede.

  85. Reflection Nebulae

    Non stiamo a scomodare E. Trismegisto per simili facezie, suvvia. E’ risaputo comunque che i sarcedoti maya dicevano un sacco di sciocchezze, quindi mi guarderei bene dal prenderli come punto di riferimento: meglio i sumeri, allora. Ne riparliamo nel gennaio 2013.

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