Akab vs. Manfredi: di stronzi, di stalker e di tutto il resto

di Akab

Una chat fra Akab e Gianfranco Manfredi. Tutte le immagini sono di Carlos “Jesus Christ how did they print me?!” Gomez da Tex Albo Speciale N.25 – Verso L’Oregon, testi di Gianfranco Manfredi e sono state prese da qua. – AQ

Akab: Senza star qui a menarla sul nulla. Che questi sono solo pixel. Una cosa sola da dire. Se pensi che io sia stronzo hai capito davvero poco. Per il resto. Buon tutto.

Gianfranco Manfredi: Scusa Akab, ma non ho la minima idea… a cosa ti riferisci? Ho visto cose tue, so che ti sei occupato anche di cinema e bene, e per quanto mi riguarda, ho chiacchierato con te con grande piacere, per cui casco davvero dalle nuvole… ricordo di aver scambiato ieri un commento generico con un collega della Bonelli che stava incazzato con non so chi, per cui mi è venuto di scrivergli che se uno si ritrova uno stronzo sulla strada può anche limitarsi a scansarlo… se in questo hai visto delle allusioni polemiche, mi scuso… alle volte si cede ai commenti d’impulso e si fanno delle fesserie! Gli stronzi cui mi riferivo io, non puoi neanche immaginarteli. Ricevo una quantità di lettere di lettori, da anni e rispondo a tutti. Certi ti si attaccano davvero come zecche e per usare le parole di Jannacci “ti spiegano le tue idee senza fartele capire” , passano con estrema disinvoltura dall’elogio all’insulto se non gli dai corda. Questi sono gli stronzi cui mi riferivo.

Akab: Che bello leggere le tue parole! davvero. Volevo solo evitarmi di farmi assurdi film sul fatto di essere perseguitato da una forma di intelligence Bonelliana per essermi più volte espresso provocatoriamente (e quello era il suo senso) nei confronti di un certo imbalsamento (si potrà dire?) delle produzioni Bonelliane.

(ma in fondo è tutto amore per questo maledetto media bastardo)

Ps: per quanto riguarda il tipo di stronzi di cui parli. Mi è molto chiaro il tipo. Solo che più che stronzi, quelli, mi sembrano persone con grossi problemi.

Gianfranco Manfredi: Sono felice che l’equivoco si sia chiarito. E ti assicuro che in Bonelli a volte è capitato che gli autori se la legassero al dito per certe critiche, ma Sergio Bonelli sopportava tutto e mai l’ho sentito prendersela contro qualcuno che lo accusava di non incoraggiare chi faceva fumetti diversi… a parte, sì… una volta, a un convegno, quando dopo che una specie di yuppie ci ammorbò con una dottissima relazione, tutta piena di grafici come se fosse a un consiglio di amministrazione, disse che certi fumetti (che piacevano tanto a lui) venivano colpevolmente ignorati dai grossi editori… al che Sergio (che i fumetti li leggeva sempre tutti, ma proprio tutti, non gli sfuggiva niente e nessuno) sbottò e disse: “Ma davvero pensi che se io le pubblicassi, quelle cose venderebbero di più? Io penso che venderebbero di meno”. Sergio aveva un gusto raffinatissimo in fatto di grafica, ma riteneva che la sua mission storica fosse quella di rivolgersi a quelli che lui chiamava “lettori da barbiere”. Questo ha insegnato una maggiore umiltà a noi autori che non venivamo affatto dalle barbierie, perché più o meno tutti (incluso Sclavi) eravamo piuttosto “alternativi”. Si possono anche fare cose difficili, ma è importante farle arrivare anche al popolo (in senso buono). Una delle prime volte che mi esibii come cantante, fu in una fabbrica occupata, insieme al mio amico Gianco. Lui cantava le sue canzoni anni 60, io il mio repertorio da studente sessantottino. Con lui si ritrovavano, a me guardavano come a un marziano… E.P. L’Extra Parlamentare! Lì cominciai a capire qualcosa. A maggior ragione sarò sempre grato a Sergio per i suoi insegnamenti. Per il resto, hai perfettamente ragione: ciascuno si ritaglia il compito e lo spazio che vuole e che corrisponde meglio a quello che sente.

Piccola postilla. Riguardo agli stronzi. Hai ragione che molti hanno dei problemi. Alcuni mi hanno letteralmente perseguitato, approfittando della mia disponibilità un po’ stupida, tempestandomi di telefonate in piena notte, inviandomi lettere minatorie, uno persino riempiendo con il mio nome cartellini da abbonamento di quelli che si trovavano nelle riviste e facendomi arrivare a casa tonnellate di cartacce… per cui mi sono detto: ma quando mai gli ho dato corda? Questi sono gli stronzi pericolosi. Poi ci sono quelli diffusi … che aprono un blog, si proclamano critici dell’universo mondo senza aver la minima preparazione, confondendo l’opinione personale con il lavoro della critica (che dovrebbe essere altra cosa) e che pontificano non per dare un giudizio sulle cose (non ne hanno gli strumenti) ma per erigere un indiscutibile monumento a se stessi. Io questi non li sopporto proprio. Ma ti pare che uno debba leggere una recensione letteraria zeppa di errori di ortografia? Questi sarebbe il caso che i blog intelligenti e/o di tendenza, li indicassero al pubblico ludibrio perché il loro dilagare, questo sì, oscura il lavoro degli altri.

Akab: È un discorso complesso..se ne si fa una questione di numeri allora diventa fondamentale il messaggio che si vuole veicolare. Io ho letto molti fumetti e molti di questi erano anche della Bonelli. Certe volte mi ricapitano in mano. Vedo alcuni disegnatori bravissimi che fanno un lavoro enorme. Architetti stilisti registi montatori scenografi direzione degli attori ecc ecc. ma tutto questo lavoro mi pare venga poco gratificato del continuo dover tenere uno standard omologante. Le storie non possono volare “TROPPO” alto. Sclavi ha fatto cose meravigliose per un lettore adolescente. Davvero potenti. Ma rileggerli adesso. Dopo essersi visto tutto Carpenter, Cronenberg, Lynch, Polanski, ecc ecc..ne escono decisamente ridimensionate. Non mi fraintendere. Alcune rimangono grandi storie, ma il senso che lasciano è che il fumetto non sia altro che una forma di semplificazione della lettura. Un cut-up popolare per gente troppo “ignorante” per vedersi i film o leggersi dei libri da soli. Allora ti faccio il fumetto. Così anche tu potrai dire di aver letto cuore di tenebra o Moby Dick. Mentre invece io penso che il fumetto sia un linguaggio a se. Di cui le potenzialità sono ancora tutte da scoprire. Sto andando a braccio.. spero di non creare punti fraintendibili. io non dico che il fumetto debba essere solo “alto”. io dico che NON DEVE essere solo “basso” .

Come dire che la musica pop andrebbe anche bene se in radio ci fosse anche tutto il resto.

Ma sappiamo benissimo che così non è.

Insomma (con il massimo rispetto) mi pare che il discorso che faceva Sergio assomigli pericolosamente a quelli dei canali Fininvest (o tv in generale) dove si pensa sia giusto trattare lo spettatore da semianalfabeta.

Così nessuno crescerà mai.

Ma come dicevo è un discorso lungo, e complesso.

Gianfranco Manfredi: Giusto, sono d’accordo. Però sai, io sono un Salgariano … tutti a scuola e in famiglia mi dicevano che era uno scrittore mediocre, ma a me non fregava niente… quel tipo di tradizione popolare avventurosa che in letteratura si è spenta, la Bonelli l’ha mantenuta e rinnovata in fumetto… e per me, è stato lodevole.

Akab: Ehhh..ma queste sono cose romantiche… temo non sia più tempo di romanticismi. Qua è tutto distrutto. Tutto da ricostruire. Come dice un mio amico: da rifare dalla cattedrale alla cattedra.

Gianfranco Manfredi: Eh lo so… e hai centrato il punto… io sono romantico in senso stretto (anche gotico in realtà, diciamo che mescolo)… sarà inattuale, ma chi se ne fotte dell’attualità? Anzi, il rischio dell’attualità è quello di precipitare nel circuito delle mode.

Akab: Io credo che come autore uno non faccia altro tutta la vita che conquistarsi libertà. In tutti i sensi. Anche in termini di tempo. Più passa il tempo più riesco a decidere su quali progetti lavorare e quanto tempo dedicargli. In questo senso l’unica cosa che mi sembra sia il minimo dare in cambio è la propria, per quanto possibile, onestà intellettuale. Ma è una parola che non mi sta simpatica. Ne uso una ancora peggiore. Io credo che un artista (si, ho usato proprio questa parolaccia) debba essere libero di fare quello che sente maggiormente. In questo senso se uno è portato per l’avventura? benissimo! un altro per il minimalismo? perfetto!

In maniera da avere buona avventura o un buon minimalismo. Ma tutto questo non potrà mai succedere se ci si incastra in logiche seriali sterili infinite. Dove è palese che gli stessi autori non sanno più che cazzo inventarsi come variazione di un meccanismo logoro di 300 numeri. La strada dei volumoni unici aperta con Simeoni mi sembra buona. Ad esempio…che poi sembra che io non dormo la notte pensando alla Bonelli. In realtà, semplicemente, in Italia i fumetti per la massa sono quelli. Allora penso che se si vuole davvero alzare il livello e da lì che bisognerebbe partire. Detto questo scalzo un ulteriore possibile fraintendimento (visto che qui pare che esprimere opinioni personali sia per forza un atto di invidia) io in Bonelli non credo proprio che ci vorrei\potrei lavorare. Proprio in virtù di un bisogno estremo di libertà che credo lì non potrei mai avere.

Gianfranco Manfredi: Ecco, vedi, stavo leggendo il tuo ultimo messaggio, quando uno stronzo ha cominciato a scassarmi i maroni… mi sta dicendo di tutto: mafioso, radical-chic, preoccupato solo del mio conto in banca (chi non si preoccupa di questi tempi? Ma lasciamo stare…) , camaleonte, pentito… ecco adesso mi ha appena dato del saltimbanco (magari, non c’ho più il fisico) e ha aggiunto… “prova solo ad avvicinarti!” Ma questi, da quale pianeta ci hanno invaso?

Akab: Ma dove??!! sul tuo profilo o in privato??!! cmq quella degli stalker sarebbe un altra interessante disquisizione…io ne ho una che mi vuole uccidere (mi scrive sempre prima di una fiera dicendomi che verrà con dei suoi amici albanesi) e uno che pensa che ogni cosa che faccio la faccio pensando a lui. E il bello ovviamente è che io non li ho mai visti in vita mia (!!!!)…la gente non sta tanto bene..

Gianfranco Manfredi: Questo si chiama Xxxxx Xxx. Uno che dalla mattina alla sera posta messaggi su tutte le ingiustizie mondiali e convoca a tutte le manifestazioni della penisola (continuando a stare a casa collegato a Facebook), dà del cretino a chiunque interloquisca, non capisce l’ironia, giudica la vita altrui senza conoscerla … e sai perché ha sbroccato? Perché aveva scritto “il calcio è l’oppio del popolo” e io gli avevo risposto “hai qualcosa contro l’oppio?” Beh, alla fine, ho colto l’ispirazione, gli ho dato dello stronzo e morta lì (anche se lui continua a mandarmi messaggi sempre più squilibrati). Eheheh.

Akab: È il perfetto ritratto di uno dei miei di mitomani. Non è lo stesso. ma hanno tratti comuni identici. Specie il sentirsi i salvatori del mondo senza fare mai un cazzo e la totale mancanza di ironia.

Gianfranco Manfredi: A uno Recchioni aveva scritto: “se mentre io mi guardavo la partita (Italia-Germania) tu non hai salvato il mondo, guarda che ti sei perso una bella cosa senza aver combinato un cazzo.” Ahahah . Pensa… non sto rispondendo più al tipo, ma quello è già al quarto messaggio infoiato…

Akab: Non ho ancora capito se facebook non stia facendo altro che rivelare cose che prima erano tenute nascoste o semplicemente amplificare il peggio che c’è in ognuno di noi.

Per ora (a parte alcune semplificazioni sul lavoro) l’unica reale nota positiva sono proprio gli scambi che mi capita di fare con altri autori\amici\persone. Per il resto è l’armageddon.

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6 risposte a “Akab vs. Manfredi: di stronzi, di stalker e di tutto il resto

  1. Questa è davvero divertente!

  2. “Non ho ancora capito se facebook non stia facendo altro che rivelare cose che prima erano tenute nascoste o semplicemente amplificare il peggio che c’è in ognuno di noi.”

    Un po’ tutte e due, ma soprattutto la seconda che hai detto.
    Io credo che fb si avvicini molto al concetto di “male assoluto”.

    p.s. Manfredi mi piaceva 30 anni fa e mi piace ancora oggi.

  3. Personalmente apprezzo molto entrambi gli autori, artisticamente, e sono d’accordo con quasi tutto quello che ha scritto Manfredi. Sulla semplificazione bonelliana ci sarebbe da scrivere molto. Comunque sia ho sempre apprezzato quei fumetti. E le testate Bonelli più “d’autore” non mi sembra che in Italia trovino concorrenti che le superano di molto in profondità… naturalmente è solo un’opinione personale.

  4. Le chiacchierate di Akab sono sempre una piacevole lettura. La parte sugli “stalker” sono divertenti/inquietanti… Chissà come si incazzeranno a leggere questo pezzo!!!
    Per la missione bonelliana, non credo che con “lettura da barbiere” Bonelli intedesse “roba di merda” 😛 ma intrattenimento ben fatto.
    Il problema di tanta produzione di massa, tipo la TV, è che ha rinunciato a solleticare le intelligenze per cercare l’accesso al lato più primitivo dello spettatore, in un rilancio al ribasso al cui confronto il peggio numero di Tex rappresenta ormai roba a livello di “Moby Dick”…

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