Akab e poi…

di Akab

Un fumetto di Akab sulla satira, sul mondo.-AQ

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14 risposte a “Akab e poi…

  1. e poi CIPPA! bellissimo, davvero ben fatto …bravo Gabriele! Ps ( lo so che odi che ti si chiami così ^__^)

  2. e poi akab finalmente si trova un lavoro vero! oppure si mette per davvero a disegnare… ma preferiamo la prima ipotesi.

  3. Conversazione/fumetto eccellente

  4. nell’odiare tante cose siamo in due, e forse di più….in quanto al lavoro vero, credo che un ARTISTA ce lo abbia già….il lavoro vero quale sarebbe? ad esempio in una giunta comunale? in Parla-e-mento?

  5. Odiare, o meglio quel succedaneo dell’odio praticato da tanti che non sanno la differenza tra la mozzarella e quella roba che è spalmata sul trancio di pizza in posti dove lo schermo piatto filtra il mondo solo attraverso Italia Uno, è facile.
    La satira ( dal termine latino che indica un vassoio ripieno di tanto) implica l’indignazione e lo spirito di osservazione sulle cose ( non buone ) dal mondo che sono altri due nomi dell’amore.
    Lo schermo piatto di cui sopra racconta spesso di poveri che pagano poco la bistecca, anche se indossano la maschera del finto non vedente con il SUV o della vecchietta che si sostituisce all’amica stecchita e ne incassa la pensione, e li serve su di un vassoio ricco, tanto impanate da confonderle con lo sdegno per il potente che fa schifo.
    I potenti, al riparo dai ns ombrelli, continuano a prendere il sole a chiappe scoperte, sicuri che i loro orifizi sono al sicuro dal pericolo di ispezione.

  6. grazie Akab per averci dato un crepascolo leggibile!

  7. Crepascolo è (quasi) sempre leggibile e dice sempre delle gran belle cose, che non trovo spessissimo in giro.
    Akab qui è grandissimo.

  8. Grazie a tutti, sono commosso. Crepascola, che dalla fine del ventesimo secolo sopporta il mio bislacco approccio alla Realtà Prima, ha sviluppato una personalità multipla sul modello della Crazy Jane di Morrison o del recente Moon Knight di Bendis e, quando parto per la tangente, mi lascia in compagnia di Ascolto Silente mentre Pragmatismo & Sintesi si rifugia in una nicchia dove elaborare il palinsesto del prime time ( cosa mangerà Crepascolino ? ) e della seconda serata ( quando è igienico schiodare Crepascolino da RAI Yo-Yo e quante fiabe è opportuno che il padre gli racconti prima della nanna ?).
    Anche Crepascolo, nato giusto quattro anni fa come un Polonio passato x MK Ultra, ora ha una sua consistenza, petulanza e quasi un codice fiscale. Prima o poi gli farò la fine che il signor Rossi voleva far fare ad Alfredo, altro portatore insano di discorsi inopportuni. Posso smettere quando voglio, come diceva il tale, mentre parenti e amici gli magnificavano la A.A.

    Akab è considerato un grandissimo anche dagli aspiranti cartoonists: tempo fa è intervenuto con un microciclo di conferenze nella SdF di Milano – dove insegno storia del fumetto, naturalmente non in modalità crepascolare – ed i miei studenti non vedevano l’ora di ascoltarlo.
    Buona giornata a tutti.

  9. Il Signor Rossi e Alfredo, il cane parlante che gesticola in napoletano! Mannaggia al putipù, quanti bei ricordi!

    Ovviamente, una reminiscenza del genere ti (e mi) qualifica come più che quarantenne o quasi.

    Ma dì un po’, Crepascolo: mica ti ricordi pure della famiglia Mezille? Non se lo ricorda mai nessuno, quel cartone…

  10. Non ho fatto il sessantotto, ma sono stato fatto nel sessantotto e progettato nel sessantasette, considerato che sono nato a marzo.
    Avevo undici anni quando il Vasco nazionale spiegava al mondo perchè Alfredo era un ostacolo al raggiungimento della felicità di un giovane che intende interagire con una giovane.
    Ricordo anche la famiglia Mezil. Ed il Saturnino Farandola di Mariano Rigillo. Ed il trauma non ancora totalmente metabolizzzato di aver assisitito allo spettacolo di Paola Borboni che riusciva a far ripetere il proprio nome al pappagallo Portobello. Il diavolo non è nello sguardo di una vecchia casalinga, come sosteneva un personaggio del giallista John Dickson Carr, ma nella voce di una signora del teatro del 20mo secolo che mesmerizza un povero pennuto in cattività che era rimasto silente x un tempo sufficiente a tradurre in esperanto tutte e tre le serie della Mezil family. Brr

  11. Grazie di esistere.
    Sapete, quando l’informazione
    diventa un’ arma non mi piace.
    Mi annoiavo nel web tra tatticisticismi
    di cesti di cisti spinosi che penzolano
    dai balconcini di Tokio.
    Vi ho trovato digitando all’impronta:
    “Blog di fumetti graduatoria”.
    Ho cliccato su Akab.
    Bel post.

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