Due anni

di Andrea Queirolo

Da ieri il blog ha due anni. Esattamente il 18 maggio dello scorso anno battevo il primo tasto del primo articolo di questo blog. Ora siamo a 314 post, una media di un pezzo ogni due barra tre giorni. Non male. In questi due anni il blog mi ha dato molto, talmente tanto che quando vi accedo mi sembra di entrare in una realtà parallela. E’ la mia vita, ma allo stesso tempo non lo è. Mi sento come il Dr. Strange nel piano astrale. Comunque eccoci qua, dal nulla a qualcosa come un po’ più di nulla. Però, nel loro piccolo, i numeri vorran ben dire qualcosa. Nel suo primo mese di vita il blog contava poche centinaia di visite, nell’ultimo più di venticinquemila. Dal lavorarci da solo ad essere affiancato da più di dieci persone. E’ la volontà di voler fare qualcosa di buono e utile. Un manipolo di valorosi. La battaglia delle Termopili. E’…ok, basta stronzate. Solo, spero che il lavoro che sto facendo, e soprattutto quello che stanno facendo le persone che partecipano a questo sito (che ora come ora sarebbe vuoto senza di loro), possa continuare a interessare i lettori.

Colgo questa occasione per presentare sul blog, un pezzo preparato per la rivista Scuola di Fumetto rischiestomi da Andrea Leggeri. Una breve introduzione al blog, con qualche accenno alla critica del fumetto in Italia:

Innanzitutto, serviva un nome che potesse contenere un intero discorso. Non nascondo di aver preso l’idea del titolo dal bellissimo libro Eisner/Miller: Conversazione sul fumetto.

Il blog è nato con l’intento di pubblicare esclusivamente interviste agli autori, ma in breve tempo ho cambiato idea per le varie difficoltà che ho incontrato. Non è facile per tanti motivi, dai contatti alla preparazione, dalle disponibilità alle lingue. Così ho optato per la scelta di importare in Italia quella parte di critica, in prevalenza americana, che seguo on line con molto interesse ormai da tempo. E’ sembrata essere una scelta felice, che mi ha permesso di stringere conoscenze e accordi con persone davvero preparate sull’argomento. Riconosciuti studiosi del fumetto come Jeet Heer, Craig Fisher, Charles Hatfiled, Paul Gravett, Ken Parille (per citarne alcuni), tutti gentilissimi e molto disponibili a questo “scambio culturale”. A ruota è venuto naturale proporre anche la traduzione di interviste importanti, dal passato e non. A fianco a tutto questo, viene portato avanti un discorso personale con articoli miei e delle persone che collaborano con me, senza le quali questo blog non potrebbe mantenere la propria costanza, anzi, è proprio grazie a loro che potete leggere la maggior parte delle traduzioni e degli interventi. Infine, il blog mi ha dato l’opportunità di conoscere (alcune solo on line, altre dal vivo) diverse persone che si muovono da anni nell’ambiente critico italiano e di avere l’onore di ospitare alcuni dei loro interventi. Come amo ripetermi, il blog non deve essere un punto di arrivo assoluto, ma spesso e volentieri un punto di partenza, un là al ragionamento, uno scambio di vedute. Conversazioni su, appunto. Ovviamente cercando un senso nel discorso e decidendo una direzione. Dopo quasi due anni dalla nascita del blog, oggi il mio lavoro principale è più che altro simile a quello di un editore. Le scelte a volte possono essere infelici, eppure mi sento convinto di parlare e approfondire alcuni aspetti, opere, o autori che altri, in Italia, non approfondiscono. A parte la mancanza di una remunerazione per quello che oramai è diventato un lavoro a tempo pieno, sono contento della totale indipendenza. Per fare una conversazione c’è bisogno di più di una persona ed è per questo che col tempo ho cercato di creare partecipazione, di trovare gente motivata e preparata con la voglia di scrivere. Per andare avanti bisogna muoversi e qui stiamo provando a farlo.

Il blog sta riscuotendo un discreto successo, credo soprattutto fra gli addetti ai lavori e fra gli appassionati hardcore. Mese dopo mese le visualizzazioni aumentano, così come la partecipazione. Per essere un blog che tratta esclusivamente di fumetto (e di una certa parte di fumetto), devo esser sincero, non credevo possibile un feedback così ampio e positivo. La mia speranza è quella di essere letto dalla maggior parte dei lettori interessati ad approfondire la propria conoscenza sull’argomento. Personalmente, leggo quasi tutto quello che passa nella rete italiana, e mi interesso costantemente di quella americana. La critica on-line in Italia è decisamente disastrosa. I blog sul fumetto di un certo spessore si contano sulle dita di una mano. I siti su un paio di dita. Attenzione, non sto parlando di dare notizie, ma di fare approfondimento. C’è una grossa differenza fra la divulgazione e la riflessione e spesso noto come venga fatta più la prima (per interesse) che la seconda. Internet dovrebbe facilitare tutto questo, è una grande opportunità che valica tutte le difficoltà di un’era precedente, ma forse c’è poco interesse a fare qualcosa di diverso e a farlo bene o forse non si è ancora capito il pontenziale che la rete può offrire. In compenso, oltre alla vecchia guardia presente su internet, ci sono varie nuove personalità individuali capaci di parlare di fumetto in modo intelligente, ma a mio avviso sono tutte troppo sparpagliate fra un sito e l’altro. In un contesto come il nostro, quello italiano, che può essere piccolo quanto si vuole, ma che potrebbe e dovrebbe essere unito, si è ancora qua a cercare la polemica o l’errore altrui invece di mettersi assieme e costruire un discorso comune che farebbe solo il bene di tutti.
Vorrei chiudere con alcune parole che Henry James espresse sulla critica: “L’arte vive sulla discussione, sulla sperimentazione, sulla curiosità, sulla varietà di tentativi, sullo scambio di opinioni e il confronto di punti di vista”.

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5 risposte a “Due anni

  1. Orlando Furioso

    Auguri di cuore per la seconda candelina! 🙂
    Conversazioni sul Fumetto è uno dei (pochi) “luoghi virtuali” per i quali vale la pena accendere il pc. Complimenti e ancora complimenti. E stima a mille! 🙂

  2. Auguri, Andrea, e a tutti gli altri!
    E complimenti. E andate avanti così!

  3. Tanti auguri! Spaccate proprio, andate avanti così che ci piacete un sacco!

  4. Auguri al blog:-) Niente male l’articolo!

  5. Auguri e complimenti.

    Quanto all’auspicio di maggior comunanza che fai nell’articolo, ricordati dei riassunti caratteriali che Rudyard Kipling dava dei maggiori popoli europei:
    “Un inglese? Un imbecille.
    Due inglesi? Due imbecilli.
    Tre inglesi? Un popolo”.
    “Un tedesco? Un lavoratore.
    Due tedeschi? Una birreria.
    Tre tedeschi? La guerra”.
    “Un francese? Un eroe.
    Due francesi? Due eroi.
    Tre francesi? un “menage””.
    “Un russo? Una bomba.
    Due russi? La rivoluzione.
    Tre russi? Nulla”.
    “Un italiano? Un bel tipo.
    Due italiani? Un litigio.
    Tre italiani? Tre partiti politici”
    Mi sa che siamo troppo fieramente individualisti, sempre pronti a mille distinguo e variazioni personali, prova ne sia questo mio intervento.

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