Mytico!, fra fumetto e stroncatura

di Andrea Tosti

Dopo un mio primo articolo, scritto a caldo sulla nuova iniziativa editoriale de Il corriere della Sera, vorrei spendere qualche parola in più sul primo numero di Mytico!

Devo ammettere che la recensione, scritta quasi istantaneamente dopo una prima lettura del fumetto, possa risultare un po’ frettolosa, se non tagliata con l’accetta. Tengo però a precisare che il tono del mio articolo non è stato dettato da livore personale di nessun tipo. Non sono coinvolto, infatti, in giochi di parte di natura editoriale, non conosco personalmente i nomi coinvolti nell’operazione e di quelli che conosco da lettore ho avuto modo di apprezzare il lavoro su altre pubblicazioni; né, infine, le mie parole volevano essere una risposta ad altre recensioni pubblicate su altri blog o testate. Ho saputo dell’iniziativa, ho comprato il primo numero, l’ho letto e ho espresso un mio parere. Specificare che questo mio parere sia da intendersi come del tutto personale ed anzi, autonomo (fortunatamente) rispetto alla testata che lo ospita, e che al tempo stesso possa essere considerato del tutto o in parte opinabile, inopportuno, persino stupido, significherebbe ribadire un’ovvietà; di più: significherebbe riaprire, ancora una volta, l’eterno dibattito sull’opportunità o meno della stroncatura come forma di recensione letteraria. Posso solo dare una mia parziale opinione sulla questione, riferendomi al caso specifico. Innanzitutto una “recensione istantanea”, come ho tenuto a specificare già a partire dal titolo è, evidentemente, una recensione di pancia, immediata, che mette in secondo piano la critica più approfondita per fornire un parere dettato dall’emozione, dall’attimo. Che poi da questo possa scaturire un dibattito che permetta di entrare maggiormente nel dettaglio non è solo auspicabile, ma necessario.

Credo che la stroncatura, se estranea a partigianerie, opportunismi e rancori personali, come, ribadisco, è stata la mia, se non abusata, infine, possa essere non solo uno strumento legittimi di critica, ma persino un atto d’amore. D’amore deluso, s’intende. Non mi interessa leggere recensioni su recensioni in cui l’unico intento evidente, troppo spesso, è l’agiografia spicciola, la partigianeria dei fan, recensioni che, la maggior parte delle volte si riducono a consigli per la lettura, nel caso migliore; nel caso peggiore a consigli per gli acquisti. Stupirsi di una stroncatura lo trovo non solo inattuale, nell’epoca di Twitter (e c’è chi ha usato parole molto più feroci e lapidarie delle mie), ma anche un fenomeno tipico del mondo del fumetto, per quanto io sia un veramente poco assiduo frequentatore di blog, forum e quant’altro. Si leggono di frequente stroncature in campo artistico, letterario, cinematografico; meno, forse molte di meno, in campo fumettistico. Sul perché non ho gli strumenti per dirlo.
Se una stroncatura, se pur frettolosa e parziale come la mia, è un atto d’amore tradito, da dove scaturisce questo tradimento? Appena saputo dell’iniziativa del Corriere della Sera ho sperato che il prodotto fosse all’altezza delle aspettative che mi sono creato. Aspettative tutte legate all’amore che provo per il fumetto, aspettative sfaccettate che nascono da una serie di considerazioni. In primo luogo considerazioni nostalgiche. Per quanto sia consapevole che la nostalgia possa essere uno strumento critico molto pericoloso, spesso reazionario, quasi sempre sterile, non ho potuto fare a meno di sperare che la pubblicazione di Mytico! fosse il primo passo per un ritorno ad un’editoria di fumetti di stampo popolare, di qualità e su larga scala come, molto parzialmente, posso ricordare personalmente e di cui molto mi è stato ricordato e ho letto. Un altro motivo è stata l’epocale discesa in campo del gruppo Corriere della Sera/Rcs che per una volta, forte delle sue enormi possibilità distributive, ha deciso di non proporre l’ennesima serie di ristampe (giocando ancora sull’effetto nostalgia) ma di proporre un prodotto nuovo, scelta coraggiosa che va rispettata in quanto tale ma che, secondo me, poteva produrre risultati migliori. Le ristampe, per quanto le vendite, spesso notevoli, facciano parlare di un ritorno di visibilità verso il medium fumetto, in realtà non fanno altro che radicare un’idea di classicità per cui il bel fumetto si faceva una volta. Inoltre non portano nuovi soldi né in un mercato di per se sofferente (se non verso i grandi editori) né agli autori che quei fumetti li hanno fatti, per un meccanismo ben noto; né, fatto per me ben più grave, professionalizzano nuovi autori e non contribuiscono a formare nuovi professionisti del settore. Benvenga, quindi, un’iniziativa come Mytico! e benvengano altre iniziative simili che, si spera, la seguiranno, se questo servirà a produrre nuovi prodotti di qualità, se favoriranno il formarsi una nuova generazione di lettori di fumetti e soprattutto se, commercialmente parlando, riusciranno ad allargare la cerchia di chi di fumetti campa o di chi vorrebbe camparci. Per tutti questi motivi l’iniziativa del Corriere della Sera va accolta con speranza; detto ciò una critica non partigiana all’albo in questione non va intesa, necessariamente, come una stroncatura al progetto in se, ma nei confronti dei risultati ottenuti. Perché si può sperare che tutte queste cose si realizzino, se lo augurano tutti, immagino, anche gli esegeti più feroci, se sono davvero appassionati del mondo che vanno a scansionare con i loro articoli, i loro tweet, le loro conversazioni, più o meno private, ma tutte queste speranze non possono prescindere dalla qualità del prodotto che viene proposto. Il terzo motivo che mi ha spinto a scrivere il mio articolo è stato, conseguentemente, la delusione di vedere una potenzialità così interessante, così fertile, delusa da un risultato che, sempre a titolo personale, sembra ormai necessario ribaidirlo ad ogni riga, è poco meno che modesto. Naturalmente i risultati potranno smentire le mie critiche. Non solo: spero che i risultati smentiranno le mie critiche. Perché anche il successo di un prodotto che non ho amato (e che spero, invece, riuscirà a sorprendermi nel corso della sua pubblicazione) è necessario, oggi come oggi, in un mercato che sta diventando pericolosamente asfittico, un mercato in cui il fumetto per ragazzi si sa e si è saputo fare (si pensi solo, per restare in anni recenti, a Monster Allergy, recentemente ristampato) e che forse ha bisogno solo di scelte e strategie editoriali più coraggiose.

Quello che è mancato a Mytico! è stato appunto il coraggio. Se la mitologia poteva sembrare un argomento di facile appeal il modo in cui la vicenda epica è stata ridotta ad una semplice contrapposizione di parti ne ha eliminato del tutto il naturale e intrinseco fascino. La riduzione di complessità, il numero davvero esiguo di tavole, hanno fatto sì che quelli messi in campo non fossero personaggi ma semplici marionette incapaci di agire secondo motivazioni profonde, macchine-agenti al servizio di una conclusione frettolosa e per di più negata. Sbaglierò, di certo, ma credo che il lettore-ragazzo a cui una pubblicazione come questa è evidentemente destinata cerchi, desideri, ben altro coinvolgimento, ben altra possibilità di immedesimazione e di approfondimento. Questo atteggiamento oltre ad essere didatticamente ingenuo è anche anti storico, parlando di storia del fumetto almeno, cioè di un media che nasce come rifugio per i ragazzi in cerca di contenuti e forme non allineati, più o meno trasgressivi ma di certo non così “poveri”, nell’ordine di stimoli e complessità (almeno nelle sue incarnazioni più popolari e note, off course).

N.B.

Rispondo direttamente a chi, in uno dei commenti al precedente articolo, ha insinuato che io abbia parlato de L’Eroe di Rubin, pubblicato dalla Tunué, casa editrice per la quale io “lavorerei”. Naturalmente è semplicemente ridicolo. Ho un lavoro che mi da il pane, per fortuna, e che nulla ha a che fare con il mondo del fumetto. Scrivere un saggio per una casa editrice non significa lavorare per loro. Non ricevo uno stipendio e i pochi soldi dei diritti di autore non saranno sufficienti a ripagare un lavoro di anni, almeno non dal punto di vista monetario. Le soddisfazioni personali (così come le delusioni) sono un altro paio di maniche. Scrivo per passione; se qualcuno volesse pagarmi per farlo, caro Mat Mayer, fammelo pure conoscere. Dovendomi vendere, l’unico buon motivo sarebbe per soldi, possibilmente a mucchi.

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23 risposte a “Mytico!, fra fumetto e stroncatura

  1. Gennaro Costanzo

    È molto strano difendersi da un’accusa e avvalersi dell’onestà intellettuale e contemporaneamente non concedere la stessa oppurtunità agli altri, ma anzi accusarli di far pubblicità o di chissà quale altre macchinazioni. Direi che la correttezza è qualcosa di raro da queste parti.

    Senza neanche pensare che magari ci possono essere punti di vista differenti. Forse, come fatto dal recensore di questo blog, ho comprato il prodotto e l’ho recensito secondo il mio punto di vista. Francamente, non ho legami né con il Corriere, né con la BD, né ho seguito dictat imposti da chicchessia.

    Anzi, trovo le accuse davvero di bassa lega che non mi sarei aspettato di vedere su un blog solitamente così interessante e attento e che mai avrei ritenuto potesse fare uno scivolone simile. Ma vabbè…

    Ovviamente, liberi di farvi tutte le vostre seghe mentali e sbizzarrirvi in fantasiose teorie del complotto, mi sono concesso il lusso di dedicarvi un paio di minuti. Non ricapiterà.

  2. ciao gennaro. il problema, da parte mia, non sussiste proprio.
    quello a cui io mi riferivo era il fatto che il tuo pezzo su comicus non mi pare una recensione, ma piuttosto una pubblicità. ovvero, assomiglia molto di più a un consiglio per gli acquisti che ad un qualsiasi tipo di analisi.
    almeno secondo me.
    per il resto, non vado certo dietro a altra gente, sai a me cosa mi interessa dei capricci degli altri.
    mai detto, poi, che tu sia in relazione col corriere, la bd o chicchessia.
    spero di aver chiarito.
    andrea queirolo.

  3. Gennaro Costanzo

    Ciao, Andrea. Rispetto naturalmente la tua opinione sulla mia recensione e ti ringrazio per il chiarimento. Ovviamente capirai che un’affermazione del genere, nel contesto della discussione, possa risultare alquanto fraintendibile, per così dire.

    Per quanto mi riguarda, quello che ho scritto è la mia sola opinione e tengo a ribadire che una stroncatura o una recensione positiva del prodotto è legata solo al mio giudizio critico e a nessun altro fattore.

    Detto questo, anche per me la questione è chiusa e archiviata. Ti auguro un buon lavoro.

  4. Boh, io non capisco… Matt Mayer è uno dei soliti troll che commentano in giro, e le sue sono solo provocazioni, io non sono d’accordo con la recensione in questione, ma non importa. I pareri vanno espressi e uno ha il diritto di farlo. Non capisco questo articolo che è come mettere le mani avanti. Qualcuno potrebbe pensare che allora c’è sotto qualcosa.

  5. Marco Pellitteri

    Mi piace molto il tuo articolo, Andrea. Credo che parte del malinteso, assolutamente non dovuto a te, abbia origine nella mancata distinzione da parte di alcuni lettori fra la paternità quel che hai scritto tu e quella di ciò che invece è stato scritto in parte dei commenti al tuo articolo, da altri.
    Anche io ribadisco la liceità e la necessità, se mai ve ne fosse bisogno, della recensione di parere (argomentato) negativo. Non ti montare la testa, però: la tua non è stata affatto una stroncatura. Mi sei sembrato molto equilibrato nel proporre le tue valutazioni, sia quelle di pancia sia quelle di testa.

  6. Sì, lo credo anche io, ma in alcuni casi è meglio specificare. Amo molto la polemica; molto meno la polemica fine a se stessa. Detto ciò, mi dispiace che il mio articolo sia stato confuso con i commenti che ha generato. Non frequento forum, se non, salturiamente da lettore (e non lo dico con fare da snob, a volte è semplicemente mancanza di tempo) e da quel che mi pare di capire da alcune cose emerse qui ci sono malumori e faide che mi sfuggono e a cui mi spiacerebbe essere associato.

  7. Carissimi Andrea (Q. e T.),
    questi due articoli mi fanno tornare in mente un mio vecchio pallino: un sito di sole recensioni negative. Una volta sarebbe stata una provocazione, oggi mi sembra che ce ne sia bisogno. 🙂

    Matteo

  8. Un sito di stroncature sarebbe interessante.
    Ma nel momento in cui la stroncatura diventa programmatica, va stroncata la stroncatura.
    Mi sa che è un’aporia.

  9. Ho avuto il fumetto in questione in omaggio a Torino Comics. L’ho letto una volta arrivato a casa e non mi è piaciuto. Concordo pienamente con il primo articolo di Andrea Tosti quindi non starò a ripetere ciò che lui ha già detto meglio di quanto potrei fare io.
    Mi fa sempre sorridere che nessuno chieda mai spiegazioni per critiche “positive” mentre ne chieda per critiche “negative”.
    Rispetto a quanto dice Matteo su un eventuale sito di “stroncature”: ce n’è davvero bisogno? Si finirebbe a carte legali e minacce di avvocati nel giro di cinque minuti. Certo, sarebbe tutta pubblicità, ma a che pro, anzi a pro di chi?
    Colgo l’occasione per rinnovare i complimenti a Conversazioni sul Fumetto, che per me resta il miglior sito sui fumetti in Italia.
    Orlando Furioso

  10. Certo che fa specie vedere che un critico, oggi, debba giustificare la sua attività, ovvero esercitare un’analisi critica su di un’opera. E’ un mondo sempre più strambo.

  11. Ma la cosa che mi inquieta di più, è che la strategia del “faccio la voce grossa così, se non ti faccio stare zitto questa volta, ti ci faccio pensare due volte sopra alla prossima”, sta prendendo sempre più piede.
    Una cattiva recensione? E arriva il curatore, l’editore, il redattore, l’autore a zanne snudate.
    Certe volte solo cercando di screditare il critico di turno, altre volte, minacciando querele e via dicendo.
    E il critico, che di solito è solo un appassionato senza alcuna redazione alle spalle, di solito scende a più miti consigli e la volta successiva, del prodotto brutto di quel curatore-editore-redattore-autore, non ne parla.
    Non tanto perché ha paura, ma perché chi glielo fa fare a cercarsi noie?

    Bho.
    Sempre peggio.
    Sempre più in fretta.
    Ma pure, sempre i soliti.

  12. e sai qual’è il bello roberto?
    se uno cerca “mytico” su google il secondo e il terzo risultato portano ai nostri post.
    un numero esorbitante di visualizzazioni.

  13. A me lascia sempre perplesso.
    Perché, per carità, io sul web non sono morbido e se qualche critico scrive una roba inesatta, ne faccio un punto di farglielo notare.
    Ma se esprime il suo parere, per quanto negativo possa essere, non metto bocca.

  14. O, perlomeno, cerco di non farlo più.
    Da ragazzino, troppe cazzate ho fatto pure io.

  15. infatti, il problema è che qua mi sembrano tutti grandi e vaccinati 🙂

  16. Ehm… al di là dei litigi e delle case editoriali… da “ignorantissimo” in materia, a me è piaciuto abbastanza… Certo, ci sono degli elementi oggettivi, ma anche soggettivi, che mi fanno dubitare della bontà del fumetto e della scelta editoriale. Innanzitutto, tutte quelle disquisizioni sul fatto che finalmente ci sia un fumetto in allegato ad un quotidiano, e quindi con maggiore visibilità, mi sembrano abbastanza aleatorie. Come CSF afferma, da quando in qua il numero “in allegato” si vende davvero con questa modalità? L’acquirente medio, che dovrebbe essere coinvolto dall’iniziativa, giunge all’edicola, chiede il Corriere, e se ne va. Io vado dall’edicolante, chiedo espressamente all’edicolante solo Mytico! e contento torno a casa! 😉 Quindi il fatto che ci sia gran visibilità e un pubblico maggiore mi sembra quantomeno dubbio. O almeno, il pubblico è POTENZIALMENTE maggiore, ma in sostanza…
    Inoltre, come una critica “doppia”, sia per la scelta editoriale, sia per la qualità del fumetto, vorrei esprimere la mia contrarietà sulla quantità delle pagine. 23 tavole, più alcune cose che, francamente, posso trovare tranquillamente su Internet e che sicuramente non vado a cercare su un fumetto… E poi, il lettore “nuovo”, non abituato al format fumetto, non credo possa essere molto coinvolto nella lettura, troppo breve, e ne risente anche il pathos, a causa dell’assurda velocità delle scene di combattimento e dialoghi più che fulminei.
    Vorrei dire la mia su alcune cose giustamente fatte notare da CSF, come la scarsa qualità del disegno “di massa”: credo sia assolutamente voluto, con l’intenzione di rendere un tutto omogeneo, non volendo distinguere i soldati, troiani o achei che siano… In generale, credo sia potenzialmente un buon fumetto, ma spero che migliori con i prossimi episodi…

  17. se per stroncare un fumetto mi si cita Hercules o Xena come modelli positivi, allora quel fumetto deve essere sicuramente un buon prodotto

  18. Marco Pellitteri

    A questa critica su Mytico (ho davanti a me i primi due numeri) si aggiunge una qualche minuscola ma cruenta polemica sul primo numero della collana su Superman della Mondadori realizzata dalla Lion. Sono giunte negli stessi giorni, per vie separate, con contenuti separati, ma con caratteristiche simili.
    Secondo me gli autori di un fumetto, o anche i curatori, dovrebbero rispondere, come scriveva Rrobe, solo nel caso di inesattezze fattuali, ma mai entrare nel merito delle critiche (bene o male argomentate) dei recensori e ancor meno dei fan, che fra tutti sono quelli con in assoluto il diritto più evidente di dire la loro in modo libero e anche “irresponsabile”, al limite; diciamo per statuto ontologico.
    L’autore parla con il suo lavoro e rispondere alle critiche provoca dei corto-circuiti, a mio avviso. Deve possibilmente leggerle e farsene una ragione… per migliorare, per rimanere sulle proprie posizioni, per farsi due risate, per poi confrontarsi con i colleghi.
    Questi sono miei pareri, ovviamente. Credo che sia l’atteggiamento che terrei io se fossi un autore di fumetti. Probabilmente non faccio testo in questo mondo d’oggi perché sono un saggista/accademico e non ho un blog e non lo aprirei manco se fossi un autore di fumetti 🙂

  19. Pingback: Mytico!, fra fumetto e stroncatura « Riassumendo

  20. marco matteazzi

    mytico è mytico si vede propio che avete la passione dei miti e delle leggende.
    ma da dove è nata questa passione?
    a e un’altra cosa farete un fumetto su medusa?

  21. ciao purtroppo mi son perso 12 episodi,pero mi sto comprando il 13 14 e il 15 e poi mi prendero gli episodi persi.mytico è troppo bello e anche divertente.pero vorrei che ci sarebbero piu pagine tipo 45 pagine sarebbe piu divertente con una storia piu lunga

  22. a mi sono dimenticato di dirvi che ogni giornaletto è cosi fantasico che me lo leggo in massimo 20 minuti

  23. io ho dal 1 al 8 perchè ho capito che non stavano finendo più..xD
    Mytico comunque è il primo fumetto italiano che mi è piaciuto
    perchè a me piacciono i manga ma mytico è bellissimo

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