Satana è il migliore

di Akab

Una conversazione fra Akab e Sandro Dossi.

Akab: Come hai cominciato?

Sandro Dossi: Ehm… devo ritornare a ritroso nel tempo, tanto tempo fa… il disegno ha sempre fatto parte di me, a scuola quando il prof. spiegava io illustravo l’Iliade sull’antologia e se mi beccava non ero sgridato ma elogiato per i miei disegni….

Siamo nel 1960 e casualmente incontro Pierluigi Sangalli che già faceva parte della scuderia Bianconi. Avevo 16 anni, frequentavo la scuola d’Arte a Monza e a volte andavo in una piccola Agenzia Pubblicitaria a lavorare…
non ci ho pensato neanche un attimo, ho mollato tutto, era un’occasione unica e ho incominciato ad andare a bottega da Pierluigi! Dopo aver valutato le mie possibilità mi aveva proposto di inchiostrare le sue tavole, non è stato difficile, ho imparato subito.
Un anno dopo Sangalli mi aveva introdotto in redazione, ero entrato subito in sintonia con Renato Bianconi, che mi chiamava, essendo il più piccolo, “Il giovane” e mi aveva proposto di andare in redazione a fare i Titoli quando avevo del tempo libero, ero così diventato il “Titolista Ufficiale” delle Edizioni Bianconi, ho fatto la grafica di tutte le testate che editava e realizzavo i titoli di tutte le storie che pubblicava!
I miei titoli piacevano così tanto che mi interpellavano anche altre Case Editrici come la Cenisio, dove conobbi un giovanissimo Gianni Bono che era il redattore ed altre minori che non ricordo…
In redazione avevo avuto la fortuna di incontrare autori già famosi come Giovan Battista Carpi, Bottaro, Rebuffi, Manfrin, Capitanio (cugino di Cavazzano), i fratelli Missaglia, Luciano Gatto, Arias, Gherlizza e molti sceneggiatori già affermati! Gli autori con i quali ero più a contatto erano Mario Sbattella che era fisso in redazione, Tiberio Colantuoni, Nicola del Principe, Alberico Motta (del quale diventerò cognato dopo qualche anno) e il già nominato Pierluigi Sangalli (che era andato a bottega da Motta). Pierluigi, Alberico ed io eravamo molto uniti in quanto abitavamo tutti e tre a Monza. Nel 1962 mi si presentò l’occasione di disegnare una storia tutta mia di gatto Felix, la prima di una lunga serie… si aggiunsero poi Geppo, Braccio di Ferro, Chico, Pinocchio, Tom & Jerry e personaggi minori come Grissino, Merlotto, Eugenio….. da qui incomincia la mia lunga storia!

Akab: Diciamo ai tempi del tuo primo Felix quante tavole facevi al giorno? Come lavoravi, stavi a casa o in studio? Lavoravi sotto approvazione di un soggetto? Insomma com’era fare il fumettista negli anni ’60?

Sandro Dossi: Passavo la mattinata in redazione (a 18 anni avevo la fortuna di avere una splendida 500 blu) disegnando testate e titoli, il pomeriggio rientravo a casa e disegnavo Felix. Avevo smesso di inchiostrare le tavole di Sangalli in quanto aveva trovato una ripassatrice. Inizialmente ero piuttosto lento nel disegno, riuscivo a realizzare due pagine e il giorno successivo le ripassavo. I testi erano miei e Bianconi in genere faceva passare tutto, non voleva leggere nemmeno le “sinossi”, gli bastava sentire raccontare il soggetto a voce, (amava molto le storie con i banditi…).
Le scadenze in genere erano a breve, con tempi molto stretti, si doveva consegnare prima di subito, si doveva produrre tanto!
A me piaceva riempire tanto le tavole particolareggiandole, Bianconi mi suggeriva di semplificarle per “rendere” di più… è così che è nato lo stile semplice alla Bianconi!
Dopo un periodo abbastanza lungo di “pendolarismo” lo convinsi a comunicarmi telefonicamente i titoli e le testate che servivano (ai tempi, siamo nel ’64) non esistevano fax e computer…io li raggruppavo e andavo a consegnarli in redazione in media 2 volte la settimana, ero così riuscito ad avere più tempo da dedicare alla realizzazione di storie per Felix!
Ho avuto una grande fortuna, quella di imparare il mestiere lavorando… in quegli anni era possibile, il lavoro a disposizione era tanto!

Akab: A questo punto volevo chiederti qual è il personaggio a cui sei più affezionato e perché?

Sandro Dossi: Parli dei personaggi Bianconi o di tutti quelli che ho disegnato negli anni? Disney, Warner…..

Akab: Direi uno tra tutti

Sandro Dossi: Ehm…nella mia lunga carriera mi hanno accompagnato molti personaggi dallo stile diverso che mi sono divertito a disegnare… si, divertito perché il mio mestiere mi piace ed è l’unico che avrei voluto fare!

Sangalli era impegnato con BdF che in quel periodo era quindicinale, aveva lasciato Geppo ed io mi ero assunto l’impegno di portare avanti la pubblicazione che era mensile, contemporaneamente facevo qualche storia per Braccio di Ferro, Chico , Pinocchio Tom & Jerry….
Facevo ormai parte del “Clan Bianconi”, mi sentivo realizzato anche se il programma era pesante! Ma la vita mi aveva riservato altre cose…
La casa editrice Bianconi/Metro, cominciò ad andare alla deriva e l’esigenza fece si che uscissi allo scoperto per cercare altre alternative…
Fu così che passai tramite lo Staff di If alla Disney (ancora Mondadori) e incominciai a disegnare Paperi e Topi pur mantenendo un contatto con il mio “vecchio amore”… continuavo a disegnare Geppo e Braccio di Ferro!

Negli anni ’90 ero approdato anche al Corriere dei Piccoli realizzando tutti i personaggi più importanti della Warner, ho veramente fatto di tutto nella mia carriera dagli Antenati a Tiramolla, dai personaggi minori della Warner (Braccobaldo, Magilla Gorilla…) a Prezzemolo, da Calimero a Topo Gigio dalla Pantera Rosa agli Smiley… potrei continuare ma non mi sembra il caso.
Sono stati tutti molto importanti e hanno un posto indelebile nel mio cuore, hanno scandito i periodi della mia vita!

Ricordo l’emozione della prima storia Disney, le difficoltà incontrate con i personaggi Warner (le matite dovevano essere approvate in America), il disagio che provavo nell’impostare un nuovo lavoro e la nostalgia che ho sempre avuto della redazione Bianconi! Qualcuno dirà, difficile scegliere qual è il personaggio che ho preferito…
Topolino, Paperino, Tom & Jerry, Silvestro…. ?
Io non ho dubbi: Geppo il buon diavolo!
Ha sempre fatto parte della mia vita e mi sono divertito a creare con l’aiuto di Loredana, molte avventure che i nostalgici ancora ricordano!
Un personaggio unico, Geppo forever!!!!

E volevo complimentarmi per i tuoi lavori che seppur lontani dal mio stile, sono molto moderni e personali, essenziali e suscitano delle emozioni… grande!

Dossi, Geppo e l’inferno

Akab: Io davvero non sono facile agli entusiasmi. Ma leggere la tua risposta su Geppo mi ha reso inspiegabilmente euforico. Credo che Geppo sia stato in assoluto il fumetto della mia infanzia. Ricordo il mare e questi pacchi incelofanati con dentro 3 fumetti di cui uno misterioso in mezzo. Cmq io mi accertavo ci fosse sempre almeno un Geppo. Devo dire che più che Geppo mi piaceva moltissimo il personaggio di Satana. Un po’ tifavo per lui. Ho sempre tenuto per i più deboli.

A questo punto sono davvero curioso di sapere se hai una tua storia preferita di Geppo e perché?

Sandro Dossi: Devo confessarti che anch’io avevo un debole per Satana!
L’avevo cambiato e caratterizzato dal precedente e l’avevo reso “incazzoso” In parecchi mi scrivono dicendo che la mia versione era piaciuta…

Akab: Esatto. Era sempre incazzato! In fondo era lui che voleva solo fare bene il suo mestiere. E Geppo, che invece tradendo, lo sabotava.

Sandro Dossi: “Il mio è senza dubbio il Satana disegnato da Sandro Dossi (secondo me un po’ diverso da quello degli autori precedenti), mi ha sempre divertito un sacco sia per come è disegnato che per la caratterizzazione. Ci sono diverse situazioni con lui protagonista davvero esilaranti!”

Questo è un testo che ho copiato dalla rete.

E’ stato bello trasformare questi incredibili personaggi creati nel lontano 1955 da Chierchini e Carpi. Con gli altri autori Bianconi gli avevamo costruito attorno un mondo fantastico con diavolacci, angeli e arcangeli che si contrapponevano, la continua lotta tra il bene e il male in fase ironica, erano nate storie fantastiche a detta dei lettori!
Eravamo no politically correct, quindi a volte esageravamo con le torture, con le doppie letture…

Inizialmente disegnavo su soggetti di Motta, poi lui era passato nel ‘75 ad altro e avevo incominciato a scrivere i testi, era divertente creare situazioni impossibili, l’Inferno era diventato una specie di “industria” dove Satana faceva l’imprenditore e Geppo era in perenne dualismo con lui!
Geppo mi è subito entrato dentro, sembrava l’avessi disegnato da sempre!

Dossi, Satana in un particolare da “Geppo – Inferno 2000”

Inizialmente mi ero attenuto ai vecchi stilemi, gradualmente avevo cambiato l’immagine di Geppo, di Satana che avevo caratterizzato come avrei voluto che fosse, da quando giovanissimo lo ripassavo! I personaggi erano così entrati nella mia matita e avevo modificato anche Fiammetta, Caligola, Salvatore e tutti gli altri di contorno!
Ai tempi avevo incominciato ad interessarmi di psicologia e di fantascienza, i testi diventavano intriganti, io e mia moglie ci sbizzarrivamo, ispirandoci alla vita reale per creare situazioni carine, grottesche, divertenti…
L’Inferno diventava così un luogo di tortura, di villeggiatura, uno scenario da psicoanalista, ogni tanto nascevano delle storie “metafisiche”. Le più strane, nascevano dalla disperazione, a volte non c’era ispirazione …il bisogno aiutava la fantasia! Da queste situazioni erano nate storie come “Un aiuto Insperato” dove Geppo e Braccio di Ferro s’incontrano, un Team Up piaciuto davvero tanto ed è citato dalla critica, “Diritti D’autore”, “Una storia Pazza”, che ho inserito anche in Facebook come storie da leggere e “Indagine Psicologica”.

Difficile dire qual è la mia preferita, sono legato a tutte in quanto mi sentivo coinvolto in prima persona, in ognuna c’è un pezzettino di me!

Akab: Letto “Indagine Psicologica” (qui), bellissima.
Mentre la leggevo me la sono ricordata. E’ incredibile che sia una storia per bambini. Pensando a quello che vedo in giro ora… a questo punto, visto che l’hai citata, devo farti una domanda sulla tua passione per la fantascienza.
Come è nata? Ma sopratutto cosa pensi accadrà nel 2012?

Sandro Dossi: Mi colpisci nel segno, con i fumetti, la pittura, la psicologia, la letteratura, l’archeologia, la storia delle religioni, la filosofia, la musica, l’astronomia… la fantascienza è una delle mie passioni!
Ero piccolo quando ho incominciato a leggere i libri di Giulio Verne, ne ero affascinato… Fantasticavo sui mondi e le avventure che ci presentava, illustravo quanto letto a modo mio!
Da qui il passo è breve… era uscito nel 1953 il film “La guerra dei mondi”, tratto dal romanzo omonimo di H.C. Wells. I mostri marziani, con un solo occhio, distruggevano intere città, per venire a loro volta distrutti dai microbi terrestri che li avevano contaminati…
Ripensandoci oggi, questo reperto “della guerra fredda” è da considerarsi un kitsch del genere; era stato girato in maniera semplice, con trucchi elementari… Negli anni sono usciti film del genere sempre più sofisticati, fino ad arrivare agli effetti in 3D dei nostri giorni!

Negli anni ’60 erano usciti libri che ricordo ancora con affetto che mi hanno aperto completamente la porta della fantascienza.
Poi i libri settimanali di Urania, che divoravo (conservo ancora tutta la raccolta). Avevo incominciato ad apprezzare gli autori americani, in primis Asimov, e mi sono appassionato anche a tutti i fumetti del genere! Mi piacevano da matti le copertine di Urania disegnate inizialmente da Kurt Caesar, Carlo Jacono e dal grande Karel Thole, che ho avuto modo di conoscere. Aveva perso quasi completamente la vista e disegnava le copertine che mi avevano tanto affascinato, con uno strano sistema di lenti…
Una curiosità, prima di disegnare le copertine, (lui non leggeva i libri) la redazione gli passava un sunto dal quale nasceva la sua ispirazione!

Nel tempo sono poi passato all’archeologia misteriosa, mi piacevano i libri di Peter Kolosimo e di Zecharia Sitchin, dove trovavo notizie incredibili sulla fantarcheologia che mi avevano coinvolto e ne parlavo con tutti, trovavo solo scetticismo… negli anni queste notizie hanno preso sempre più piede anche se sono ancora pochi quelli che ne scrivono!
Mi chiedi cosa succederà nel 2012, nessuno di noi può prevedere il futuro… ci sono in giro notizie catastrofiche che allarmano l’umanità! Leggo con interesse tutto quello che si scrive sull’argomento, dai Maya in poi (sono tutti argomenti, che già conoscevo)… Tutto è possibile, la scienza ufficiale nega gli argomenti che non collimano con le teorie vigenti.
Io sono agnostico, non penso che quest’anno possa finire il mondo ma credo che l’uomo se lo vuole… può distruggere Madre Terra! Viviamo in un momento storico molto critico, credo nella “non violenza e nell’amore universale”, penso che tutti i popoli, con la tolleranza reciproca, possano convivere… spero che la ragione abbia il sopravvento sulla barbarie!

Dossi, da una storia di Paperinik

Akab: Vorrei chiudere questa conversazione chiedendoti se hai mai preso in considerazione l’ipotesi di lavorare ad una storia lunga. Diciamo un romanzo a fumetti. In questi giorni sono molto interessato alla contrapposizione di stili per bambini legati a storie adulte e viceversa. Un po’ come quando a me capita di ridisegnare con il mio segno personaggi dell’infanzia.
Ci hai mai pensato? Che tipo di graphic novel pensi potrebbe venir fuori?Io la comprerei di sicuro…

Sandro Dossi: Graphic novel è un termine giovane che non mi appartiene!
Negli anni 60’/’80 ho disegnato parecchie storie lunghe sia per Bianconi che per Disney, si chiamavano “Saghe” o Storie a puntate. In genere erano racconti ambientati in certi periodi particolari della storia come la “Leggenda di Papertù” e “Paperibaldi” per la Disney; per Bianconi una a caso “La coppa del mondo” sui campionati di calcio in Messico, dove erano protagonisti Braccio di Ferro & company!

Non mi entusiasma, l’ipotesi di realizzare una storia di questo tipo, troppo impegnativa, impiegherei parecchio tempo per realizzarla in quanto devo ancora lavorare a tempo pieno… Nella mia matita ci sono personaggi classici alla Bianconi, Disney, Warner… non potrei realizzare disegni di questo genere, troppo lontani dal mio segno…

Voi giovani autori avete un modo di raccontare e uno stile di stile di disegno moderno, personale…verrebbe un romanzo a fumetti alla “Sandro Dossi”, un ibrido che nessuno apprezzerebbe! Era diverso il disegnare le storie Bianconi con le doppie chiavi di lettura bambini/adulti, i dialoghi erano semplici, a volte bastava guardare l’immagine per intuirne la situazione…
Attualmente mi sembra tutto più complicato, tutto è più sofisticato! Non disegno più fumetti dal 2008, le ultime tavole fatte erano per il G. Baby con personaggi Warner e mi ero accorto che per l’approvazione dei testi era una tragedia, ne approvano uno su tre presentati…

Mi accontento dei lavori che mi capitano, faccio di tutto un po’ dalle illustrazioni, ai rebus, giochi e barzellette per le riviste di enigmistica per adulti e bambini. Se mi capita qualche albo a fumetti, sono contento di realizzarlo ma dev’esserci una casa editrice o chi per essa che me lo commissioni e in questo periodo nessuno vuole rischiare!
Racconto sempre un aneddoto “ai tempi io ho imparato lavorando, adesso che i giovani autori sono preparatissimi non hanno lavoro”.
Mi rattrista e ho una strana vibrazione nel pensare che il fumetto possa finire…
“Gli auguro lunga vita!”

Una cosa mi incuriosisce, adesso, una domanda la faccio a te, perché hai scelto me per l’intervista e non un altro fumettaro dell’epoca? Ho letto le interviste che hai pubblicato ad altri autori, l’ultima a Officina Infernale, usate un linguaggio completamente diverso dal mio… è ovvio siete di un’altra generazione, io in un contesto del genere sono fuori luogo…

Satana visto sa Akab

Akab: Ti rispondo con la massima onestà. In primo luogo mi hanno molto incuriosito i link che ti vedevo mettere su fb. Diciamo che mi sorprendeva il fatto che spesso e volentieri erano cose che interessavano anche me o che avevo appena finito di vedere. Quindi una specie di sincronicità junghiana. Oltre a ciò, come ti ho detto, Geppo, in una maniera molto personale si può dire che è stato il mio personaggio preferito dell’infanzia. Infine era proprio il divario generazionale che mi interessava affrontare. Divario non poi così ampio. Posso affermare ora che siamo in chiusura.

Volevo (timorosamente) provare a chiederti l’ultima grande cortesia. Io avevo intenzione di fare un disegnino di Satana da mettere in allegato a questa intervista. Secondo me sarebbe meraviglioso se ci fosse anche un tuo disegno fatto apposta. Sarei onorato se ti andasse di disegnare MotoSega.

Sandro Dossi: Per MotoSega ci provo, ma è uno stile diversissimo dal mio, non so cosa ne uscirà…

Quindi spesso siamo interessati alle stesse cose, incredibile, mi fa piacere…

MotoSega visto da Sandro Dossi

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12 risposte a “Satana è il migliore

  1. Ottima intervista. Occhio solo a qualche refuso.

  2. coomovente.

  3. …commovente…

  4. 🙂

  5. infatti. un tot di refusi..

  6. Sigh, sono commosso! 🙂

  7. sandro! ti voglio bene!

  8. L’ho conosciuto su facebook per via di molti contatti in comune e ho scoperto che ha disegnato molti fumetti che leggevo da bambino,è un grande.

  9. Bella intervista, che mi conferma l’idea che Sandro Dossi oltre che un Signor Autore sia anche una persona squisita!
    Orlando

  10. Confermo e condivido, nel caso di Sandro è senz’altro vero!!

  11. Pingback: Akab vs. Geppo | Slowcomix

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