Speciale Asterios Polyp: note sulla storia

traduzione di Alberto Choukhadarian

In questo ottavo post dedicato ad Asterios Polyp (qui tutto lo speciale) riportiamo un’estensiva traduzione di annotazioni sull’opera. Vi consiglio di leggere l’articolo accompagnandolo al fumetto, in modo da poter avere un riscontro di quello che si sta dicendo e per meglio comprendere le riflessioni.
Qui il link originale all’articolo.

I temi principali della graphic novel ‘Asterios Polyp’ di David Mazzucchelli sono la separazione e la ricerca di completezza. La gran parte delle immagini e delle illustrazioni ivi contenute hanno a che fare con il distacco e il desiderio di ritrovare una parte mancante per formare un’unità. Di conseguenza temi come la simmetria, l’armonia unitaria e la geometria sono approfonditi nel corso di tutta l’opera. E’ importante sottolineare come la voce narrante sia quella di Ignazio, il fratello gemello del protagonista, nato morto.
Elementi propri della tragedia greca sono parte integrante del libro come pure abbondano numerosi riferimenti a drammi, commedie e all’Arte in generale.
Appurato che Mazzucchelli riesce a spiegare molte delle sue intenzioni lungo tutto l’arco della complessa narrazione, limiterò le mie osservazioni ai punti nei quali l’autore non ha spiegato chiaramente quanto succede nella pagina.

Pagina 3. Vignetta 1. Esterno dell’appartamento newyorchese di Asterios. Importante notare la simmetria dell’intero edificio e delle due finestre illuminate.

Pagina 3. Vignetta 2. Interno dell’appartamento di Asterios. Questa vignetta verrà ripetuta alcune volte nel libro. Va osservata attentamente per poi confrontarla con la stessa immagine riproposta nel proseguo.

Pagina 6. Vignetta 1. Ecco Asterios Polyp. Il nome proprio ‘Asterios’ è con tutta probabilità derivato da asterismo (gruppo di almeno tre stelle apparentemente ravvicinate visibili nel cielo). Non si tratta quindi di una costellazione (come l’Orsa Maggiore). La sua forma molto semplificata e la composizione con poche stelle lo rende particolarmente facile da identificare (particolare che Asterios certo non disprezza) e quindi immensamente utile a chi si appresta a orientarsi grazie all’osservazione della volta stellata notturna.

Pagina 9. Vignette 2, 4, 6. Durante l’episodio dell’incendio iniziale, Asterios si precipita a recuperare tre oggetti, prima di abbandonare la sua casa. Un orologio, un accendino e un coltellino svizzero. Nel momento in cui la sua vita sta (letteralmente) crollando a pezzi sono queste tre le cose più importanti (e simboliche) che decide di salvare. Il solo fatto che ne scelga tre è in evidente contraddizione con la sua stessa esistenza. Più avanti nel corso della narrazione infatti, all’interno di un flashback, Asterios, su specifica richiesta di Hana (‘quali sono le tre cose che porteresti con te in caso di un incendio?’), afferma di non pensare in termini di tre.

Pagina 17. Vignetta 1. Grazie al fluire della narrazione e all’immagine possiamo dedurre che Asterios è stato professore di ruolo alla Cornell University.

Pagina 17. Vignetta 3. Asterios è mancino. Sì, questo dettaglio si rivelerà prezioso. Giuro.

Pagina 18. La figura intera di Polyp assiso rimanda alla classica mitologia greca, ma evoca altresì il divino. Il protagonista è intento a ispezionare una distesa di forme classiche, figure e sculture greche. Le tre colonne formano una sorta di linea temporale dell’architettura greca. Dalla più distante alla più vicina (dalla più antica alla più recente, in altri termini) troviamo la colonna del periodo dorico, il più antico e semplice stile dell’antichità (vedasi, ad esempio, il Partenone di Atene). Le caratteristiche di questa colonna sono: dei lati scanalati, una sommità levigata e arrotondata e nessun basamento separato.
Le colonne del periodo ionico hanno gli ornamenti arricciati (a forma di rotoli di papiro) in cima, somiglianti alle corna di un ariete. E poggiano saldamente su una base tonda. Le colonne del periodo corinzio sono invece quelle più recenti nella storia dei tre stili classici della Grecia antica. Le sommità hanno la forma di campane capovolte e sono sovente decorate con foglie d’ulivo, alloro e acanto. Le colonne corinzie poggiano su di una base del tutto simile a quelle del periodo ionico. Dall’atteggiamento e dal contegno (portamento?) di Asterios siamo indotti a pensare che si eriga a giudice di quanto gli si pari di fronte. Polyp conduce l’intera esistenza giudicando qualsiasi cosa e ogni persona sulla base della sua singolare visione del mondo. Tutto quanto non coincide con i suoi ideali lo considera, nella migliore delle ipotesi, indegno della sua attenzione. Nella peggiore nulla più che squallido spazzatura.

Pagina 19. Vignetta 1. Asterios concorda con la filosofia propria dell’architettura modernista: la forma deve rispecchiare la funzione. Tutto quanto non è finalizzato a risolvere un’esigenza è un eccesso inutile.

Pagina 19. Vignetta 2. Apollineo e Dionisiaco rimandano ovviamente ad Apollo e Dionisio, dei della mitologia greca. Entrambi figli di Zeus. ”Apollo è il dio del Sole, della luminosità, della musica e della poesia, mentre Dionisio è il dio del vino, del estasi e dell’ebbrezza. Nella moderna interpretazione letteraria della succitata dicotomia, il contrasto tra i due simboleggia principi di integrità e completezza opposti all’individualismo, luce contro ombra, civilizzazione contro natura primordiale. Gli antichi greci, peraltro, non consideravano i due dei come contendenti o rivali”. In ogni caso Asterios decide di usarli per indicare polarità opposte.

Pagina 20. Vignetta 1. Un’introduzione all’ossessione di Asterios per gli accoppiamenti ordinati. Notiamo motivi a doppia elica sul suo letto, due quadri sul muro (di cui uno rappresentante due gemelli), due coppie di libri (i primi azzurri, gli altri più scuri).

Pagina 20. Vignetta 1. Asterios ha una straordinaria memoria fotografica. Anche quest’ennesima caratteristica risulterà cruciale nel prosieguo.

Pagina 20. Vignetta 2 (narrazione). Un’introduzione al concetto di parte mancante o perduta nella vita di Asterios. Il suo cognome completo fu dimezzato all’anagrafe lasciando superstiti le sole prime cinque lettere.

Pagina 20. Vignetta 2 (narrazione). Aglia Olio è un gioco di parole che vuole richiamare gli spaghetti aglio e olio, piatto tipico della tradizione culinaria italiana facilmente associabile a un piatto povero, molto comune nelle famiglie non agiate. Si tratta di un piatto i cui semplici ingredienti sono alla portata di chiunque e facili da procurare. Tutto ciò per sottolineare un’ulteriore contrasto, quello tra i genitori del protagonista. Mentre il padre era una persona di buona istruzione (e greco), la madre (italiana) con tutta probabilità non altrettanto.
Ed ecco un’altra metafora. A contrapporre i greci, istruiti e filosofici, agli italiani (Romani, all’epoca), dotati di un livello di istruzione non ugualmente raffinato, ma in grado di ottenere il massimo da ciò di cui disponevano. Essi infatti adattarono il modello della società greca alla loro, incorporandone numerosi aspetti tradizionali e facendoli propri.
Entrambe le culture posero le basi per lo sviluppo della nostra attuale società democratica esattamente come i genitori del protagonista rappresentarono il necessario punto di partenza della sua vita narrativa.

Pagina 20. Vignetta 2 (narrazione). Proseguendo sul tema delle parti mancanti, ecco la data di nascita del personaggio. Asterios nacque il 22 giugno 1950, il primo giorno della seconda metà del secolo, mancandone di conseguenza la prima.

Pagina 21. Vignetta 1 – 3. Veniamo qui introdotti a diverse informazioni importanti. La prima delle quali è che la narrazione della storia è affidata a Ignazio, il gemello morto di Asterios. La figura del fratello del protagonista è probabilmente ricalcata su quella, rinascimentale, di Ignazio Danti. Matematico e scienziato che in seguito scelse la via del sacerdozio. Studiò cosmografia e dedicò la sua vita a creare mappature del mondo e della volta celeste. Ma torneremo ancora a parlarne più avanti.
Assistiamo inoltre all’introduzione del tema visuale ricorrente dello yin e yang. Spesso considerate forze contrapposte, in realtà si controllano e bilanciano a vicenda. Senza l’una non ci sarebbe l’altra. Il feto bianco e quello ribaltato e nero completano lo schema bipolare di yin e yang (luce e ombra, direzioni opposte) adempiendo altresì al rispettivo ruolo filosofico (vita e morte sebbene sembrino opposti dialettici sono inestricabilmente interconnesse e si alimentano reciprocamente). Possiamo tornare a pagina 19, alla seconda vignetta, per avere una conferma ulteriore di questo paragone.

Pagina 24. Vignetta 5. Sul cartello si legge ‘Standpipe siamese’. ‘Gemelli siamesi’ è un termine coniato per indicare i gemelli fisicamente congiunti (reso popolare da Cheng ed Eng Bunker nei primi anni dell’Ottocento), spesso separati in seguito per salvaguardarne la salute. Asterios cammina senza il fratello al seguito.

Pagina 25. Ancora esempi di accoppiamenti nella vita di Asterios: due tornelli, due topi, quattro rampe di scale, due corrimani.

Pagina 26. Ennesimo riferimento alla dualità yin-yang: Asterios passa sotto il tornello. Suo fratello Ignazio (reso graficamente con una stilizzazione, come fosse composto di puntini) lo scavalca.

Pagina 27. ‘Spaccandomi in due, con un sorriso così euclideo’ si riferisce alla geometria euclidea. Un uccello con il punto di domanda simboleggia la profonda perplessità del protagonista di fronte ad un isolato volatile: un solo elemento di qualsivoglia insieme contraddice la visione del mondo di Asterios.

Pagina 28. Ora possiamo osservare quattro uccelli di fronte al treno.

Pagina 35. Il lettering trasmette l’idea che per Asterios la funzione dell’oggetto sia la sola e unica cosa importante. Le parole del protagonista sono rese utilizzando un font standard per i fumetti americani. Solo lettere maiuscole disegnate con un carattere semplice e di ridotte dimensioni. Il suo lettering è spoglio, è pura funzione.
Ogni altro personaggio del libro ‘parla’ con un suo lettering specifico e riconoscibile. Sebbene entrambe le distinte modalità di resa del linguaggio adempiano la loro finalità (rendere espliciti messaggio e informazione) le decorazioni grafiche servono ad evidenziare le peculiarità caratteriali di ogni ‘attore’ dell’opera di Mazzucchelli. Come peraltro sottolineato nello sviluppo della narrazione, la realtà percepita (ossia il modo in cui noi lettori vediamo le parole pronunciate da Asterios e comprimari) altro non è se non l’estensione del sé.

Pagina 36. Introduzione dell’archetipo di Asterios. Questo è Asterios ridotto alla vera essenza. Nessuna linea che ecceda il necessario o risulti superfluo ornamento. Nulla più che forme elementari e angoli che, uniti, compongono Asterios.
Sopra il protagonista, quasi galleggianti nel vuoto, i cinque solidi platonici. Tetraedro, esaedro (cubo), ottaedro, dodecaedro e icosaedro. “Solido plationico è sinonimo di solido regolare e di poliedro convesso regolare e si definisce come poliedro convesso che ha per facce poligoni regolari congruenti (cioè sovrapponibili esattamente) e che ha tutti gli spigoli e i vertici equivalenti.”.
Siamo di fronte alla perfetta unione di forma e funzione. La loro bellezza estetica e la perfetta simmetria li ha resi (s)oggetti di studio prediletti per i geometri da migliaia di anni a questa parte. Prendono il loro nome dal filosofo dell’antica Grecia Platone che li riteneva la base fondante su cui furono costruiti gli elementi classici. Le forme realizzate da ciascuno studente sono un elegante soluzione per dimostrare quali, tra gli allievi di Asterios, stiano seguendo le sue istruzioni e quali invece se ne stiano allontanando.

Pagina 37. Vignetta 2. ‘Sto pensando di finestrare questa superficie planare’. Traduzione: ‘Sto pensando di inserire un paio di finestre in questo muro’.

Pagina 38. Ecco l’origine dell’accendino salvato dalle fiamme a inizio libro.

Pagina 39. Vignetta 4. Qui Asterios si immagina novello Ulisse legato all’albero della sua nave per evitare di cedere all’irresistibile richiamo delle sirene. Doppia metafora, dal momento che per sirena si può altresì intendere una donna seducente. Il contorno delle singole vignette parte con scontate linee rigide per poi evolvere verso derive chimeriche.

Pagina 40. Ed ecco Mazzucchelli suggerire intelligentemente al lettore quali sono le scene fantastiche e quali invece quelle reali grazie alle succitate forme delle vignette.

Pagina 41. Dove vediamo per la prima volta il modo in cui Mazzucchelli decide di mostrare graficamente le differenze tra Asterios e Hana, sua futura moglie. Segno rosso e dettagliato per la moglie e linea blu semplificata per restituire al lettore la percezione sensoriale del protagonista. Questa tavola funge inoltre da ottimo esempio per dimostrare con quale perizia l’autore riesca a distinguere ciascun personaggio dall’altro attraverso l’uso di lettering e nuvolette differenti. Una scelta pervasiva, di grande effetto che ritornerà per tutta la durata del romanzo. Con un ulteriore livello di lettura: la capacità di esprimere al contempo la personalità e la presenza fisica e sonora di ogni ‘attore’.

Pagina 43. Il Partenone di Atene. Tempio eretto in onore della dea Atena (dea della sapienza, della strategia militare e dello sforzo eroico).

Pagina 45. Qui vediamo l’uomo che in seguito colpirà Asterios con una bottigliata in testa seduto al suo fianco nel Greyhound in direzione Apogee.

Pagine 49 – 50. L’accendino rappresenta il passato, il padre del protagonista (che vediamo fumare a pagina 49, sesta vignetta) e il fatto che le insistenze della sua ex-moglie hanno infine indotto Asterios a smettere di fumare. Si tratta del primo oggetto di cui si priva. Abbandona un simbolo del suo passato in tempi relativamente brevi, cedendolo ad un totale sconosciuto. Perché? Quella vestigia del tempo andato non assolve più alcuna funzione. Ad Asterios non serve più (ha smesso di fumare). Non contiene più liquido combustibile quindi non funziona nemmeno. Nessuno spazio per il sentimentalismo in un mondo regolato dalla funzione.

Pagina 50. Per apogeo s’intende il punto nel quale un oggetto è alla più grande distanza dall’oggetto attorno al quale sta orbitando. Evidentemente, per Asterios, approdare nella cittadina di Apogee, significa essere letteralmente nel punto più lontano possibile dalla sua vita precedente (non a caso, nella stazione dei Greyhound, pagina 31 terza vignetta, domanda al bigliettaio quanto lontano poteva spingersi con i soldi a disposizione).

Pagina 52. Vignetta 7. Stiff Majors racchiude nel suo nome un’accenno di allusione sessuale. E’ un indizio del fatto che il personaggio di Stiff riesce quasi completamente nelle sue imprese. Le sue incertezze lessicali e le frasi fatte hanno un’efficacia persino maggiore, a conti fatti, di quanta ne avrebbero avuto se fosse stato in grado di esprimersi correttamente.

Pagina 53. Vignetta 5. Qui vediamo all’opera la memoria fotografica di cui sopra.

Pagine 58 – 61. Introduzione del motivo grafico proprio di Hana. La vita di Hana e l’influenza che avrà su quella di Asterios sarà rappresentata d’ora innanzi dal colore rosa.
Abbiamo qui anche il primo esempio della luce di proscenio utilizzata come metafora per sottolineare l’attenzione degli altri. Hana risulta essere sempre distante dal fascio luminoso del proiettore pur sperando ardentemente di esserne gratificata, mentre invece è sempre scavalcata da uno dei suoi quattro fratelli.

Pagina 63. Vignetta 4. Nel testo possiamo leggere ancora la metafora della luce della ribalta.

Pagine 62 – 63. Da notare come il rosa di Hana colmi la vuota forma di Asterios, il quale, di contro, presta la sua foggia per esserne riempito. E’ il pluricitato tema dello yin/yang. Ciascuno completa e sostiene l’altro. Mazzucchelli realizza qui altresì la dimostrazione grafica di come ogni percezione di una persona rappresenti la realtà per un’altra. La percezione combinata del sé si traduce in realtà per entrambi. E’ inoltre tecnica ingegnosa per mostrare due persone che stanno sviluppando una reciproca attrazione.

Pagina 66. San Francesco d’Assisi è il Santo patrono degli animali, degli ecologisti e dell’Italia. Riferimento ironico visto che Asterios ha appena schiacciato una zanzara. E lieve accenno al retaggio italiano di sua madre. In un flashback, più avanti nel libro, scopriamo l’origine di questa conversazione tra Hana ed Asterios.

Pagina 73. Vignetta 6. Spotty Drizzle si riferisce con tutta probabilità al 1998 DK36. Il 14 febbraio del 1998 questo oggetto near-earth (NEO: oggetto del sistema solare la cui orbita può intersecare quella della Terra) passò entro 0.0006 UA (unità astronomiche) (circa 56.000 miglia) dal pianeta.

Pagina 79. Qui le vignette rappresentano una specie yin e yang stilizzati. A supporto della narrazione e a sottolineare che le persone cercano di trovare la loro parte mancante. Mentre i pezzi non combaciano, lo yin e lo yang si fondono uno nell’altro perfettamente.

Pagina 79. Vignetta 1. La donna si riferisce a Richard Nixon.

Pagina 79. Vignetta 2. La canzone è ‘Feelings’ del gruppo musicale Gemini. Gemini (o più comunemente Gemelli) indica in astronomia una costellazione dello Zodiaco ed è comunemente associata al mito di Castore e Polluce.

Pagina 80. Vignetta 1. Asterios si riferisce ad Hana con un termine giocoso che rimanda al periodo iniziale del loro matrimonio (pagina 57).

Pagina 81. Vignetta 6. Ora scopriamo il perché della domanda di Asterios a pagina 66. Hana, contrariarmente a suo marito, sceglie di non uccidere la zanzara.

Pagina 82. Vignetta 3. Isamu Noguchi (17 novembre 1904 – 30 dicembre 1988) “è stato un importante artista e architetto paesaggista nippo-americano la cui carriera artistica si sviluppò per oltre sei decadi a partire dal 1920. Rinomato per le sue sculture e i suoi lavori pubblici, Noguchi fu anche scenografo per numerose compagnie come quella di Martha Graham”.

Pagina 86. Vignetta 1. Gli Uffizi sono il più antico museo del mondo occidentale. Si trovano a Firenze. Qui si evidenzia che Hana fu attratta, tra le altre caratteristiche di Asterios, dalle sue capacità oratorie e dalla spavalderia. Tratti che ora risultano essere soprattutto fastidiosamente irritanti.

Pagina 87. La prima volta che vediamo l’appartamento di Asterios dal momento in cui abbiamo letto pagina 3, vignetta 2. E’ possibile confrontarle, ora. Da sottolineare l’utilizzo del riflesso della finestra per mostrare l’altro lato della stanza.

Pagina 88. Improvvisazione, per Asterios, è più questione di scegliere qualcosa di diverso rispetto a creare qualcosa di nuovo. Ancora la sua prodigiosa memoria in azione.

Pagina 91, vignetta 4. Apprendiamo che la videocassetta che Asterios stava guardando la sera dell’incendio, ad inizio libro, era una registrazione di questa serata.

Pagina 94. Ancora immagini e metafore visive sui gemelli. In questo caso Asterios e Ignazio sono rappresentati come Cheng ed Eng.

Pagina 96. Stiff canta ‘Rock you like a hurricane’ degli Scorpions.

Pagina 97. Ursula Major è un gioco di parole per richiamare l’Orsa Maggiore, la costellazione indispensabile ai viaggiatori dell’emisfero occidentale per individuare la stella polare e, di conseguenza, la corretta direzione.

Pagina 98. Vignetta 5. Cancro, quasi un gemelli. Il cognome di Asterios è Polyp. I polipi sono escrescenze, spesso cancerose. Asterios ha quasi avuto un gemello (o lo è quasi stato). Gemini, la costellazione, è più nota con il nome di Gemelli.

Pagina 99. Qui vediamo i due restanti oggetti della sua vita precedente l’incendio.

Pagina 102. Vignetta 1. Gerry parafrasa da ‘On protracted war’ (Mao Tse-tung – maggio 1938).

Pagina 102. Vignetta 3. Gerry parafrasa dalla nota introduttiva a ‘A serious lesson’ (Mao Tse-tung – 1955).

Pagina 102. Vignetta 3. Asterios parafrasa Mao. “L’aspetto eccezionale dei 600 milioni di cinesi è che sono ‘poveri e vacui’. Potrebbe sembrare una cosa negativa ma in realtà è esattamente l’opposto…Su un foglio vuoto e bianco possono essere incisi i più vividi e bei caratteri e dipinte immagini meravigliose”. Mao Tse-tung – 1958.

Pagina 104. Vignetta 4. Pagina 105. Vignetta 1. Ursula sostiene che il tabacco è venerato dalla sua gente. Salvo poi precisare che si tratta di gente del suo passato. Ursula è, invero, ebrea di nascita.

Pagina 105. Vignetta 3. Anche questa vignetta è tesa a fungere da contrasto con i precedenti progetti di vita del protagonista.

Pagine 112 – 113. In questa pagina troviamo la rappresentazione visiva della tavola periodica degli elementi, del concetto platonico di reale opposto a quello di ideale e della successione di Fibonacci.

Pagina 115. Ne ‘La Repubblica’, Platone teorizza un mondo perfetto dove tutto esiste nel suo stato ideale. La perfetta compenetrazione di forma e funzione. Assenza completa del superfluo. Tutto è perfetto e non necessita aggiunte. Asterios spinge l’idea filosofica al suo estremo. Se ci liberiamo di ogni velleità ornamentale avremo la Vera Forma di ogni cosa, o almeno ci avvicineremmo ad essa per quanto ci è consentito fare nel nostro mondo falsato dall’imprecisione. Il suo esempio: l’essenza della Scarpa. Da notare la scelta del protagonista: non indossa subito la calzatura ma la sceglie basandosi sull’aspetto esteriore.

Pagina 116. Vignetta 2. Lacerare la lattuga a mano la rende meno soggetta al rischio di imbrunirsi rispetto al tagliarla con la lama di un coltello metallico. Asterios è un sapientone che non rispetta le opinioni altrui. Ciò è in forte contrasto con quanto vedremo in seguito, durante la sua prolungata conversazione con Ursula.

Pagina 118. Tutte le gli edifici hanno una loro simmetria intrinseca. Da sinistra a destra qui sono riprodotte: la piramide di Giza, il Partenone, una pagoda giapponese, Monticello, Notre Dame, il Taj Mahal.

Pagina 118. I modelli disegnati da Asterios richiamano diversi temi del libro. I suoi progetti architettonici non solo rimandano a concetti simmetrici ma lo fanno in modo da sottolineare la loro natura di pezzi asimmetrici che si uniscono per formare infine un’unità simmetrica. Yin e yang ancora, dunque. La stessa idea che le complesse elaborazioni di Polyp non siano mai state concretamente realizzate è splendida. Esattamente come ne ‘La Repubblica’ di Platone il fatto che le costruzioni del protagonista esistano nel mondo delle Forme o Idee è sufficiente. Nella malaugurata ipotesi dovessero essere trasferite dal mondo ideale a quello reale è certo che non rispetterebbero le intenzioni dell’autore, perdendo inevitabilmente qualcosa nel corso della trasformazione.

Pagina 120. Mazzucchelli adotta una soluzione brillante per rendere il pensiero lineare di Asterios. Un pensiero cartesiano che si allinea alla sua ombra e all’ombra della sfera, entrambe apparentemente tridimensionali. Ma in effetti, invece, a due dimensioni rappresentate sulla pagina.

Pagine 123 – 126. Altra dimostrazione dell’uso della percezione di sé per rappresentare il reale: Asterios riprodotto in netti contorni blu, Hana in dettagliata ombreggiatura rossa. Nell’ultima pagina il distacco reso dal dissolversi di Hana, quando capisce la spiegazione del marito.

Pagina 127. Vignetta 1. I faraoni egizi erano sovente sepolti insieme alla servitù che aveva il compito di occuparsi di loro e servirli anche nella vita ultraterrena.

Pagina 127. Vignette 2 – 3. L’imperatore Shi Huang fu il primo imperatore della Cina. Fu dotato di un imponente esercito di terracotta costruito per vegliare sulla sua vita dopo la morte.

Pagina 127. Vignetta 4. Si torna sul tema yin e yang.

Pagina 129. Il Washington Monument a Washington, DC. Va sottolineato, dopo la lettura delle pagine precedenti e la discussione sui monumenti e sulle persone preposte alla custodia degli altri, che a Washington ci sono tanti monumenti dedicati ai padri fondatori che, per certi versi, vegliano ancora oggi sul destino del loro paese.

Pagine 130-131. Raffigurazione lievemente romanzata del Vietnam War Memorial a Washington, DC.

Pagina 143. San Francesco d’Assisi.

Pagina 145. Vediamo il sogno di Hana (nella solita dettagliata tinta rossa ombreggiata) che ben descrive la sua identità.

Pagina 147. Il padre di Asterios è affetto dal morbo di Alzheimer. Il fatto che non ricordi più nulla è certo terrificante per il figlio specie se si considera che una delle teorie su questa terribile degenerazione è che abbia delle componenti genetiche. Ricordiamo infatti la strabiliante memoria fotografica del protagonista e il fatto che adori la sua indubbia benché pedante capacità di discutere argomenti disparati.

Pagina 149. Si ritorna alla metafora della luce di proscenio delle pagine 58–61. A sottolineare come Asterios porti via la luce della ribalta alla creazione di Hana. Una trovata grafica (e narrativa) acuta, sagace ed elegante per evidenziare un problema della loro relazione.

Pagina 153. Vignetta 1. Le stesse tazze di pagina 49. Vignetta 6.

Pagina 156. Vignetta 1. Da confrontare, ancora una volta, con le precedenti immagini dell’appartamento.

Pagina 156. Vignetta 1. “Tansu ha una lunga storia alle spalle che risale sino al periodo Edo (1603 – 1867) quando era un oggetto di lusso che potevano permettersi solo i samurai più ricchi e i nobili”. Design simmetrico e volto a soddisfare una funzione specifica.

Pagina 156. Vignetta 3. Le curve del tavolo non hanno una funzione e dunque sono solo ornamentali. Ad Asterios non piacciono.

Pagina 157. Vignetta 3. Hana sfida il pensiero di suo marito introducendo un elemento di novità nella sua vita. Prova a convincerlo a pensare in termini di linee curve, colori, forma anteposta alla funzione. E’ lei a chiedergli: se dovessi portare con te tre soli oggetti, quali sarebbero? Per Asterios si tratta di una domanda assurda, irragionevole. Non pensa in termini di tre. Non ne è in grado! Per lui tutto è dualità. Yin e yang. Giusto e sbagliato. Ma, contraddicendosi, come abbiamo già visto, salverà dall’incendio l’accendino, l’orologio e il coltellino svizzero.

Pagina 158. Guida una Saab di fine anni settanta, inizio ottanta.

Pagina 169. Asterios si libera del secondo oggetto salvato dalla sua vita precedente: l’orologio.

Pagina 171. ‘E’ un goy!’. Storicamente e ancora oggi ‘goy’ è sinonimo di Gentile o non-ebreo.

Pagina 172. Vignetta 3. Asterios risponde negativamente alla domanda sui fratelli mentre un ombra/riflesso lo rispecchia nel finestrino dell’automobile, delineando e definendo i contorni del suo gemello.

Pagine 174 – 175. Barringer Meteor Crater – Arizona.

Pagine 176 – 177. Asterios e Ursula dibattono circa la dualità del mondo e il protagonista ammette, per la prima volta, che la sua visione potrebbe essere stata miope.

Pagina 182. Vignetta 1. Willy Ilium è l’ennesimo gioco di parole. Mentre ‘Willy’ è un diminutivo in slang per indicare il pene, l’ilio è l’osso più grande del bacino. Sostanzialmente quest’uomo è un cazzone. Si aggiungano a questo le sue continue allusioni sessuali e la metafora risulterà completa.

Pagina 183. Vignetta 1. “Come Wright e Neutra…”. Wright si riferisce a Frank Lloyd Wright (Frank Lincoln Wright all’anagrafe – 8 giugno 1867 – 9 aprile 1959). Architetto americano, progettista di interni, scrittore e docente concepì più di 1000 progetti di cui almeno la metà concretamente realizzati.
Neutra è invece Richard Joseph Neutra (8 aprile 1892 – 16 aprile 1970) considerato uno dei maggiori esponenti del modernismo in architettura.

Pagina 184. L’iridio è un metallo, appartenente alla famiglia del platino.

Pagina 184. Illuminato è un ovvio gioco di parole su Illuminati.

Pagina 184. ‘Hip’ ha qui un doppio significato. Un cenno al suo prossimo nuovo nome, Ilium, così come un termine in slang per indicare l’essere al passo con i tempi, alla moda.

Pagina 184. Gilgamesh è un leggendario re dell’antica civiltà di Ur. E’ descritto come se fosse per due terzi divino e per un terzo umano. Ironicamente, Gilgamesh è anche un personaggio di una serie di comic-book (I Vendicatori della Marvel Comics) nel quale viene indicato altresì come ‘il dimenticato’. Il balletto, prodotto da Willy Gilgamesh, è intitolato ‘Dimenticatene’. Difficile dire se Mazzucchelli ha introdotto questo riferimento come citazione fumettistica, ma certo Willy Ilium sembre essere personaggio da averne i requisiti.

Pagina 184. George Balanchine, Jules-Joseph Perrot, Martha Graham, e Twyla Tharp (è possibile che il nome non sia esattamente riportato) furono tutti pionieristici coreografi della danza moderna.

Pagina 184. La chimera è una figura mitologica, un amalgama di animali differenti: la testa di un leone, il corpo di una capra e una coda che termina con la testa di un serpente. Avvistare la chimera era un presagio di imminenti tempeste, naufragi e disastri di ordine naturale. In tempi più recenti, il nome ‘chimera’ è utilizzato per descrivere entità della vita reale create come un amalgama di altre singole entità separate in campi come quello della botanica. Il termine ‘chimera’ è anche utilizzato per indicare, più genericamente, un’impossibile o assurda fantasticheria.

Pagina 185. Vignetta 3. Orfeo (underground) è quasi una tautologia, visto che gran parte della storia (di Orfeo) si svolge sottoterra.

Pagina 187. La vignetta 8 riecheggia quanto Asterios dice a Ursula alla vignetta 6 di pagina 180.

Pagina 188. Vignetta 1. Da sottolineare come i mobili e le piante aggiunte da Hana all’appartamento siano colorate con la stessa tonalità del suo rosa.

Pagina 191. Vignetta 3. Ilium si riferisce molto probabilmente al principio degli opposti teorizzato da Carl Jung. In breve, secondo questa teoria, l’unico modo in cui possiamo giungere alla conoscenza di qualcosa è definendo per contrasto il suo contrario. Il punto di Ilium è che possiamo commettere l’errore di ritenere due cose come antitetiche quando, in effetti, non lo sono. Ursula Major (a pagina 176) e lo stesso Ignazio (a pagina 120) sostengono a loro volta lo stesso presupposto.

Pagina 197. Vignette 1 – 3. Un’illustrazione delle differenze tra il mondo delle idee e il mondo reale.

Pagina 197. Vignetta 5. Friedrich Wilhelm Nietzsche (15 ottobre 1844 – 25 agosto 1900). Filosofo tedesco che riteneva i suoi scritti i più ‘profondi di sempre’ (Nietzsche descrivendo ‘Così parlò Zarathustra’).

Pagina 199. Walt Disney Concert Hall progettata da Frank Ghery.

Pagine 200 – 201. A pagina 125, Polyp descrive come sia stato riscontrato che, nonostante la separazione, i gemelli vivano vite molto simili, scegliendo spesso la stessa professione e sposandosi alla stessa età. Nel sogno di Asterios, suo fratello Ignazio è architetto a sua volta, ma il suo lavoro è basato su quello di Frank Ghery (il modello dell’edificio in cui i due si incontrano è basato sul Walt Disney Concert Hall progettata da Frank Ghery). Una costruzione ricca di slanci e linee curve; l’opposto di quelle concepite del protagonista con le loro linee diritte e gli angoli acuti.
Quindi, nonostante Asterios pensi che suo fratello (nel caso fosse vissuto) sarebbe stato del tutto simile a lui, qui ha una visione onirica di quanto invece avrebbe potuto essere diverso: opposto o complementare ma non certo una stanca per quanto esatta replica.

Pagina 202. Vignette 2 – 3. Sia Barcellona che Milano sono rinomate per le loro prestigiose opere architettoniche.
Barcellona, come universalmente noto, ha numerosi edifici realizzati da Gaudi.
Milano è stata centro e base del Rinascimento. In precedenza, nel libro, il fratello di Polyp sottolineava come Asterios pensasse che alcuni dei migliori dipinti della storia fossero quelli a tematica religiosa. Le opere artistiche del Rinascimento furono, per certi versi, sia religiose che secolari. Ma alcune delle più note, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, o la volta della Cappella Sistina affrescata da Michelangelo Buonarroti, ad esempio, furono essenzialmente opere religiose.
A Milano si possono trovare sia esempi di architettura rinascimentale come strutture moderne più affini ai gusti e allo stile di Asterios. Una di queste ultime è certo la Torre Velasca.

Pagina 202. Ignazio è destrorso mentre Asterios è mancino. Eccoci dunque ancora a parlare di Ignazio Danti, come promesso. Grazie alle sua perizia matematica, il Papa lo nominò matematico pontificio e membro della commissione per la riforma del calendario (lo vediamo infatti intento a redarre cifre e numeri sopra ad un’agenda).

Pagina 203. Il Pritzker Architecture Prize è indetto annualmente dalla Hyatt Foundation e premia “un architetto vivente il cui lavoro concretamente realizzato dimostri una combinazione di qualità e talento, visione e dedizione tali da aver prodotto un contributo significativo e consistente all’umanità intera e all’ambiente circostante attraverso la suprema arte dell’architettura”. L’ironia è che, ovviamente, Ignazio è morto.

Pagina 205. Vignetta 2. Frank Lord Wright è, con tutta ovvietà, Frank Lloyd Wright. Viene qui peraltro tenuto in tale considerazione che il titolo di Lord potrebbe non essere del tutto esagerato.

Pagina 205. Vignetta 3. “Sto pensando di mettere un paio di finestre in questo muro” è un diretto riferimento alla pagina 37, seconda vignetta. ”Sto pensando di finestrare questa superficie planare”.

Pagine 206 – 207. Questa è la prima volta che Polyp si trova direttamente coinvolto nella costruzione effettiva di qualcosa. Peraltro, in questo caso, non è nemmeno l’autore del progetto (concepito da Stiff che, invero chiede consiglio ad Asterios). La costruzione finita si adegua alla filosofia di Wright secondo la quale la nuova struttura deve integrarsi con l’ambiente circostante.
Pagina 213. Attenzione allo spazio tra i due tulipani.

Pagina 217. “Rothko da un Rockwell.” Mark Rothko, (25 settembre 1903–25 febbraio 1970) fu un pittore espressionista astratto. Norman Rockwell (3 febbraio 1894 – 8 novembre 1978) è stato un pittore e illustratore americano attivo nel ventesimo secolo che focalizzò il suo sguardo soprattutto sulle scene di vita quotidiana.
Interessante notare come ci sia una band musicale dal nome Rothko così come un tastierista e cantante R&B che si chiama Rockwell.

Pagina 218. Ctirad Kohoutek (nato il 18 marzo 1929 in Zábřeh) è un compositore, teorico musicale e pedagogo contemporaneo ceco.
Dato che Kalvin Kohoutek non sembra essere esattamente ceco (è un nero), credo sia questo che stimoli la curiosità di Asterios.

Pagina 219. Vignetta 3. In musica, un modo è un insieme ordinato di intervalli musicali, derivato da una corrispondente scala musicale variando semplicemente la nota iniziale. Il locrio o ipofrigio si trova a partire dal settimo grado del modo maggiore. L’eolio o minore si trova a partire dal sesto grado del modo maggiore.

Pagina 221. Vignette 3 – 6. Rappresentazione visiva di quello che Kohoutek sta descrivendo musicalmente.

Pagina 224. Vignetta 1. Il pith helmet è un simbolo dell’impero britannico, comunemente utilizzato, ad esempio nelle campagne contro gli Zulù o nella guerra in Sudan, negli anni antecedenti la prima guerra mondiale. Corrispondeva al casco coloniale italiano.

Pagina 227. Vignetta 2. Il 7 marzo 1965, la domenica conosciuta come “Bloody Sunday”, circa 600 manifestanti per i diritti civili partirono da Selma sulla U.S. Highway 80, marciando in direzione est. Raggiunsero così il ponte Edmund Pettus Bridge, solo sei isolati distante dal loro iniziale punto di partenza, prima di essere attaccati da agenti di polizia e sostituti del locale sceriffo che, usando con violenza gas lacrimogeni e sfollagente, li rispedirono indietro a Selma.

Pagine 232-243. Straordinario montaggio di episodi di vita quotidiana. Da notare il filo narrativo principale che ‘scorre’ a centro tavola. Hana sta pulendosi le orecchie utilizzando un apposito bastoncino quando la punta dello stesso si spezza rimanendo incastrata all’interno del suo padiglione auricolare. Agitata e preda di un improvviso sconforto chiede aiuto ad Asterios che riesce a risolvere la situazione al secondo tentativo, utilizzando proprio le pinzette (mini-pinzette?) contenute nel coltellino svizzero rinvenuto insieme alla moglie (vedi scena sulla spiaggia). Hana chiude la scenetta familiare proclamando solennemente che non comprerà mai più articoli per l’igiene di dubbia qualità, dando sostanzialmente ragione al marito.

Pagine 245 – 265. Questa parte del libro riproduce la storia di Orfeo ed Euridice con Asterios nel ruolo del primo ed Hana in quello della seconda. Ilium recita nella parte di Ade. La storia è la seguente: ”Fuggendo da Aristeo (figlio di Apollo), Euridice si imbatté in un nido di serpenti che la morsero al calcagno e la avvelenarono fatalmente. Sconvolto per la perdita dell’amata, Orfeo cantò, accompagnandosi con la sua lira, canzoni talmente tristi e pianse in modo così dolente da commuovere tutte le ninfe e gli dei stessi. Su loro consiglio Orfeo si decise ad affrontare il viaggio negli inferi per cercare di addolcire i cuori di Ade e Persefone (fu il primo a riuscirvi) e a ottenere così il permesso di poter riportare con sé in superficie la sposa. Solo una condizione fu posta: ch’egli dovesse camminare di fronte alla moglie e non volgere a lei lo sguardo sino a quando non avessero entrambi raggiunto il mondo dei vivi. L’ansietà lo tradì non appena fuori dai sotterranei: si volse a guardare Euridice, che ancora non era emersa alla luce, ed ella svanì per la seconda volta, in questo caso per sempre.”.
Da notare che l’arpa di Orfeo è in realtà una squadra da disegno.

Pagina 272. La teoria del batterista è approssimativamente corretta. Le cellule nel corpo di una persona sono in uno stato di continuo ringiovanimento. Occorrono dai 7 ai 10 anni alle varie cellule per ringiovanire e sostituirsi. Ci si ricollega qui alla conversazione di Asterios riguardo il tempio di Ise vista a pagina 210.

Pagina 273. I tre sottobicchieri rimandano alla frase di Asterios sulla sua incapacità di pensare in termini di tre elementi. Il fatto che sia Manana a innescare la conversazione e che sia poi sovrastata da Gerry è un ulteriore rimando al alla relazione tra il protagonista e Hana.

Pagine 274 – 275. Riappare l’uomo cui Asterios ha regalato l’accendino.

Pagina 279. L’opera di Christoph Willibald Gluck ‘Orfeo ed Euridice’, (1762).

Pagina 284. L’imperatore Qin era cinese e non morì con il suicidio rituale (Seppuku). Voleva vivere una lunga vita e di conseguenza ingurgitava pillole contenenti un alto livello di mercurio. Il mercurio era pensato per allungargli la vita ma tragicamente finì solo per ucciderlo più velocemente.

Pagina 287. Qui ancora il tema ricorrente che sottolinea come ogni ricordo sia una ricostruzione personale e quindi la realtà stessa sia percepita attraverso immaginarie lenti diverse per ogni soggetto e proprie di ciascun individuo.

Pagina 294. La presunta teoria di Aristofane è che uomini e donne formino le due metà di un intero e che le tensioni tra maschile e femminile siano essenziali alla vita umana. E’ spesso più semplice vedere i difetti nella propria vita osservandola da un’altra prospettiva. Asterios vede ricapitolata la sua esistenza attraverso la ricostruzione di Ignazio. E’ l’occasione per riflettere sulle sue mancanze e, infine, comprenderle.

Pagina 295. Il termine generico pantheon è ora utilizzato per indicare un monumento in cui sono sepolti illustri defunti. Ciò è degno di nota in quanto Ignazio sta parlando come se fosse vivo e quindi l’utilizzo del nome pantheon è un delicato e divertito accenno al fatto che egli è consapevole di non essere mai vissuto.
Pantheon è anche la casa editrice che ha pubblicato negli Stati Uniti la graphic novel ‘Asterios Polyp’. Il protagonista ha quindi, a tutti gli effetti, raggiunto il Pantheon (publishing house).

Pagina 295. “Sulivan, e Mies, Wright e Gropius-.” Louis Henri Sullivan (3 settembre 1856 – 14 aprile 1924) è stato un architetto americano, gratificato inoltre del titolo di “padre del modernismo”.
Ludwig Mies Van Der Rohe 1886- 1969 è una delle figure cardine dell’architettura moderna.
Frank Lloyd Wright (Frank Lincoln Wright all’anagrafe – 8 giugno 1867 – 9 aprile 1959). Architetto americano, progettista di interni, scrittore e docente concepì più di 1000 progetti di cui almeno la metà concretamente realizzati.
Walter Gropius ha fondato “The Architect’s Collaborative”, un collettivo di progettisti che incarnavano il suo fermo convincimento nel valore fondamentale del lavoro di gruppo.

Pagina 300. Quando Asterios parla di “sfida creativa” sta citando Hana (vedi pagina 216). Va sottolineato che sta finalmente progettando e anche costruendo qualcosa di suo.

Pagina 302. Parallasse = percezione della profondità o, per meglio dire, il fenomeno per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia il punto di osservazione. E’ provocato dal fatto che gli occhi di un essere umano sono situati in due differenti punti della testa, creando così l’opportunità di due distinte visuali nello stesso istante. Il cervello interpreta l’informazione di ambo gli apparati oculari e permette di percepire la profondità. Con un solo occhio a disposizione in grado di fornire informazioni, la parallasse è totalmente compromessa.

Pagine 304 – 305. Asterios ha sin qui dimostrato possedere un certo grado di indifferenza nei confronti degli animali. Qui si sottolinea come egli cerchi di vedere le cose da un punto di vista simile a quello di Hana.

Pagine 322 – 323. Ecco Hana che introduce il concetto dei cinque solidi platonici nelle sue creazioni mostrando orgogliosamente che vede le cose dalle sue personali prospettiva e sensibilità artistica.

Pagina 324. L’unica cosa che Asterios ha conservato dopo il rovinoso incendio è il coltellino svizzero, rinvenuto originariamente insieme ad Hana. In definitiva l’unica cosa che abbia una significativa funzione o importanza nella sua vita è Hana.

Pagina 327. I due amanti raccontano una storia insieme e Asterios non sente il bisogno di dominare la conversazione sopraffacendo la sua interlocutrice. L’effetto è reso magistralmente da Mazzucchelli che qui gioca con la coda delle nuvolette dei personaggi.

Pagine 332 – 333. Ritorna la storia di Orfeo e Euridice: prima ancora che i due spasimanti siano riuniti, sono persi per sempre.

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4 risposte a “Speciale Asterios Polyp: note sulla storia

  1. Analisi interessante. Peccato che Asterios Polyp non abbia le pagine numerate.

  2. Pingback: Asterios Polyp, una lettura. | Conversazioni sul Fumetto

  3. Pingback: Speciale Asterios Polyp: Fine | Conversazioni sul Fumetto

  4. The well known positive health effects of following the best paleo cookbook diet
    started to become more well-known, people migrating from conventional diets have been seeking
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