Assonanze imperfette: Ratigher tra gli incubi di Burns e il ritmo di Yokoyama

di Tonio Troiani

Ratigher ha pubblicato sul suo blog da un po’ l’origine di quel simpatico tipetto che è il Bimbo Fango, Paura oltre la morte, apparsa su Hobby Comics 2 e leggibile on-line qui. Una manciata di tavole per una storia perfetta, che narra di desideri malsani, di colpe incancellabili, di irruzioni nel mondo adulto e di impossibili redenzioni. Alcune tavole hanno attratto la mia attenzione, suggerendomi delle assonanze imperfette.  Il movimento ostinato e parallelo di queste due tavole ha la stessa tensione ansiogena di quelle di Yokoyama e nello specifico del silenzioso e velocissimo Travel.

La differenza sostanziale si gioca su di un elemento. Mentre, la tecnica di costruzione di Yokoyama non si basa su un continuum narrativo, quella di Ratigher gioca la sua parte nell’economia del racconto. Entrambe, però, condividono la medesima finalità: quella di condurre ad un climax.
Come evidenzia Karasik nell’introduzione all’edizione americana di Travel, quello che Yokoyama vuole fare è rendere il lettore parte di quella macchina pulsante che è il suo libro*. In questa, maniera l’autore nipponico crea un doppio meccanismo: da un lato la mancanza effettiva di plot costringe il lettore a porsi una domanda continua sul senso dell’opera, dall’altro senza accorgersene entra a far parte del flusso. Yokoyama non racconta, ma mostra una funzione, rendendo il lettore parte di essa, in una specie di mistica della visione.
Le tavole di Ratigher, invece, sfruttano classicamente il meccanismo per accrescere il pathos sino al nodo simbolico del racconto.
Un’altra assonanza:


Il close up sul volto del Bimbo Fango è stato l’incipit: vi ho visto la medesima tecnica usata da Yokoyama nella presentazione dei personaggi che si susseguono nella corsa del treno. Enfatizza la protervia con cui le figure si muovono nella spazio creando ritmo e tensione.

Dicevamo, appunto, che il ritmo in Ratigher serve a preparare l’irruzione del nodo simbolico.  Il fango con cui il bambino cerca di espiare la sua necrofilia richiama da vicino alcune immagini di Charles Burns.


Lo squarcio come metafora della malattia adolescenziale (la “teen plague”) che apre Black Hole in Paura oltre la morte viene declinato attraverso il ricorso ad un immaginario religioso, creando un’agiografia virata al nero. Il cumulo di terra in cui la mano prigioniera dovrebbe liberarsi dallo spettro della colpa, segna l’inizio della condanna.

Ma, al di là delle vulva fangosa, il Bimbo Fango sembra quasi la controparte sfigata di Tony Delmonto, il protagonista di un’altra opera del fumettista americano, Big Baby. Mentre Tony – grazie alla sua fervida fantasia –  riesce a evitare la corruzione del mondo adulto, pur scontrandosi con la sua crudeltà, il Bimbo Fango ci cade in pieno, venendo sfigurato come gli adolescenti di Black Hole, divenendo una sorta di media algebrica della due opere.
Il transito, descritto da Burns e tipicizzato da Ratigher, può essere indolore, lasciare lievi ferite, ma talvolta l’adolescenza nella sua necessaria progressione può rivelarsi un abisso. Lo squarcio, allora, non è solo un qualcosa in cui entrare: un rito di passaggio. E’, soprattutto, una voragine, che schiaccia l’individuo nei suoi drammi. È il caso degli adolescenti resi paria da parte di una normalità troppo cieca per riconoscere il disagio, sino alla carneficina compiuta da uno di essi.
E’ anche il caso del Bimbo Fango. Il cui corpo, che arreca sulla carne i segni della “caduta”, è de-formato, corrotto, preda di un desiderio malsano, impossibile da sublimare e superare, e che lo tramuta, pertanto, in un piccolo mostro. L’irruzione del male non lascia indenne il protagonista, che così si trova ad espiare per tutti.
Può succedere, talvolta.

* Karasik, P., Mistery Train, in Yokoyama, Y., Travel, Picture Box, Brooklyn, NY, 2008, p. V. Nella prefazione Karasik confronta Yokoyama con due giganti del fumetto americano: Kirby e Krigstein. Soprattutto, quest’ultimo sembra alquanto calzante se si guardano le  tavole finali di Master Race.

***
Leggi la nostra recensione di Trama.
Leggi la nostra intervista a Ratigher.
Trama è pubblicato da Grrrzetic.
Travel è pubblicato in Italia da Canicola.
I volumi di Charles Burns sono pubblicati in Italia da Coconino.


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2 risposte a “Assonanze imperfette: Ratigher tra gli incubi di Burns e il ritmo di Yokoyama

  1. Mi era piaciuta la storia di Ratigher, ma non pensavo a simili parallelismi. Chissà se sono voluti.

  2. Pingback: Dissezioni narrative: a proposito di Ratigher, Simeoni e Neri. | Conversazioni sul Fumetto

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