The Hatchet Man by Archie Goodwin and Gene Colan

The Hatchet Man, testi di Archie Goodwin e disegni di Gene Colan.
Tratto da Eeire#4, Warren Publishing 1966.

Via Grantbridgestreet.

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5 risposte a “The Hatchet Man by Archie Goodwin and Gene Colan

  1. Il grande Gene Colan per me è stato uno dei migliori in assoluto.
    Le sue tavole sono una gioia per gli occhi.
    Oggi qualcuno lo accuserebbe di… usare photoshop!

  2. Bella questa storia, non la conoscevo. Anche per me il Decano rappresenta una delle figure fondamentali del comicdom di tutti i tempi e penso che dia il meglio di sé proprio in storie di questo tipo, in bianco/nero e mezzatinta; proprio in questi giorni sto leggendo alcune delle sue opere in DC, come il bellissimo Nathaniel Dusk. A presto (spero, devo ancora finirlo 😀 ) con un altro interessante aggiornamento riguardante Colan.

  3. Si davvero notevole questa storia, come la maggior parte delle cose Warren del periodo.
    Erroneamente avevo messo la data sbagliata, questa storia è del 1966 e Colan è davvero al massimo, le mezzetinte sono molto belle.

  4. Adoro le storie che scriveva Goddwin per Creepy, Eerie e Vampirella. Warren Publishing rules!!!

  5. Gene the Dean era talmente bravo che le sue cose funzionano anche senza le mezze tinte perchè ti fa sentire le ombre anche se qualcuno le ha omesse. Io tiravo il riso in prima fila fuori dalla chiesa quando si è sposato con Tom Palmer, ma ne andavo pazzo anche quando filava con altri inchiostratori non iperrealisti e spenzolava Scavezzacollo ed il Trappoliere sopra una Grande Mela stilizzata o infliggeva a Cap una gita nella giungla ed il muso del Teschio Rosso.
    Mi manca così tanto da preferire la cosa alla Oz che il suo Stark indossava alle varianti hi-tech da Portacio in poi e la testa piatta del suo Namor al clone di Pippo Franco che ha osato il sublime Alex Maleev. Mi sorprendo a ritrovarne l’eredità in alcune cose di Jackson Butch Guice, Brent Anderson e Tom Mandrake, ma i ragazzi ne devono macinare di chilometri prima di regalarci il Burton gangster che guarda il fratello di Clint nei panni di Golia e, nel contempo, sprimaccia la spalla di un Jarvis evidentemente infastidito da tanta intimità. So long Gene.

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