Su Lucca Comics 2011

di Andrea Queirolo

Lucca Comics è una fiera commerciale alla quale gli editori partecipano per vendere i loro prodotti. Questo è un fatto concreto ben caratterizzato dal sovraffollamento di volumi inediti in uscita per il festival e dalla presenza degli autori che diventano i promotori e finalizzatori della vendita.
Non so se sia leggenda, ma spesso ho sentito dire che molti editori campano tutto l’anno con i proventi della manifestazione. Niente di male, dietro alcuni di quei banchi ci sono persone che sanno il fatto loro, che adottano le scelte giuste e hanno gli autori vincenti. L’unico probelma, che a conti fatti non inficia il loro guadagno, è che alcune di queste persone non sono abituate ne a vendere al dettaglio, ne al rapporto diretto col cliente finale. In alcuni casi questo non solo si nota, ma gli si ritorcerebbe pure contro se dalla loro non avessero un autore talmente importante da far passare in secondo piano tutto il resto. Certi editori dovrebbero essere un pò più grati nei confronti degli acquirenti e non limitarsi semplicemente a infilarsi i soldi in tasca.

Fortunatamente non sono tutti così, anzi…comunque, passando oltre, questa edizione di Lucca Comics è scivolata via come tante altre. Personalmente non posso esprimere pareri sull’area Games o su quella Japan, estensioni da cui sono totalmente lontano e di cui farei veramente a meno, ma due soldi da spendere per quanto riguarda i Comics ce li ho.

La prima cosa che mi viene in mente leggendo il comunicato ufficiale della manifestazione, ove si annuncia in pompa magna che Lucca Comics scavalca San Diego aggiudicandosi il terzo posto di importanza dietro Tokyo e Angouleme, è lo sparuto numero di autori internazionali che è in grado di invitare. Un numero molto piccolo rispetto alle fiere sopracitate, ma anche rispetto ad altre fiere francesi o per esempio a quella di Barcellona che, per quanto paragonata a Lucca risulti più amena, presenta quasi ogni anno un vero e proprio ritrovo di talenti da tutto il mondo.

Molto belle le mostre e gli allestimenti in particolare, anche se ricoprono ancora un ruolo un pò marginale e limitato. Non avendo mai visto un originale giapponese sono rimasto davvero sorpreso dalle tavole di Taniguchi. Sono piccole, me le aspettavo più grandi ed è stata una scoperta capire il lavoro che ci sta a monte e vedere la mole spropositata di retini applicati a mano. Chissà quanti ne consuma al mese!

Gli incontri sono stati tanti e alcuni di essi anche molto interessanti. Seppure in prevelanza siano stati indirizzati verso aspetti anche qui commerciali, non sono mancati momenti degni di nota. Fra tutti i Comics Talks gestiti da Matteo Stefanelli e compagnia, capaci di mettere assieme autori e temi interessanti, ma anche gli showcase della sala in via Vittorio Veneto (quello di Makkox in particolare) si sono rivelati notevoli e più ascoltabili rispetto a quelli di piazza Napoleone, rilegati nel caos del padiglione.

Personalmente una Lucca davvero tranquilla per me, che come al solito ho passato con amici di cui non potrei fare a meno, in cui ho avuto la possibilità di presentarmi a diverse persone del settore che seguono questo blog, di passare bei momenti con un paio di autori e di conoscere finalmente qualcuno davvero indispensabile.

Un mio ringraziamento particolare va a Cliff Chiang, disegnatore sopraffino e persona squisita, che mi ha omaggiato di questo splendido ritratto di Neil Young, di cui sono un grande fan.

3 risposte a “Su Lucca Comics 2011

  1. non posso che sottoscrivere sul tutto avendo vissuto il tutto a 4 occhi Andrea. Convengo col fatto che, benchè sembri essere la terza manifestazione del fumetto per numeri di partecipanti, non lo è affatto per la qualità delle proposte e degli autori coinvolti.

  2. Si il comunicato trionfale era troppo trionfalistico, troppo…( sarà perchè l’anno scorso è stato un piccolo disastro molto bagnato ?)
    .non contano tanto i numeri ( contano anche i numeri) ma conta la qualità complessiva e soprattutto conterebbe anche la coordinazione fra gli eventi che, talvolta, è mancata parecchio…

  3. Per me Luccacomics E’ LA MOSTRA PER ECCELLENZA. So che questo suona molto partigiano giocando in casa (20 Km dal capoluogo) non può essere diverso. Oltre al giorno di ferie e che mi prendo spendendolo per intero all’ evento ( giorno che coincide solitamente con il 1° o 2° giorno di mostra ) o come è avvenuto quest’anno ci sono ritornato la domenica per recuperare due albi di cui non potevo fare a meno.
    Concordo con Gianni sul fatto che si trascura abbastanza gli eventi da organizzare in parallelo. Mostre, incontri con gli autori nazionali e non potrebbero essere di più e maggiormente valorizzati.
    Pur sapendo che questo rappresenta un costo. Molti vi partecipano per via del concorso dei cos player, non tanto per il fatto di essere “collezionisti”..a cui si aggiunge la curiosità fisiologica (che fa numero).
    Ricordo che un “qualcosa in più” era stato fatto negli anni passati, con location a V.lla Bottini, le piccole esposizioni disseminate in città (ricordo un’esposizione di tavole di Villa per il li ad venire Tex Vs. Mefisto ).
    Certo che una città che ospita il museo del fumetto (Palazzo Giunigi)….se non ricordo male in quest’edizione è stato snobbato (se non è così smentitemi).
    Se vogliamo far assurgere Lucomics a mostre importanti come S. Diego, Tokio, Angoulême, bisogna lavorare molto su gli “ospiti” siano essi internazionali che autoctoni.
    Certo che si lavorasse ad eventi di target medio/alto – alto..il salto di qualità sarebbe compiuto. Spesso si ragiona in termini di costo … prediligendo una spesa minore a fronte di maggiori introiti derivanti, dagli habitué, dai curiosi … si potrebbe sintetizzare in :” il nostro bacino di utenza nel bene o nel male è questo, ciò ci permette di avere un certo “attivo” e di conseguenza usare toni trionfalistici. Il dio denaro in primis.

    Mi rifaccio ad un pezzo dell’articolo relativo agli espositori. L’algida presenza di alcuni espositori sfortunatamente è fisiologica. Ok essere abituati a vendere per corrispondenza. Dove l’interazione è minima … Allora dovrebbero continuare su quella strada, non venire all’evento. Non è facile cambiare l’atteggiamento della gente, un minimo di garbo dovrebbe essere sindacalmente preteso!
    E’ difficile stare con il sorriso sulle labbra per nove ore, lo stare al pubblico lo esige.
    Io personalmente sono come i gatti … se mi “lisci al contrario” la volta dopo ti snobbo.
    Cmq è un atteggiamento riscontrato in maniera maggiore su soggetti legati alla cosiddetta editoria …ma anche alcuni commercianti non scherzano. Ovvero -Tanto se non lo vendo a te..qualcun altro trovo.
    Un osservazione che vorrei fare è legata ad una diminuzione degli espositori legati al cosiddetto “antiquariato”.. Lo scorso anno erano una pattuglia ben più nutrita. La crisi colpisce anche le passioni..sopratutto le passioni!
    ps:scusate errori grammaticali et sintattici..è stato scritto di getto in una rara pausa caffè.