Hellboy, addio

di Paolo Motta

Noi tutti siamo convinto che gli eroi, e specialmente i supereroi, non debbano morire mai. Se qualche volta Superman, Batman o l’Uomo Ragno muoiono, la fanno solo per risorgere. Eppure nelle grandi saghe Ercole, Achille, Sigfrido, Gilgamesh, Lancillotto, Orlando e tutti i grandi condottieri e semidei alla fine muoiono definitivamente. Proprio la loro mortalità li rende immortali per i posteri, anche se detto così potrebbe sembrare un paradosso. A questa legge sembra non essere sfuggito neppure il supereroe più legato al mondo del folklore tradizionale, ossia Hellboy, il rosso diavolo con impermeabile e sigaro, inventato dal disegnatore Mike Mignola nel 1994. E’ stato infatti annunciato che nel prossimo albo in uscita negli USA, The Fury Hero, il protagonista morirà.

D’altro canto Hellboy è forse il personaggio più anomalo del comicdom americano. Anche se Mignola si è sempre dichiarato un devoto di Jack Kirby, lo specialista in supereroi, il suo diavolo detective rientra più nel novero di quei personaggi horror come Vampirella, Morbius, Swamp-Thing, Man-Thing, lo zombi Simon Garth, ecc. Qualcuno può far notare come questi character “agiscono anche da supereroi ma solo quando è necessario che lo facciano”, ma questo si può tuttavia spiegare col fatto che in nessun altro paese come gli Stati Uniti i fumetti vengono identificati così strettamente con le storie supereroiche.


In ogni caso Hellboy si denota da sempre come un personaggio anomalo, le sue avventure sono spesso derivano da fiabe e leggende provenienti dalle tradizioni di ogni parte del mondo, dal Giappone all’Africa, dalla Russia all’Irlanda, dalla Malesia alla Finlandia. La cura con cui il disegnatore si documenta per i suoi fumetti ricorda alla lontana quello dello sceneggiatore italiano Alfredo Castelli con la differenza che l’autore di Martin Mystère si interessa soprattutto a teorie scientifiche, storiche ed esoteriche, mentre per Mignola ciò che conta è soprattutto il folklore, tutto quel bagaglio di racconti e crendenze tramandati oralmente. Cestelli è un “accademico”, Mignola un “cantastorie girovago”.  In entrambi i casi, tuttavia, persino i lettori più preparati non riescono a capire dove finisca la documentazione e dove inizia la fantasia del fumettista.

M. W. Wellman

Esistono anche molti rimandi letterari in Hellboy: Lovecraft, Poe, Lord Dunsany, Arthur Machen e tutto il meglio delle letteratura fantastica è stato citato nei fumetti del diavolo rosso, ma il principale ispiratore, come ha rivelato recentemente lo stesso Mignola, è uno scrittore horror americano noto solo a pochi appassionati, Manly Wade Wellman. In particolare tra i suoi personaggi seriali, quali il Giudice Pursuivant e il detective dell’occulto John Thunstone, ce n’è uno che ha influenzato tantissimo Hellboy. Si tratta di John The Balladeer, un reduce della Guerra di Corea che gira per i monti Appalachi, portando a tracolla una chitarra dalle corde d’argento, mortali per gli esseri soprannaturali.  Racconto dopo racconto, John si imbatte in creature mutuate dalle leggende indiane oppure dalle superstizioni dei contadini su streghe che gettano il malocchio e predicatori che esorcizzano il demonio.  Wellman rielaborava il folklore dei monti Appalachi, di cui era un grande conoscitore, nello stesso modo in cui Mignola attinge a quello del mondo intero.


Pur essendo entrambi personaggi che mescolano azione e soprannaturale, Hellboy è molto diverso da John The Balladeer: il personaggio di Mignola è il figlio di Satana in persona e di una strega, evocato dai nazisti negli anni ’40 per divenire la Bestia dell’Apocalisse. E’ stato poi adottato dal professor Bruttenholm, uno studioso di occultismo che collaborava con gli Alleati, il quale gli ha insegnato a vivere come un umano.  Una volta cresciuto, Hellboy ha preso a sventare minacce sovrannaturali, prima per conto di una sezione speciale dei servizi segreti statunitensi, il Boureau for Paranormal Research and Defence, ed in seguito “per conto proprio”.

Nonostante il grosso diavolo dalle corna monche e dalla mano destra di pietra non perda occasione per difendere la Terra dalle forze demoniache, sembra che dovunque vada gli venga richiamato il suo destino di diventare Anung-Un-Rama, l’Anticristo portatore della fine del mondo. Se ci sono stati specie nei fumetti degli ultimi decenni molti protagonisti molto vicini al “lato oscuro”, nessuno era mai arrivato a portare su di sé una maledizione così grande. Più che un antieroe dark, Hellboy potrebbe essere il personaggio di una tragedia greca. La sua imminente morte sarebbe quindi il capitolo finale di una Odissea a fumetti, di una Eneide con le nuvolette.


Certo Hellboy aveva subito una lunga evoluzione: le prime storie realizzate con la collaborazione ai testi di John Byrne, rilette oggi suonano un po’ grezze. Solo quando Mike Mignola cominciò a realizzare interamente da solo testi e disegni cominciò a definirsi sempre meglio l’universo gotico e surreale della serie. Nel consueto tessuto avventuroso si inseriscono inquadrature di statue ed elementi architettonici dall’aria enigmatica, mentre compaiono dialoghi del protagonista con umani che poi si rivelano spettri, oppure con animali parlanti che pronunciano frasi sibilline, quasi a sottolineare che ci troviamo in una realtà ultraterrena. Nascono così storie memorabili come La Strega Troll, Il Cadavere, Quasi Un Colosso, Il Verme Conquistatore. Nel frattempo anche altri autori si interessano ad Hellboy. Impossibile non segnalare almeno il maestro Richard Corben che realizza su testi di Mignola Makoma e L’Uomo Deforme. Nasce anche uno spin-off intitolato B.P.R.D. incentrato sui “compagni d’avventure” di Hellboy, quali l’uomo-pesce Abe Sapien, la pirocinetica Liz Sherman e l’homunculus Roger. Quest’altra serie, attualmente affidata a John Arcudi per i testi e a Guy Davis per i disegni,  va sempre più distanziandosi dall’originale, spostandosi verso il filone catastrofico. Non manca anche una versione umoristica, quasi underground, con Hellboy Junior di Bill Wray.

Il vero e proprio feedback Mignola l’ha trovato, a nostro avviso, non con un altro disegnatore, ma con un regista cinematografico, il messicano Guillermo Del Toro che ha diretto i due film di Hellboy. Contrariamente a quanto accade spesso agli autori di fronte alle trasposizioni in celluloide delle loro opere, Mignola ha saputo accogliere i cambiamenti apportati dal regista, arrivando addirittura a farli propri. La prima pellicola aveva introdotto una love-story tra il diavolo rosso e Liz Sherman (l’elemento sentimentale era sempre stato assente dalla saga fumettistica), mentre il secondo film era strutturato come un vero e proprio fantasy metropolitano, ricco di sense of wonder. Gli ultimi due fumetti di Hellboy pubblicati dalla Dark Horse, Il Richiamo delle Tenebre e La Caccia Selvaggia riprendono proprio questi due input. Compare un rapporto amoroso anche se non con Liz, ma con Alice, una giovane irlandese che Hellboy aveva salvato da bambina e il respiro della vicenda si arricchisce di sottotrame: se prima le storie del demone con l’impermeabile sembravano solo delle fiabe, ora ci troviamo davanti ad un grande affresco fantasy dal sapore tolkieniano. Nessuno avrebbe però immaginato che questa era solo la preparazione del finale della serie. Se ci saranno altre storie saranno ambientate nel passato di Hellboy e forse se ci sarà un terzo film diretto da Del Toro, anche quello secondo Mignola potrebbe finire con la morte del protagonista.

Per chi lo aveva seguito fin dal principio è come perdere un vecchio amico, ma forse è meglio così a differenza di tante serie che continuano per decenni, persino quando non hanno più nulla da dire. Un attore dovrebbe scendere dal palco, quando il pubblico ancora applaude.

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10 risposte a “Hellboy, addio

  1. “E’ stato infatti annunciato che nel prossimo albo in uscita negli USA, The Fury Hero, il protagonista morirà.”

    come direbbero su Wikipedia: [CITATION NEEDED]
    …in parole povere, DOVE e’ stato annunciato? e’ possibile produrre una prova di quanto si afferma? <_<"

    scusate la diffidenza, ma e' un periodo in cui si fa a gara a spararla grossa con fantomatiche chiusure eccellenti (prima John Doe, poi Martin Mystere… smentite dai rispettivi autori/creatori).

  2. è stato annunciato all’inizio di agosto da mignola stesso:

    “I killed Hellboy once before, but he came back pretty quick. I knew he was dead, and I was waiting for people to go, ‘Oh shit! Hellboy’s dead!’ But nobody seemed to notice. So this time we’re doing Hellboy’s death where you’ll go, ‘No. He’s dead, and he’s not coming back in 12 minutes.’ There was a little bit of work that had to go into that because this really is the end of him as that physical character that appeared in the very first issue. It’s a weird thing to do, but it’s fun.”

  3. Si, muore davvero. Dicono che poi faranno al massimo una miniserie ambientata nel passato del personaggio.

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