Lucca Comics spiegata agli americani (e non solo) Parte 0

Dalle pagine del Comics Journal Marco Pellitteri ci parla di Lucca Comics.

Ricordiamo che Marco è sociologo dei media e dei processi culturali. Suoi contributi si trovano in riviste nazionali (fra cui Storia e problemi contemporaneiLiberIl PepeverdeLG ArgomentiValore ScuolaChildhood and Society) e straniere (The Japanese Journal of Animation StudiesInternational Journal of Comic ArtMechademia), in libri collettanei e atti di convegni in Italia e all’estero. Ha lavorato con l’università di Trento, il CERI di Parigi, l’Istituto IARD, l’AESVI. È autore dei libri Sense of Comics (1998), Mazinga Nostalgia (1999), Conoscere l’animazione (2004) e curatore del volume Anatomia di Pokémon (2002). Per Tunué dirige le collane di saggistica «Lapilli» e «Le virgole» e ha pubblicato, nella collana «Esprit» diretta da Gino Frezza e Sergio Brancato, Il Drago e la Saetta.

Alcune Note da “Lucca Comics”

di Marco Pellitteri

traduzione di Andrea Queirolo

Come forse sapete, Lucca Comics and Games è una delle più grandi fiere in Europa. L’evento si svolge ogni anno a Lucca, una meravigliosa città in Toscana, nei quattro giorni fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Lucca. Merita una visita, sia durante “Lucca Comics and Games” che non.

Negli anni recenti si è verificato un grosso rinnovamento nella sua organizzazione. Prima, la manifestazione si teneva solitamente due volte all’anno (aprile e novembre); ma diverse ragioni hanno spinto il comitato organizzativo (in realtà, una piccola società, con i suoi manager, gruppo progettuale, dipendenti, amministrazione, staff, collaboratori) a scegliere solo una stagione dell’anno, in autunno.

Il punto più evidente di questo rinnovamento è la posizione differente della fiera stessa: non più fuori dalle antiche mura della città vecchia, nella zona delle strutture sportive e del palazzetto dello sport, ma nel vero cuore della città. Ossia, ospitato nelle principali vecchie piazze (i padiglioni con gli editori), nei ricchi e sontuosi palazzi d’epoca (che ospitano conferenze interessanti, incontri con gli autori ecc.), in alcune meravigliose chiese temporaneamente trasformate in gallerie di fumetto.

L’aspetto più importante di questo nuovo modo di organizzare l’evento è, tuttavia—e almeno dal punto di vista del turista, e soprattutto da quello del turista non italiano—la profonda relazione con il tessuto urbano. Lucca diventa per quattro giorni una “città del fumetto” e, sicuramente, di lettori, autori ed editori di fumetti. In qualche modo come Angoulême, anche se quest’ultima è molto più un festival in senso stretto che una fiera fumettistica. Potremmo dire che Lucca ha qualcosa della San Diego Comicon e qualcosa del festival di Angoulême. Senza dimenticare il festival di Annecy (dedicato all’animazione), se non altro perché uno dei direttori organizzativi, Giovanni Russo, è un habitué di Annecy e da lì deve aver (bene) appreso qualcosa di importante su come pianificare e dar vita a un festival efficace che si svolge in una città piccola e artisticamente ricca.

Folla di giovani (e non-più-giovani) a “Lucca Comics”, nelle strade e nelle piazze di una meravigliosa, città vecchia italiana.

Tante, tante cose sono successe questo anno a Lucca Comics and Games (da ora solo Lucca Comics: non ho intenzione di parlare della parte “Games”, che è davvero interessante, ma non si adatta molto a questo giornale). Così tante che dedicherò a questa convention una serie di post. Questo, perché parlare di quello che succede a Lucca Comics significa parlare del fumetto in Italia. Quindi i soggetti dei miei post avranno, spero, una validità generale sulla situazione corrente del fumetto italiano. Di sicuro mi riferirò a quei temi che trovo abbastanza interessanti per il pubblico internazionale del Comics Journal, perciò la scelta e le valutazioni saranno strettamente personali.

“Lucca Comics” non è solo fumetti, ma anche cosplay e tutte le altre sfumature.

L’immagine sopra, al di là del fatto che è un divertissement (questo è un blog, dopotutto), suggerisce che Lucca è un grosso evento dove non è coinvolto solo il fumetto: come molte altre fiere (es. San Diego), ma allo stesso tempo diversamente da altri eventi importanti (es. Angoulême), anche il cosplay, i video games, i giochi di ruolo e la musica sono al centro della scena. Di alcuni di questi argomenti, parlerò in altri post.

Nel primo commento su Lucca Comics e sul fumetto in Italia (che metterò in linea fra alcuni giorni), mi piacerebbe parlare della parte di Lucca Comics in cui sono stato direttamente coinvolto quest’anno. Sono stato uno dei membri della giuria per i premi “Gran Guinigi” (gli “Oscar” del fumetto in Italia). E, come potete immaginare, da questa prospettiva ho osservato da un punto di vista privilegiato quasi tutta la produzione del fumetto italiano del 2009-2010.

Quindi, arrivederci fra qualche giorno per la prima parte.


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