Grant Morrison All Star

Copertina del volume ad opera di Francesco Biagini.

Pubblichiamo, grazie al permesso degli autori e della Double Shot, un estratto del volume su Grant Morrison.
In questo breve articolo si parla di All-Star Superman ed in particolare di Leo Quintum.

Ricordo che il volume Grant Morrison All-Star (16×24, B, 320 pp B/N e Col – 20 euro), sarà già disponibile presso lo stand dell’editore Double Shot a Lucca Comics 2010. Per maggiori informazioni visitate il blog ufficiale.

 

Leo Quintum o Lex Luthor travestito?

Uno dei più affascinanti personaggi minori della maxiserie All-Star Superman, e più in generale, di tutta la produzione morrisoniana, è Leo Quintum, il misterioso super- direttore del P.R.O.J.E.C.T. che, secondo Morrison, “rappresenta lo spirito scientifico ‘buono’, il tipo di scienziato razionale, illuminato, progressista e utopista che pensavo potesse essere ispirato da Superman” ma, allo stesso tempo, “ha un qualcosa di luciferino… e addirittura si riferisce a se stesso come ‘il Diavolo in persona’”.
L’intrigante personaggio dal cappotto arcobaleno è usato da Morrison come elaborata metafora del team creativo della serie (Quintum crea con passione una nuova mitologia supermaniana, ma allo stesso tempo, “rende Superman merce… una franchigia, una rivisitazione più grande e bella… più nuova del nuovo ma allo stesso tempo familiare”, proprio come gli autori di All-Star Superman), ma non solo. Data l’assenza di spiegazioni sulle origini di questo novello “Man Who Fell to Earth”, infatti, è circolata su internet una serie di interessanti speculazioni “cospirazionistiche” che, sebbene non necessariamente da prendere come oro colato, sembrano certamente avere una base di verosimiglianza, alimentate anche dalla scrittura di un Morrison volutamente (?) ambiguo nella disseminazione delle tracce, troppe per essere dovute solo al puro caso.

Leo Quintum.

La tesi, riportata anche sullo storico forum Barbelith, è semplice e accattivante: nel ventiquattresimo secolo (quando presumibilmente tutta l’umanità ascende al rango di superumanità), Lex Luthor si pente e cambia vita, tornando indietro nel tempo e usando le proprie immense capacità in termini di cervello e risorse economiche per rimediare al male commesso nel passato e, in qualche maniera, dirigere il proprio se stesso passato nella direzione dell’empatia con Superman, in un perfetto finale circolare che, in un certo senso, torna con il finale “vero” della maxiserie.
A supporto di questa ipotesi, Quintum è certamente un viaggiatore temporale, che cerca di “scappare da un mondo spacciato… il passato” (All-Star Superman 1), e mostra molte delle qualità che Luthor spreca nel suo odio nei confronti di Superman.

Durante la serie, Morrison inserisce altri possibili riferimenti subliminali (fra i più significativi, Luthor che, parlando a se stesso, parla a Quintum nella vignetta opposta – nel numero 1 – e, durante il cammino di redenzione che culminerà “nell’illuminazione” del numero 11, indossa abiti – e occhialetti – stranamente simili a quelli di Quintum, ma non multicolori, simbolo di un viaggio interiore non ancora concluso) ma soprattutto, nell’ultimo numero, lascia due tracce potenzialmente importantissime. È Quintum, infatti, a raccontarci che cosa succede a Luthor quando Superman sparisce nel suo viaggio verso il sole, e il criminale deve affrontare il fatto che il proprio arcinemico non c’è più (come se Quintum, guardando la propria versione del ventesimo secolo, potesse capirne lo stato d’animo meglio di ogni altro). E la serie si chiude proprio con Quintum, nell’ultima pagina, come a significare che la più grande vittoria di Superman è quella di elevare l’umanità al proprio rango (simboleggiata in questo senso dal Luthor coi poteri dell’Uomo d’Acciaio), lasciando agli esseri umani un’eredità rappresentata dal raggiungimento di un potenziale troppo spesso sprecato.

Una copertina da “All-Star Superman” by Frank Quitely

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