Michel Choquette e il sogno (quasi) irrealizzabile

La storia è piena di progetti incompiuti. Solo in ambito culturale ci sono innumerevoli lavori che non sono mai stati portati a termine o studiati e mai realizzati. Pensiamo ad esempio a film come Napoleone di Kubrick o il Don Chisotte di Orson Welles e a libri come Parigi, capitale del XIX secolo di Walter Benjamin o Il primo uomo di Albert Camus. In campo fumettistico vengono in mente Tintin e l’Alph-Art di Hergé o Astarte di Andrea Pazienza.
Questi sono solo alcuni dei tanti progetti non finiti, specie a causa delle morti premature degli autori. Ci sono, però, casi in cui l’opera da realizzare è più grossa delle stesse potenzialità dell’autore e questo è  il caso di Someday Funnies, antologia curata da Michel Choquette.

Partiamo dall’inizio:

Choquette con una stampa di prova del libro.

Choquette è nato a Montreal nel 1938, è stato fra le altre cose un comico e un cantante, tutt’ora scrive, insegna e conosce sei o sette lingue.
La storia di Someday Funnies inizia nel 1970, quando Michel entra in contatto con l’editore della rivista Rolling Stone, Jann Wenner.
A Choquette, che già si interessava di fumetti e scriveva per la rivista National Lampoon, fu proposto di editare per Rolling Stone un extra di 16 pagine che illustrasse a fumetti la storia degli anni ’60. Wenner voleva che queste storie fossero disegnate da autori mainstream come Steve Ditko e Neal Adams, mentre Choquette, una volta raccolto l’ingaggio, già pensava ad un racconto con protagonista Mr. Natural di Robert Crumb.
Choquette, nel suo continuo susseguirsi di idee, formulò un albo di 20 pagine (18 di fumetti più copertina e note sugli autori) che doveva rispecchiare una visione apocalittica degli anni ’60: sesso, droga, violenza, politica, guerra…Per fare ciò si propose di avere disegnatori come Kim Deitch, Gilbert Shelton e Harvey Kurtzman, ma anche Al Capp e artisti “elevati” come Roy Lichtenstein, nonchè scrittori di razza come William Burroughs.
Sorprendentemente Wenner acconsenti dandogli un anticipo di 1,500$ e cosi Choquette cominciò una lunga caccia agli autori, che degenerò in sette anni di viaggi, telefonate e corrispondenze intercontinentali.

Choquette nei primi anni ’70.

Incontrò John Lennon, propose di collaborare a Andy Wahrol, cercò disperatamente Bob Dylan e bevve champagne con Salvador Dalì. Intrattenne una lunga corrispondenza con Fellini e ottenne il consenso di Frank Zappa. Furono momenti difficili, dove mancavano i soldi per pagare le stanze d’albergo e dove spesso la gente prometteva di collaborare senza poi farsi risentire, ma la testardaggine di Choquette prevalse e dopo un po ebbe in mano materiale per 180 pagine. Quando Wenner si stufò di aspettare così a lungo per un libro che non aveva richiesto tagliò i ponti, e Choquette provò a proporre il volume a diversi editori, che dopo lunghi ripensamenti non accettarono mai di produrlo.
All’epoca non c’era ancora stata la “magia” di Maus e di Watchmen, il fumetto non veniva visto di buon occhio e non era considerato una forma d’arte abbastanza valida per investirci così tanti soldi.
Choquette si ritrovò alle strette, indebitato per oltre 300,000$ e con diversi artisti che richiedevano il pagamento per le loro storie, abbandonò il progetto nel limbo.

Collage di lettere dei vari autori a Choquette.

Con quasi 200 autori provenienti da 20 diversi paesi, per un totale approsimativo di 300 pagine di disegni, Someday funnies doveva essere negli anni ’70 l’antologia definitiva sui fumetti.

Fra gli autori più conosciuti: Crepax, Spiegelman, Wally Wood, Jack Kirby, Will Eisner, Vaughn Bodé, Harvey Kurtzman, Gahan Wilson, Jeff Jones, Fellini, William Burroughs, Tom Wolfe, Frank Zappa, Goscinny e Uderzo, Moebius, Jean-Claude Forest, Carlos Gimènez, Sergio Aragonés, Joe Sinnot, Russ Heat, Steve Engleheart, Roy Thomas, Topor, Barry Windsor-Smith, Herb Trimple, C.C. Beck, Gerry Conway, Denis Kitchen, Archie Goodwin, Stan Mack, Dick Giordano, Stan Goldberg, R.O. Blechman, Al Capp…

Ora, a distanza di 40 anni e incrociando le dita, Someday Funnies vedrà la luce l’anno prossimo come annunciato al Comic-on di San Diego dalla Abrams.

Se volete conoscere tutta l’incredibile storia di Someday Funnies vi consigliamo di leggere il bellissimo articolo di 50 pagine scritto da Bob Levin e apparso sul numero 299 di The Comics Journal.

Ancora Choquette e prove di stampa del libro.

Annunci

3 risposte a “Michel Choquette e il sogno (quasi) irrealizzabile

  1. Pingback: Le Someday Funnies stanno arrivando! | Conversazioni sul Fumetto

  2. Have you got a telephone directory? juge’s bikini lxz

  3. I’d like to open a business account best preteen sex toplist
    vfvu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...