Il Pozzo di sangue al Treviso Comic Book Festival 2013

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omaggio di Spugna

Ricorderete che vi abbiamo parlato QUI del volume Il Pozzo di Sangue di Johnny Ryan, edito da The Milan Review e poi vi abbiamo invitato QUI a partecipare al contest dedicato ai disegnatori, per  poter essere tra i selezionati alla mostra dedicata all’autore americano al prossimo Treviso Comic Book Festival 2013.

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Conversazioni con LEOMACS!

Illustrazione di maicol&mirco per Leomacs
Chi legge abitualmente questo blog, presumiamo, non dovrebbe aver bisogno di  essere introdotto al segno  di Leomacs.  Autore con alle spalle un carriera ormai ventennale, in cui ha esplorato i più disparati generi ed esperienze, collaborando con sceneggiatori di rilievo (dagli esordi con Recchioni alle serie create da Manfredi, da Nick Raider con Faraci a Tex con Boselli ), da dieci anni è in forza alla Bonelli. Il suo nome è da tempo legato a Tex.

Ciò che abbiamo provato a far emergere in questa intervista è il suo lato meno tecnico, la sua cultura, il suo umorismo…e un progetto imprevedibile…(l’illustrazione è un indizio).

LA PROPRIETÀ – Intervista a Rutu Modan

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Nel suo articolo su “Il Messaggero”  intitolato “Un mondo di carta” (lo trovate QUI), Giuseppe Montesano sostiene che “La proprietà” di Rutu Modan “potrebbe essere un romanzo di Isaac Bashevis Singer, ambientato in Polonia tra gli echi di una storia d’amore tenera e crudele e la persecuzione contro gli ebrei”. L’intuizione dello scrittore napoletano (autore, tra l’altro, di un notevole “romanzo critico” su Charles Baudelaire“Il ribelle in guanti rosa”) è molto interessante e merita di essere approfondita. Ad una prima lettura, tematiche ed atmosfere del libro possono senza dubbio evocare il grandioso precedente dell’autore de “La Famiglia Moskat”. Ma in realtà, dall’accostamento col grande maestro della letteratura yiddish, sono le differenze che emergono ad essere più rivelatrici della peculiare identità dell’opera grafica. Differenze, soprattutto, d’ispirazione e di rapporto con la tradizione, ineludibile nella sua sacra (oseremmo dire) ingombranza, della cultura ebraica.  Infatti, nei meravigliosi romanzi e racconti del Premio Nobel d’origine polacca, forte e radicato è il senso della custodia culturale degli antichi valori religiosi, sottoposti al vortice continuo del divenire storico.L’atteggiamento della Modan appare invece più distaccato e critico, pur moderato dalla leggerezza di un’ironia colta e laica, nei confronti dei tic e dei condizionamenti della propria educazione d’origine.

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“Per favore, non chiamatemi maestro”: Sergio Toppi

È passato un anno dalla morte di Sergio Toppi, l’artista che non voleva essere chiamato maestro. Un vuoto colmato in parte delle sue opere e della sua grande lezione:

“Mi è sempre piaciuto esplorare ogni direzione possibile. Non mi sono mai legato a un personaggio perché ho sempre guardato orizzonti lontani. Lo stile ‘toppiano’? Che brutta parola… sembra un’offesa. Quello è il prodotto di una vitaHo portato avanti una severa autocritica, ho lavorato continuamente su me stesso, modificando ogni volta qualcosa. Quel tanto che era sufficiente a migliorare un po’. Questo mio stile è comunque il frutto di una grande fatica”.

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Una breve storia dell’America: Ryan After Crumb

Nel 1979 Robert Crumb disegnò per la rivista ecologista Co-Evolutionary Quarterly un’illustrazione destinata a diventare una delle sue più famose – A short history of America – con cui illustrava in dodici vignette l’evoluzione di un singolo appezzamento di terra, mostrando come l’industrializzazione e la way-of-life statunitense avesse inciso profondamente e – negativamente – sullo stesso.

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Morte di un letterista: Ken Bruzenak

Nella metà degli anni ’80, la First Comics era uno degli editori indipendenti che
pubblicavano i fumetti di miglior qualità. Fra questi, si distingueva una serie che, pur vendendo bene, nonostante l’alto prezzo di copertina (come tutti i prodotti “indie” a  colori), nel corso degli anni esercitò un’influenza seminale: American Flagg!. Di lì a poco, questo fumetto avrebbe influenzato comics ben più conosciuti, fra cui il celeberrimo Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. Il deus ex machina della serie era Howard Chaykin, che poi ebbe una carriera di grande successo e che ancora oggi gode di un  ottimo riscontro da parte della critica.  Ma se Chaykin era Jordan (come si resero conto i lettori, quando AF!, dopo il suo ciclo di storie, passò nelle pur capaci mani di Steven Grant e J.M. De Matteis – insieme a Mark Badger), il letterista/grafico Ken Bruzenak era un degno Scottie Pippen.

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Una tavola da American Flagg!

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Caro Art, siamo tutti gatti.

Qualche giorno fa Ciro Fanelli ha pubblicato su Vice [qui] una breve riflessione su Maus di Spiegelman. Fanelli scrive:

Se tu mi rappresenti i tedeschi come gatti e gli ebrei come topi non si parla più di cattiveria umana ma di corso naturale delle cose—badate, non è una giustificazione storica sull’argomento tanto delicato e sul quale la penso al contrario di ciò che sto scrivendo qui, ma parliamo di infelice capacità di astrazione…

Ecco, diciamo che tutto ciò va veramente “al di là del bene e del male” nel modo più letterale possibile e non filosofico; non parliamo di morale, parliamo di natura.

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Illustrazione di “Al di là del bene e del male” di Ciro Fanelli

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