Sweet Salgari: intervista a Paolo Bacilieri

“Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha rotto tutte le tempeste: abbiamo conseguito il premio desiderato.

Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta.
Mentre gli occhi seguono la salda carena,
La nave severa ed ardita.

Ma o cuore, cuore, cuore,
O stillanti gocce rosse
Dove sul ponte giace il mio Capitano.
Caduto freddo e morto.

O Capitano, mio Capitano, levati e ascolta le campane.
Levati, per te la bandiera sventola, squilla per te la tromba;
Per te mazzi e corone e nastri; per te le sponde si affollano;
Te acclamano le folle ondeggianti, volgendo i cupidi volti.

Qui Capitano, caro padre,
Questo mio braccio sotto la tua testa;
È un sogno che qui sopra il ponte
Tu giaccia freddo e morto.

Il mio Capitano tace: le sue labbra sono pallide e serrate;
Il mio padre non sente il mio braccio,
Non ha polso, né volontà;
La nave è ancorata sicura e ferma ed il ciclo del viaggio è compiuto.

Dal tremendo viaggio la nave vincitrice arriva col compito esaurito,
Esultino le sponde e suonino le campane!
Ma io con passo dolorante
Passeggio sul ponte, ove giace il mio Capitano caduto freddo e morto*”

* O capitano! Mio capitano!, di Walt Whitman, traduzione di Antonio Agresti, in Abramo Lincoln, A. F. Formiggini, Genova, 1913

Sweet Salgari, Paolo Bacilieri

Ho pensato non ci fosse niente di meglio per introdurre questa intervista –  sul graphic novel Sweet Salgari – della famosissima poesia di Walt Whitman. Spero di non aver spaventato nessuno (che mi rendo conto che oggi non siamo più molto pratici di poesia) comunque più o meno il film L’attimo fuggente l’abbiamo visto tutti,  ed ecco che la citazione torna familiare. Ora però arrivano subito le parole di uno dei più grandi fumettisti che abbiamo in Italia, Paolo Bacilieri.

Un’intervista che è nata con l’uscita del libro e che viene pubblicata oggi, dopo quasi un’anno di avventure tra un festival e l’altro, dopo che ha guadagnato il premio come Miglior Fumetto italiano al Treviso Comic Book Festival 2012, in contemporanea con l’inaugurazione di una nuova mostra di tavole originali a Verona –  il 26 ottobre 2012 – verso la prossima edizione di Lucca Comics and Games 2012 (dove Paolo sarà ospite da Coconino) – e l’uscita del nuovo lavoro, Sul Pianeta Perduto, per Sergio Bonelli Editore.

“Sweet Salgari”. Un uomo dolce per una storia amara. Quanta umana comprensione c’è in questo titolo? Come/quando l’hai scelto?

Odri, non mi ricordo più tanto bene, è passato un bel po’ di tempo!
I titoli arrivano (dalle mie parti) in modo misterioso e imprevedibile, a volte quando non c’è ancora una storia! Uno non può far altro che tenerlo lì (il titolo) a frollare e se dopo mesi ancora “tiene” e non ti è venuto nel frattempo qualcosa di meglio, rimane.
Nel caso di Sweet Salgari, oltre alla musicalità (per me importante) c’è in effetti già una “affettuosa” presa di posizione come giustamente sottolinei.

Possiamo dire che il titolo già in inglese si presta ad un edizione in qualche altro Paese?

Possiamo, ma veniamo subito smentiti: infatti il titolo dell’edizione francese che uscirà nel 2013 (Delcourt) sarà: “La vie revée du Capitain Salgari” !

Sweet Salgari, Paolo Bacilieri

Leggo una storia che si svolge nell’Italia tra Ottocento e Novecento, eppure, con le dovute proporzioni, potremmo cambiare i nomi, le facce, i luoghi e ritrovarci al giorno d’oggi. E’ la questione italiana sul valore dell’arte? Cosa ha affascinato della figura di Salgari in questo senso, tanto da deciderne di raccontarlo?

Sai, anch’io lavorandoci ho avuto questa strana impressione…trovavo nella materia, nelle immagini dell’Italia di allora una specie di modernità che mi sembrava più moderna di… che so io, una storia ambientata negli anni 70 con i pantaloni a zampa di elefante!
Di sicuro la figura di Salgari, così piccolo eppure così enorme, la rovinosa parabola della sua vita, esercitavano una pressione emotiva che spero arrivi a chi legge.

Durante le mie letture di Sweet Salgari – non so se è un complimento – ma mi è venuto da pensare che questo graphic novel fosse tutto meno che una semplice biografia di Emilio Salgari.
Eppure hai dovuto in qualche modo fare i conti con il genere biografico mentre progettavi la stesura del libro? Cosa ne pensi della popolarità della piega biografica e autobiografica che hanno preso molte produzioni di romanzi a fumetti, un pò in tutto il mondo?

Che ti devo dire? Certo c’è un aspetto biografico, quasi documentaristico…non mi sono inventato (quasi) nulla. Non avevo la pretesa di fare una biografia completa ed esaustiva del nostro. Questa storia l’ho proposta ad Igort qualcosa come dodici anni fa…la Coconino era appena nata e nel frattempo (anni, in effetti) toh che le biografie e autobiografie a fumetti diventano di gran moda!

“Una brava persona”…”la tigre della magnesia”… “un suicidio maldestro”…il Salgari che appare nelle tue pagine è un uomo che si trova continuamente tra la grandezza dell’arte e la miseria della vita quotidiana, continuando a stare irriducibilmente dalla parte di quelli che vengono definiti “sognatori”.
Qualcuno direbbe che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, a me sembra che sia lecito capire come va il mondo ma non ascoltarlo di proposito, consci che comunque se ne paga il prezzo. Quella del Salgari che racconti è più incoscienza o spregiudicatezza?

Direi incoscienza, un ingenuità profonda. Di lui mi commuove davvero questa sproporzione tra ciò che ha dato e quel poco che ha ricevuto in cambio, ma di questo Salgari era cosciente e smoccolante solo quanto basta per evitarsi fastidiosi atteggiamenti da martire.
La spregiudicatezza credo sia qualcos’altro…

Sweet Salgari, Paolo BacilieriAd un certo punto la compostezza delle tavole, degli splendidi paesaggi urbani e rurali viene violata da una scena di sangue, che emerge piuttosto forte, dal gusto “pulp” direi.

E’ un po’ la metafora visuale della ribellione del protagonista alla compostezza e al perbenismo di facciata della società? La scompostezza e la sconsideratezza del gesto sono anch’essi un’espressione artistica?

Sì, ho cercato di dosare bene la cosa. Non volevo attenuarne la brutalità ma la scelta di far cadere le tavole più “truci” nel mezzo del libro non è casuale. Volevo che ci fosse il tempo per prepararsi e quello per uscirne.
Spero non passi l’idea di un rituale da samurai o simili. Non lo è, a mio parere. Lo vedo soltanto (non mi pare poco) come un gesto ragionato, a lungo desiderato, ma indubbiamente disperato.

I tempi di creazione di un graphic novel sono piuttosto lunghi. Leggevo che la lavorazione di Sweet Salgari è durata dal 2009 al 2012. Per tutto questo tempo tu hai tenuto un blog, dove hai condiviso con il pubblico la lavorazione del volume, l’accurato lavoro di documentazione…Questa scelta è dipesa dal fatto che non volevi “sparire” per lungo tempo? Hai voluto in un certo qual modo “preparare” i lettori alla scoperta di questo libro? In sostanza, cosa ci trovi di utile, oggi, nel tenere un blog?

Il mio blog? In una parola si è trattato di “territorial pissing”! In effetti per fare sto libretto ci è voluto un sacco e non volevo che nel frattempo qualcuno mi fregasse l’idea (noi fumettisti siamo un poco paranoici, si sa). Poi strada facendo ho apprezzato e usato il blog anche per altre cosette…

Passando al lato stilistico, vediamo le tavole una grande ricchezza di dettagli, che tanto amano tuoi lettori più affezionati, però bilanciati da ampie aperture in bianco. C’è qualcuno che ha definito questo lavoro l’affermazione di una maturità del tuo segno. Come risponderesti a questa affermazione?

Rispondo “merci”. Mi sono sforzato di fare un piccolo passo indietro rispetto alle mie abituali stramberie, diciamo così, per lasciare scorrere la storia come un fiume (o fiumiciattolo) in modo che si arrivi alla fine “quasi” di corsa e ho cercato di “alleggerire” segno, montaggio, tutto…la materia, di per sé pesava abbastanza.

Paolo Bacilieri, Sweet Salgari

Sono presenti, in alcune parti del racconto, degli inserti fotografici, che pure seguono la cifra stilistica del libro ma ho trovato abbastanza originali. Cosa aggiunge la fotografia proprio in quei determinati passaggi? Questo espediente può forse servire ad aumentare il valore documentaristico dell’opera?

Che dire? Io quelle vignette le avevo anche disegnate ma le foto erano senza dubbio meglio. Imbattibili! Specie quella di Buffalo Bill e indiani in gondola.

E come è stato immergersi nello studio di documentazione sulla Torino città dell’epoca? Conoscevi già bene questa città? Hai trovato qualche sorpresa in corso d’opera?

Torino è senza dubbio importante, ma anche Genova (Sampierdarena!) e Verona hanno il loro peso. Ho lavorato come faccio sempre e cioè sia sui libri le fotografie d’epoca etc. , sia andando sul posto.

Paolo Bacilieri, Sweet Salgari

Sempre a proposito di Torino durante la scorsa edizione Salone del libro hai tenuto una presentazione del volume (tra le innumerevoli) presso la Società Anonima di Mutuo soccorso per ambo i sessi De Amicis, con un gruppo di lettori – se non ricordo male – “superesperti”. Come hanno accolto i “fedelissimi” dell’opera salgariana questo tuo lavoro? E’ stato interessante per te il confronto che ne è uscito?

Non si trattava di superesperti, anche se il luogo era senz’altro perfettamente salgariano, a cominciare dal nome, e a due passi dalla casa dove visse, peraltro, in Corso Casale. Lo ricordo come uno degli incontri più belli che ho fatto. Per quanto riguarda invece i superesperti quello che ho tenuto a Bologna con la professoressa Paola Pallottino (che oltre ad essere una persona simpatica e molto intelligente, di Salgari, illustrazione, testi di canzoni bellissime di Lucio Dalla e un sacco di altre cose è senz’altro superesperta) è stato il migliore per me.

Al Treviso Comic Book Festival 2012 Sweet Salgari ha vinto il premio Carlo Boscarato nella categoria Miglior Fumetto italiano. Raccontami un po’, cosa ha detto il Capitano?

Per tutti i tuoni del Mar di Biscaglia! Un premio!

Sempre a proposito dei tuoi impegni, so che s’inaugura venerdì 26 ottobre alle 16:30 a Verona, nella tua città, una nuova mostra di Sweet Salgari, presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, curata da Alberto Corradi. Come si compone la selezione?

Alberto ci sta lavorando, direi che si tratta di un’ampia selezione (una sessantina di tavole) che comprende anche numerosi schizzi, studi e scarabocchi!

Sweet Salgari di Paolo Bacilieri mostra a Verona, a cura di Alberto Corradi

Il libro dedicato al più famoso scrittore italiano di romanzi d’avventura porta in apertura la dedica al più famoso editore italiano di fumetti d’avventura, Sergio Bonelli. E’ una specie di passaggio del testimone?

Mi sembrava doveroso. Sergio seguiva e aveva manifestato apprezzamento per il lavoro che stavo facendo su Salgari. Ho sempre avuto il suo sostegno concreto (come molti altri autori del resto) nel corso di questi anni, quindi è innanzitutto la dedica a un’amico. Poi senz’altro, la storia, il lavoro di Sergio e in generale della Bonelli ha molto a che vedere con Salgari.

Tra poco, il 30 ottobre, ci sarà l’uscita di un tuo nuovo lavoro per Sergio Bonelli Editore, dal titolo Sul pianeta perduto, un fumetto d’avventura per i ragazzi di oggi. Non hai abbandonato il genere dunque. Cosa ci possiamo aspettare?

Mirabolanti avventure, che altro? In effetti è proprio così che lo concepiamo io e Antonio Serra, lo sceneggiatore, questo racconto. Come un’Avventura per adolescenti d’ogni età, una spensierata avventura fantascientifica vecchio stile, ma che spero sia in grado di interessare quelli che tu chiami “i ragazzi di oggi”.

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