Speciale Asterios Polyp: Born Again Again

di Craig Fisher

traduzione di Andrea Queirolo

Sesta parte del nostro speciale su Asterios Polyp. L’articolo, scritto da Craig Fisher, è incentrato sulle connessioni fra Asterios Polyp e le altre opere di Mazzucchelli. In origine è apparso sulle pagine di Hooded Hutilitarian.

“…Quanto di più efficace puoi ottenere? Creai un supereroe e lo chiamai “Power…”
David Mazzucchelli da un’intervista su The Comics Journal #194  (1997).

Come dovremmo valutare la carriera di David Mazzucchelli?

Il suo lavoro tende a dividersi principalmente in tre periodi cronologici. Il primo è il suo periodo supereroistico (1984-89), quando Mazzucchelli è stato un disegnatore per Marvel e DC, collaborando per breve tempo con Frank Miller alle storie Daredevil: Born Again (Daredevil #227-233, 1985-6) e Batman: Year One (Batman #404-407, 1986-7). Ci sono stati alcuni numeri singoli che Mazzucchelli disegnò durante questo periodo, come una storia scritta da Ann Nocenti (con protagonista Angelo degli X-Men) su Marvel Fanfare #40 (1988).

Il secondo periodo include il passaggio di Mazzucchelli al fumetto alternativo con i tre numeri autoprodotti di Rubber Blanket (1991-93), che presentavano brevi storie per antologie come Snake Eyes, Drawn and Quarterly e Zero Zero, e il suo adattamento del romanzo di Paul Auster Città di Vetro con Paul Karasik (1994). Questo secondo periodo si conclude attorno al 2000, quando i suoi racconti cessano di apparire nelle antologie. Da allora Mazzuchelli è stato concentrato sul suo incarico di professore alla School of Visual Arts, continuando a lavorare stabilmente su Asterios Polyp, opera per me abbastanza propizia da preannunciare un nuovo periodo della sua carriera, devoto all’indipendente, ma accessibile in ogni libreria, perseguendo il metodo di pubblicazione del graphic novel. Ha percorso una lunga strada dagli albi ai cartonati, dalla Marvel alla Pantheon.

Il pericolo di dissezionare la carriera di un artista in periodi distinti, però, è che rischiamo di perdere di vista i temi e i concetti che restano coerenti tra le singole opere. Questo rischio è particolarmente grande con Mazzucchelli perchè Daredevil è molto diverso, almeno in superficie, da Asterios Polyp. Polyp, tuttavia, comprende almeno un riferimento specifico al fumetto precedente di Mazzucchelli. Nel “capitolo sette”, il capitolo senza nome che inizia con l’illustrazione di una zanzara (chissà perché in questo libro non ci sono i numeri delle pagine?), Asterios e Stiff vanno a pranzo e parlano con un uomo di nome Steven “Spotty” Drizzle. Il Sig. Drizzle è il protagonista di “Near Miss”, un racconto di Rubber Blanket #1 (1991) che inizia con Steven che abbandona la sua famiglia e lo stile di vita borghese a causa della paura che un meteorite potrebbe schiantarsi sulla Terra e sterminare la razza umana. Nel suo cameo in Polyp, Steven è sempre terrorizzato dagli asteroidi, e Asterios replica con una non molto rassicurante mini-lezione scientifica.


Portato alla paranoia da Asterios, Steven scompare dalla cena e dal libro, per non comparire più. Non c’è molto da dire circa l’importanza degli asteroidi in Polyp, ma sono incuriosito dalla riutilizzazione di un personaggio precedente fatta da Mazzucchelli. Sta costruendo una continuità (un Mazzucchelli-mondo) tra le storie di Rubber Blanket e quelle di Polyp? E’ possibile (e utile) tracciare analogie fra il Daredevil e il Batman di Mazzucchelli e i suoi fumetti alternativi seguenti? Nel tentativo di rispondere a queste domande, ho riletto il maggior numero di fumetti di Mazzucchelli che ho potuto (non ho mai trovato una copia a prezzi accessibili di Rubber Blanket # 2 [1992], però ho recuperato X-Factor #16 [1987]) e ho scoperto almeno un paio di elementi che collegano la sua carriera.

Mazzucchelli è interessato a rappresentazioni grafiche di forza superiore a quella umana. La storia più lunga in Rubber Blanket #3 (1993) è Big Man, disegnata da Mazzucchelli come tributo a Jack Kirby. Big Man inizia quando il personaggio eponimo – incredibilmente alto e largo, come l’Hulk di Kirby – si arena su una spiaggia, con le braccia e le gambe legate a una zattera di legno. Big Man è trovato in questo stato da dei cittadini di una piccola comunità agricola, che lo guidano in un granaio, lo nutrono, e gli danno da fare lavori come piantare alberi, costruire recinzioni e scavare fossati. Tuttavia, Big Man mostra la sua vera forza da Hulk quando solleva da solo un trattore salvando un contadino intrappolato. C’è una sequenza terrificante a pagina 39 che mostra Big Man lanciare il trattore da una parte, e poi sorridere goffamente (disegnata come un close-up) agli agricoltori sgomenti sul luogo dell’emergenza. Successivamente c’è una splash page di Big Man dal punto di vista degli agricoltori.

Qui l’espressionismo di Mazzucchelli è a pieno regime: le forme rappresentate sono eseguite con spesse pennellate d’inchiostro – guardate quelle nuvole che tagliano il cielo – e Big Man ha l’imponenza e la solidità di una figura allegorica dei racconti intagliati nel legno di Lynd Ward. (Mazzucchelli non scimmiotta lo stile di Kyrby, ma lo emula enfatizzando la forza del personaggio, anche quando quello sta fermo). La visuale dal basso con cui è raffigurata la splash page evidenzia l’incombente statura di Big Man, mostrandolo abbastanza imponente da ostruire la luce del sole con la sua spalla sinistra. Per il resto della storia, un fattore di nome Peter fatica a capire la forza superumana di Big Man, e giunge alla conclusione che tali poteri possano essere conferiti solo da un Dio impegnato nella continua creazione di esseri nuovi e meravigliosi.


Polyp si apre con una propria versione di potere soprannaturale, un fulmine che colpisce l’appartamento di Asterios. Nella terza pagina del libro, una splash cattura il fulmine che cade giù dal cielo, da una posizione vicino alle nuvole. L’inquadratura dal basso di Big Man è vista attraverso occhi umani che scrutunano un gigante, ma il fulmine visualizzato dall’alto di Polyp sembra essere ritratto dal punto di vista di un Dio che guarda in basso verso la pioggia e la città, prendendo la mira.

Quattro pagine dopo, la potenza del fulmine è rivelata in un’altra spalsh, quando la camera da letto di Asterios è innondata da un bagliore bianco e la sua televisone va in cortocircuito. Asterios stava guardando una vecchia cassetta di una cena romantica fra lui e la sua ex moglie Hana, ma il fulmine cancella questi ricordi, e da fuoco all’appartamento lasciando Asterios senza casa e senza punti di riferimento. Le forze della natura si riaffermano alla conclusione di Polyp, quando Asterios e Hana si riconciliano prima che un metorite cada nell’atmosfera, seguendo una traiettoria che li uccide entrambi. Questo meteorite è il simbolo più forte che Mazzucchelli abbia mai usato per rappresentare una forza superiore a quella umana: questa traiettoria distruttiva del metoerite è rivelata in una epica doppia pagina che sposta brutalmente il lettore dalla micro scala del tentativo di riconciliazione di Hana e Asterios alla macro scala di un imminente disastro Velikovskiano, uno spostamento che ci riporta a un mondo Kirbyano.

“Siamo come le formiche…Solo formiche…Formiche!”
Dai “Fantastici Quat
tro” di Kirby.

Sicuramente le storie di Mazzucchelli sono disseminate di “formiche” che sono vittima di disastri naturali, di crimini disparati, o di sola sfortuna. La violenza impulsiva è una convenizione del genere noir, infatti non è una sorpresa che il Batman e il Daredevil dalle tinte noir di Miller/Mazzucchelli contengano un grosso numero di morti, ma è anche vero che a volte questo succede nei fumetti alternativi del solo Mazzucchelli. In “Rates of Exchange” (Drawn and Qaurterly #2, vol. 2 del 1994), un apatico espatriato di nome Anthony soggiorna in uno scadente hotel parigino dove fa amicizia con alcuni ospiti. Uno dei più strani di questi è una donna di mezza età che incrocia Anthony per il corridoio, sempre con un bel sorriso e un “Bonjour” – finché non viene strangolata a morte dal marito. Anthony, colpito dalla notizia, continua a immaginarsi la sua presenza nel corridoio.

La linea tratteggiata che identifica la donna morta ci ricorda la più grande morte senza senso di tutta l’opera di Mazzucchelli, quella di Ignazio, il fratello gemello di Asterios, che viene trovato morto nel grembo materno durante il parto cesario. Ignazio è la protesta di Mazzucchelli contro il caos, contro l’ingiustizia, contro tutte quelle forze cosmiche che operano al di là della nostra comprensione. Nel mondo reale i bambini muoiono senza nessuna buona ragione, ma in Polyp, possono almeno narrare le storie dei loro fratelli accompagnandoli, come ombre o fantasmi, attraverso le vicissitudini delle loro vite.

Un altro elemento comune nei vari periodi della carriera di Mazzucchelli è il suo uso di trame dove un protagonista principale è umilato e si riscatta, meglio di prima, dopo aver toccato il fondo. In Daredevil: Born Again, Kingpin scopre l’indentità segreta di Daredevil, quella dell’avvocato Matt Murdock, e demolisce di soppiatto la vita privata di Matt. Grazie alle macchinazioni di Kingpin, Matt perde la casa in un pignoramento bancario e si ritrova tutti i suoi beni bloccati.

Subito dopo è radiato per falsa testimonianza. Daredevil diventa “un uomo perso, sconfitto”, che finalmente subisce un tracollo mentale dopo che Kingpin gli demolisce la casa. (Il numero 228 si apre con Matt che dorme in posizione fetale nel letto di una abietta camera d’hotel; il numero 229 comincia con lui che giace addormentato, sempre in posizione fetale, in un vicolo oscuro, accerchiato da barboni) Finalmente riesce a tornare nel suo quartiere d’infanzia a Hell’s Kitchen, dove viene soccorso da una suora (che, in modo improbabile e melodrammatico, si rivele essere la madre scomparsa da tempo!) e si costruisce una nuova vita. Diventa cuoco presso la mensa del quartiere, si dimentica della sua ex-fidanata tossica e traditrice, ma in seguito se ne innamora di nuovo e riesuma la sua identità di Daredevil per fermare il super soldato Nuke, assoldato da Kingpin per ridurre in macerie Hell’s Kitchen. (Si, Born Again è un mix non facile di verosimilitudini noir e pagliacciate da supereroi.) Essenialmente la storia reinventa il personaggio di Daredevil, rendendolo un beniamino del quartiere, più umile e più autentico.

Ci sono numerose similtudini fra Matt e Asterios, e fra Born Again e Polyp, e forse il miglor modo per capirle è stilare una lista:

  • Entrambe le storie iniziano coi loro protagonisti in stato disordinato e disilluso, visualmente rappresentato da delle brutte notizie arrivate per posta. Matt riceve la notizia di pignoramento, mentre nella sesta pagina di Polyp, prima che possiamo vedere Asterios, Mazzucchelli ci prepara al problema mostrandoci una pila di bollette scadute sulla sua scrivania.

  • Sia Matt che Asterios sono “espulsi” dalle loro residenze lussuose, e dopo queste catastrofi entrambi diventano senzatetto e insicuri.
  • Come Matt e Asterios toccano il fondo, incontrano estranei amichevoli che gli offrono il supporto che gli serve. La salvatrice di Matt è Sorella Maggie, la suora – anche se Miller indica che Maggie sa di essere la madre di Matt, e questo è uno dei motivi per il quale lo aiuta. (Per Matt lei è un’estranea solo per poco tempo, cioè fino a quando non usa uno dei trucchi di Daredevil – ascoltare il battito del cuore di una persona – per scoprire chi sia) I generosi estranei di Asterios fanno parte di una strana famiglia che incontra nella piccola città di Apogee.
  • Sia Matt che Asterios lasciano perdere le loro carriere di prestigio; quando ricostruiscono la loro vita optano per un lavoro umile. Matt passa da avvocato di successo a cuoco di mensa, mentre Asterios abbandona la sua posizione di professore di architettura. Nell’inizio di Polyp, vediamo Asterios interagire con diversi studenti – soprattutto attraverso commenti sprezzanti come “Ci sono solo due cose che devi aggiustare qua: l’arredamento e la parte esterna” – ma si lascia l’accademia alle spalle quando prende un bus per una destinazione qualsiasi, incotra Stiff e impara il lavoro di meccanico.
  • Entrambi si riconciliano coi loro amori perduti: Matt con Karen Page, Asterios con Hana.
  • Sia Born Again che Polyp annoverano simbolismi religiosi. Sia Matt che Asterios sono surrogati di Giobbe (anche se, quando cominciano a verificarsi le loro disgrazie, entrambi sono meno devoti di Giobbe). Il cattolicesimo, nelle forme della Sorella Maggie, delle croci, e dell’ironica giustapposizione dell’eroismo e della figura del diavolo, permeano Born Again, mentre la mitologia è insita in ogni centimetro di Polyp, forse maggiormente notabile nella rinarraione senza parole della storia di Orfeo e Euridice che Mazzucchelli effettua con Asterios, Hana e Willy Lium (amo questo nome) al posto di Pluto.
  • La perdita della vista affligge Matt e Asterios. D’altronde la cecità è una parte esseniale delle origini di Daredevil. Le sue abilità come nemico del crimine derivano da un isotopo radioattivo che ha distrutto i suoi occhi ma ampliato i suoi altri sensi. Miller e Mazzucchelli ci ricordano della cecità di Daredevil rinarrando le sue origini nel numero 229 in una sola soluzione: usano pagine dominate da file di vignette nere e verticali con baloon liberi e sospesi come per renderci ciechi e dipendenti dall’udito come Matt.

  • Il povero Asterios è apparentemente destinato a subire un trauma all’occhio. A pagina venti di Polyp, Mazzucchelli, scrive che il padre immigrato di Asterios aveva un nome che un ufficiale di Ellis Island, esasperato, troncò a metà per renderlo Polyp. Il suo nome originale è Polyphemus, il mostruoso figlio del dio greco del mare, Poseidone, e anche quello del Ciclope, che è accecato dagli uomini Ulisse nell’Odissea. Fedele al suo omonimo, e similmente all’incidente di Daredevil, Asterios perde un occhio prima della conclusione del libro.

Non so cosa pensare sulle somiglianze che ho tracciato tra i diversi libri di Mazzucchelli, non riesco a capire se ha basato consapevolmente alcuni elementi di Polyp su Born Again o meno. Però posso parlare degli effetti che queste connessioni hanno su di me come lettore, e di riflesso sono deluso nel vedere che il “potere” rimane, per Mazzucchelli, una delle principali preoccupazioni, perché dopo aver letto fumetti di supereroi per 40 anni, sono stanco di golem incredibilmente forti e di fulmini saettanti. Mi interessa molto di più di Hana e Asterios che di qualche metrorite che porta all’Armageddon, quindi per me il finale di Polyp sembra privilegiare il “potere” e il “fato”—due concetti chiave del genere supereroistico—rispetto al rapporto fra Hana e Asterios.

Nelle ultime quattro pagine di Polyp, Stiff, Ursula e il loro figlio Jackson siedono nella casa sull’albero che Asterios ha contribuito a costruire, e vedono una “stella cadente” strisciare attraverso il cielo, quasi certamente la meteora pronta a spazzar via casa di Hana. Ursula incoraggia Jackson a “esprimere un desiderio”. Questa scena è un riferimento a un vecchio fumetto non disegnato o scritto da Mazzucchelli. In Weird Fantasy #13 (1952), Al Feldstein e Bill Gaines scrissero e Wally Wood disenò una storia di fantascienza intitolata “Home to Stay”, che narrava del dolore che un ragazzo prova mentre suo padre, un’astronauta, è sempre lontano in una missione nello spazio. (La storia plagia spudoratamente due racconti di Ray Bradbury, “Kaleidoscope” and “The Rocket Man” e Bradbury stesso scrisse una lettera a Gaines indicandogli il furto di idee. Improbabilmente, questo ha portato la EC ad altri adattamenti dei racconti Bradbury.) Ecco il finale inaspettato di “Home to Stay” leggibile su questo sito:

Il desiderio innocente di un bambino giustapposto alla morte di un amico: Polyp si conclude con la stessa ironia drammatica di “Home to Stay” e mi sembra più un’abile (ma superficiale) allusione alla EC che un momento toccante. Il genere trionfa sull’emozione. Vorrei che Polyp fosse finito con Hana e Asterios seduti sul divano, in silenzio, con le mani quasi vicine dal toccarsi.

About these ads

6 risposte a “Speciale Asterios Polyp: Born Again Again

  1. Segnalo due piccoli refusi. Il primo è lo “Spaciale” nel titolo, il secondo è nella frase: “uno dei più strani di questi è una donna di meza età”.
    Sì, sono un rompipalle.

    Per quanto riguarda l’analisi di Fisher devo dire di non condividerla per molti versi. Alcune corrispondenze, specie quelle con Born Again, mi sembrano forzate e/o pretestuose . Così come mi sembra che le catastrofi messe in campo da Mazzucchelli in Asterios Polyp abbiamo ben poca attinenza con il potere inteso nel senso supereroistico del termine (cardine della lettura di Fisher). Per come la vedo io la catastrofe, le concezioni di “fato” e “potere” in quest’opera di Mazzucchelli hanno decisamente più a che fare con la mitologia e la drammaturgia greca (che, per altro, permeano tutta la storia). Aggiungerei pure che forse in alcuni casi l’interpretazione da parte di Fisher di simili elementi è un po’ troppo letterale o per lo meno mette da parte le possibili implicazioni metaforiche.
    Dire che Mazzucchelli è “interessato a rappresentazioni grafiche di forza superiore a quella umana” per certi versi è vero, per altri è una semplificazione terribile, soprattutto a fronte di opere che si fanno sempre più complesse e stratificate.

  2. ciao flavio, fai bene a segnalarmi gli errori che purtroppo mi scappano, grazie!

    Per il resto, l’articolo può essere visto come una forzatura, ma di certo Fisher traccia solo delle riflessioni personali.
    Tieni conti comunque che questo articolo è stato votato frai i migliori 10 articoli di critica sul fumetto del 2010.

  3. Ovviamente anche le mie erano riflessioni personali. Ad ogni modo non si può dire che l’analisi di Fisher non sia argomentata a sufficienza.

    Questo speciale comunque è sempre interessante da seguire. :)

    Ciao

  4. Non condivido del tutto quanto scritto dal signor Fisher, ma adoro chi si arrampica sui muri, anche senza esser stato morso da un ragno retore geneticamente modificato con il DNA di Polonio, per avvicinare la prima patina che si deposita su di una idea alla forma di un’altra.
    Credo che Fish ed io siamo gemelli diversi, pescati nella stessa rete da tonnara per errore e ributtati in acqua, ma non abbastanza velocemente e il ricordo del cielo senza filtri è il ns demone.
    Born Again e Year One sono il Miller in modalità solo-chi-cade-può-risorgere. Dubito che Dave abbia lavorato x anni con FM senza rimanere impiastricciato con i fondamentali di certo noir. Se vogliamo, anche lo scrittore di Città di Vetro indossa una maschera hard-boiled e recita il punto di vista di Auster ( che in gioventù aveva prodotto un paio di novel simil Chandler ) sul ”genere ” con private eyes in trench e dark ladies ( nei romanzi polizieschi, il centro della vicenda segue il lettore capitolo per capitolo – più o meno, non ricordo i termini precisi ), ma Mazzucchelli non è interessato allo hard boiled per lo hard boiled. Immagino che ritenga artificiose -e a modo loro rassicuranti – le convenzioni del genere. Ha disegnato anche un paio di Daredevil scritti da Harlan Hellison in cui Scavezzacollo è prigioniero di una magione hi-tech ( credo siano stati tradotti in un vecchio Starmagazine della Star Comics ), ma la sci-fi tendente al weird non ha contaminato nulla della sua produzione successiva.
    Secondo me, oggi Mazzucchelli è tanto lontano dai vigilantes in spandex quanto lo sono io da Zeta Reticuli, ma mi piace pensare – tra verità e leggenda eccetera – che se scavi sotto la prima patina di un tizio che ha studiato la roba giappo, tradotto in immagini un intraducibile romanzo minimalista e sposato George e Lenny con il Golia Verde, troverai un ragazzino magro ed occhialuto che legge, nel crepuscolo incipiente, un fumetto a quattro colori ripieno di minacce cosmiche che ci relativizzano con il loro raggio della morte e di eroi dal ciuffo scolpito e dal muscolo guizzante che proteggono la loro gradevole, rassicurante, eterna fidanzata dall’ennesimo mad doctor.
    Tutto cominciò così.

  5. Pingback: Asterios Polyp, una lettura. | Conversazioni sul Fumetto

  6. Pingback: Speciale Asterios Polyp: Fine | Conversazioni sul Fumetto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...