Nipper

di Andrea Queirolo

Grazie a Seth, al pari della sua creatura Wimbledon Green uno dei più grandi e instancabili collezionisti della nostra epoca, vede la luce la ristampa cronologica e completa della striscia Doug Wright’s Family.

Wright è un cartoonist il cui lavoro è rimasto per molto tempo dimenticato anche nella sua terra natia, il Canada, paese in cui lo stesso Seth è nato. Non è un caso che quest’ultimo si sia cimentato nel recupero del materiale pubblicato da Wright sui vecchi giornali d’epoca per poi donargli una nuova veste editoriale degna di tutti i crismi.
Come potete notare dalle immagini, i due volumi che ristampano gli anni dal ’63 al ’66 sfoggiano il solito, splendido e accattivante deising made by Seth, che si è occupato anche di rintracciare la famiglia dell’autore per ottenere quanti più documenti e informazioni propedeutiche alla preparazione dell’opera.

La striscia, per l’occasione ribattezzata Nipper, nome preso da uno dei bambini protagonisti di questi racconti, narra i momenti quotidiani di una tipica famiglia canadese. Il tono dal basso profilo umoristico unito al tratto preciso e raramente così espressivo, rendono questo lavoro un laboratiorio di piccoli spaccati di vita vera. Situazioni che sono accadute un po’ a tutti e vignette che ci fan pensare strappandoci un sorriso all’angolo della bocca.

Le strisce si presentano per lo più senza parole, con qualche baloon di circostanza utilizzato come mezzo per enfatizzare i momenti più sentiti. C’è inoltre un grande gioco di alternanza fra i colori bianco e rosso, una sorta di bicromia ove il rosso non è però un semplice elemento scenico, ma interagisce spesso con gli oggetti e le cose che circondano il mondo di questa famiglia fin troppo normale.

I due volumi sono editi dalla Drawn & Quarterly in inglese, ma essendo privi di parole sono leggibili da chiunque. Su bookdepository vi potete  portate a casa con una ventina di euro (spedizione gratis) sia il primo che il secondo.


Di seguito un estratto da un’intervista pubblicata sul sito Open Book Toronto dove Seth spiega le qualità di quest’opera:

Ci sono state due grandi cose che Wright ha dato al fumetto. Aveva una capacità incredibile di capire ciò che vedeva nel mondo attorno a lui. Era un disegnatore del reale. Quallo che è sempre interessante dei fumettisti della sua epoca è che lavoravano in un campo che aveva poco feedback positivo. Sentivano parlare poco di quello che stavano facendo, soprattutto in Canada. Voglio dire, Wright ha lavorato per decenni con pochissima attenzione su di se. Non il tipo di attenzione che si ottiene in questi giorni in cui è possibile avere un feedback immediato dal pubblico e si può sentire che il proprio lavoro interagisce con le persone. Per molto tempo, Wright ha lavorato un po’ in isolamento e ciò che mi stupisce di questo tipo di disegnatori è che avevano veramente a cuore quello che stavano facendo. Wright non ha mai avuto un momento di stanca. Non ha mai tirato via solo perché il lavoro doveva essere fatto. Si è sforzato in ogni striscia e si vede davvero la quantità di considerazione che c’è nel suo lavoro. Se doveva disegnare un negozio all’angolo, s’impegnava a uscire e a ritrarlo dal vero per rendere i dettagli reali, non gli bastava inserire qualcosa che sarebbe stata una soluzione facile. Lui, ovviamente, ha avuto grande piacere a replicare il mondo reale e questa è una delle cose che si possono notare di più guardando il suo lavoro, specialmente mentre matura attraverso gli anni ’60 e ’70. Si può veramente guardare quasi come una riproduzione delle epoche. Si tratta di una documentazione dei dettagli mondani di quei periodi. Se si è cresciuti in quegli anni, guardando l’opera di Wright si può dire: “Oh sì, so esattamente che tipo di strada è quella” o, “Riconosco questo tipo di stazione di servizio sullo sfondo. E’ come appariva a quel tempo.” Aveva un occhio meraviglioso per catturare il mondo reale.

L’altra qualità veramente interessante è che Nipper iniziò come una sorta di striscia di gag, in realtà non molto diversa da Dennis the Menace — un bambino precoce che si ficca in un sacco di guai. Questo è stato il tema per una buona parte degli anni ’50, ma appena Wright iniziò ad avere figli si allontanò dalla semplice ricerca della gag, sempre di più, finchè fra i ’60 e i ’70, si nota come la striscia diventi quello che potrei chiamare “piccolo incidente”. Non sono più semplici trovate, ma piuttosto diventano piccole cose che accadono. A loro modo, naturalmente, hanno un taglio umoristico, perché Wright stava lavorando in un campo commerciale ed era necessario renderle più divertenti, ma per molto tempo le strisce non lo sono veramente, tranne qualche piccola cosa che accade in casa, sfumate, come un bambino che rovescia un succo di frutta. Penso che ciò renda la striscia davvero interessante perché la porta in una direzione diversa da altre tipo Family Circus, che decise di avvicinare i bambini con questo tipo di sentimentalismo dolciastro e nauseante. A partire dal 1958 Wright non ha niente di tutto questo sentimentalismo. In realtà, a volte, la sua visione dell’infanzia sembra quasi dura. I bambini sono molto crudeli gli uni con gli altri. Quasi mai si concentra su un momento carino. Se non altro nelle strisce, ai nostri occhi moderni, il padre appare terribile perché è sempre arrabbiato e aggressivo.

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3 risposte a “Nipper

  1. Più volte avevo visto in giro le bellissime copertine che Seth aveva preparato per questi due volumi. Non mi ero interessato più di tanto in realtà, ne all’autore ne alla serie, guardavo le cover e passavo avanti. Pensavo al classico vecchio e sconosciuto “autore canadese” che poteva interessare solo ad un (estremamente appassionato) disegnatore canadese, a una casa editrice di fumetti canadese e a nostalgici lettori… canadesi.
    Oggi sul tuo blog vedo la cover, leggo il pezzo e mi guardo gli esempi del lavoro di Wright…e mi innamoro di lui.
    Domani recupero i due volumi e non vedo l’ora di leggerli!!!

    Per me questo risponde perfettamente alla domanda che tempo fa avevi (e ti eri) fatto sull’utilità di questo blog.
    Questo blog è stato utile (in questo caso a me) a non avere stupidi pregiudizi sui canadesi!!!

    Grazie :)

  2. Seth rimane quel genio che è. E anche Wright sembra esserlo. Molto bene. Farò una postepay solo ed esclusivamente per comprare questi due volumi. Grande Andrea. Grazie per la segnalazione.
    P.S.: Ecco, si. Si potrebbe parlare di più del mondo delle strip (americane e non), che sto cominciando a credere che siano la forma più pura di questo linguaggio (leggi: mi sta prendendo la scimmia come non mi accadeva da parecchi anni).

  3. magrelli: recupera che merita un sacco, parola di seth! e grazie, questi commenti son proprio quelli che ci fanno andare avanti :)

    luigi: la postapay ti servirà assai, il mondo delle strisce americane è tutto da scoprire! si rischia la dipendenza! per fortuna che c’è bookdepository!! :D

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