Supereroi le Leggende – Secret Invasion

di Andrea Pachetti

Supereroi le leggende Marvel è la nuova collana supereroistica presentata nelle edicole dalla Panini con RCS, dopo la conclusione di Supereroi le grandi Saghe, che era giunta al notevole traguardo dei 100 numeri. Le uscite programmate risultano al momento 30, ma di sicuro potranno moltiplicarsi come nel caso precedente, se l’iniziativa riscuoterà successo.

Si è molto parlato nel corso del tempo di questo tipo di collane, in particolare se la loro indubbia riuscita possa in qualche modo portare un flusso di nuovi lettori alle testate periodiche che affollano normalmente edicole e fumetterie. La mia impressione personale è che questo flusso sia marginale, se non praticamente nullo: penso cioè che ci si rivolga (pur se con lo stesso tipo di prodotto, in fondo) a due tipi di pubblico completamente diversi.

Chi acquista queste collane (magari solleticato in qualche modo dai film) di solito tende a gradire storie complete e autosufficienti (il fumetto seriale fatto “libro” insomma), piuttosto che maturare l’abitudine di leggere mensilmente le avventure del proprio personaggio preferito. Una tendenza peraltro ormai consolidata e trainante, dato che anche lo stesso mercato statunitense presenta vendite ridicole[1] per gli spillati periodici, in favore delle raccolte in trade paperback e hardcover. A questo c’è anche da aggiungere il fattore collezionistico: in passato qualcuno[2] aveva adottato con una certa sagacia la definizione di “fumetti Ikea” per questo tipo di iniziative editoriali e non mi sento affatto di dargli tutti i torti, anzi. Da questo punto di vista, gli spillati mensili hanno un’attrattiva senz’altro minore.

Ritengo che questa prima uscita della serie RCS sia comunque alquanto infelice nell’avvicinare i nuovi lettori, per tre motivi che andrò adesso ad analizzare. In un crossover, come nel caso di Secret Invasion, l’orchestrazione di una vicenda così articolata è fondamentale e prioritaria, sia per gli autori che per gli editor: pur contando sulla bontà della storia in sé, senza questo tipo di attenzione il crossover fallirebbe senz’altro nel suo intento principale, cioè mostrare un universo in movimento. La realizzazione perfetta è quella in cui un lettore è soddisfatto sia quando può avventurarsi in una lettura totale (avendo la percezione dell’evento nella sua completezza), sia leggere solo la storia del suo supereroe preferito ricavandone esclusivamente il punto di vista di questo.

Il primo problema di Secret Invasion riguarda appunto questo aspetto, cioè che nella lettura autonoma la miniserie risulta davvero inconcludente. Si noterà nello scorrere delle pagine una serie di repentini cambi di scena, poiché le battaglie sono molte e assai popolate: i Vendicatori nella Terra Selvaggia, Fury a New York, lo S.W.O.R.D., i Thunderbolts ecc. Questo tipo di narrazione “a singhiozzo” (già usata ad esempio da Millar in Civil War) rivela purtroppo tutti suoi limiti pagina dopo pagina, in un senso di confusione generale e incompiutezza. Si sente cioè davvero la mancanza durante la lettura dei ben realizzati tie-in presentati nelle serie New e Mighty Avengers, nonché delle miniserie collaterali[3] come S.I. Frontline.

Il secondo problema è che la mini è scritta MALE: i semi dell’invasione segreta Skrull erano stati gettati anche in trame di diversi anni prima e l’avvicinamento progressivo all’evento era indubbiamente affascinante, così come altrettanto interessante era il classico tema fantascientifico del doppelganger malvagio à la Body Snatchers[4] in salsa Marvel, ma l’esecuzione in sé lascia a desiderare, risolvendosi spesso solo in un profluvio di amorevoli scazzottate; ciò che esalta sono senz’altro le bellissime tavole di Leinil Yu, sebbene ciò a mio parere non sia sufficiente per ruotare il pollice verso l’alto.

La terza questione è per me la più grave, poiché S.I. è senz’altro una serie per nerd: non saprei in quale modo definire l’arrivo dei Vendicatori-doppioni anni ’70 nella Terra Selvaggia se non un fan service, aggiungendo a questo il numero davvero devastante di personaggi che non vengono introdotti in nessun modo, dando per scontato ad esempio che esista un Capitan Marvel clone Skrull o mille altre situazioni analoghe. Ho anche l’impressione (attenzione, segue spoiler) che non si abbia la percezione di quanto sia pesante a livello emotivo la morte di Wasp nella fase finale di S.I. e il dolore di Hank Pym (prima sostituito e poi ritornato), a meno che non si leggano questi due personaggi sin dai loro esordi nei Vendicatori e si conosca la profondità del loro legame.

A questo proposito sarebbe utile per me avere l’impressione di qualche “novizio” per potermi chiarire meglio le idee; posso notare come la morte di Wasp funzioni solo in quanto astratto sacrificio epico, ma senza l’impatto emotivo che meriterebbe. Ben diversa ad esempio la reazione all’evento tragico accaduto a Sue Dibny in Identity Crisis: in questo caso la straziante disperazione personale viene trasmessa al lettore dalla trama stessa, poiché è proprio Elongated Man a descrivere nei dialoghi iniziali quanto ci è necessario per “soffrire” assieme a lui.

In conclusione, non vorrei che questa prima uscita fosse uno scalino troppo alto da superare per il lettore occasionale e fungesse piuttosto da respingente, nei confronti di fumetti che richiedono un impegno non trascurabile per la loro fruizione, ma che possono offrire soddisfazioni immense. Alcune delle prossime uscite mi sembrano assai più leggibili in questo senso, in particolare quelle relative a Spider-Man e gli X-Men, per cui mi auguro comunque di notare un numero sempre maggiore di appassionati lettori di supereroi, magari anche giovani: un minimo di ricambio generazionale sarebbe gradito in un minimondo popolato sempre più solo da anziani nerd, simpatici ma spesso assai brontoloni. Come il sottoscritto, peraltro.

* * *

[1] Gli spillati più venduti nelle classifiche Diamond relative al direct market sfondano a stento la quota delle 100.000 copie; una buona testata si attesta mediamente sulle 30-40 mila, quasi tutte non superano le 10 mila. Andando a riflettere sul possibile bacino dei lettori in lingua inglese, si comprende quanto le cifre siano ridicole.

[2] cfr. Alessandro Bottero in www.fumettidicarta.it/articoli/2009_07/crisi/maleducati.html

[3] Una lista completa dei tie-in è presente su Wikipedia.

[4] Mi riferisco al film di Don Siegel del ’56 e i suoi vari seguiti/remake, ispirati al romanzo di Jack Finney.

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15 risposte a “Supereroi le Leggende – Secret Invasion

  1. Sono daccordo sul tuo commento, forse sarebbe stato più opportuno dividere il volume in due parti, ed inserire almeno i racconti tie-in presentati nelle serie New e Mighty Avengers.
    La Marvl Italia/Panini comics, ultimamente sta facendo delle scelte editoriali ( questa collana, la collana VENDICATORI: LE LEGGENDE, DEDPOOL e le miniserie ASTONISGHING, all’interno della collana Marvel Miniserie), molto discutibili.
    Speriamo bene, nel proseguio

  2. Visto che chiedi il parere di qualche novizio, ti do il mio. Quando avevo 16 anni compravo l’Uomo ragno, poi ho smesso di leggere fumetti di supereroi (continuando però a leggere fumetti). Quando ho visto Secret Invasion in edicola mi son detto: ma sì, proviamo. Risultato? Ho fatto fatica ad arrivare in fondo. Una noia mortale. Una sfilata di supereroi -la maggior parte dei quali a me ignoti- che spesso compaiono in una sola vignetta; paginate di battaglie che mi sono sembrate puramente decorative; una trama confusa e difficile da seguire, con riferimenti e sottintesi incomprensibili al lettore occasionale; mancanza di ritmo e dialoghi stupidini.
    Sono felice di sapere che anche gli appassionati di fumetto supereroistico non lo considerano un capolavoro; a quanto pare ho sbagliato punto di ri-partenza…

  3. Mario, è arduo poter valutare la discutibilità delle scelte editoriali di un grande editore, che ovviamente devono tener conto di molti fattori, dalla qualità del singolo prodotto fino alla spendibilità sul mercato italiano; credo sia in sostanza una questione di compromessi.

    Per quanto riguarda le testate che citi, onestamente il mensile di Deadpool mi sembra una logica conseguenza del successo dei volumi 100% editati in precedenza: c’è molto materiale su questo personaggio da pubblicare e uno spillato mi sembra una buona soluzione. Ho seguìto per diverso tempo la testata Usa principale (quella scritta da Way) e l’ho trovata una lettura discretamente interessante e divertente. Anche per quanto riguarda le miniserie Astonishing, quella su M. Miniserie mi sembra la collocazione naturale, visto che sono in sostanza slegate dalla continuity e quindi leggibili a sé stante.

    Diverso a mio parere il caso di Vendicatori: la leggenda, che è una raccolta di miniserie a tema Avengers. E’ la solita diatriba tra i fan del monografico e quelli dell’antologico: ti posso dire che io come lettore faccio parte della prima categoria, quindi mi spiace molto veder pubblicati lavori come “Avengers the children crusade” in quella sede, dato che le precedenti serie degli Young Avengers erano andate in monografico.

  4. Credo che il bacino d’utenza di questa nuova collana sia tutt’altro che occasionale, chi comprerà i volumi di questa nuova iniziativa editoriale sono gli stessi che hanno già preso i primi Grandi Saghe, che ancora si ostinano a comprare gli spillati e che fanno l’occhiolino ai grandi omnibus et similia. Infatti la scelta di Secret Invasion è lampante, era l’unico mega-eventone (pessimo) che ancora mancava all’appello, infatti in GS abbiamo avuto tutti gli altri, che sono la base della nuova architettura del MU, la terza ed ultima parte del ciclo di Thor, altro indizio che porta a pensare che questa nuova collana non si preoccupa affatto di pescare nuovi ed occasionali lettori, ma fa l’occhiolino ai nerd incalliti. A fabio che scrive sconsiglio anche le altre uscite, spezzoni di arc narrativi, dei quali capirebbe poco o niente, come dice Mario alcune scelte in casa panini lasciano un pò a desiderare, questa sembra più una variante del “battiamo il ferro finchè e caldo” o peggio, se le voci disney sono vere, “approfittiamo finchè possiamo”. L’assenza di un piano dell’ opera poi, sembra una beffa, mi sembra un “work in progress” in cui le scelte di pubblicazioni si baseranno sui rumors della rete. Io so già che prenderò solo quello che mi interessa, anzi speriamo in Nextwave. :)

  5. Grazie del tuo parere, Fabio. Ti posso dire che il giudizio generale su Secret Invasion è spesso assai più negativo di quello che ho espresso io…

    Tra i recenti crossover della Marvel (House of M, Civil War, Siege) mi sembra senz’altro il peggiore, quindi se continuerai a leggere la qualità non potrà far altro che salire. Ad esempio, se hai acquistato il volume di Spider-Man uscito questa settimana, troverai una storia gradevole e senz’altro leggibilissima.

    In sostanza non credo che sia tu ad aver sbagliato punto di ri-partenza, quanto la Marvel ad aver creato un prodotto di qualità discutibile: per la Panini forse era una scelta obbligata come prima uscita, per echeggiare in qualche modo il Civil War di Supereroi le Grandi Saghe. Vedremo cosa riserveranno le prossime uscite.

  6. grazie della risposta, andrea. Dalla collana deadpool non mi aspetto molto e magari mi sorprenderà, me lo auguro.
    Per quanto riguarda VENDICATORI: LE LEGGENDE, DEDPOOL e le miniserie ASTONISGHING io mi sarei aspettato dei volumetti monografici (siamo dello stesso parere) che probabilmente potevano essere anche meno costosi delle singole uscite in albetti; a questo mi riferivo con “scelte itoriale molto discutibili”, e comunque concordo con te che se l’unica scelta possibile di ASTONISGHING era Marvel Miniserie, va benissimo così.
    Rispondendo a Genaro, anch’io penso che Secret Invasion era l’unico mega evento inseribile in una collana di questo tipo, magari non l’avrei messo come prima uscita. La politica Disney è ancora un mistero (almeno per me) che si svelerà nei prossimi anni, su questo hai ragione…e non potrebbe esserci tanto sorprese…;-)

  7. Oh caro Mario, (ma Mario di fumettomania?) poi però si corre il rischio di andare off-topic rispetto all’articolo di Andrea, io parlando di scelte editoriali sbagliate, mi riferisco anche alla scelta dei prezzi, i nuovi albetti anoressici a 3 euro e passa sono decisamente poco invitanti. Riguardo a Grandi Saghe 2, beh forse è un iniziativa troppo attaccata a quella appena finita, veramente mi chiedo cosa riproporranno, già negli ultimi numeri di GS, la lista delle pubblicazioni era ridotta e centellinata, sembrava davvero che non sapevano cos’altro inventarsi. Sento dire in giro che in realtà c’è molto da pubblicare, manca solo la fantasia, ma direi che è un’esagerazione, c’è il limite importante della foliazione del volume, e quello più importante avanzato da Andrea nell’articolo per quel che riguarda la completezza di un volume, cioè che deve essere autoconclusivo. Aspettiamoci Siege, che però letto da solo è un’altro beat’em up. Qualcosa sull’ Iniziativa durante il Dark Reign. Sicuramente Deadpool (aaargh!). “Rinascita” di Cap, per l’amor di Dio è già confermata. Poi buio totale, forse tireranno i “nomi”, quindi Millar, Bendis, ect ect. Comunque 10 euro considerando con quello che si spende in giro sono ancora abbordabili.

  8. ciao…se posso dire la mia,io ho 33 anni e a circa 18 smisi di leggere fumetti.con le grandi saghe ho ricominciato e dopo averle comprate tutte ho preso l’omnibus su cap,quello sugli x men di claremont e vari 100%…sugli spillati avete ragione:quando ero ragazzino compravo quasi tutto,mentre ora prediligo storie autoconclusive,sarà l’età ;) …per quanto riguarda secret invasion,è indubbiamente una storia senza storia,solo pugni…il secondo volume è già meglio,a patto che ci si procuri i primi 2 su thor di straczinsky(sulle grandi saghe).per quanto riguarda il terzo,bè,solo i disegni di romita jr valgono da soli l’acquisto!per quanto mi riguarda trovo queste iniziative una buona cosa,sia per il prezzo che per la durata…ammesso che non facciano come con il tex di repubblica(230 uscite settimanali!!!!)…è stato bellissimo per me riscoprire i sogni di un adolescente 16 enne più di 15 anni dopo(ho rovistato in soffitta e mi son riletto tutto!)…cmq davvero speriamo che la qualità continui ad aumentare perchè,ahimè,seppure son rientrato da poco in questo mondo,da cio che ho capito il mercato dei fumetti è un bel pò in crisi…purtroppo… ciao a tutti e scusate se sono stato prolisso…

  9. Per prima cosa, grazie a tutti per i commenti. Gli argomenti che emergono sono davvero moltissimi ed è impossibile esaurirli in questo spazio: posso preventivare di realizzare altri articoli a tema, a questo punto. Estrapolo comunque qualche concetto che secondo me merita un approfondimento sin da adesso.

    Bacino d’utenza
    Non sono d’accordo con Gennaro quando identifica il target di questa iniziativa editoriale come il pubblico del “edotti”: certamente ci sono strizzatine d’occhio ai nerd, ma il massmarket è sempre il target primario. Per dire questo mi baso sostanzialmente sue due fatti. Il primo è che seguo dei social network il cui tema principale non sono i fumetti ma i libri (anobii, ad esempio) e davvero ci sono molte persone che leggono queste collane e le commentano, senza essere lettori abituali di fumetti. Il secondo lo noto su facebook, che permette sempre di tastare il polso nelle situazioni: i fan della pagina panini (cioè coloro che sono interessati a tutte le uscite di supereroi marvel e non dell’editore) ammontano a circa 12.400, i fan della pagina dell’iniziativa RCS più di 34mila. E’ questo che intendo come “bacino ampio” ed è proprio per questo motivo che la tesi base del mio articolo era quella di considerare Secret Invasion come un parziale errore, se lo scopo era quello attirare nuovo pubblico.

    Politiche dei prezzi
    L’argomento è troppo ampio, però volevo farvi riflettere sul fatto che in Italia i fumetti sono generalmente ancora molto economici, in media. Lo affermo con una certa sicurezza poiché seguo le uscite italiane solo di rimbalzo (come osservatore); compro le testate usa che mi interessano in spillato da molti anni e il mercato americano lo conosco (purtroppo) abbastanza bene. Ormai quasi tutte le singole testate Marvel si sono spostate da 2,99 a 3,99 dollari e, osservando tali prezzi, un Marvel Miniserie (e ancor più le varie Marvel Mix – Crossover – Mega) si rivelano davvero un affare. Ho preferito seguire l’Ultimate Universe esclusivamente in italiano, proprio grazie al grande vantaggio economico. Arrivando a Supereroi le Leggende, 10 euro per un paperback oversize mi sembra anche in questo caso un buonissimo prezzo. Poi, certo, vi è sempre la libertà suprema di comprare oppure “non” comprare quello che si ritiene valido o no :)

    Autoconclusività
    Be’, i comics hanno sempre fluttuato tra due esigenze, quella della leggibilità autonoma e quella delle lunghe sottotrame intessute di continuity. Anni fa quando la Marvel “abbandonò” la continuty ci furono un sacco di proteste, quindi il dato fondamentale da considerare è quanto la base dei lettori fissi/collezionisti (quelli che chiamo con affetto vecchi nerd) conti o meno. Personalmente vorrei si ritornasse un po’ al sano adagio “every comic is someone’s first comic”; la “cristallizzazione” del pubblico è comunque un bel tema importante, a cui dedicare un articolo a sé stante.

    Ricominciare a leggere
    Mi sembra che la situazione presentata da Natty sia tipica appunto di chi torna a leggere supereroi dopo averli lasciati molti anni prima, e credo sia anche il modo più “sano” per approcciare questo tipo di collane di cui stiamo parlando. Inoltre, non preoccuparti affatto della prolissità, è sempre un piacere ricevere del feedback.

  10. Interessante il dibattito che sta venendo fuori :).
    L’errore che però riscontro quando si parla di prezzi, Andrea, è sempre lo stesso: paragonare i prezzi delle pubblicazioni italiane con quelle estere, addirittura americane senza tener conto che si parla di economie diverse.
    Noi non siamo l’America, nè l’Inghilterra. Dove per esempio, si è vero alcuni formati sono più cari, ma di certo l’economia se la passa molto meglio, e le fumetterie vendono una moltitudine di albi vecchi a pochi pence, giuro, (ho fatto man bassa in una fumetteria di Camden). Provate ad avvicinarvi ad albi vecchi in una fumetteria italiana, speculano sui Panini vecchi di pochi mesi, figurati su albi Play Press o Star. D’accordissimo con il fatto che il formato GS sia “convenientissimo”, visto che in pratica ristampano molte volte parte di cicli, o albi della linea 100% Marvel più cari, anzi in certi casi quasi beffardo, considerando che per esempio, poco prima che venisse ristampato House of M a 10 euro, in fumetteria era stranamente reperibile solo l’omnibus da 25. Ma si possono citare anche Squadron Supreme, più di 30 euro di fumetti, svenduti alla grande, fortunatamente, o i Marvel Noir, 22 euro e più di fumetto venduti a 10, che ha fatto storcere il naso a parecchi compratori. Insomma la questione dei prezzi non può essere certo esposta nei commenti, varrebbe la pena fare un articolo serio, ma tenendo conto di una moltitudine di variabili, senza limitarsi alla “convenienza” rispetto agli albi americani, e senza escludere la situazione economica del paese, di certo converrete non florida. Mi spiace ma davver non riesco a vedere la convenienza negli ultimi spillati da 50 pagine o poco più che stanno sbucando in edicola in questo momentoa tre euro. Riguardo all’errore Secret Invasion, beh lì l’errore è proprio di Bendis, perchè diciamolo: Secret Invasion è proprio brutta, ma brutta forte. Poi non so a voi, ma ‘sta latitanza di un piano dell’opera scoccia. Come si fa a varare una nuova collana settimanale, senza sapere cosa ci verrà pubblicato? Cmq ben vengano altri 100 numeri, anche se stavolta non ci arrivano, (a meno che non ripiegano sul vintage), d’altronde è una buona occasione per recuperare storie perse senza vendersi un rene. Riguardo al bacino d’utenza, non saprei non conosco i dati forniti da Andrea quindi non posso ribattere, ma trovo molto strano l’idea del lettore che aggiunge dieci euro al quotidiano per leggere un fumetto. D’altronde dai commenti dei neofiti, si legge una chiara volontà di riprendere a leggere.

  11. Un’analisi approfondita dell’attuale situazione economica mondiale esula dalle mie competenze, però faccio notare i seguenti dati oggettivi:

    1) il clima di recessione economica non è fatto italiano ma dell’intero mondo occidentale, e gli stati uniti hanno subito dei contraccolpi pesanti, sia in termini di disoccupazione che come stipendi. Dato che seguo quasi esclusivamente i forum americani, so che le “pull list” degli utenti si sono ridotte di brutto e l’aumento Marvel (da 2,99 a 3,99) è stato il colpo di grazia. Proprio per questo la DC ha fatto una bandiera del suo “ritorno” a 2,99 (diminuendo le tavole a 20) e anche la grande M. dovrebbe riflettere seriamente sulle sue politiche attuali.

    2) I fumetti sono non sono beni primari ma voluttuari, quindi non devono essere direttamente legati ad alcunché, ma dipendono dai margini di vendita e dall’ampiezza del mercato in un dato momento; nessuno obbliga nessuno a comprare niente e non esistono mai editori “cattivi”. Intendiamoci, io sono comunque fautore del mass market dei fumetti e non del volume ultrasciccoso da libreria, altrimenti non comprerei spillati ma solo omnibus cartonatissimi cover in acciaio inossidabile supa dupa. Più persone leggono e meglio è, non vorrei mai che i fumetti diventassero cvltvra aristocratica, perdendo la loro sana valenza di intrattenimento pop.

    3) Se io Andrea voglio leggere “astonishing qualchecosa” (per usare un esempio citato in precedenza) ho in sostanza due possibilità: o mi ordino gli albetti, pagando 3,99$ x 2, oppure prendo l’albo panini in italiano, che costa 3 euro. Questa è la convenienza oggettiva di cui parlavo, che non si può mettere in discussione. Diverso è certamente il discorso sull’usato: è proprio vero che in altri paesi c’è l’abitudine a rinnovare spesso il magazzino con un sacco di offerte appetibili, come il tipico “quarter bin”, lo scatolone coi comics a prezzo stracciato. Invece non compro praticamente mai fumetti usati in italiano, quindi non so come funzioni questo mercato.

  12. Considerando però che non tutti possono permettersi la scelta tra un albo italiano e uno in inglese, esiste, so che è strano, ma esiste anche chi legge solo in italiano. Considerando che questo discorso può andar bene pe il mercato anglo-americano, ma per il fumetto francese poi come facciamo? Leggiamo in francese?…Insomma, per pontificare c’è nè di materiale, il fumetto non è un bene primario, ovvio, ma non è detto nemmeno che debba diventare per forza un lusso extra, avallando e appoggiando edizioni sempre più care. L’utenza, grazie ad una bellissima cosa chiamata “potere d’acquisto” può decidere intere politiche aziendali, che si tratti di editori cattivi o buoni, decidendo di lasciare sugli scaffali, pubblicazioni tipo gli omnibus o cartonati con inutile cover olografica in acciaio temprato dai nani del monte Fato. Insomma…mi scuso per aver fatto deviare il discorso sul “mero” lato economico, ma per me comunque mai trattato a dovere, tornando a bomba, interessante invece notare il prossimo titolo annunciato per la collana GS2, un volume dei Vendicatori che in pratica, esce in concomitanza anche in versione 100%, ( di certo non a 10 euro, immaginate che gioia le fumetterie che hanno lo hanno già prenotato, alla prospettiva di non venderne manco uno); chi segue la pagina Panini di Facebook, sa già di questa tremenda gaffe, tra l’altro ancora non smentita. Una gaffe che suggerisce la tremenda confusione su cui si sta costruendo questa nuova iniziativa editoriale. Il “quarter bin” in Italia? Lo si intravede solo in qualche grossa fumetteria, o alle fiere, dove la cara vecchia spietata legge del surplus capitalistico, illustrata da London nel bellissimo “Tallone di ferro”, ti permette veri e propri affari, quando vengono alla luce scatoloni interi di fumetti che giacciono per mesi e per anni in eccedenza, invenduti nei magazzini d’Italia. All’ultimo Romics ho preso in pratica a metà prezzo mezza run di Whedon degli X-men e Crisi Finale della Planeta. Insomma “un altro mondo è possibile anche tradotto in italiano, basta volerlo.
    Concludo facendo i complimenti a chi cura il blog, è appena finito sulla barra dei “preferiti” del mio browser.
    Baci ai pupi.

  13. La notizia della pubblicazione “in contemporanea” del volume sugli Avengers un po’ ha stupito anche me, ma la gaffe è un’azione commessa involontariamente, mentre ritengo che i piani editoriali abbiano comunque una gestazione abbastanza ponderata. Evidentemente li considerano (come sostenevo in precedenza) due mercati diversi, quindi il lettore da edicola si comprerà l’allegato e il lettore da fumetteria il 100%, che continua in maniera uniforme le serie di ristampe di New Avengers.

    Certo adesso i lettori abituali guarderanno con più sospetto alle recenti uscite in volume (Marvel Gold e simili), magari attendendo una ristampa sul più economico e questo potrebbe essere senz’altro un ritorno d’immagine negativo, vedremo.

    Comunque non è la prima volta che accadono cose di questo tipo: addirittura mi ricordo l’atteso volume di Ennis/Crain su Ghost Rider (La strada per la dannazione), che uscì come allegato nella collana da edicola (la Dark Side, quella con le cover argentate) e solo dopo qualche tempo come Marvel 100%.

  14. Gennaro C.
    Con “Inarrestabili” degli x-men, ossia l’ultima trance della run di Whedon, cominciata ( a dire il vero proseguita) da Gazzetta sulle “grandi saghe”, chi è ancora convinto che il bacino d’utenza di questa collana sia il lettore occasionale?

  15. Il mio approccio ai fumetti Marvel è cominciato proprio con una collana del genere, e ha fatto sbocciare un amore assoluto! ;) Inoltre, ho collezionato tutti i numeri di “Le Grandi Saghe”, e quando ho prestato alcuni volumi ad alcuni “ignoranti” in materia marvelliana, al momento della restituzione hanno chiesto il numero successivo! ;) Credo che un volume mensile, settimanale, biennale o completo in un uscita non crei differenze così sostanziali, l’importante è l’oggetto della Storia. Se prestavo “Civil War” o “War World Hulk” erano assillanti le domande e le richieste di altro materiale, dopo “Hulk: mente nera, cuori neri” alcuni hanno mollato. E parliamo di 17-19 anni! ;)

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