Intervista a Gud

di Daniela Odri Mazza

L’edizione di Napoli Comicon di quest’anno (29 aprile – 1 maggio 2011) è stata dedicata al rapporto tra il fumetto e la musica. Proprio in questa occasione ha fatto la sua prima apparizione pubblica Gaia Blues di Gud (ed. Tunué), una storia delicata scritta al ritmo della terra che gira e del sole che sorge e tramonta, mentre le petroliere affondano al largo, mentre le specie protette si estinguono, mentre i rifiuti tossici s’accumulano al largo, in un punto indefinito dell’Oceano.

Ho chiesto a Daniele “Gud” Bonomo di raccontarmi qualcosa in più su questo nuovo lavoro, sul linguaggio che ha utilizzato, sul suo rapporto con la musica e con la salvaguardia del pianeta:

Ho letto che Gaia Blues è stato definito “una canzone a fumetti”. Come è nato questo approccio musicale nei confronti della storia che volevi raccontare?

La storia è nata pensando ad un’immagine abbastanza triste, quella di un orso alla deriva su un pezzo di ghiaccio che lentamente si scioglie. Da lì quasi in automatico è arrivata la colonna sonora, un blues lento e malinconico che parla dell’Amore che l’Uomo dovrebbe avere nei confronti della Terra. Le immagini scorrono ritmate da vignette sempre dello stesso formato, un ritmo costante interrotto solo alla fine delle strofe. A tenere insieme le strofe un ritornello ritmico con il buon vecchio sole a vegliare sul nostro destino.

Un’altra caratteristica originale di questo libro a fumetti è l’assenza delle parole, del testo scritto. Ti eri già confrontato con la narrazione senza parole? C’è una particolare esigenza comunicativa dietro questa scelta?

Pensando alle vicende raccontate in questa storia e al ritmo che si è data, mi è sembrata obbligata la scelta di raccontare tutto senza le parole. Sia per avvicinare un pubblico più eterogeneo possibile, dai bambini agli anziani, dal Nord al Sud del mondo, sia per rendere ogni lettore il creatore della propria colonna sonora, del suo personalissimo Blues. 

Mi ero già confrontato con la narrazione senza parole, per una storia che si trova nel libro Gentes (Tunué 2007) dal titolo Merde, da cui poi è stato realizzato anche un cortometraggio. Storia nata durante la 24Hic manifestazione in cui gli autori si trovano costretti a creare una storia compiuta di 24 tavole in 24 ore. Raccontare senza parole è divertente.


Il conflitto tra il genere umano e la Terra (Gaia) è purtroppo sempre di stretta attualità. Ma non c’era il rischio di cadere nella retorica parlando di un tema come questo? 

La retorica quando si parla di fumetto con tematiche ambientali rivolto anche ai bambini è la perenne spada di Damocle sulla testa di chi fa questa scelta. Io ho tentato di dare la mia interpretazione della cosa, speriamo di aver reso giustizia alla causa.

Mi ha colpito un dettaglio molto realistico che si ripete nella vicenda: sono i bambini, in ogni parte del mondo, quelli che osservano più acutamente le cose e si accorgono di tutto quello che non funziona, mentre gli adulti sono avvolti da una specie di acuta insensibilità. La speranza di un miglioramento è in mano alle nuove generazioni?

Più che una speranza credo sia una certezza.

***

Gaia Blues uscirà nelle librerie a fine luglio. Fino ad allora sarà possibile acquistarlo alle prossime presentazioni e nelle manifestazioni di settore, come ad esempio il prossimo Salone Internazionale del Libro dal 12 al 16 maggio.

 Il libro, vale la pena ricordarlo, è stampato su carta “amica delle Foreste”, certificata FSC.

 

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