Invito alla lettura: Aristophane Boulon

di Andrea Queirolo

La First Second ha recentemente dato alle stampe The Zabime Sisters di Aristophane Boulon. Un libro che avrei letto volentieri molto prima, ma non sapendo il francese ho dovuto aspettare un’edizione in lingua inglese (qua in Italia son tutti troppo presi dall’ennesima pubblicazione di Kirby o simili).

Un bianco e nero spesso, veloce ma conciso, tendente a catturare l’immediatezza delle cose, delle espressioni. Una storia cruda, che racconta la vita di tre bambine dell’isola di Guadalupa. Subito la natura ti colpisce: gli alberi, i fiori, il terreno, gli insetti–sono li e non sono di contorno, vengono messi sullo stesso piano dell’essere umano. E’ un libro spirituale, quasi religioso. C’è un evidente rimando al peccato originale, c’è la ricerca del rispetto e viene posto l’accento sul perché delle cose. Eppure è un racconto pieno di contraddizioni, di relazioni difficili e di momenti complicati. D’altronde la storia è anche l’avventura giornaliera di queste bambine che sperimentano per la prima volta paure ed emozioni.
Un volume che fa riflettere sulle scelte e sui modi di fare degli esseri umani, sulla cattiveria e sui rapporti fra le persone.
C’è una voce narrante che accompagna i personaggi, un sussurro fuori campo a tratti surreale. E’ la sensibilità non artefatta che manca a molti autori che cercano di raccontare storie simili.

Aristophane ha scritto una manciata di storie prima di morire misteriosamente nel 2004 a soli 37 anni. Di questo autore, che aveva davvero qualcosa da dire, spero di poter leggere le altre opere e, la prossima volta, magari in italiano.

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5 risposte a “Invito alla lettura: Aristophane Boulon

  1. Uscì qualcosa su Mano se ricordo bene…

  2. potentissimo, non lo conoscevo. cerco di procurarmelo, grazie.

  3. @gianluca: è già qualcosa, ma troppo poco!

    @manuele: in francese trovi tutta la produzione ovviamente. spero ti piaccia.
    saluti, a presto.

  4. Pingback: Best of 2010 | Conversazioni sul Fumetto

  5. S’ è uscito tradotto in italiano su Mano nel Numero 4, marzo 1998.

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