Archivi del mese: dicembre 2010

Buon Natale

Ghost World: “Sei diventata una splendida giovane donna”

Ramones – “I don’t wanna grow up” (disegni di Dan Clowes)

Presentiamo orgogliosamente un articolo di Ken Parille, studioso e grande conoscitore del fumetto americano, è ricercatore universitario presso l’East Carolina University. I suoi scritti sono apparsi su Children’s Literature, Tulsa Studies in Women’s Literature, New Literary History, Papers on Language and Literature, The Journal of Popular Culture, The Boston ReviewComic Art, Children’s Literature Association Quarterly,The Believer. E’ probabilmente il massimo esperto delle opere di Daniel Clowes, a cui ha dedicato un sito: A Daniel Clowes Bibliography. Scrive di fumetto sul blog Blog Flume.

Ghost World: “Sei diventata una splendida giovane donna”

di Ken Parille.

traduzione di Andrea Pachetti.

In previsione dell’imminente uscita di Ghost World: Special Edition di Daniel Clowes [l'articolo originale è del 2008, NdT], analizzerò approfonditamente la battuta conclusiva: “Sei diventata una splendida giovane donna[1]“. Come accade spesso nella scrittura di Clowes, una frase apparentemente semplice si apre a molti significati possibili e si collega a numerose linee narrative che percorrono l’intero arco della vicenda. E’ una battuta finale perfetta per molti motivi, alcuni dei quali saranno esaminati in questa sede.
In accordo con l’interesse di Enid verso l’utilizzo di differenti “ruoli”, questa frase mostra una “teatralità” decisamente pronunciata, come se provenisse da una vecchia pellicola (il tipo di film che gli altri adolescenti non guarderebbero mai) e fa intuire che è proprio il genere di cosa che diresti — il tipo di sensazione che vorresti sentire — per segnalare la definitività di una scena finale, la conclusione di un romanzo. Desideri far notare (a te stesso e al pubblico immaginario che approverà di sicuro) la forza della scena a cui stai partecipando e che stai contribuendo a creare. La tensione di questo momento è accresciuta da Clowes ponendo Enid di fronte a uno sfondo di dense nubi ondulate. Un modo romanzato per accentuare l’importanza del momento, che utilizza anche in altre occasioni:

Le parole di Enid comunque non sono solo teatrali: sono senz’altro anche sincere. Ma, mentre comunica ad alta voce il suo apprezzamento nei confronti di Rebecca, quest’ultima non può udirlo in alcun modo: una specie di fallimento comunicativo che è l’atto finale — o almeno così sembra — della loro amicizia problematica. (Molti protagonisti di Clowes confidano ai lettori cose che non riescono a condividere con coloro che avrebbero più bisogno di saperle.) Clowes segnala questo cambiamento nel loro rapporto modificando il look di Rebecca: indossa gli occhiali (in precedenza tratto distintivo di Enid), la cui presenza era stata annunciata qualche pagina prima in una scena breve ma simbolicamente carica, nella quale Rebecca parla del problema che sta avendo agli occhi.

Enid sta letteralmente svanendo dalla vista di Rebecca, e ben presto anche da quella dei lettori e del suo creatore.
La frase di Enid è riferita anche, o forse esclusivamente, a se stessa? O alla sua convinzione — o bisogno di credere — che è “cresciuta” in modo spontaneo, invece d’aver consapevolmente adottato un nuovo look? E’ vestita in modo raffinato e femminile: è rimasto poco degli stili più estremi, specialmente dell’aspetto punk, che erano per lei fonte di orgoglio — e ansia — nelle pagine precedenti del fumetto. Questo abito risulta anche quello più “adulto”, una scelta importante vista la grande considerazione che ha della propria infanzia: la si nota nel profondo attaccamento verso il giocattolo donatole da un ragazzino durante la quinta e il 45 giri per bambini che ascolta:

Il testo della canzone sembra esprimere il desiderio principale di Enid: come l’interprete di “A Smile and a Ribbon”, anche lei vuole essere considerata “speciale” e “rara”, prefigurando il modo in cui si riferirà a Rebecca, definendola una “splendida giovane donna”.

Dire “sei diventata una splendida giovane donna” significa considerarti un’adulta, una persona capace di riconoscere, comprendere e apprezzare questa crescita. Mi chiedo comunque se sia davvero ciò che Enid voglia dire, se cioè questo sentimento costruito così attentamente non nasconda qualcosa di meno piacevole — abbiamo notato un costante aumento di tensione nella loro amicizia. Tre pagine prima Enid osserva un bambino, curato dalla propria madre, e dice sussurrando “Stronzetto[2]“. Il bambino possiede ciò che lei desidera: una madre premurosa.

Anche Rebecca, seduta da Angel’s con Josh, possiede ciò che desidera Enid? Nella scena conclusiva, Rebecca e Josh occupano gli stessi posti nei quali Enid e Rebecca avevano trascorso molto tempo. Enid, a quanto pare, è stata sostituita.

[pagina 48]

Ma Rebecca è distratta, come mostra la sua cannuccia mangiucchiata.

Starà pensando non a Josh (non lo sta guardando), ma piuttosto a Enid? Il loro legame è così profondo che è facile immaginare possano pensare l’una all’altra contemporaneamente…
Sebbene Enid sia stimolata ad andarsene via dal ritorno dell’odiata ex-moglie del padre, dall’aver fallito l’esame d’ammissione al college e dai cambiamenti relativi all’amicizia con Rebecca, è stranamente ironico e appropriato che sia ispirata anche da due tipici personaggi bizzarri di Clowes, Bob Skeetes e “Norman” (il nome datogli da Enid), che vivono ai margini di Ghost World, ma che esercitano un’inesorabile attrattiva su Enid.
Come Clowes, anche Enid è affascinata da questo tipo di personaggi, che diventano decisivi sebbene la loro “presenza sullo schermo” sia molto limitata; possono sembrare apparentemente minori, ma in realtà sono tra i principali. Skeetes fornisce a Enid un’interpretazione astrologica che è vaga (come la maggior parte degli oroscopi), ma abbastanza precisa da indovinare che Enid si trova di fronte a un bivio. E predice/ispira la decisione che prenderà nell’ultima scena: “sta fuggendo via.”

Possiamo notare a mala pena Norman nella penultima vignetta della storia, sulla sinistra (sta soltanto girando per la città in autobus senza andare in nessun posto — ed è ciò che accadrà a Enid dopo che “scomparirà dalla nostra vista?”). In precedenza le ragazze avevano visto Norman, che aveva sempre atteso un bus che non arrivava mai, riuscire finalmente a prenderlo nell’ultima vignetta di pagina 52, una scena che anticipa e forse incoraggia la ‘fuga’ di Enid:

L’ultima inquadratura di Enid, una delle poche silhouette presenti nel fumetto.

Forse Enid è incuriosita da questo tipo di personaggi perché sembrano essere al di là del processo di crescita; sono interessanti in quanto tali e non necessitano di “diventare” qualcuno o qualcosa. Di sicuro sono estranei a tutte quelle pressioni sociali e personali che modellano sia Enid che Rebecca.
In questo tipo di storie “di formazione”, ci aspettiamo che il personaggio principale possa crescere in qualche modo, che giunga ad avere una nuova visione del mondo. Ma il tipo di crescita che è importante in questo contesto è quella intesa come separazione. “Diventare una splendida giovane donna” significa che Rebecca si sta allontanando da Enid (questa frase è curiosa anche perché Enid aveva spesso criticato la bellezza di Rebecca: la rendeva infelice, data l’insicurezza nei confronti del proprio aspetto.)
E, se Rebecca ha scelto un modo di vivere maggiormente convenzionale (nell’ultima pagina è rappresentata “dentro”, mentre Enid è da sola, all’esterno), significa che Enid si sta allontanando dal mondo? E per andare dove?

La crescita, dal punto di vista visuale, è fondata e bilanciata — e forse anche ostacolata — da un sottile e letterale senso di decadenza che possiamo osservare attraverso l’intera vicenda: vediamo l’insegna di Angel’s (un luogo associato profondamente a Enid) perdere alcune delle lettere sin dall’inizio della storia.

E c’è un altro cartello che assume un significato simbolico analogo: il segnale stradale di “attraversamento scolari”.

Efficacemenente, Enid si sta allontandando dalla scuola e procede in direzione opposta a tutto ciò che il segnale rappresenta (infanzia, nostalgia, sicurezza…) e lontano da tutti coloro che sono presenti nella scena (che avviene subito prima che venga pronunciata l’ultima frase). Inoltre vediamo di schiena due personaggi di Clowes, Squirrel Girl e Candy-Pants (da Eightball), che sembrano una versione più giovane e giocosa della coppia Enid-Rebecca. Se, come Rebecca, anche Enid è ormai diventata una giovane donna, allora deve lasciarsi tutto alle spalle — l’infanzia, i giocattoli e dischi, Rebecca e Josh — o almeno così crede…

[Nota musicale a margine: Enid ascolta i Ramones e Clowes ha realizzato i disegni del video dei Ramones "I Don’t Want To Grow Up", un sentimento che è in contrasto con l'ultima frase pronunciata in Ghost World. Ecco un link a "A Smile and a Ribbon", mentre il video dei Ramones disegnato da Clowes lo trovato ad inizio post.]

* * *

Link al post originale dell’autore.

[1] In orig. “You’ve grown into a very beautiful young woman.” Tradotto nell’edizione italiana come “Sei diventata una bellissima donna” (Coconino Press, Bologna, 2007)

[2] In orig. “You little fucker.” Tradotto nell’edizione italiana come “Stronzetta” (Coconino Press, Bologna, 2007)

Invito alla lettura: Aristophane Boulon

di Andrea Queirolo

La First Second ha recentemente dato alle stampe The Zabime Sisters di Aristophane Boulon. Un libro che avrei letto volentieri molto prima, ma non sapendo il francese ho dovuto aspettare un’edizione in lingua inglese (qua in Italia son tutti troppo presi dall’ennesima pubblicazione di Kirby o simili).

Un bianco e nero spesso, veloce ma conciso, tendente a catturare l’immediatezza delle cose, delle espressioni. Una storia cruda, che racconta la vita di tre bambine dell’isola di Guadalupa. Subito la natura ti colpisce: gli alberi, i fiori, il terreno, gli insetti–sono li e non sono di contorno, vengono messi sullo stesso piano dell’essere umano. E’ un libro spirituale, quasi religioso. C’è un evidente rimando al peccato originale, c’è la ricerca del rispetto e viene posto l’accento sul perché delle cose. Eppure è un racconto pieno di contraddizioni, di relazioni difficili e di momenti complicati. D’altronde la storia è anche l’avventura giornaliera di queste bambine che sperimentano per la prima volta paure ed emozioni.
Un volume che fa riflettere sulle scelte e sui modi di fare degli esseri umani, sulla cattiveria e sui rapporti fra le persone.
C’è una voce narrante che accompagna i personaggi, un sussurro fuori campo a tratti surreale. E’ la sensibilità non artefatta che manca a molti autori che cercano di raccontare storie simili.

Aristophane ha scritto una manciata di storie prima di morire misteriosamente nel 2004 a soli 37 anni. Di questo autore, che aveva davvero qualcosa da dire, spero di poter leggere le altre opere e, la prossima volta, magari in italiano.

Un documentario su Takehiko Inoue

Tintin negli incubi di Burns Parte 6

di Andrea Queirolo

Leggi le parti: 12345

Leggi l’intervista inedita a Burns

Ormai ci prendo gusto e quando vedo le citazioni di Burns all’opera di Hergè non posso far altro che riportarle qua.

Nel portfolio edito dalla galleria Martel di Parigi in occasione di una mostra, Burns si diverte a riprendere le intestazioni del Jorunal de Tintin.

J.H. Williams III e Batwoman

di Andrea Queirolo

In questo post esaminerò alcune vignette di J.H. Williams III e il suo modo di lavorare sulla serie di Batwoman, più in particolare sulla run Elegy scritta da Greg Rucka.
Non farò paragoni con altri lavori dell’autore e mi limiterò, in maniera non del tutto esplicativa, a commentare alcune particolarità.

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Una storia verticale qualsiasi…

Un paio di mesi fa chattavo con Mirko Oliveri, uno dei promotori del sito Verticalismi. Parlando ci venne l’idea di sperimentare una collaborazione fra i nostri siti. Pensammo di pubblicare una striscia in contemporanea, un racconto che in qualche modo parlasse del fumetto o che si rifacesse alla sua storia.
Questa, sempre secondo i nostri pensieri, doveva essere creata da un autore di Verticalismi. A quel punto stavo guardando le varie storie pubblicate sul sito, tutte più o meno interessanti e tutte con i loro spunti felici, quando mi sono imbattuto in quelle di Luigi Bicco.
Subito chiesi a Mirko se c’era la possibilità di far fare la storia a Luigi, perché a me piace quello che fa e quello che scrive.
Fortunatamente Luigi rispose in modo positivo e cominciammo a parlare di come impostare il racconto che, in modo assennato, ho lasciato del tutto nelle sue mani.
Credo che il lavoro di Verticalismi vada seguito e supportato, non solo perché i ragazzi hanno a cuore quello che fanno, ma soprattutto perché offrono uno spazio reale e significativo all’espressione degli autori che pubblicano su di esso.
Infine ringrazio Luigi che ha trovato il tempo di dedicarsi a questo piccolo progetto, e gli auguro di continuare a fare fumetti.

Sito di Luigi Bicco.

La storia su Verticalismi.