Watterson e le domande dei lettori

Bill Watterson, ritratto esclusivo di  Roberto La Forgia.

Nel maggio del 2005, a ridosso della pubblicazione del Complete Calvin and Hobbes Box Set, Bill Watterson si concesse in via promozionale ai fan per rispondere alle loro domande. Delle oltre 2500 che furono raccolte dall’editore, solo 35 furono selezionate e inoltrate a Watterson, il quale a sua volta ne scelse 15. Di queste proponiamo le più interessanti, quelle che ci permettono di continuare ad approfondire il lavoro dell’autore.

Watterson risponde ai fan da tutto il mondo

traduzione di Andrea Queirolo

Domanda: Le avventure di Calvin e Hobbes sono simili alla tua infanzia o la striscia è un tuo modo per creare storie che da bambino non hai mai vissuto?

Risposta: Avevo detto che gli aspetti fittizi e non fittizi erano piuttosto intricati. Mentre Calvin di sicuro riflette certi aspetti della mia personalità, non ho mai avuto un animale immaginario come amico, generalmente mi sono tenuto alla larga dai guai, andavo abbastanza bene a scuola, ecc…, quindi la striscia non è autobiografica. Spesso ho usato la striscia per parlare di cose che mi interessavano da adulto, e sicuramente, molte avventure di Calvin sono state disegnate semplicemente perché pensavo che l’idea fosse divertente. In ogni striscia, la quantità di invenzione è varia. Tieni presente che le strisce a fumetti sono tipicamente scritte con una certa quantità di spasso, e a volte ho scritto semplicemente quello che pensavo.

D: Cosa ne pensi della sezione fumettistica [quella dei quotidiani ndt] da quando ti sei ritirato quasi dieci anni fa?

R: C’è voluto un po, ma ora leggo i fumetti quasi come una persona qualunque. Questo non è un buon periodo per le strisce dei quotidiani, ma ce ne sono alcune che mi piacciono. Le cose potrebbero essere migliori e le cose potrebbero essere peggiori.

D: Come potrebbe essere diverso Calvin, oggi nel 2005 rispetto al 1985-1995?

R: Di norma ho cercato di mantenere la striscia relativamente slegata dal tempo. I giocattoli di Calvin, per esempio, erano principalmente un carretto e una scatola di cartone, anziché qualcosa di attuale. Suppongo che un Calvin del 2005 sarebbe differente, non perché sia un’epoca diversa, ma perché, in questo momento della mia vita, penso a cose diverse.

D: Tante strisce di Calvin e Hobbes hanno una specie di fattore morale/teologico che mi domando quale sia la tua educazione religiosa e se questa le ha influenzate. (per esempio, le strisce legate al Natale). Credo che tu sia stato cresciuto come cattolico.

R: Non ho mai frequentato nessuna chiesa.

D: Molti giovani fumettisti stanno usando internet per mostrare i loro lavori al posto di, o in accordo con la carta stampata perché ci sono poche possibilità di sfondare e internet offre la libertà di sperimentare con la forma, il contenuto e il colore. Date le tue preoccupazioni per la situazione dei fumetti sui quotidiani, cosa ne pensi di questo avvenimento?

R: Per essere onesti, non mi curo di questo. Internet potrebbe offrire un nuovo sbocco ai fumettisti, ma immagino sia davvero difficile tenersi fuori dal mare di spazzatura, attrarre un grosso pubblico, o fare soldi. I giornali sono ancora la serie A delle strisce…ma non mi preoccuperei di scommettere ancora per quanto.

D: Hai mai trasportato una situazione della tua vita famigliare in Calvin e Hobbes? Se si, puoi descrivere la situazione e l’impatto che la tua striscia ha avuto su di essa— per esempio, le persone attorno a te hanno realizzato di essere finite nella tua striscia?

R: Cerco di non usare la mia vita così direttamente–quando ho cominciato a superare quella linea, si percepiva la strumentalizzazione. I problemi della vita reale mi hanno dato argomenti sui quali lavorare, soltanto dopo ho creato la storia. I fatti spiacevoli sono stati rimossi, i dettagli sono stati mischiati, e sono state aggiunte intere parti di finzione, tutto per soddisfare le esigenze della striscia. La mia famiglia ha sicuramente riconosciuto il contesto di molte strisce, ma ho cercato di usare la verità unicamente come punto d’inizio.

D: Sei stato davvero ostinato nel non divenire un personaggio pubblico, e lo rispetto molto. C’è qualcosa che desidereresti dire ai fans che non capiscono i tuoi voleri e perché è importante per te non stare sotto la luce dei riflettori?

R: La mia impressione è che a quelli che non lo capiscono non gli importa di capirlo.

D: Quali caratteristiche desidereresti vedere più frequentemente attorno ai bambini?

R: Buoni genitori!

D: Cosa ti ha portato a desistere dalla commercializzazione di Calvin e Hobbes?

R: Per cominciare, ho chiaramente sbagliato i calcoli su quanto sarebbe popolare ostentare Calvin mentre urina su un logo Ford….Di fatto, quando ho incominciato la striscia non ero contro tutto il merchandising, ma ogni prodotto che ho considerato sembrava violare lo spirito della striscia, contraddire il suo messaggio, portarmi via dal lavoro che amavo.

D: Come mostrato non solo attraverso le caratteristiche di Calvin, ma anche attraverso il tuo stile di arte unico, di narrazione, e di impostazione della pagina, sembri enfatizzare il singolo. Hai parlato di emarginati o persone che non sembrano adattarsi alle “norme” della società (me compreso) e senza dubbio ciò ha fatto star bene le persone che sono diverse. Era quello il tuo intento quando iniziasti Calvin e Hobbes e come percepisci l’individualismo e l’originalità?

R: Credo che una cosa che mi piace di Calvin è che se si adatta o meno con il resto del mondo è pressoché irrilevante, perché lui non può fare a meno di essere se stesso. Naturalmente, quando ho iniziato Calvin e Hobbes, la mia intenzione era semplicemente avere un lavoro da fumettista. Ho avuto molte poche grandi idee su dove stesse andando il mio lavoro fino a quando non è finito, ma guardando indietro, credo che la striscia in genere riveli le mie morali su questi argomenti.

D: C’è stato qualcosa che hai voluto inserire, ma non potevi a causa dei syndicate, degli editor, o del pubblico? In caso affermativo, cosa e come hai fatto per affrontare la situazione?

R: Questo non è mai stato un problema. Non stavo cercando di oltrepassare quei tipi di confini.

D: La maggior parte dei fumettisti dicono che preferiscono la spontaneità e l’energia dei loro schizzi iniziali a matita ai loro disegni a china finita. Hai qualche opinione su questo, dato che nel tuo lavoro sembra che siano i disegni a china ad avere grande e spontanea energia?

R: I miei schizzi a matita erano solo minuscole annotazioni di chi stava parlando [riferito ai personaggi ntd], quindi non ho particolare rispetto per loro. Nel mio caso, i disegni finiti catturavano più dell’impatto visivo che cercavo. Infatti, facevo poco lavoro preliminare a matita per la striscia finita, in modo che l’inchiostrazione fosse una vera e propria sfida, e non uno sterile ripasso delle matite. L’inchiostro è un mezzo meraviglioso a se stante.

D: C’è qualcosa della striscia che cambieresti se potessi tornare indietro? (Non che abbia bisogno di cambiamenti! Penso che sia perfetta così com’è.)

R: Beh, diciamo solo che quando ora leggo la striscia, vedo il lavoro di un uomo molto più giovane.

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4 risposte a “Watterson e le domande dei lettori

  1. Questa è DAVVERO una gran bella chicca.

  2. ..un maestro !e l’ultima strip è fenomenale..

  3. Quanto rispetto infondono le risposte di Watterson.
    …e anche, talvolta, un po’ di irritazione…
    Fosse stato per noi, i suoi fans, ce lo saremmo mangiato vivo, Watterson, dentro piatti coi disegni di Calvin & Hobbes, con forchettine di Calvin & Hobbes, accanto a peluches di Calvin & Hobbes.
    Un Grande.

  4. Veramente immenso!! Una volta scrisse che disegnava fumetti per restituire un po’ di quella gioia che i fumetti gli avevano regalato. Quando avevo ancora una collezione…tutti i suoi volumetti erano tra i piu’ preziosi.

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